In ambito sindacale, ma anche nei franchising, dopo le certificazioni ISO e la vendita dei vari kit del “subito professionista”, quale ultima ancora per la salvezza degli Agenti Immobiliari, viene proposta insistentemente, negli ultimi tempi: “La formazione obbligatoria”. Ovviamente a pagamento!
Sicuramente la formazione e l’aggiornamento per un professionista sono molto importanti, ma mi sorgono vari dubbi…
Chi ha convenienza, ad obbligarmi a frequentare questi corsi? Non saranno per caso alcuni enti di formazione, che nel libero mercato, a causa della concorrenza, incontrano difficoltà nel “vendere” i loro corsi?
Se l’intento di questo obbligo è quello di tutelare i consumatori, non sarebbe più opportuna l’obbligatorietà della verifica dei requisiti piuttosto? A chi spetterebbe l’onere della verificaa dal momento che le CCIAA, non risultano aver molto tempo per controllare?
Chi paga e frequenta, oltre ad incrementare il reddito di chi eroga il servizio, avrà finalmente diritto “all’albo professionale” o resterà, comunque, a vita un “ausiliario del commercio”?











Tema interessante.
A mio modesto parere, a garantire la professionalità dobbiamo essere noi in primis, perchè se aspettiamo che la triade interassociativa si muova, vedrò battezzre i figli dei miei pronipoti.
Detto questo, è vero che l’obbligatorierà dei corsi ha come rovescio della medaglia quello che tu dici.
Certo che tra obbligatorietà dei corsi ed obbligatorietà delle verifiche sui requisiti, fornisce un maggior grado di tutela per i consumatori la seconda soluzione.
Se però fossero le federazioni provinciali della triade ad organizzarli, dato che la quota associativa non la pago solo per fare un favore a qualcuno, il controllo sull’efficienza dei corsi e sulla loro utilità pratica, sarebbe agevole da parte nosrta.
Ma nella situazione in cui siamo, italianamente ( sindrome della soluzione minima ), mi accontenterei di poco pur di fare un passo verso lo sdoganamento effettivo della nostra professione. Farei il sacrificio di spendere qualcosa.
Seguendo un ragionemento logico come quello che tu proponi, il tutto andrebbe inserito in una maggiore istituzionalizzazione del mediatore, immobiliare in particolare.
Ma credo sia un approdo di là da venire.
Poi, è quasi matematico che qualcuno ci debba guadagnare, non sarei cosi drastico..
Tutte le categorie professionali sono sottoposte alla frequenza di corsi di formazione per ottenere un tot di crediti formativi obbligatori da consegueuire ogni anno (crediti che divengono sempre meno con esperienza professionale maturata e altre cose a compensazione).
Noi siamo e saremo per sempre catalogati come ausiliari del commercio ma dentro siamo o ambiamo ad essere dei professionisti per tanto ben venga l’obbligo di formazione.
Inoltre la formazione obbligatoria obbligherebbe coloro che non hanno voglia di tenersi aggiornati a farlo con conseguente innalzamento della qualità del nostro lavoro.
Io sono a favore.
Poniamoci questa domanda:
chi dovrebbe imporre la formazione obbligatoria ? e a quale titolo ?
Chi ha voglia di rispondere ?
Per i professionisti sono gli ordini ad imporla, nel nostro caso il soggetto più indicato è la CCIAA.
Il titolo è l’esclusione dal Ruolo e quindi la possibilità di fare il mediatore, come fanno gli ordini.
La difficoltà sta nel fatto che i corsi a quel punto dovrebbero farli loro per poter verificare l’adesione e non li vedo molto propensi; se avessimo una federazione improntata alla formazione potrebbe stipulare una sorta di convenzione con le varie CCIAA e organizzarsi lei.
robertos…il problema vero è che la CCIAA al momento a mio avviso non riesce nemmeno a fare la revisione dei patentini, figuriamoci organizzare corsi di formazione con crediti formativi. Del resto…quando un ufficio Albi e Ruoli è gestito da una sola persona, non ci si può aspettare che faccia miracoli.
Alternative ?
Stefano l’alternativa più semplice è una convenzione con le tre federazioni, che organizzano i corsi obbligatori, rilasciano i certificati di frequenza e li comunicano alla CCIAA competente; potrebbero addirittura comunicare i nominativi di coloro che a fine anno non hanno raggiunto il numero minimo di crediti semplificando il lavoro di quel poveraccio all’ufficio Albi e Ruoli.
In fondo le tre federazioni associano il 70/80% degli AI e già sarebbe molto.
e sono pochi.
Rimangono da controllare gli iscritti ai Franchising, ma loro i corsi li fanno
è proprio li che ti volevo far arrivare.
L’unica possibilità è che sia la “triplice” ad introdurre i crediti obbligatori, pena la mancata iscrizione in una di queste associazioni.
Tu mi dirai…chi se ne frega…tanto posso fare l’AI anche senza essere iscritto ad una associazione.
Però intanto è un passo avanti, e non indietro.
Purtroppo non credo sia possibile avere un’interfaccia con la CCIAA.
siete peggio di un film dell’orrore visto al cinema insieme ad un pubblico di morti viventi! la domandina acidella della ketty (lo so che 6 tu cosa credi) era: ha senso la formazione (o la certificazione) obbligatoria per un ausiliario del commercio? ma tanto gli amici mortedallari del ponz ci offrono la certificazione a metà prezzo (soli 500 euri/anno)…ma ketty che madamina sparagnina ke 6 ehhh!
mettiamola giù diversamente allora…. ha senso che un’associazione di categoria imponga ai propri aderenti l’obbligo della formazione per potersi iscrivere ? Così siamo chiari fino in fondo
Si….se me la fai gratuitamente, rispondo io.
ma stefano che braccino corto al pesto che 6 anche tu…maddai sono solo 500 euri x sostenere dei poveri “giovani certificatori”, che non posono tornare a suonate i campanelli causa atrofia del pollice. 6 proprio il classico AI squalo e senza cuore
Non ho amici in fiaip, semmai conosco alcuni colleghi che stimo che sono associati alla stessa federazione col la quale sono associato io.
Allo stato attuale sento di poter fare molto più io per fiaip di quanto fiaip possa fare per me, se togli l’assicurazione.
Il centro studi invece mi piace, lo trovo di qualità
Sulle ISO per gli AI ho speso anche troppe parole: sono contrario, ma questo in fiaip credo lo sappiano…
carlo hammer non si tratta di braccine corte, ma di non farsi prendere in giro. A casa mia spendiamo, più in libri, giornali, cinema e teatro, piuttosto che in automobili o abbigliamento, ma mi arrabbierei molto se dovessi comprare un libro costoso con le pagine vuote. (Ps: don’t worry non dirò a nessuno k6
)
Chi ha coscienza di dover sempre imparare qualcosa di nuovo lo fa da se per sua necessità…..libri riviste internet ………chi per formazione intende il suo bel diplomino attaccato al muro da far vedere agli altri per dimostrare quanto è bravo è fuori strada……c’è gente che si è comprata la laurea e ora la espone bella incorniciata in sala …….perchè l’importante è apparire…….vuoi mettere quanto professionale sia presentarsi come il dott. tal dei tali……io la mia laurea non sò più neanche bene dove sia…….faccio una professione che con quel titolo non ha attinenza alcuna a che dovrebbe servirmi…….mi presento sempre col mio nome…..e vado in giro con la “mucchina” …….non ho da dimostrare niente a nessuno, i miei studi…le mie letture…….la mia cultura, stà nella mia testa e fa di me quella che sono ……….
prima ho scritto poi mi sono messa gli occhiali……..sarebbe meglio il contrario!!!!!!! Chiedo scusa per gli errori .
@stefano lantieri: io credo che si potrebbe pensare a due livelli di corsi di aggiornamento….un primo livello obbligatorio e a pagamento(modesto, ma a pagamento!, in italia le cose che si ottengono gratuitamente non hanno grande considerazione)….ed un secondo livello a pagamento pieno…con la scelta per gli associati di partecipare o no..vedi io sostengo che un imprenditore serio e che vuole essere sul mercato in modo attivo deve investire nella sua attività….se no è bene che venga travolto dagli eventi…..
Sono daccordo con Luca Pontani
Non discuto sul pagamento o meno! Discuto, invece, sull’obbligatorietà di perder tempo in corsi privi di contenuto, su materie poco interessanti, tenuti da “non so chi” e pagare migliaia di euro, ciò che non vale nemmeno pochi spiccioli! Insomma, non voglio essere obbligata ad andare a scuola da docenti “deficenti” e strapagarli, solo perchè obbligatorio!
In ambito sindacale, ma anche nei franchising…”La formazione obbligatoria”. Ovviamente a pagamento! Beh anche questa dell’assoluta obbligatorietà mi è nuova…soprattutto quell’anche nei franchising…come per dire “guardate che non siamo solo noi delle federazioni eh”. Comunque bando alle polemiche sapete come la penso relativamnte alla formazione: ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE! Io ne propongo una di primo livello, gratuita, in ambito commerciale, tecnico, legale, fiscale, etc…ed una di secondo livello, a pagamento ma con costi ridotti (visto le economie di scala) da elargire per lo più in ambito di crescita motivazionale…naturalmente NON obbligatoria…
E vedi che siamo d’accordo, sulla necessità, ma non sull’obbligatorietà? E invece, magari aprendo il giornale potresti leggere che è passata una legge che per avere il diritto a stare al mondo, gli agenti immobiliari sono costretti a regalare dei soldi a qualche furbetto che nel frattempo aprirà la struttura di formazione.
Se succederà, non venitemi a dire che non ve l’avevo detto!
@ketty increta: non capisco questa tua repulsione verso i corsi obbligatori…..innanzitutto qui stiamo facendo ipotesi ben lontane dalla realà, non capisco come tu possa dare per scontato che comunque siano perdite di tempo e di denaro….ma di quali corsi parli? non mi sembra si siano fatti esempi concreti…..il vero discorso secondo me è molto semplice: mi ritengo un professionista serio? voglio continuare a svolgere questa attività ancora per anni? siamo di fronte ad una trasformazione del mercato? bene che le organizzazioni di categoria individuino corsi di formazione (anche sentendo le esigenze degli agenti iscritti) ed organizzino corsi di formazione…magari tenuti da altri agenti più “esperti” che portano in aula le loro esperienze concrete e le condividono con gli altri colleghi…tutto qui…niente di tragico credo..o no?
Il tragico, potrebbe essere l’arricchimento indebito da parte di inetti all’insegnamento, scaturito da una legge (voluta dagli stessi) che ci darebbe ulteriori e costosi obblighi, ma nulla in cambio!
sono d’accordo con la collega di origine siculiana
Marco, credo che la mia origine c’entri poco, sporco razzista!
ahahhahahahhahahha
ogni paro cerca paro.
ciao ragazzi volevo kiedervi una cosa,ovvero quanto prende di fisso e ke percentuali ha un agente ke lavora a tecnocasa a milano o bologna e se è necessario qualcosa per lavorare o basta l’esperienza?? grazie a tutti
@tecnoluca: non lo so…ma ho idea che tu abbia sbagliato blog per porre una domanda simile…in franchising siamo pochissimi e tutti gli altri sono agguerritissimi autonomi che vedono come il fumo negli occhi…soprattutto domande come le tue…eh…eh…eh…in ogni caso se vuoi rivolgerti ad un “marchio”….chiedi direttamente tramite agenzie o tramite i siti ufficiali e troverai il modo per avere tutte le informazioni che cerchi…e un consiglio pratico e saggio…prima di decidere non limitarti ad un solo franchisee…ma soprattutto…non guardare quanto ti danno di fisso….ma quanto si tengono per farti lavorare! non è differenza da poco…..ed infine…valuta quanto sei tu disposto ad investire per questo tipo di attività….verifica quale società di franchising può corrispondere meglio alle tue esigenze….e dopo…ma solo dopo….”buttati”…..
un grande in bocca al lupo!
Tecnoluca, per lavorare bene oltre all’esperienza serve la formazione.
Per esercitare l’attività di agente immobiliare occorre essere iscritti al ruolo presso la CCIAA della tua città ai sensi della legge 39/89.
Quanto paga Tecnocasa, potresti chiederlo direttamente, visto che a quanto pare già ci lavori.
In generale, se si tratta di lavoro subordinato, è necessario far riferimento al Contratto Nazionale di Lavoro, che a quanto ci consta, in pochi applicano perchè troppo oneroso per il datore di lavoro.
Di solito gli agenti immobiliari vengono selezionati, come “collaboratori autonomi con partita IVA“, ed in questo caso la retribuzione “dovrebbe” essere commisurata alle effettive capacità. Tuttavia, non è possibile conoscere i termini dei singoli accordi, che essendo “privati”, verranno sottoscritti di comune accordo tra il collaboratore e l’agenzia.
Va da se che più il professionista è preparato e capace, e maggiore sarà la possibilità di “spendere” le proprie competenze nel mercato del lavoro: