G.F. pone un nuovo quesito:

Se i professionisti (avvocati, notai, geometri ecc.) quando si occupano di questioni immobiliari, talvolta in concorrenza con gli agenti/agenzie immobiliari, operano con un mandato a titolo oneroso (incarico di stipulare un atto giuridico relativo ad un affare immobiliare) è evidente che la prestazione intellettuale (consulenza) in un’agenzia immobiliare non potrà che essere gestita dalla figura denominata (attualmente) “mandatario a titolo oneroso per la conclusione di affari immobiliari” e perciò qualsiasi seria riforma dell’attività di mediazione immobiliare non può prescindere dal differenziare in modo significativo l’agente immobiliare (che svolge un’attività commerciale) dal mandatario a titolo oneroso (che svolge un’attività intellettuale).

Secondo voi in che cosa dovrebbero consistere queste differenze? e sarebbe la stessa che c’è tra un notaio e un agente immobiliare quando si stipula un preliminare di compravendita?

P.S. Se vi può interessare il sottoscritto (G.F.) ha predisposto anche una proposta per una riforma della legge 39/89 che contiene anche una definizione di agenzia immobiliare.

Incollo qui i commenti OT che hanno ispirato questo post :

  1. Roberto Ponziani il 21 Settembre 2007 alle 16:29 ha detto:

    @caviapp: io svolgo solo attività di mediazione, non vendo, lo so, ne sono sicuro e sfido chiunque a provare il contrario, sempre, dovunque: i clientei da me hanno assoluta libertà di trattativa, io sto nel mezzo e faccio il MIO LAVORO: medio.

    Attività commerciale significa vendere qualcosa, se noi vendiamo qualcosa vendiamo noi stessi.

    Noi semmai siamo ausiliari del commercio.

    E abbiamo compensi regolati dal C.C. e dalla 39/89.

    E questi compensi li abbiamo non quando vendiamo (nel senso di vendere un bene per ricavarne un utile direttamente) ma quando è provato che non abbiamo interessi o legami che ci facciano propendere per una delle due parti.

    Il prendere soldi da entrambe le parti ha senso solo nel caso di assoluta imparzialità, che non può esserci, a mo avviso, nel caso di aste o nel caso di incarichi che escludano la libertà di offerta da parte dell’acquirente.

    La mediazione è questo, principalmente, credo ( non ho ttte le certezze che sono prerogativa di chi può averle ).

    La cosa della quale sono certo è che SOLO i mediatori iscritti al ruolo, ad oggi, avrebbero diritto alle provvigioni da entrambe le parti in caso di conclusione di un affare per effetto del loro intervento, ecc. ecc..

    Scusate, ma davvero non avete chiara la differenza tra venditore e mediatore?

    Il resto di coloro che si fanno pagare da entrambe le parti na provvigione, non essendo AI, sfrutta nel migliore dei casi cavilli e scappatoie, naturalmente senza delega di trattativa.

    Smentitemi.

    P.S:

    Sarebbe da aprire un post nuovo: vi sentite mediatori o venditori?
    Caviapp57, vorresti scriverlo tu?

  2. gianni53 il 21 Settembre 2007 alle 17:02 ha detto:

    La questione del mediatore/mandatario sta proprio nel fatto che essendo appunto un mediatore può avere un mandato (= incarico di stipulare l’atto) da tutte e due le parti ed essere pagato da tutte e due le parti, al contrario del notaio che, non essendo mediatore, può avere il mandato solo da una delle parti.

    Il notaio quando stipula un atto svolge due attività: quella certificativa (pubblico ufficiale) e quella di consulenza (come libero professionista); la prima è esclusiva la seconda può essere svolta anche da altri professionisti, ma non dagli AI mediatori

    Il 2229 non può infatti applicarsi agli AI quando fanno mediazione perchè essi svolgono attività commerciale, come non può applicarsi agli agenti di commercio; può invece applicarsi agli AI quando operano come mandatari.

    Capisco che non è facile districarsi, ma se gli AI vogliono crescere come titolari di imprese di servizio hanno innanzi tutto l’interesse a sostenere che nelle loro agenzie si possono stipulare tutti gli atti relativi agli affari che vi si concludono (chi li deve stipulare e come poi sarà da vedersi), ma la “trimurti associativa” questo punto non l’ha mai nemmeno voluto discutere e non ho mai capito perchè (ma forse ci sono problemi per i conflitti di interessi)

  3. gianni53 il 21 Settembre 2007 alle 17:14 ha detto:

    Per Ponziani

    l’asta è (teoricamente) il sistema più traparente di mediazione; ogni vendita dovrebbe essere un asta: se il mediatore non riesce a far acquistare al miglior offerente non fa bene il suo mestiere.

    In Inghilterra la maggior parte delle vendite nelle agenzie avviene con il sistema dell’asta (vedi sito del RICS)

    Se ci si sforza si possono capire anche i concetti difficili, coraggio perchè vedo che la buona volontà c’è (si può scherzare?)

  4. Roberto Ponziani il 21 Settembre 2007 alle 17:19 ha detto:

    Certo!

    Ma abbiamo un concetto diverso, molto d mediazione, vedo..

    Un mediatore porta il miglior offerente che trova, ma a uno per volta!

    Se no non è etico, non è mediazione.

    Se un cliente fa una proposta irrevocabile, noi sospendiamo appuntamenti e proposte, fino a quando la proposta non sia o scaduta o sia stata rifiutata (se è accettata… ;) )

    Quindi non è un’asta…. no?

    Per me invece chi riesce a vendere al miglior offerente, è un banditore o un venditore…

    Forse abbiamo una visione diversa, ma sinceramente credo di essere io stavolta a sapere bene cosa debba fare un mediatore, per come è inteso dalla 39/89 e dal C.C:

  5. Roberto Ponziani il 21 Settembre 2007 alle 17:35 ha detto:

    Cercherò di chiarire la mia visione per come mi so esprimere:

    Mediazione.

    Il mediatore ha diverse case di suoi clienti venditori, per le quali ha avuto l’incarico (non è necessario il mandato) di trovare persone interessate all’acquisto.

    Effettua visite, fa pubblicità e propone ai clienti acquirenti che già ha, al fine di trovare una possibile combinazione domanda/offerta.

    Quando trova un cliente acquirente che è potenzialmente interessato, gli parla del prezzo, il suo parere sulla trattativa che nasce, sul modo di gestirla e impostarla e poi gli fa sottoscrivere la proposta di acquisto irrevocabile, cercando di pilotare l’offerta verso una cifra che sia congrua alla conclusione dell’affare (che può essere anche diversa da quanto richiede il proprietario)…

    Poi porta la proposta al proprietario, cercando di farla accettare (è suo dovere, anche a prezzo inferiore, di no lo deve dire il proprietario).

    Se non ci riesce può intervenire in diversi modi (controproposta, rialzo dell’offerta, modalità di pagamento e tempi …).

    Quando riesce a limare tutti gli aspetti (che non sono solo di prezzo) ecco che si può arrivare a una sottoscrizione dell’affare, i tecnici fanno i controlli verificando i documenti che il mediatore avrà consegnato e se tutto è a posto si va alla sottoscrizione di preliminare o rogito o altro contratto/atto…

    Riscuote da entrambe le parti, con le quali non ha nessun legame, tantomeno un contratto che limiti la sua azione a esser portavoce di qualunque proposta, al di là della propria volontà…

    Venditore

    Io ho un appartamento del quale mi occupo, con incarico o mandato con/senza rappresentanza non cambia la sostanza semmai l’iter.
    So che devo vendere e far guadagnare il venditore (che potrei essere anche io) una certa cifra che corrisponde a un certo prezzo di vendita, sotto il quale non posso scendere perchè non guadagnerei niente.
    Vendo, il proprietario mi paga.

    Banditore.

    Decido un giorno dal quale partirà la vendita di un appartamento.

    Ho un prezzo base, di partenza.

    Ho dei rilanci minimi.

    Ho diverse persone alle quali interessa che conoscono sia il prezzo base che i rilanci, oppure ho diverse persone che contemporaneamente fanno la loro migliore offerta.

    Chi offre di più ha vinto.

    Ho un compenso che deriva da diritti d’asta.

    Poi se caviapp fa quel post che gi ho chiesto, mettiamo questi commenti li :)

    Scusate l’ot, ma lo trovo interessante.

    Se da fastidio magari scorporo subito, fatemi sapere.

  6. gianni53 il 21 Settembre 2007 alle 18:22 ha detto:

    il banditore di un’asta è di regola un mediatore: fa incontrare le persone (la proprietà da un lato ed i possibili compratori dall’altro) per far concludere loro un affare: su questo punto non dovrebbe esserci alcun dubbio e non vedo alcuna sostanziale differenza con l’attività che svolge un normale AI; il problema è caso mai chi organizza l’asta/vendita (casa d’aste/agenzia); è questo il punto che molti (comprese le associazioni) non sembrano afferrare.

  7. Roberto Ponziani il 21 Settembre 2007 alle 18:43 ha detto:

    Il problema è nel contesto.

    Ma siamo d’accordo sulle aste, solo che l’essere super partes qui è garantito dal fatto che i prezzi di partenza sono trasparenti, fissi e indiscutibili, dai quali si può solo salire, con un meccanismo diretto: l’offerta.

    Questo non accade nella normale attività, quella principe di un AI no pubblico.

    Inoltre più che una posizione infrapartes e una attività di mediazione tra esigenze diverse qui individuerei più un attività di controllo e di servizio, per la quale percepire un compenso: vendere all’asta e fare mediazione s “strada” sono cose molto diverse, nei modi e nei concetti di cbase, pur se somiglianti.

    Poi concordiamo che l’AI può sicuramente eseguire tale attività, per la quale però non è necessario essere giuristi, basta saper tener di conto e saper stare al pubblico: qui si che lo possono fare tutti!!!

    (appena peppino arriva sposto, abbiate pazienza, magari Caviapp, puoi spedirlo anche a me il tuo post?)

    Poi per le sottoscrizioni dei contratti magari è un altra cosa.

    Io potrei essere un imbianchino che sa fare anche gli affreschi: se imbianco sono imbianchino se faccio affreschi faccio il pittore…

  8. gianni53 il 21 Settembre 2007 alle 19:28 ha detto:

    come il banditore/mediatore è simile al mediatore/agente altretto simile all’attività dell’agenzia è la l’attività della casa d’asta: ambedue devno garantire la correttezza degli atti che chiudono l’affare e questa non è un’attività che può fare chiunque; come gli atti delle vendite sono (ora) stipulati dal notaio che garantisce le parti così la casa d’asta compila i documenti per la vendita all’asta e ciò lo può fare solo un esperto di leggi come è (attualmete) il notaio rispetto all’agente mediatore.


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34 commenti
  • Roberto Ponziani 24.09.2007 ore 9:32 am ha detto :

    Una provocazione, ispiratami da gianni53:

    la figura del mediatore, è abilitata alla stipula dei contratti e alla consulenza tecnico-legale-amministrativa oppure tali conoscenze gli servono solo per poter svolgere al meglio l’attività di mediazione, dotandolo dei mezzi necessari a capire come impostare una trattativa al meglio, evitando per quanto possibile problemi futuri?


  • OMBRETTA 24.09.2007 ore 10:59 am ha detto :

    Ogni conoscenza acquisita penso sia utile alla crescita professionale , ma non spacciamoci per quel che non siamo…..se mi chiedono se il tal muro può essere abbattuto valuto per quel che sò e rispondo penso di si, o di no ma serve un tecnico e io non lo sono!
    Le responsabilità che mi assumo sono quelle strettamente inerenti al mio ambito…di cui conosco i confini e le competenze, e mi sembra strano che ci sia chi vede attinenza con i banditori d’asta, o gli agenti commerciali!
    L’unico motivo per cui avrei piacere di essere assimilata a quest’ultimi è il permesso per poter accedere e sostare nelle zone del centro!


  • Roberto Ponziani 24.09.2007 ore 11:02 am ha detto :

    Sono completamente d’accordo.

    E sono anche d’accordo a tenermi stretto la mia qualifica di MEDIATORE, che è una figura ben precisa e dal ruolo univoco.

    Chi ha dubbi li ha per suo comodo.


  • gianni53 24.09.2007 ore 11:41 am ha detto :

    La legge 39/89 prevede in pratica che la stipula dei prelimnari sia di competeza esclusiva degli iscritti al ruolo (ciò significa mandato per concludere un affare immobiliare), ma questo punto della legge non è stato messo in luce da nessuno e a quanto pare continua ad essere misconosciuto: capisco che i notai/avvocati facciano finta che l’art. 2 quarto comma della legge 39/89 non esista o non significhi niente, ma che anche i responsabili delle (vere) agenzie non capiscano il significato di questa norma mi sembra strano


  • Roberto Ponziani 24.09.2007 ore 11:46 am ha detto :

    Art. 2 comma 4.: L’iscrizione al ruolo deve essere richiesta anche se l’attività viene esercitata in modo occasionale o discontinuo, da coloro che svolgono, su mandato a titolo oneroso, attività per la conclusione di affari relativi ad immobili od aziende.


  • Mauredo 24.09.2007 ore 12:12 pm ha detto :

    Alla fine dei conti occorre pensare che il venditore di un immobile desidera VENDERE alle migliori condizioni, il compratore COMPRARE sempre alle migliori condizioni.

    Il tutto con il minimo di STRESS.

    Ora, i modi per arrivare a cio’ possono essere diversi, il fine rimane uguale.

    Quando siamo alla firma finale da un notaio, questi riesce immaginare come tutta la catena è iniziata?
    Magari da un pezzo di carta con scritto “vendesi” in pennarello?


  • gianni53 24.09.2007 ore 12:45 pm ha detto :

    Un conto è andare in un’agenzia che svolge solo attivtà di mediazione commerciale (non fa consulenza) e in tal caso è evidente che in più agenxie vado più probabilità avrò di vendere (qualche agenzia magari è interessata anche all’aquisto per una successiva rivendita).

    Una cosa diversa è andare in un’agenzia dove mi assistono nella vendita occupandosi di tutto (inclusa consulenza fiscale e legale), compreso il contrattare gli agenti/mediatori


  • Roberto Ponziani 24.09.2007 ore 12:55 pm ha detto :

    Esatto, il punto è questo: si chiamano tutte agenzie di mediazione, e tutte le operazioni vengono fatte passare per mediazione, ma l’unica mediazione che ha diritto di riscuotere da entrambe le parti è quella dove è garantita in modo sicuro, senza nessun legame ne per l’agente ne per le parti, la libertà di trattare.


  • Mauredo 24.09.2007 ore 12:57 pm ha detto :

    Ma di che agenzie parli gianni53?

    Va bene che in Italia siamo tutti sofisti ma qui si esagera.


  • gianni53 24.09.2007 ore 1:04 pm ha detto :

    Se si vuole garantire al pubblico ciò la strada, a mio avviso, non può essere che quella dell’agenzia immobiliare diretta da una nuova figura professionale (super agente immobiliare = mediatore pubblico) in cui c’è un’impresa di mediazione (nettamente separata dall’immobiliare) ed un professionista che fa consulenza


  • m.rinaldi@gpa.it 24.09.2007 ore 3:46 pm ha detto :

    Hai posto una questione veramente interessante. Gli agenti non potranno mai diventare professioni intellettuali, anche se di fatto lo sono, perchè il codice civile gli nega questa categoria e li relega tra le imprese commerciali. Si può cambiare facilmente il codice civile? e chi può averne interesse?

    Mi interessa tutto cio che riguarda l’argomento inviami cio che vuoi a m.rinaldi@gpa.it


  • Med 24.09.2007 ore 4:12 pm ha detto :

    Dipanare quest’ argomento filosofico è interessante.
    Ribadisco pero’ una cosa: Tutto cio’ a cosa serve?

    Ponziani, difendi benissimo la dicitura “mediatore” ma il mercato ci vuole piu’ responsabili di quello che siamo e la legge ci obbliga ad essere.

    Proviamo ad accostare quello che facciamo ad altri mestieri.
    Conosco un mediatore, vende (anzi scusate tratta) caffè.
    Conosce la materia benissimo. Se la partita arriva scadente lui ci rimette.
    Come se il caffè fosse suo

    Come sostiene Ombretta è importante non andare oltre quello che non sappiamo. Ma abbiamo l’obbligo (purtroppo solo morale) di acquisire informazioni.


  • Roberto Ponziani 24.09.2007 ore 4:24 pm ha detto :

    Ma i mediatori sono responsabili di molte cose, mi pare.

    Ma da qui a fare in modo che lo siano come se fossero i proprietari… allora dovrebbero essere responsabili anche degli acquirenti e dei conduttori morosi..

    Per le informazioni:

    Certo che dovremmo, ma non ne abbiamo l’obbligo, se non quello che deriva da una concorrenza che oramai si gioca su questi servizi, che sono accessori, non preponderanti come vorrebbe il mercato.

    Quindi l’AI responsabile potrebbe esserlo oggi, solo se fa parte di una struttura che ha la forma che dice gianni53, dove tra l’altro, ci sia l’obbligo per legge di avere immobili “certificati” a prova di contratto, dove si possa comprare e fare un atto immediatamente.

    Ma l’Ai non può certo firmare un’attestato di conformità o certificare qualcosa ne tanto meno vidimare qualsiasi atto.

    Quindi delle due l’una.

    Se si vuole che gl AI diventino i famosi “vice qualsiasicosa”, beh, che si faccia in modo che solo chi ha studiato a livello universitario determinate materie lo possa fare.

    Personalmente, ritengo che se ognuno si limitasse al proprio mestiere, senza sconfinare ne eliminare il lavoro altrui, ci guadagneremmo tutti, clienti compresi.


  • Roberto Ponziani 24.09.2007 ore 5:04 pm ha detto :

    A cosa serve:

    cerco di rispondere.

    Se fosse chiaro per la clientela quale è il nostro ruolo (cercare di far incontrare le esigenze contrapposte di offerta e domanda, pur essendo svincolati dalle stesse), probabilmente non avrebbero aspettative diverse e confuse.

    Se io so che un mediatore, fa il suo lavoro, non mi salta in mente nessuna obiezione per la provvigione che prende da entrambe le parti, e non mi sento parte “debole” sia che acquisti sia che venda.

    Perchè?

    Perchè avrò la libertà di trattare, accettare o rifiutare qualsiasi offerta, senza obblighi di sorta dettati da limiti contrattuali.

    Per esempio penso a un acquirente che voglia trattare un immobile sul quale gravi un diritto di esclusiva, con prezzo minimo prefissato dall’incarico.

    Credo sia difficile per l’agente accettare una proposta inferiore a quella che ha scritto sull’incarico, se non avrà fato attenzione a prevedere minimi provvigionali oltre i quali non scendere.

    Mettiamo che l’immobile dell’esempio sia stato dato in incarico a 200mila euro con un minimo di 180mila.

    Se nell’incarico è previsto che la provvigione verrà pagata solo nella forbice 180-200mila, probabilmente l’agentestenterà a presentare una proposta a 175mila…

    Questa cosa, se conosciuta anche dall’acquirente, non so quanto possa chiamarsi ancora “mediazione”.

    Quindi, per trasparenza, sarebbe molto meglio in presenza di tali forme di incarico, presentare la cosa ome vendita senza provvigioni dalla parte acquirente, segnalando al cliente acquirente lo squilibrio.

    Qualcuno obbietterà che con tale pratica l’acquirente pagherebbe lo stesso la mediazione per l’intero, ma si dimentica che in altre agenzie, potrebbe esserci ancora chi invece MEDIA senza prezzi minimi (che sono prerogativa dei proprietari), quindi il mercato manterrebbe gli equilibri…

    Questo genererebbe la chiarezza nella differenza vendita/mediazione, particolare che secondo me è fondamentale per risolvere molte questioni.

    Inoltre sia la vendita che la mediazione potrebbero essere tranquillamente svolte dallo stesso AI, basterebbe che chiarisse quando si tratta di una o dell’altra ai propri clienti.


  • OMBRETTA 24.09.2007 ore 5:16 pm ha detto :

    Leggo delle cose che sinceramente mi sconvolgono………stipulare atti? Ma perchè? Che sia forse una ricerca affannosa per raccimolare qualche soldo in più ……..a me piace dormire tranquilla la notte……..non ci tengo a fare il super agente, super pagato…..conosco i miei limiti e ne vado fiera!
    Seguo i miei clienti in tutto e per tutto, preventivi mutuo, documenti, appuntamenti dal notaio, vado personalmente alle perizie…..ci sono sempre fino all’atto…e anche dopo…..a volte riscuoto al preliminare, altre all’atto….talvolta anche dopo….ma mai alla proposta…mi hanno insegnato così!
    X Maurredo: e tu sai che cosa cè dietro alla semplice lettura di quelle poche pagine che il notaio legge a quale presa in carico di responsabilità comporti?
    X Gianni l’Agenzia non dovrebbe essere interessata all’acquisto per una successiva vendita….non è mediare!


  • Med 24.09.2007 ore 5:55 pm ha detto :

    Per carità non dobbiamo fare atti o calcoli strutturali.

    Ponziani:
    Capisco la corretta difesa di una figura a cui io appartengo.
    Ma qual’è secondo te il limite oltre al quale il mediatore puo’ non andare ?
    Quali sono i compiti minimi e massimi?
    Come fai a definire (ti capiterà) un collega capace e uno meno?
    Estremizziamo il comportamento del mediatore come mi pare tu intenda. Secondo me è una figura che il mercato non vuole piu’ ma deve giacere solo sul Codice Civile del 1942 e lasciarla fare al macellaio abusivo.

    Il principio di equidistanza è sacrosanto ed è il vero vanto di questo lavoro ma non puoi chiamare i servizi come “accessori” alla mediazione.


  • gianni53 24.09.2007 ore 5:59 pm ha detto :

    Qunado un’agenzia predispone un contratto di locazione compie la stessa operazione (stipula) del notaio; non vedo perciò sostanziali differenze tra stipulare un contratto relativo alla locazione di un immobile commerciale per 12 anni (6+6) a 1.000 euro al mese (valore del contratto 144.000 euro) e la compravendita di un appartamento del valore di 144.000 euro.

    Attualmente la differenza tra queste due situazioni, economicamente equivalenti, sta nel fatto che il contratto di locazione si può stipulare dovunque (anche da un privato), mentre il contratto di compravendita solo da un notaio.


  • gianni53 24.09.2007 ore 6:14 pm ha detto :

    Avevo segnalato al’AGCM (Antitrust) l’abuso dei notai perchè la loro tariffa per la stipula dei contratti di locazione è circa il doppio di quella che praticano le agenzie immobiliari e pertanto lo stesso differenziale probabilmente riguarda anche la tariffa delle compravendite ed un prezzo di mercato che le agenzie potrebbero praticare se non ci fosse il monopolio.

    L’AGCM mi ha risposto che è tutto regolare


  • Med 24.09.2007 ore 6:22 pm ha detto :

    Gianni53:
    Bè su questa corretta affermazione ad effetto mi sento ti dire che il trasferimento di diritti reali necessita di una figura che se vuoi possiamo chiamare Agente Immobiliare mi stà bene, ma non è l’ agente immobiliare che noi conosciamo.
    Questa figura bisogna crearla ad hoc ma esiste già.
    E’ un signore non giovanissimo (di solito) che ha il cervello fumante dalle informazioni, poca concorrenza, solitamente tra i primi contribuenti della città e si chiama Notaio.
    Che ne dici?


  • gianni53 24.09.2007 ore 7:07 pm ha detto :

    Il notaio non potrà mai gestire un’agenzia immobiliare se vuole fare soprattutto il pubblico uffìciale, perchè ha già vaste competenze nel controllo sulle società e sulle eredità (secondo me queste due attività gli sono più che sufficienti per vivere) e pertanto dovrebbe mollare l’osso delle compravendite; già ci sono gli avvocati pronti a strapparglielo senza nessuna qualificazione; non capisco perchè le (vere) agenzie immobiliari dovrebbero essere escluse dal banchetto


  • casartelli 24.09.2007 ore 7:25 pm ha detto :

    qua da me i notai già non lavorano più il venerdì il sabato è già tabù da parecchi anni, penso che un po di concorrenza in questo settore serva. io sono assolutamente per aumentare le competenze dell’agente immobiliare parallelamente a corsi ed esami per qualificarne l’operato. non avrò la possibilità di certificare un’immobile sotto il profilo tecnico impiantistico, ma sotto il profilo giuridico edilizio si… e questa sarebbe già una strada.


  • casartelli 24.09.2007 ore 7:33 pm ha detto :

    come dicevo sarebbe già sufficiente che un’agenzia immobiliare certifichi la correttezza giuridico/tecnica (correttezza delle provenienze, ipoteche e trascrizioni e catasto) dell’immobile nel preliminare con visure ipotecarie il giorno prima dell’atto, a questo punto il notaio avrebbe solo l’onere di autenticare una scrittura già stesa per dare garanzia alle parti e trascrivere, ovviamente con un calo di oneri significativo che in parte saranno a favore dell’AI
    un AI che vorrebbe essere in grado di svolgere questa mansione dovrebbe fare un corso un esame e un certo periodo di praticantato presso uno studio notarile….


  • casartelli 24.09.2007 ore 7:43 pm ha detto :

    tanto per completare……la Finanziaria 2007 ha introdotto, relativamente agli atti di compravendita di immobili, l’obbligo di allegare i certificati di efficienza energetica
    Dal 1 luglio 2008 il certificato diverrà obbligatorio per la compravendita o locazione di tutti gli edifici (nuovi e vecchi, interi) di qualunque superficie essi siano;
    4)Dal 1 luglio 2009 il certificato diverrà obbligatorio per la compravendita o locazione di tutti gli edifici o singole porzioni di edifici, di nuova o vecchia costruzione e di qualsiasi superficie utile.

    ecco questo è un chiaro esempio, al di la della reale necessita, di come una categoria avrà modo di fare qualche soldino per stilare le certificazioni…… CHE POI MAGARI NOI AVREMMO L’OBBLIGO DI CONTROLLARE………….. AGGATISS


  • Roberto Ponziani 24.09.2007 ore 7:45 pm ha detto :

    MI pare che ci siano limiti, a scaglioni (oltre i mille, tutto insieme, sotto i mille tutto assieme, qualsiasi immobile o porzione..)


  • gianni53 24.09.2007 ore 7:58 pm ha detto :

    Se un AI si dedica alla stipula di preliminari seri, di contratti di locazione seri, alle divisioni, alle aste, alle perizie non può più fare mediazione tradizionale, ma per fare questo tipo di lavoro deve avere in ogni caso un’agenzia con degli agenti ordinari che fanno le trattative oppure va bene che ci siano solo i notai dove tutti gli agenti devono andare con il cappello in mano?

    E allora non capite che se l’AI vuole crescere deve differenzarsi dal mediatore, deve essere il responsabile di un’agenzia; e se non tutti gli AI hanno i titoli non vedo niente di male se le agenzie (non le immobiliari) che vorranno crescere dovranno assumer personale qualificato o consorziarsi per farlo.

    Hanno fatto così, ad esempio, le autofficine.


  • Roberto Ponziani 24.09.2007 ore 9:25 pm ha detto :

    Infatti è la via consortile quella giusta, ognuno con la propria professione, già molto completa, lasciando la possibilità al cliente di scegliere tra una rosa di professionisti (tecnici, notai, ecc.), uniti in una rete di servizi, ognuno per le proprie competenze.

    Personalmente mi sto muovendo in questa direzione.


  • gianni53 25.09.2007 ore 9:12 am ha detto :

    La mediazione non è una professione (intellettuale) e pertanto l’AI non è (e non sarà mai) un professionista.

    Se non si accetta questo dato di fatto, qualsiasi progetto è destinato al fallimento; è meglio darsi al commercio degli immobili che è più reddittizio, come sanno molti AI (compresi i dirigenti delle associazioni).


  • caviapp57 25.09.2007 ore 11:40 am ha detto :

    mamma mia. mi sembra che dipanare la questione sia come scoprire il sesso degli angeli!


  • Mauredo 25.09.2007 ore 12:05 pm ha detto :

    Concordo con gianni53


  • Roberto Ponziani 25.09.2007 ore 12:19 pm ha detto :

    Io non del tutto, trovo abbastanza redditizio la mia professione di mediatore, e trovo che ci sia molta domanda in questo senso, infatti i cliente mi stanno aumentando anche in questa fase e molti riconoscono la conduzione indipendente.

    Poi sono contento che ci sia chi ha certezze sul futuro della professione, vorra dire che rimarrò con un palmo di naso.


  • Mauredo 12.02.2009 ore 12:05 pm ha detto :

    Una collega deve fare un mandato con impresa costrutrice nel quale il compenso è pagato SOLO dall’impresa stessa. Chiede se qualcuno di voi ha un contratto tipo per questo mandato. grazie da parte sua


  • ketty increta 12.02.2009 ore 1:25 pm ha detto :

  • Mauredo 13.02.2009 ore 5:24 pm ha detto :

    Grazie Ketty sempre gentile e preziosa.
    Ci vediamo a Roma a marzo? Prendo sempre il treno.


  • ketty increta 14.02.2009 ore 9:39 am ha detto :

    Ho già la delega e dovrei partecipare salvo imprevisti (a giorni devono operare per un brutto male, una persona a me cara!)