Postato da Roberto:

Un’idea sul nostro futuro

Sono mediatore indipendente da quasi vent’anni, da sei sono iscritto a FIAIP ed avendo anche assunto incarichi a livello locale seguo con interesse gli sviluppi politici relativi alla nostra attività.

Un’idea su quanto sta accadendo e sul nostro futuro io la ho e vorrei portarla alla attenzione di tutti per stimolare una riflessione collettiva; è una teoria che si è fatta strada nella mia mente a seguito della mia partecipazione al convegno tenutosi a Roma la scorsa primavera, indetto da FIAIP ed avente per tema “il futuro della nostra attività”.

Il teorema è maturato in conseguenza alla affermazione di un parlamentare intervenuto al convegno, il quale ha fatto capire a chiare lettere ai convenuti che raramente un legislatore prende iniziative senza aver ricevuto alcuna indicazione da entità interessate dal provvedimento; in questo caso era apparso esplicito il riferimento a soggetti appartenenti al nostro comparto.

Le liberalizzazioni sono una scusa troppo generica per giustificare iniziative quali l’abrogazione del Ruolo e, soprattutto, dei controlli sui suoi membri; la destrutturazione della mediazione con l’addebito dei compensi al solo venditore; la limitazione delle competenze attribuendole ad altre categorie professionali. In altri paesi europei che pure non sono certo inferiori al nostro in quanto a peso politico nell’Unione, ad esempio la Francia, vigono leggi molto precise che identificano a chiare lettere doveri, responsabilità e diritti della categoria; norme fatte rispettare che non appaiono assolutamente messe in discussione per effetto di generiche liberalizzazioni e che equilibrano in modo soddisfacente il rapporto operatori/consumatori; problemi gravi vi sono, semmai, nei paesi dove i nostri colleghi non sono regolamentati tipo la Spagna, ad esempio.

Sino all’ultimo congresso nazionale della FIAIP (il sindacato costituito da mediatori indipendenti e professionali), tra quest’ultima ed il Dott. Bellini (noto imprenditore-franchisor del quale ho letto il curriculum su questo sito, nonché da sempre Presidente di ANAMA) non vi era grande intesa in quanto la prima aspirava ad una maggiore responsabilizzazione, attraverso una elevazione professionale, degli agenti immobiliari, mentre il secondo avrebbe voluto un mercato il più possibile libero da vincoli legislativi (ove meglio può prosperare il business dei Franchisor, come è successo in Spagna, ad esempio). Su questa notevole diversità di vedute si arenò il decreto attuativo sulla legge 2001 che istituiva il praticantato (un dato che conforta la teoria del parlamentare di cui scrivo sopra) e perse significato la “Consulta Interassociativa”, anche perché una corretta comunicazione tra i suoi membri risultava difficoltosa.

La nuova dirigenza FIAIP instauratasi al congresso sostenne che riteneva impraticabile (dati gli orientamenti europei…) per l’agente immobiliare ambire alla qualifica di professionista preferendo proporre soluzioni come la certificazione; sin da subito (fu il primo punto del programma politico che venne attuato) la “Consulta Interassociativa” riprese tempestivamente l’attività con l’imprenditore Bellini, il Presidente FIMAA Signor Pizzirani, ed il Signor Passuti a rappresentare la FIAIP ed a presiedere l’organo ricostituito; la nostra massima rappresentanza politica. Parallelamente la dirigenza FIAIP (per stessa ammissione del suo Presidente Nazionale) smise di fare politica (o meglio adottò la politica del silenzio) essendo molto occupata a riorganizzare la struttura del sindacato.

Il resto è storia recente: da un lato l’abrogazione delle commissioni camerali, quella imminente del ruolo, ecc. ecc. con la conseguente possibilità di incrementare i già notevoli business per i Franchisor ed i grandi gruppi di agenzie, e dall’altro la certificazione perseguita con perseveranza da alcuni membri della dirigenza FIAIP nonostante lo scarsissimo interesse suscitato negli agenti immobiliari da questa proposta (mi pare che quanto si legge in questo blog attesti a chiare lettere questa affermazione), sino all’accordo in esclusiva con la Società privata appena costituita Q Cert che, qualora la certificazione attecchirà, avrà impiantato un business con prospettive di bilanci da qualche milione di Euro.

Deregolamentazione e certificazione in fondo si coniugano piuttosto bene; in sostanza, la deresponsabilizzazione di una attività intellettuale come la nostra altro non è che il prosieguo dell’opera iniziata dai franchisor più arrembanti (quelli, per intenderci, che le assoconsumatori additano come i principali responsabili della scarsa considerazione che ci esprimono, ahinoi sovente non a torto, i consumatori) che per proliferare devono sfornare continuamente nuovi addetti, giocoforza privi di una accettabile esperienza, ai quali vendere i loro servizi.

Quantità e professionalità sono veramente due assunti difficili da coniugare.

In sintesi il ruolo sociale futuro che viene propinato agli agenti immobiliari, da quanto deduco (spero vivamente di sbagliare ed essere smentito da prossimi accadimenti), non sarà più da mediatore professionale esperto a valutare, intermediare e garantire un affare (così nacque, in fondo, la figura del mediatore immobiliare), bensì da giovane aspirante imprenditore commerciale selezionato tra grappoli di ragazzi che dopo qualche mese di apprendistato, possibilmente gratuito, se avrà i soldi potrà acquistarsi il suo nuovo lavoro presso la società che gli darà gli strumenti per apparire sul mercato (corsi commerciali, immagine, pubblicità su scala nazionale) dandogli anche l’illusione di essere autonomo (almeno nel senso che i rischi, comunque, saranno suoi…).

Al consumatore (anche in considerazione del fatto che il suo interlocutore sarà sempre meno una figura super-partes) verrà detto che, per essere tutelato nei confronti dell’agenzia alla quale si rivolgerà, dovrà accertarsi che questa operi secondo procedure codificate; che abbia cioè provveduto (anche) al pagamento annuale della certificazione di qualità.

A chi gioverà tutto ciò? Non sarà certo un incremento reale di occupazione in quanto i ragazzi dovranno prima lavorare gratis (o quasi) e senza garanzia di continuità per fare l’apprendistato, poi i sopravvissuti (o i selezionati, all’americana…) dovranno pagare per aprirsi l’ufficio e continuare a farlo; l’aumento ulteriore di concorrenza sregolata (non mi pare che una procedura codificata garantisca sull’etica), poi, aggraverà il rischio per i consumatori (non si possono commercializzare gli immobili come fossero elettrodomestici…).

E allora? Forse per individuare i responsabili di questi cambiamenti basterà andare a vedere chi ne trarrà i maggiori benefici (al solito, economici).

Un saluto a tutti.

Nale


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33 commenti
  • m.rinaldi@gpa.it 23.10.2007 ore 10:16 am ha detto :

    Parole sagge e pienamente sottoscrivibili, ma chi lo dice che la nostra è una professione intellettuale. Mi sembra che codice civile alla mano siamo un’impresa commerciale (ausiliari del commercio) e non basta dire che siamo facenti funzioni, dobbiamo essere riconosciuti come attività inteleltuale.


  • casartelli 23.10.2007 ore 10:42 am ha detto :

    concordo pienamente sulla Diagnosi….. di quello che ci aspetta, sono concetti che ribadisco anche io da molti mesi, la filosofia politica di questo governo si è sposata pienamente con le esigenze dei grossi gruppi, e cosa gravissima e inaccettabile che i nostri sindacalisti preposti a tutelare gli interessi di TUTTI si sono chiaramente venduti a questa politica. ANAMA chiaramente appoggiata da i grossi franchisor non ha mosso un dito, FIMAA mi sembra anonima, FIAIP mi sembra che in qualche modo voglia partecipare al business.

    mi sento sconfortato e impotente.


  • Med 23.10.2007 ore 10:47 am ha detto :

    Appoggio in toto Casartelli

    D’altronde nel torbido si pesca bene, no?
    Poniamo di avere la bacchetta magica e risolvere i problemi della categoria.
    Avrebbero senso a quel punto tre associazioni?


  • casartelli 23.10.2007 ore 10:54 am ha detto :

    no! oggi le associazioni intese come tali, per come si propongono, sono inutili, ne servirebbe una che svolga solo un attività prettamente sindacale.


  • m.rinaldi@gpa.it 23.10.2007 ore 11:27 am ha detto :

    guarda che domani posso fare anch’io un’associazione di mediatori, che divertimento è. Ci vuole un ordine o un albo diversamente è come scopare il mare


  • Med 23.10.2007 ore 11:38 am ha detto :

    Ci siamo, siamo tutti d’accordo.
    E’ un miracolo! :-))


  • OMBRETTA 23.10.2007 ore 11:39 am ha detto :

    Sempre più spesso non mi sento assolutamente in linea con FIAIP


  • Marco67 23.10.2007 ore 11:49 am ha detto :

    Sicuramente analisi corretta, concordo che nonostante vi siano contraddizioni, la nostra professione è intellettuale, almeno la reputo tale. Che i Franchisor abbiano di che avantaggiarsi è cosa risaputa, fuori discussione che le alte sfere abbiano tutto l’interesse che il ruolo venga abolito così da spremere ancor di più l’offerta già in esubero. Mi preoccupo? Abbastanza se già ora siamo visti in modo non benevolo dalla clientela. Preferirei di gran lunga essere considerato come un professionista a tutto tondo, come ad esempio verrei considerato nei paesi scandinavi, dove l’agente immobiliare svolge la sua funzione con lo stesso peso di colui che ha conseguito una laurea breve. Non è la laurea che fa la differenza, collaboro con colleghi che non sono dottori ma sono molto più onesti di altri che nel biglietto da visita mettono in bell’evidenza il titolo, è una questione di professionalità che le associazioni, proprio perché divise, non garantiscono, a noi come professionisti e alla clientela.
    Non mi piace affatto, come al solito, il cliente che è il nostro maggior investimento e veicolo pubblicitario, non sarà tutelato, chi ne pagherà le conseguenze per cattiva gestione del mercato immobiliare, saremo noi. Capita già che ragazzi con poca esperienza e sotto la tutela del marchio facciano terra bruciata. Il dopo paventato ma niente affatto lontano dalla realtà, non potrà che essere peggiore. E, senza criticare la nazione di per sè, ma non mi va di avere regole professionali simili alla Spagna, almeno per ora siamo messi meno peggio. Per ora


  • casartelli 23.10.2007 ore 12:04 pm ha detto :

    # m.rinaldi@gpa.it si l’albo sarebbe un buon punto di partenza, ma se non abbiamo dei validi rappresentanti che siano capaci di fare le dovute pressioni per dare gli indirizzi al legislatore, rimane tutto nell’aria.


  • bruna80 23.10.2007 ore 12:17 pm ha detto :

    Anch’io sono pienamente daccordo con ciò che è stato affermato dal nostro collega. Sono una giovane AI indipendente e ho avuto a che fare con ragazzi di noti franchising che, nonostante esercitassero da tempo la professione, vennero al corso di formazione con me. Non sapevano nulla di leggi, regolamenti comunali, ecc.. ma solo di come accaparrarsi il cliente.Hanno preso il Ruolo solo per volontà stessa del franchising (un nuovo futuro affiliato), altrimenti potrebbero frane a meno. Da una ricerca de “Azfranchising”, il mercato della mediazione immobiliare è il settore in cui proliferano di più le strutture in franchising e, se questo sarà il futuro, non mi sento per nulla incoraggiata.


  • ketty increta 23.10.2007 ore 2:50 pm ha detto :

    Qualcuno, proprio su questo blog, mi ha già detto che Bertold Brecht non c’azzecca niente con noi agenti immobiliari. Non sono d’accordo e ve lo ripropondo in una poesia da lui scritta, che secondo me, sembra fatta apposta per noi.
    Quale miglior modo per dare il benvenuto a Roberto di Aosta? (ma quanti Roberti abbiamo?). Ce ne hai messo di tempo per dire la tua!

    Mi piace sempre di più questo blog. (…Ah!…bastasse un blog!)A Roberto e a tutti dedico questa poesia:

    Ho sentito che non volete imparare niente.

    Deduco: siete milionari.
    Il vostro futuro è assicurato – esso è
    Davanti a voi in piena luce. I vostri genitori
    Hanno fatto sì che i vostri piedi
    Non urtino nessuna pietra. Allora non devi
    Imparare niente. Così come sei
    Puoi rimanere.

    E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi,
    Come ho sentito, sono insicuri
    Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente
    Ciò che devi fare affinché stiate bene.
    Essi hanno letto i libri di quelli
    Che sanno le verità
    Che hanno validità in tutti i tempi
    E le ricette che aiutano sempre.

    Dato che ci sono così tanti che pensano per te
    Non devi muovere un dito.
    Però, se non fosse così
    Allora dovresti studiare.
    Bertold Brecht


  • Med 23.10.2007 ore 5:49 pm ha detto :

    Ma perchè questo Brecht in quale Agenzia lavora? E’ un abusivo?
    Comunque un benvenuto anche a Lui!


  • Med 23.10.2007 ore 5:49 pm ha detto :

    :-))


  • Peppino Zappulla 23.10.2007 ore 7:00 pm ha detto :

    Med, ti è venuta proprio bene! :-))


  • stefano lanteri 23.10.2007 ore 10:38 pm ha detto :

    cito: “Il teorema è maturato in conseguenza alla affermazione di un parlamentare intervenuto al convegno, il quale ha fatto capire a chiare lettere ai convenuti che raramente un legislatore prende iniziative senza aver ricevuto alcuna indicazione da entità interessate dal provvedimento”….

    si fa presto a dire che le associazioni di categoria non hanno avanzato indicazioni. Non credo sia andata proprio così.

    Ho partecipato anch’io a convegni dove come relatori ci sono stati dei politici…. 9 su 10 erano totalmente impreparati sull’argomento immobiliare e si sono limitati a dire cose genericamente banali, discorsi preconfezionati ed utilizzabili in interventi rguardanti qualsiasi argomento.

    Se non siamo contenti di una dirigenza, dal circolo delle bocce, alla politica, all’associazione di categoria…forse è meglio che incominciamo a lanciarci nella mischia senza delegare altri, e “”"”limitarci come sempre a fare i commissari tecnici della nazionale seduti al bar dello sport sorseggiando una birra mentre stiamo guardando la nostra squadra del cuore perdere la partita…e dire io avrei fatto così…avrei fatto questo cambio….avrei sostituito quello. !!!”"”"


  • stefano lanteri 23.10.2007 ore 10:42 pm ha detto :

    L’Albo non ce l’abbiamo perchè per essere riconosciuti come professione intellettuale occorre avere un Diploma di scuola superiore: vedi i Geometri.

    Ai tempi della 39/89 quest’obbligo non c’era e quindi….eccoci ausiliari.


  • stefano lanteri 23.10.2007 ore 10:50 pm ha detto :

    Le linee guida di un’associazione di categoria, come di una qualsiasi organizzazione le detta il gruppo che “democraticamente” ha ottenuto una maggioranza dall’assise deputata ad eleggerli.

    Se non ci piacciono abbiamo due possibilità:

    1) consegnare la tessera e lasciare l’organizzazione in cui non crediamo

    2) Manifestare a vari livelli quelli che secondo noi sono le correzioni da apportare, lavorare per far si che questi diventino punti del programma del futuro gruppo dirigente.

    La terza via…lamentarsi e basta, personalmente non la concepisco. Nel caso dell’associaizone di categoria in questo caso ci si limita ad essere associati interessati solamente a pagare meno la tessera RC professionale.

    Tutto questo è un mio modesto pensiero, ovviamente criticabile.


  • m.rinaldi@gpa.it 24.10.2007 ore 9:15 am ha detto :

    ma sicuramente condisibile stefano


  • Med 24.10.2007 ore 11:21 am ha detto :

    Stefano, non la tessera non la riconsegno, no no no :-)
    Casomai la matita e il calendario….

    Dunque, chiaramente hai ragione.
    Polemizzo con l’associazione (Fiaip nel mio caso) anche perchè solo adesso stanno adoperandosi per contrastare l’azione di un governo che perlomeno sulla nostra professione poche idee ma confuse.
    E prima? Non 100 anni fà. Fino a ieri tanti bla bla bla sugli abusivi……

    Ma non vedi che per fare un giornaletto locale di annunci DOC Fiaip (sai di cosa parlo) è tre anni che “ci stanno provando” e poi il Ponziani ti dimostra che in meno tempo, con meno mezzi si puo’ fare?

    Lamentarsi serve a poco, bisogna darsi da fare ma allora cosa facciamo una quarta associazione o ci lavoriamo dall’interno ?

    E perchè le associazioni a parte un codice deontologico di facciata, non IMPONE agli scritti un proprio regolamento.
    Perderebbe metà degli iscritti (in italiano = incassi).


  • lanteri stefano 24.10.2007 ore 11:29 am ha detto :

    Simone….sai benissimo come la penso…visto che siamo quasi “parenti”…..abbiamo un figlioccio in comune ! :-)

    La matita se proprio la vuoi restituire dalla a me che mi serve :-)

    Il discorso del giornaletto locale, come ti ho già detto, non dipende dal direttivo, ma da altri fattori che ti ho già ampiamente illustrato. Comunque è una cosa che dobbiamo sviluppare…bisogna che ci incontriamo a prendere sto benedetto caffè con biscottino, che ovviamente pagherai te.


  • Med 24.10.2007 ore 11:50 am ha detto :

    Dunque: “Gli altri fattori” ce li hanno sempre quelli che non combinano niente. Anche il Ponziani (sempre a mezzo) avrà avuto “qualche disguido” oppure ” ah oggi non ce la faccio” e cosi’ via……..

    E scusa ma il convegno di metà mandato (fondamenatle sarà poi quello di 2/3 di mandato) farlo a Roma o a Milano nelle sedi che paghiamo noi iscritti non andava bene? No bisogna farlo a… Sorrento..


  • lanteri stefano 24.10.2007 ore 11:58 am ha detto :

    Med oggi sei in formissima. Per me sarebbe stato meglio…ma come ho già detto sono interessato maggiormente alle problematiche locali.

    Il Ponziani credo abbia avuto dei problemi, ma credo che li ci sia stato un vero e proprio “gruppo di lavoro” o sbaglio ??? Non generali, ma tanti fanti. Tu Med cosa vuoi fare ? :-)

    Hai visto la mia ultima email di ieri sera ??


  • Roberto Ponziani 24.10.2007 ore 12:08 pm ha detto :

    Il ponziani è l’ultimo dei fanti, mica ho fatto tutto io!
    Mi fate passare male :)

    I meriti li abbiamo tutti assieme, qualcuno più di altri, qualcuno meno, ma come è inutile sapere di chi è la colpa così è il merito, l’importante è fare e rimediare ai problemi che si presentano.

    Inoltre tante sono le volte che non ce la faccio.


  • ketty increta 24.10.2007 ore 12:22 pm ha detto :

    Quando si combina qualcosa di buono è perchè ci si aggrega.
    L’unione fa la forza!
    Delegare e poi lamentarsi e basta, non serve. Io sono per delegare, controllare chi ho delegato e pretendere che faccia come ha promesso, altrimenti a casa e avanti un’altro, il tutto nel rispetto della democrazia.


  • stefano lanteri 24.10.2007 ore 1:15 pm ha detto :

    Ketty e Ponziani…. è così che la penso anch’io !!!!

    Soprattutto il secondo capoverso dell’ultimo intervento di Ketty :-)


  • Med 24.10.2007 ore 3:55 pm ha detto :

    Sono sfinito, Stefano, non trovo il secondo versetto del primo capoverso del terzo comma di Ketty….


  • ketty increta 24.10.2007 ore 5:27 pm ha detto :

    Med, ma come ti escono! Se smetti di fare l’agente immobiliare hai un futuro da autore di cabaret!
    Alla redazione: “Ma com’è che non abbiamo ancora preso Med tra i redattori?


  • stefano lanteri 24.10.2007 ore 9:02 pm ha detto :

    il cabaret lo fa già !!! Dovrei farti vedere certe foto che mi invia :-)


  • gianni53 25.10.2007 ore 11:50 am ha detto :

    La maggior parte degli agenti immobiliari sembra ritenere le attuali associazioni inadeguate a difendere efficacemente la categoria, ma alla fine nessuno sembra accorgersi che la tutela dell’attività degli agenti non può che passare attraverso la definizione dell’attività dell’agenzia immobiliare, altrimenti l’agente sarà sempre e solo un “intermediario del commercio” senza una sua caratterizzazione professionale, perchè attualmente è solo un non necessario strumento per agevolare le parti (proprietario e compratore) a stipulare, nell’uffico del professionista abilitato, l’atto conclusivo dell’affare immobiliare.

    A mio avviso il futuro degli agenti immobiliari sarà nelle agenzie immobiliari (imprese di servizi), come in altri paesi europei


  • stefano lanteri 25.10.2007 ore 12:52 pm ha detto :

    Gianni53…uhm… e per far uscire gli AI dalla definizione di intermediari del commercio, e quindi “dotarli” di una nuova, vera e certificata professionalità cosa bisognerebbe fare ??? Una nuova sigla sindacale ad hoc ? Una nuova struttura commerciale stile Franchising ? Oppure una lenta evoluzione di quello che già c’è…andando a verificare la presenza di nuovi spazi negli scenari legislativi che prospetti ?


  • gianni53 25.10.2007 ore 3:37 pm ha detto :

    La strada giusta, a mio parere, è quella di organizzare un’associazione di “consulenti immobiliari”, secondo le norme della legge quadro sulle professisoni in fase di approvazione, che prevede il doppio binario: ordini e associazioni professionali.

    Logicamente questa associazione di consulenti dovrà essere collegata all’associazione delle agenzie immobiliari (imprese) dove operano i consulenti immobiliari.

    Per maggiori informazioni rinvio all’appello pubblicato sul blog il 6 ottobre scorso e archiviato nella voce “Associazioni di categoria”

    Se altri hanno idee migliori sono più che disposto a seguirli, l’importante è che si chiariscano i compiti di un agente immobiliare professionista (in particolare nei rapporti con altri professionisti, che attualmente si occupano di intermediazione senza averne titolo).


  • gianni53 25.10.2007 ore 3:43 pm ha detto :

    Vorrei chiarire che, a mio avviso, solo un 10 (forse 20)% della categoria ha i titoli per definirsi “consulente immobiliare” professionista.

    D’altra parte mi sembra inutile fare una battaglia persa in partenza se si punta a trasformare tutti gli attuali agenti iscritti al ruolo in “consulenti”.

    Coloro che non hanno i titoli o la volontà di procurarseli potranno logicamente continuare a svolgere la loro attività come adesso, ma consci del loro ruolo, importante, ma diverso da quello di un consulente


  • gianni53 25.10.2007 ore 4:11 pm ha detto :

    A completamento del discorso mi sembra evidente che è interesse anche dei normali agenti immobiliari disporre di uffici dove trovare un consulente con un rapporto diverso da quello (inesistente) che c’è ora tra il notaio e l’agente: il consulente farà consulenza per gli affari che l’agente tratta in esclusiva (per conto anche di una sola parte) fino alla loro conclusione evitando così tutte le questioni della condivisone, nei confronti degli altri agenti e dello scavalco nei confronti di altri operatori