Postato da Andrea:

Buongiorno,
ho firmato un contratto di esclusiva con una agenzia per la locazione abitativa di un mio appartamento.

Avrei 2 domande:

1) Posso rifiutarmi di affittarlo a mia discrezione anche se mi perviene una proposta pari a quanto richiesto?

2) Se cambio idea, posso venderlo prima che scada il mandato?

Sul contratto non si fa cenno di obblighi di affitto.

Saluti a tutti
Grazie


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7 commenti
  • Rob 22.03.2008 ore 9:32 am ha detto :

    Il mio parere, molto modesto comunque, e’ che la risposta sta scritta nell’incarico. In tutti i casi il mio punto di vista e’ che il Locatore ha ben diritto di valutare i potenziali conduttori proposti. Per quanto riguarda il secondo punto, non sono d’accordo. Se un Locatore firma un incarico di locare deve mantenerne l’intenzione per tutta la durata dell’impegno. Altrimenti l’agente immobiliare cosa lavora a fare?


  • ketty increta 22.03.2008 ore 11:37 am ha detto :

    Mentre con la vendita una volta fatto l’atto e saldato il prezzo, chi vende non ha necessità di tenersi in contatto con chi ha comprato, diverso è il caso della locazione, dove il proprietario è costretto ad un rapporto con l’inquilino, che potrebbe durare parecchi anni.
    Per questo motivo, ritengo che sia giusto scegliersi l’inquilino non solo con criteri oggettivi ma anche soggettivi.
    Come si concilia quesa esigenza, con il lavoro dell’agenzia immobiliare?
    Nelle grosse catene il metodo di lavoro è standard e richiede regole ben precise, per facilitarne l’organizzazione. Queste regole possono rappresentare un limite per il proprietario che intende affrontare il problema con maggiore libertà di scelta.
    I piccoli mediatori invece, possono meglio adattarsi alle esigenze del cliente. Mi è capitato ad esempio, di affittare un immobile in una villa bifamiliare, dove i proprietari abitando in uno dei due appartamenti, avevano l’esigenza di scegliere le persone con cui avrebbero dovuto dividere le aree comuni. Ovviamente i criteri di scelta non erano del tutto razionali, ma ritengo che in casi come questo sia legittimo poter scegliere l’inquilino anche in base alla simpatia personale. Il piccolo mediatore, come me che appunto “media”, ha anche la possibilità di assecondare questo tipo di esigenza, permettendo al proprietario di scegliere, l’inquilino che più lo aggrada, così come, la possibilità di cambiare idea decidendo di comune accordo, di vendere anzichè affittare. Questo, ovviamente nel rispetto del lavoro del mediatore, che deve essere retribuito per il lavoro svolto e per le spese sostenute.


  • alex67 24.03.2008 ore 11:45 pm ha detto :

    Posso dire solamente che gli impegni presi vannoa rispettati, o altrimenti concordati diversamente usando sempre il rispetto necessario Per chi lavora.
    Per rispondere a Ketty volevo solo aggiungere che aldilà del gruppo o del singolo c’è sempre la coscienza e la professionalità dell’operatore che fà la differenza in ogni caso. ( evitiamo di generalizzare sempre!)


  • ketty increta 25.03.2008 ore 11:30 am ha detto :

    alex67, se avessi letto il mio commento senza “pregiudizi”
    non l’avresti vissuto come un attacco ai franchising. C’hai la coda di paglia per caso?


  • rfidili 25.03.2008 ore 11:31 am ha detto :

    Sono d’accordo con tutti.Il proprietario prima deve rispettare il lavoro del mediatore, e poi è libero di fare quello che vuole


  • alex67 25.03.2008 ore 11:57 am ha detto :

    ciao ketty, mi sembra che tu abbia scritto con qualche pregiudizio viste le distinzioni fatte, non in funzione del professionista ma del modo in cui intende operare.
    Spero che questo blog sia in futuro meno provinciale per poter vedere a 360° il mondo dell’agente immobiliare.
    Non è mia intenzione aprire una polemica con te, anche perchè ho letto con simpatia il modo in cui eserciti la tua professione( Mi riferisco alla scelta di lavorare in campagna e in piccoli centri), ma ti prego cerchiamo di essere uniti sotto un’unica bandiera, quella della professionalità e del sevizio al cliente.
    Comunque grazie per la tua risposta e per l’impegno che metti in questo blog che è senz’altro aperto a qualsiasi discussione.
    In bocca al lupo per tutto.


  • claudios 30.03.2008 ore 12:38 am ha detto :

    Soladizzo con alex a mio parere non si possono avere dei pregiudizzi così forti verso le catene di agenzie franchising…..io sono un libero professionista …ammetto che all’inizio della professione ormai 100 anni fà :-) presi in considerazione la possibilità di aprire un’agenzia in franchising …ma ancora non c’erano nel senso che non erano state inventate……. apparte gli scherzi! fui tentato dicevo di aprire un’agenzia in franchising incuriosito dalla loro organizzazione e metodicità….. rinunciai per 2 motivi economici ….non mi andava di accollarmi gli oneri delle royalty …….. voglio sentirmi libero non imprigionato dal formalismo…..tuttavia non ho nulla contro i franchising……

    Per quanto riguarda la domanda posta dall’utente …….
    gentile signora/e secondo il mio modesto parere Lei ha tutto il diritto di esprimere una valutazione anche soggettiva …. purtroppo dovrà considerare che incaricando in esclusiva un mediatore nel caso lei rifiuti una proposta in linea con le sue richieste…… se l’agente ha fatto bene il suo lavoro cioè ha verificato la solvibilità del promittente conduttore (se pure non sarebbe il suo compito ……tuttavia varie sentenze hanno confermato che l’agente non deve limitarsi a creare il contatto tra le parti….ma deve verificare anche che non vi siano elementi ostativi al buon esito dell’affare)lei dovrà corrispondergli in ogni caso una mediazione o penale pari ad una mensilità o minimo al 75% di essa. Lei quindi è sollevata a parer mio dal pagamento della mediazione solo nel caso l’agente le avesse presentato per esempio un pregiudicato oppure un disoccupato. In questi casi… lei non solo non paga la mediazione ma può chiedere un’azione disciplinare contro il mediatore.