Agente Immobiliare, chi è il migliore e come lo si sceglie?

Segnalato da Massimo:

Seth Godin, l’autore di maggior successo al mondo sul marketing, ha risposto ad alcune domande del blog ubertor.com

Alle tre domande che gli sono state poste, con riferimento all’attività in campo immobiliare, Seth Godin ha risposto sottolineando l’importanza ossessiva della specializzazione per un Agente Immobiliare, e soffermandosi sulla necessità di evitare l’errore più imperdonabile che l’Agente Immobiliare possa commettere.

E cioè? Comportarsi come un intermediario-ombra, una sorta di invisibile ectoplasma. Ma in questo caso come giustificherà poi agli occhi del cliente la provvigione che incassa?

E come sceglierebbe Seth Godin l’Agente Immobiliare giusto per affidargli la sua casa da vendere? In base a quali criteri?

Fiducia e rispetto in primo luogo; e affidarsi in definitiva alla scelta che si ritiene migliore!

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Comments

  1. antonello says:

    Sono certo che Seth Godin (chi l’è?) sceglierebbe me in base ai seguenti criteri:
    AI alto, biondo tendente al brizzolato, occhi azzurri, piede n. 43 largo, estroverso, non grasso, di buona forchetta, intenditore di vini rossi e neri, amante della pennica dopo pranzo, no conoscenza dell’inglese (ma con interprete a fianco), (mah, forse per quest’ultimo pregio mi scarta).

    Nel concreto: il meglio del meglio.

  2. Alessandro says:

    Sicuramente la scelta da parte del cliente a volte avviene per le troppe promesse fatte dall’agente immobiliare poi la stragrande maggioranza, parlo di milano e provincia, dei clienti rimane delusa e si sente truffata incominciando ad avercela con tutta la categoria… Forse dovremmo trovare il modo per eliminare queste mele marce che ci impediscono di fare il nostro lavoro serenamente e che non hanno ancora capito che la bella figurasi fa vendendoli gli appartamenti e non promettendo cifre astronomiche e tempi di vendita record..

  3. Alessandro se leggi bene Seth Godin, lui dice che la pubblicità non funziona più perchè giornalmente i consumatori ne sono bersagliati e pertanto bisogna guadagnare la loro fiducia e farsi scegliere da loro, cioè farsi dare da loro il permesso per inviargli pubblicità (ha descritto bene questo argomento nel suo libro “Permission”)
    Poi Godin ha detto altre ovvietà nel suo libro “la mucca viola”.
    Il guru del marketing americano afferma, che poichè il mercato è saturo (la gente c’ha già tutto) non serve tanto la pubblicità ma per accaparrarsi comunque la clientela bisogna inventarsi prodotti o servizi nuovi, appunto la “mucca viola”.
    Mi sembra che abbia scoperto l’acqua calda!
    Intanto i soldi li fa lui, “La mucca viola” un libercolo di 4 paginette in croce, costa 16 euri”.
    Consigli seri, ma anche “puttanate” ne scriviamo tante anch’io e Ponziani, ma siccome non siamo “ammmmericani”, non ci guadagniamo neanche un eurocent! :)

  4. antonello says:

    E allora trasferisciti in Ammmerica.

  5. Magari se Obama vince le elezioni!
    Ma nel Monferrato si vive meglio!

  6. obiettivo says:

    Scrive libri del tipo: “Come diventare ricchi in 7 giorni”. No grazie!

  7. carlo hammer says:

    su un sito di un’associazioncina di AI americani, che si chiama NAR, ho letto una cosa interessante sul marketing immobiliare. in soldoni (essendo americano mi farò pagare anch’io un caffè x il riassunto) diceva che l’agenzia immobiliare deve diventare un brand, anzi non l’agenzia tipo “casa qui e casa là” (con i nomi + assurdi che circolano da noi), ma proprio il nome dell’AI titolare del business. in sostanza il brand siamo noi e il cliente compra sì la casa, ma prima ancora compra noi. l’ho sempre detto che sono un uomo da marciapiede… ;-)

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