Acquistare casa è uno stress. L’agente immobiliare lo riduce

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La videointervista che presentiamo è la prima in assoluto di una serie (speriamo lunga) che ci porterà in giro per l’Italia per dar voce agli agenti immobiliari, un esercito di professionisti cui spesso affidiamo una delle scelte più importanti della nostra vita, l’acquisto della casa

Incontro Maurizio Mori nella sua agenzia MilleCase di Goito, a due passi da Mantova.

Il centro abitato è lungo la direttrice Brescia–Ravenna, arteria affollatissima di TIR e di ogni altro mezzo di trasporto agricolo-industriale, è la PIANURA PADANA, bellezza, il vero nerbo della nazione o la spina dorsale, se preferite.

Presidente provinciale FIAIP, quindi investito di una certa autorevolezza in seno alla categoria, Maurizio Mori rappresenta a mio modo di vedere quella porzione di agenti immobiliari che non si accontenta del quieto tran tran di tutti i giorni, e vuole andare oltre la linea di galleggiamento, in verità la più facile, e si interroga invece sul futuro di questa professione.

Professione?

Per carità – mi dice lui – smettiamola di giocare con le parole e diciamocelo una volta per tutte che a tentare di rincorrere una connotazione professionale che non esiste. Altrimenti finiremo per ambire a posizioni subalterne: il vice-notaio, il vice-commercialista, il vice-tributarista. Mentre dovremmo semplicemente avere la dignità di accettare quello che realmente siamo: ausiliari del commercio, come siamo definiti alla Camera di Commercio, i quali esplicano la loro funzione di mediatori tra le due parti: venditore e compratore.


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