L’indice trimestrale di Soldi Sette rileva una rinnovata propensione all’investimento, ma non più nel settore immobiliare, quanto piuttosto in quello borsistico, con una netta tendenza verso il mercato obbligazionario.
I risparmiatori italiani continuano ad avere fiducia sul futuro dell’economia, secondo la rilevazione di giugno 2007 dell’indice Soldi Sette, realizzata da Altroconsumo.L’indice si è attestato a quota 111,5, tra un minimo di 0, estremo pessimismo, e un massimo di 200, netta euforia: in lieve ribasso rispetto a marzo 2007 (113,5), ma ancora segnale di un certo ottimismo.
Aumenta, rispetto al trimestre scorso, la voglia di investire, che balza da quota 107,9 a 110,7.
Ha probabilmente contribuito a questo risultato l’affievolirsi dei timori di una recessione negli Usa, con potenziali conseguenze negative in tutti i Paesi.
A sostegno di questa tesi il rialzo dei rendimenti delle obbligazioni a medio/lungo termine registrato sia negli Usa che in Europa nelle ultime settimane.
Un rialzo che potrebbe mettere in crisi il settore immobiliare (la fiducia sul mattone scende da 108,1 a 106,2) e, per i pessimisti, frenare la crescita degli utili delle società. A ciò è probabilmente legato il motivo del ridimensionamento della fiducia dei risparmiatori sulle azioni (da 103,3 a 102,2); cresce, invece, la fiducia sulle obbligazioni (da 105,9 a 106,8).
“Le alternative forti all’investimento azionario non sono molte. Le Borse, ancora nel complesso non care, dovrebbero quindi offrire, al di là di malumori temporanei, buone soddisfazioni” commenta Vincenzo Somma, direttore di Soldi Sette.
La rilevazione dell’indice di Soldi Sette è effettuata trimestralmente, attraverso un campione di risparmiatori, intervistati telefonicamente sulle aspettative di evoluzione della propria situazione finanziaria nei dodici mesi successivi.
P.S. - Gli Agenti Immobiliari condividono questa analisi? Registrate anche voi la fuga dal mattone?











Ho letto una analisi simile 6 o 7 anni fa… anzi, a dire il vero leggo semre questo tipo di analisi da parte dei giornali che si occupano di economia…certo, le obligazioni son una buona cosa…
che dire, fino ad ora my way for you, in futuro vedremo.
Posso solo segnalare una tendenza delle aziende di qualsiasi tipo a trasformarsi in immobiliaristi, ma forse è più dovuto alla natura imprenditoriale (che prevede di fare per guadagnare) che a un effettiva convenienza.
questo dovrebbe aiutarci ad essere buoni esperti dei mercati finanziari e conoscere quali sono i pregi e difetti del mercato azionario. Anche qui si tratta come sempre di Customer target.
Diciamo che per il livello più corrente il mercato immobiliare rimane un’eccellente investimento. il Mercato Azionario mi da da guadagnare solo se posso seriamente influenzarlo con l’operazione e questo non è il caso di chi deve investire la propria liquidazione oppure un pò di soldi rimanendo al di sotto del milione di euro.
C’è un altro fatto. Dopo il crack Parmalat e altre esperienze del genere la gente non la vedo così propensa ad affidare alla propria Banca gli investimenti e ancor meno ai vari Promoter che, credetemi, non sono poi il massimo.
Come Studio ARS, in quanto svolgiamo spesso la funzione di fiduciari immobiliari, la nostra esperienza ha dimostrato che anche le grandi Compagnie sono molto orientate verso i Fondi Immobiliari, i REITs o simili strategie finanziarie. Ci stiamo infatti attrezzando in quella direzione, puntando su Londra, Dubai e New York. Qualcosa c’è anche in Italia ma è molto più lottizzato politicamente, il che non lo consiglio sempre.
Per un Target di medio respiro si possono proporre immobili a reddito in corpo unico, come palazzine in zone turistiche oppure piccole strutture destinate ad utilizzo terziario. Si tratta spesso di investimenti che vanno dai 2 mln ai 5 mln di Euro (se consideriamo realtà a reddito consolidato). Qualche occasione può capitare anche tra i 700.000 e il milione, ma su cui necessita intervenire e poi eventualmente locare.
Relativamente alle Aziende che diventano immobiliaristi, è soprattutto dovuto al fatto che molte di esse hanno già cespiti consistenti e li devono gestire, oppure vogliono fare operazioni per surplus di liquidità (questo soprattutto succede all’Estero, un pò meno in Italia) oppure per influenzare i mercati borsistici.
Ritengo quindi che l’immobile rimanga interessante. Un alloggio, se ben affittato (e dico “ben” affitatto), garantisce un buon spread. E’ vero che le tasse sono alte, ma anche sul mercato azionario, tra balzelli, bolli, spese tenuta conti e gestione superiamo ampiamente il 23%
buon lavoro,
Fabrizio
Grande Fabrizio, grazie per averci regalato un pezzo della tua competenza.
Grazie.
A mio avviso fare un confronto diretto tra il mercato finanziario e quello immobiliare non è possibile. Sono diverse le logiche e le aspettative dei grandi “operatori”.
Tieni presente che il mercato borsistico italiano è una pulce rispetto ad esempio a quello americano. Nel nostro listino ii 3/5 delle quotazioni delle azioni sono a mio avviso “manovrabili” nel breve periodo da mani forti ! Tenete presente che ad es. a Londra nelle grandi società di investimetno ci sono dei “ragazzotti” che in 1 ora muovono valanghe di denari…soprattutto chi opera sui derivati.
L’investimento azionario, ma anche quello obbligazionario (alla luce delle varie Parmalat per restare in Italia), non ti darà mai la sicurezza di un investimento immobiliare. Nel settore del mattone se hai comprato bene, cioè al prezzo giusto, sai con una certa certezza quello che potrai realizzare, sia in termini patrimoniali che reddituali. Nel mercato azionario ad es. questa certezza non te la può dare nessuno, visto che nessun analista finanziaro, che fa un’analisi fondamentale ( cioè di bilancio) o tecnica ( cioè del grafico ) potrà dirti se un’azione potrà scendere o salire…in questo mercato i fattori “esterni” sono troppo importanti. E del resto se lo sapesse finirebbe di fare l’analista, cioè il dipendente, e si metterebbe a fare il trader indipendente.
Sui promotori finanziari devo dire che ci sono quelli preparati e quelli meno preparati. La loro attività dipende molto dall’azienda in cui lavorano, da quello che l’azienda pretende da loro, in termini di prodotti da collocare. E dipende molto anche da come il promotore vuole lavorare: vedi propensione al rischio del cliente e tanti altri fattori.
Da qualche anno sono nati i fondi immobiliari di investimento, da poco in Italia, che caccolgono il denaro nei risparmiatori, o di grandi investitori, per poi utilizzarlo per l’acquisto di immobili che vengono “ristrutturati (sia dal punto di vista manutentivo, che dal punto di vista legale) per moi metterli a reddito e rivenderli. Per lo più si tratta di fondi chiusi, cioè si impongono di raccogliere tot. euro e poi iniziare a comprare.
Si è iniziato con gli immobili commerciali e gli uffici….ma oggi ci sono fondi che vanno ad investire in molti altri settori.
Questo è un settore molto inteeressante.
Il problema è che i fondi stranieri spesso arrivano in Italia e poi si mettono le mani nei capelli per tutte le problematiche che trovano. Però piano piano anche da noi…..e lo StudioARS ce lo testimonia,,,le cose si incominicano a muovere.
Teniamo presente che tali immobili però devono dare una deteminata % di reddito, altrimenti non vengono nemmeno presi in considerazione, fossero anche in Piazza del Duomo a Milano.
sarò andato OT ???
Mi sono dimenticato di dire…secondo me, se parliamo di patrimonio di una famiglia, occorre che questo sia adeguatamente “bilanciato”. Quindi non si deve assolutamente pensare che ci sono momenti per passare tutto il capitale sull’obbligazionario o azionario…e momenti dove è meglio acquistare solamente immobili.
E questo per tutta una serie di motivi.
E’ ovvio che se io chiedo ad un Promotore finanziaro cos’è meglio…. non mi dirà la stessa cosa che mi potrà dire un Agente Immobiliare
Io non vedo tutta questa fuga dal mattone per buttarsi sulle obbligazioni