
Dal SAIE mark Hole ci anticipa una parte del pezzo che ha scritto, ringraziamo e leggiamo interessati:
Allego un primo passo di una mia intervista:
MH: in questo momento il mattone è considerato un bene rifugio?
PB: Sicuramente e lo è per eccellenza; il problema in questo momento è che pochi hanno la liquidità per acquisire e temo, in futuro, ci sarà sempre meno. Il mercato, badi bene non la bolla, è stato sostenuto da:
- tassi bancari bassi che hanno permesso un indebitamento facile tramite, soprattutto il tasso variabile;
- possibilità per le giovani famiglie o singoli, vero motore propulsivo, di avere un supporto da parte di famigliari che incassavo i TFR
- bassi controlli
La storia la conoscete: i TFR sono divenuti fondi pensione con relative perdite e l’accesso al credito è stato ridotto sia dagli istituti che dai tassi praticati dagli stessi.
In Italia, come nel resto del mondo, ci saranno sempre persone che acquisteranno immobili ma la vera domanda, quella delle famiglie del ceto sociale borghese è crollata sotto la spinta di diversi fattori.
MH: come sta il comparto delle costruzioni ?
PB: male, molto male; basta guardarsi intorno qui al SAIE e si vede un netto calo degli operatori (confermo, ndr). Anche i costruttori stanno finendo, date le scarse transazioni, nella morsa della crisi. La colpa è anche della ricorsa alla realizzazione di immobili che ha costretto numerosi impresari ad acquisire terreni edificabili a qualsisia prezzo ed in “qualsiasi modo”. Adesso chi compra è obbligato a seguire un determinato iter e non aggiungo altro.
MH: quindi il futuro ?
PB: assisteremo ad una immissione nel mercato di abitazioni, appartamenti ed immobili che non verranno assorbiti facilmente; anche gli imprenditori edili in questo momento hanno necessità, pena la sopravvivenza dell’azienda, di fare cassa ed è probabile ad una diminuzione dei prezzi
MH: si è parlato tanto di vendita, da parte di istituti di credito, di asset immobiliari ….
PB: anche questo gonfierà l’offerta immobiliare a fronte di un mercato interno attuale che vede l’81.2% delle famiglie italiane proprietarie di un immobile. Da un nostro sondaggio sono il 5% della rimante percentuale è interessato ad acquisire un immobile nel corso dei prossimi 12 mesi.
MH: ho stimato una perdita di posti di lavori indicizzata su diversi fattori del mercato immobiliare intorno alle 100.000 unità. Ho sbagliato?
PB: il nostro osservatorio rilevato un +18 % rispetto alla sua stima nel prossimi 12 mesi.
MH: come si esce ?
PB: le industrie edili italiane sono sempre state vittime di una deregulation diffusa, si veda anche gli indici infortunistici; adesso le regole dovranno essere ferree impedendo l’ingresso in questo settore di operatori speculativi che iniettino, grazie anche al contributo di varie amministrazioni, quote di mercato non assorbibili. Altra direzione sarà quella della qualità e del risparmio energetico dove possiamo ancora dire la nostra.
MH: l’usato ?
PB: rappresenta circa il 60 % del marcato interno e dovrà adattarsi ai rapporti tecnici con il nuovo in entrata. Per le imprese che hanno come core-business le ristrutturazione sarà molto dura.
Vi giro qualche link:
Mark Hole











Roberto ringrazio per lo spazio; cercherò, compatibilmente con i miei molti impegni (non ho scritto molto in questo ultimo periodo) di darvi qualche altro passo di intervista.
Molto interessante, vedrete, l’analisi di alcuni importanti fornitori di materiali per l’edilizia e dell’industria del legno.
Mark
p.s. ma il logo SAIE di quest’anno si può usare liberamente? S si, dimme che l aggiungo anche negli editoriali.
[IN internet basta di solito citare la fonte (e quello essendo un logo è pubblicità addirittura!), se non vogliono lo togliamo, come da disclaimer.]