Una lunghissima mail (SIATE BREVI!!!) da parte di una Agente Immobiliare che preferisce mantenere l’anonimato.
Ciao a tutti, sono una agente immobiliare regolarmente iscritta al Ruolo dal 2005 e titolare di una agenzia immobiliare dallo stesso anno, svolgo la mia professione con passione e con la massima serietà e precisione possibile, conscia che anche in questo modo ci si può trovare in situaz.
Vi scrivo perché mi trovo in una situazione estremamante fastidiosa e vorrei un vostro consiglio (oltre a quello del mio avvocato), spero che possiate aiutarmi ed abbiate pazienza anche se mi rendo conto che la mia mail sia un po’ (!) lunga:
In aprile una coppia firma la proposta di acquisto per un immobile (n.1) , con la condizione sospensiva fino alla fine dell’anno, per cui la conclusione dell’affare sarebbe avvenuto solo nel caso in cui la stessa coppia a sua volta avesse venduto la propria abitazione (n.2), versando ai proprietari una somma a titolo di caparra confirmatoria ed inizio del pagamento; i proprietari accettano e firmano per accettazione. Contemporaneamente acquisisco incarico a vendere l’immobile (n.2) della coppia.
Tra le varie persone che ho portato a visitare l’immobile (n.2), un signore e sua moglie ne restano particolarmente colpiti e si informano riguardo la trattabilità del prezzo di vendita. Io mi informo dai venditori e spiego che dato che l’immobile - pur essendo ristrutturato da pochi anni - è attualmente sprovvisto di certificato di agibilità e che la destinazione d’uso di alcuni locali dello stesso non corrispondono a quelle autorizzate urbanisticamente dal Comune la trattabilità sarebbe stata limitata in quanto i proprietari stavano regolarizzando la cosa e quindi avrebbero dovuto sostenere degli oneri. Il signore sua moglie dopo un po’ di giorni si ripresentano con tutta la famiglia per rivedere l’abitazione ed in più mi spiegano che vorrebbero fare delle modifiche interne in caso di acquisto. A questo punto riparlo con i proprietari che mi dicono che sono disposti a venire incontro a questi signori abbassando notevolmente il prezzo purché si accolli le spese per la regolarizzazione delle difformità urbanistiche attuali, anche in considerazione dei lavori che intendevano effettuarvi. Nel frattempo io mi informo da un tecnico di zona riguardo la fattibilità della cosa onde evitare problemi ai futuri acquirenti in futuro. Trascorrono altri giorni ed il signore con sua moglie si ripresentano per la terza volta e per la terza volta andiamo a visionare l’immobile, questa volta con dei loro amici. La stessa sera il signore firma una proposta d’acquisto ad una cifra molto più bassa rispetto a quella richiesta dai venditori, nella quale sono specificate con estrema precisione le difformità urbanistiche dell’immobile e nella quale è specificato che se ne farà carico lui stesso in considerazione della necessità di effettuare delle modifiche e dei lavori interni. Dichiara di versare una cifra a titolo di caparra confirmatoria e principio di pagamento e dopo TRE giorni mi porta un assegno circolare non trasferibile intestato al venditore da consegnare solo in caso di accettazione della proposta. Con due giorni di anticipo rispetto alla scadenza della proposta i venditori firmano. Lo stesso giorno comunico telefonicamente al signore l’accettazione della proposta e gli chiedo di venire a ritirarne una copia (la residenza di questo signore è in un’altra città nella quale non sarebbe tornato se non dopo diversi giorni). Sempre nello stesso giorno chiamo i proprietari dell’immobile n.1 e comunico che per l’immobile n.2 è stata sottoscritta e firmata per accettazione una proposta d’acquisto, e che quindi ci saremmo risentiti per fissare la data del preliminare. Il pomeriggio il signore, mi chiede di andare a casa sua perché c’è anche la sua famiglia e in quella sede mi dice che vuole tirarsi indietro perché sulla casa c’è un residuo di mutuo ipotecario (che i venditori avrebbero ovviamente chiuso al momento dell’atto, cancellando anche la relativa ipoteca), dopo lunghe discussioni gli dico che il problema da lui sollevato era un falso problema e che prima di tirasi indietro, perdendo come minimo la somma che già aveva versato e sperando che i proprietari la prendessero bene, visto che avevano già mosso tutti gli altri proprietari dell’immobile n.1, se voleva stare tranquillo e se il problema era davvero solo questo, potevamo parlare con il direttore della banca interessata il quale gli avrebbe spiegato nel dettaglio la procedura di estinzione del mutuo, ecc. Il giorno dopo andiamo alla banca, parliamo con il direttore e tutto si risolve, il signore firma per ricevuta la comunicazione di accettazione della proposta di acquisto e mi dice che lui e sua moglie hanno fretta di trasferirsi e di fissare al più presto possibile il preliminare, meglio se da un notaio. Io ed i proprietari chiamiamo i proprietari dell’immobile n. 1 e gli diciamo di organizzarsi in fretta visto che sono in cinque e risiedono in varie città d’Italia, perché gli acquirenti dell’immobile n.2 vogliono trasferirsi il più presto possibile. Il pomeriggio il signore e sua moglie chiamano il proprietari dell’abitazione per cui hanno firmato proposta d’acquisto e insieme ai familiari fanno una scenata perché, dicono, sono andati dal tecnico aveva seguito la pratica di sistemazioni interne della abitazione chiedendogli il certificato di agibilità e quello gli ha detto che, per quanto ne sapeva lui l’immobile non lo aveva ma che comunque poteva avere seguito la pratica qualsiasi altro tecnico… (tutto ciò era già stato specificato abbondantemente sulla proposta d’acquisto firmata ecc. ecc.). Per di più montano tutta una storia per cui la moglie del signore vuole lasciarlo perché lui aveva firmato senza il suo consenso e comunque ci sono delle cose “strane” (le difformità urbanistiche) e quindi non sono più interessati.
Dopo due giorni mi riconvocano, insieme ai proprietari e mi dicono che io non sono stata chiara, che le difformità hanno saputo da un tecnico della loro città non sono regolarizzabili, in sintesi che io sono stata disonesta, ho omesso dei particolari, ho fatto firmare il signore troppo in fretta (l’assegno me lo ha portato dopo tre giorni dalla firma!!) non ho chiamato la moglie mentre firmava ecc.
Io con il massimo della calma ho ribadito di avere specificato più volte la situazione urbanistica dell’immobile, che la situazione era regolarizzabile con estrema tranquillità, che c’è un tecnico che mi dichiara questa cosa e che se il loro tecnico dichiara il contrario (tra l’altro è di un’altra regione) me lo scriva cosicché io possa dimostrare il contrario e stare tranquilla professionalmente e con la coscienza. Gli dico che se non sono più interessati all’immobile, io convocherò le parti per il preliminare (come richiestomi dai proprietari nell’incarico a vendere) e loro potranno non presentarsi, in questo modo io potrò continuare a pubblicizzare l’immobile e a venderlo, viceversa se lo desiderano i proprietari sono disposti a regolarizzare loro stessi la situazione urbanistica dell’immobile ed a venderlo con Certificato di agibilità e cambi di destinazione d’uso, come d’altra parte già avevano deciso di fare mesi prima.
Questa mattina, dopo avere sollecitato due volte in due giorni - senza risultato - una risposta da parte del signore e sua moglie per sapere cosa hanno deciso, come richiestomi dai venditori ho convocato con raccomandata a/r per metà settembre le parti per la stipula del preliminare.
Nel pomeriggio si è rivisto il signore, in presenza anche del proprietario, con una lettera di quietanza da farsi firmare dal proprietario in cui si dichiara di non avere più nulla a pretendere oltre la somma già versata.
A me ha ribadito quanto già detto, ovvero che la sua fiducia nei miei confronti era stata mal riposta e che il suo tecnico gli ha detto che non era possibile fare il cambio di destinazione d’uso… insomma che io l’ho fregato!!! Era presente anche il mio tecnico di fiducia che gli ha ribadito il contrario e gli ha anche chiesto di farsi scrivere nero su bianco quanto affermato…
Da parte mia ho detto di essere certa di essere nel giusto: ho messo l’acquirente al corrente di tutto ciò che riguarda l’immobile di suo interesse, mi sono premurata di informarmi da un tecnico riguardo alla regolarità delle procedure, ho fatto il possibile per trovare l’accordo sul prezzo, li ho portati più volte a vedere l’immobile con famiglia, amici e conoscenti, con tutta questa storia perdo un sacco di soldi E IN PIU’ DEVO ANCHE PASSARE PER DISONESTA????
Gli ho anche ricordato che comunque il mio lavoro lo avevo fatto… e la mia provvigione?… e così il signore (che era senza la moglie) se ne è andato, ma dopo 20 minuti mi ha chiamato la moglie strillando e dicendo di nuovo che io avevo estorto la firma del marito che il tutto era stato studiato a tavolino da me e dai venditori e che avrei dovuto pagare in salute quello che IO gli stavo facendo passare…
CREDO PROPRIO CHE LA MIA PROVVIGIONE LA CHIEDERO’….
Avete qualche consiglio??
Firmato
Una Agente sfiduciata che cerca lavoro in un call center…
P.S. - Vorrei chiedervi di aggiungere alla mia precedente mail che i miei rapporti con in vari proprietari e quindi venditori degli immobili oggetto delle questione di cui vi ho scritto sono attualmente ottimi, di estrema fiducia reciproca e di collaborazione. Insieme stiamo cercando di capire quali sono le motivazioni che hanno portato il signore e la moglie e comportarsi in maniera così poco chiara e stiamo cercando di risolvere il tutto nel migliore dei modi.
Questa è già per me una soddisfazione.. anche se piccola.











Urge riassunto e parafrasi..
Secondo me gli acquirenti dell’immobile n° 2 hanno cambiato idea a prescindere dalla difformità urbanistica. Hai fatto bene a sentire un tecnico per assodare la possibilità di regolarizzare tutto. Un consiglio. Prova a porre, con la dovuta diplomazia del caso, il quesito al geometra responsabile del Comune. Ponigli direttamente la questione e chiedigli se gli strumenti urbanistici consentono una regolarizzazione e in che tempi. Lo so, è come andarea grattare il sedere al topo, ma probabilmente è la soluzione migliore. Il loro tecnico afferma che le opere non sono sanabili? in forza di cosa? di un regolamento edilizio in capo ad un latro comune? Ciò e ridicolo, oltre che poco professionale. Tu il tuo lavoro ho capito che lo hai fatto, hai messo in luce aspetti positivi e negativi, inoltre a corroborare quanto affermi hai una proposta dove è stata cristallizzata la presenza di difformità urbanistiche. Comunque mi permetto un consiglio per il futuro: dopo avere redatto qualsiasi scrittura (proposte, preliminari ecc) prima di farli firmare, consegna queste scritture ai contraenti con l’invito da parte tua a far visionare da persona di fiducia che ritengono più adatta (geometra, notaio, commercialista, fruttivendolo, associazione delle casalinghe, vicino di casa),le stesse scritture. Mi piacerebbe aiutarti, ho un debole per l’urbanistica. Lascia stare i call center, ti pagano poco e male per sentirti mandare 200 volte al giorno a fare in…e manco per colpa tua!!!
cara agente immobiliare anonima, mi sembra che tu abbia messo in luce tutto, aspetti positivi e negativi. Ti hanno firmato una proposta indicando l’esistenza circostanziata di difformità? Bene,quella è la dimostrazione della tua onestà e buona fede. Tutto ciò che segue la vedo come una intenzione all’acquisto venuta meno. Sono sanabili le difformità? un consiglio: poni il problema direttamente al tecnico del comune (sezione edilizia privata). Tranquilla! Non vale come denuncia di abuso. Però a quel punto hai in mano un parere autorevole, utile e superpartes. La materia mi piace, potessi aiutarti più concretamente (solo se tu lo volessi!). Centralinista? lascia stare e continua così che vai bene!!
un cliente che ha cambiato idea, come capita ogni tanto, quando capita molto raramente danno la colpa a se stessi diventa facile scaricare tutto sull’agente immobiliare… chiedi la provvigione…
Cara anonima,
per lavorare in un call center occorre essere veloci e avere il dono della sintesi! Francamente non mi sembri portata…Comunque, in ogni lavoro ci sono vantaggi e difficoltà.
Riguardo alla tua ingarbugliata vicenda:
1) La gente, a volte cambia idea! Sono i rischi del mestiere non è il caso di avvilirsi.
2) Forse hai commesso l’errore di non individuare e di trascurare chi all’interno di quella famiglia ha potere decisonale: la moglie.
3)Forse devi migliorare il tuo modo di comunicare. Perchè, ad esempio, per spiegare ad un cliente come si estingue un mutuo, non è necessario mandarlo dal direttore di banca.
1) Noi possiamo fare tutto, controllare tutto, spiegare tutto, prevedere tutto ma quando un cliente cambia idea c’è poco da fare si arrampica sui vetri pur di trovare un motivo per incolpare qualcun altro….
2) Se le cose stanno proprio così come le hai descritte hai praticamente tutto documentato per iscritto e firmato dalla controparte, quindi puoi dimostrare di aver svolto il tuo lavoro con professionalità e diligenza del buon padre di famiglia, di averli portati ad un accordo e quindi non esitare CHIEDI LE PROVIGIONI!!!! Però come sopra ha detto ghizolfo procurati il parere “superpartes” del tecnico comunale.