A seguito della discussione attivata il 16 novembre 2008 da G.P. con il post Che ne facciamo del Signor Notaio? il Consiglio Nazionale del Notariato ci ha fatto pervenire l’intervento che segue. La redazione lo sottopone volentieri integralmente all’attenzione degli utenti del blog.
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Notaio: un costo o una risorsa?
Nel comune sentire dell’opinione pubblica vengono percepiti due elementi essenziali del ruolo del notaio.
Il primo è costituito dalla fiducia, che si fonda sull’imparzialità (tutte le parti del contratto devono essere tutelate), su una preparazione giuridica e fiscale di livello elevato, sulla natura di pubblico ufficiale, che rende il notaio garante e responsabile della veridicità e della legalità degli atti.
Il secondo consiste nel fatto che il notaio esercita la sua funzione non da dipendente dello Stato, ma con un’autonoma organizzazione professionale, finalizzata al migliore livello possibile di efficienza ed affidabilità. La rapidità nella predisposizione degli atti, il superamento delle difficoltà tecniche in tempi brevi, la trasmissione degli atti per via telematica ai pubblici registri, sono rese possibili da investimenti molto costosi in personale e strumenti informatici e sono garanzia di sicurezza e di efficienza per il cittadino.
I notai, oltre che nelle successioni, di cui vengono ritenuti a buon diritto i soggetti più specializzati, sono impegnati in due campi fondamentali: quello della circolazione dei beni immobili (case, uffici, terreni, fondi agricoli) e nei passaggi più rilevanti dell’attività societaria. In entrambi i casi il ricorso al notaio è previsto dalla legge per assicurare contratti e verbalizzazioni ineccepibili e per far sì che l’autonomia privata non superi i limiti di legalità fissati dalle norme.
Poiché l’intervento del notaio è obbligatorio, le tariffe sono fissate dallo Stato, a tutela del cittadino. Ed è facile verificarlo: il trasferimento di un’abitazione, per la quale il notaio garantisce nei confronti dei clienti la libertà da ipoteche ed altri vincoli, comporta un onorario notarile pari normalmente a meno di metà della tariffa degli avvocati per l’assistenza in un analogo affare e ad una frazione di quanto riscuote il mediatore immobiliare.
Pochi sanno inoltre che il notariato italiano è stata la prima categoria professionale a stipulare un’assicurazione che copre tutti i suoi componenti. Ciò vuol dire che il cittadino che si rivolge al notaio ha la certezza di essere risarcito anche nel caso di eventuali errori.
Il numero programmato (i notai sono in numero limitato in ragione della pubblica funzione svolta e sono legati alla loro sede, come i giudici, per garantire l’assistenza a tutto il territorio, comprese le zone più disagiate) è anche garanzia di qualità, poiché i notai giungono alla professione dopo studi rigorosi ed una selezione molto severa.
E’ poi necessario sfatare una diffusa leggenda metropolitana circa la presunta ereditarietà della professione: solo il 17,5% dei notai italiani hanno un famigliare dedito alla medesima professione. E’ la percentuale più bassa di tutto il panorama professionale nel nostro Paese: altro che “casta”! Inoltre l’accesso alla professione, anche ai giovani meritevoli meno abbienti, viene incoraggiato con adeguate borse di studio.
Si dice: ma a che serve il notaio? In Inghilterra o negli Stati Uniti si può anche comperarsi la casa da soli, e si viene garantiti dalle assicurazioni.
E’ vero; peccato che il solicitor, l’avvocato da cui non si può non farsi assistere, costi più del notaio e che spesso le assicurazioni si rivelino molto restie a pagare il danno. La differenza tra i due ordinamenti, in fondo, è la stessa che passa fra prevenire e curare.
Il notaio svolge una funzione sociale di grande rilievo in momenti essenziali della vita del cittadino. Compito del notaio è infatti anche quello di tutelare i più deboli, quelli che non sono in grado di pagarsi l’avvocato migliore, quelli che comperandosi la prima ed unica casa della vita non possono rischiare e vogliono che ci sia qualcuno che garantisca loro che la casa è realmente disponibile, senza gravami; qualcuno, cioè, che dia certezze.
Non è un caso che il notariato di tipo latino (dove il notaio garantisce personalmente i clienti della solidità giuridica del contratto) sia presente in settanta paesi, da tutta l’Europa continentale all’America Latina, ai paesi dell’est europeo, alla Cina e che in alcuni stati degli USA si stia pensando molto seriamente all’introduzione di questa figura professionale, secondo il modello latino.
E’ ampiamente dimostrato che, dove interviene il notaio, risulta scarsissima la litigiosità davanti ai giudici. In Italia le cause per i contratti immobiliari e quelli relativi ai momenti societari controllati dai notai sono una percentuale assolutamente minima rispetto al numero di transazioni stipulate.
Non è un caso, del resto, che le istituzioni abbiano affidato negli ultimi anni ai notai compiti sempre più delicati: dal contrasto all’abusivismo edilizio alle espropriazioni immobiliari; dal ruolo di giudici onorari aggregati, per smaltire l’arretrato della giustizia civile, al controllo su costituzioni e verbali delle società, per liberare i giudici da una parte del loro carico di lavoro, oltre a delicate responsabilità, fra l’altro, in materia di lotta al riciclaggio. Il tutto senza costi aggiuntivi per la collettività.
La domanda “Perché il notaio?” trova dunque una risposta agevole: perché il cittadino ha più sicurezza, più efficienza, meno costi, più semplificazione nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Ha a disposizione un professionista che risponde economicamente della solidità degli atti e, per i trasferimenti immobiliari e gli atti societari, una sorta di sportello unico di elevata qualificazione giuridica e fiscale e di reale garanzia. In tempi sempre più complessi ed incerti, vale la pena di rinunciarvi?
P.M.











Cari Agenti Immobiliari e utenti del blog, nella discussione precedente, avviata da G.P., qualcuno, o più di uno, ha auspicato l’intervento di un Notaio.
E adesso che ce l’abbiamo, e anche molto autorevole, non interviene nessuno? Suvvia, dite la vostra! L’occasione mi sembra ghiotta…
Personalmente non voglio discutere se il Notaio è una figura che serve o meno nella società moderna, ma nella lettera ci sono dei punti che proprio non condivido!
1) l’imparzialità : il Notaio viene incaricato dall’acquirente, che lo paga, e tutela i suoi interessi, al punto da sostituirsi all’ufficio del registro (lo può fare????), presumendo una colpevolezza del venditore, intascando svariati migliaia di euro che vengono depositati su un conto corrente privato e che producono interessi. Il tutto giustificadolo che in Italia le imposte seguono l’immobile e non le persone. Ma siete Notai o esattori delle tasse??? Mi è capitato un Notaio che voleva le fatture per la plusvalenza, vi lascio immaginare come è andata a finire!
2) lamentarsi dei guadagni e paragonarli ad una frazione di quelli degli AI: sono senza parole
3) utilità del notaio: con un sistema come questo forse si! Fra 20 anni non so dire se il Notaio esisterà ancora
4) le responsabilità del Notaio: quali sono??? con la magica frase “Le parti esonerano il sottoscritto Notaio ecc ecc ” mi sembra che le responsabilità del Notaio siano limitate
5) antiriciclaggio: anche noi abbiamo delle responsabilità, ma non ho mai sentito di un AI che denuncia un proprio cliente per riciclaggio! Forse i Notai lo fanno??
6) In Francia che è un Paese latino esiste il Notaio???
7) Perchè il Notaio??? In linea di massima è vero, il cittadino ha più sicurezza, ma non dica che ha meno costi!
certo, se i dinosauri avessero studiato da notaio, ai loro tempi, avrebbero potuto imbastire un bel discorsetto forbito argomentando contro le ragioni della loro estinzione…l’arringa è davvero commovente.
adesso fanno le vergini dai candidi manti, ma prima ci hanno attaccati a calci nei denti, insultandoci in pubblici convegni, infiltrando un loro dirigente provinciale nel ns blog (ti conosco mascherina), subornando (o almeno speravano, teneri) una congiura autolesionistica ai vertici delle ns associazioni (grazie a qualche ingenuo e qualche furbetto, subito messo in riga dal resto della dirigenza).
adesso, con la faccia stuporosa, eccoli a dire “ma come…ma noi difendiamo i deboli, gli indifesi, il popolo…mica come gli esosi azzeccagarbugli! mica come quegli avidoni degli AI!” (nemmeno nella risposta sul ns blog hanno perso il vizio di farci i conti in tasca, loro che abitano ville liberty sui colli e dimore nobiliari in antichi borghi medievali).
no ragazzi, non ci siamo. sappiamo benissimo dove volete arrivare e con quali mezzi. VOI avete voluto la guerra, noi ce ne stavamo sul marciapiede a portarvi i clienti (sì xk le case cari notai mica si vendono da sole…andateci voi a fare gli appuntamenti di vendita sotto la pioggia o il solleone) e ci siamo trovati contro la casta + antica e potente del mondo (sarebbe interessante censire i notai iscritti alla massoneria, al rotary, lions ecc. - che dite lo facciamo? le liste le abbiamo già, magari a qualche sito tipo dagospia poyrebbero pure interessare).
volete la guerra? volete che noi si sbandieri ai 4 venti come l’autentica di firma possa farla il segretario comunale? non vi è bastata la firma digitale che vi ha tolto - horribile visu - la cessione di quote di SRL (è crollato il primo pilastro e l’antico palagio vacilla)? ci avete presi x una genia di rozzi praticoni un po’ tontolotti? e ci volevate pure allettare con la registrazione del preliminare? vi è bruciata la solidarietà nel pagamento dell’imposta di registro, che nemmeno voi avete, nevvero? e vi secca terribilmente la menzione del mediatore in atto (ma come, VOI costretti a menzionare NOI nei vs rogiti…ayy destino cinico e baro!).
ah quante cose si potrebbero dire…ma basta, un bel tacer non fu mai scitto
X Consiglio Naz Not.:
non è una novità che io vi difenda, ho sempre reputato la vs. figura indispensabile e comunque per noi A.I. è molto agevole avere a che fare con un solo individuo super-partes, piuttosto che con 2 avvocati, ognuno delle rispettive parti, magari alle prese con l’opera di mettersi in evidenza per giustificare le parcelle. Quindi grazie di esistere e buon lavoro.
X Ponziani:
ora l’hai capito testone duro? Ecco anche a cosa ti serve l’Albo, un Albo fa’ anche questo…………. gironzola sul web e appena vede una discussione che riguarda la categoria, interviene, chiarisce, tutela, smorza, spiega …………………… ne’ piu’ ne’ meno di quello che fai spesso TU quando vai in giro per il web come un “messia”, a spiegare a questo o a quello le cose, a smontare i falsi miti, a spiegare………ti ho letto in molti forum.
Ti rendi conto? Leggono 5 righe su di loro ed eccoli a porre limite, misura……..ecco cosa fa’ anche un Albo……poi farebbe anche altre cose e sicuramente questo di “vigilante” sarebbe il minore, ma a me non dispiacerebbe affatto che qualcuno andasse in giro per il web a spiegare magari la mia professione.
Chiamatemi “Albo” sarò la vostra birra…
In fondo i capelli bianchi ce li ho.
Che si continui pure la discussione sul tema.
guarda se l’albo fa di queste intemerate, meglio l’album delle figurine. il medioevo è finito da mo’.
Appoggiando la tesi dell’importanza della figura del notaio ritengo comunque che i costi per il suo esercizio siano troppo elevati.
+ che un cartello sui pregi e servizi dei notai mi sarei aspettata una replica puntuale e circostanziata ad affermazioni ben precise di qualcuno …………autentica di firma ……responsabilità limitata …….ecc
sono affermazioni vere o false ????
Al Signor Notaio è sfuggito un piccolo particolare in merito alla “frazione” che egli percepisce;
1) Un Agente Immobiliare vende ( e pertanto guadagna) 1 o 2 immobili al mese se gli va bene (e non certo in questo periodo), mentre il Notaio di quelle “frazioni” ne percepisce decine e decine in un mese. Per cui se i conti li vogliamo fare faccimoli bene, la matematica non è un opinioni e nemmeno un trattato giuridico.
2) Al Notaio ci si deve rivolgere obbligatoriamente, cosa che non lo è per l’Agente Immobiliare, tra l’altro in Italia passa solo il 30% delle compravendite.
3) A me personalmente è arrivata l’esternazione di un Notaio che si lagniava con il mio cliente che eravamo molto cari, che bella delicatezza. Alla faccia dell’imparzialità, professionalità, e bla, bla, vari.
I poveri Notai pensano che i costi li hanno solo loro, gli altri vivono di luce riflessa, ma per favore …..
Confesso avevo segnalato io ai notai che qui si parlava di loro.
Comunque chi ha risposto si è firmato con le iniziali. Solo sulla carta pergamentata e con la stilografica d’oro firman per esteso!
Ps certe volte vorrei avere anch’io uno pseudonimo come hammer per poter dire ancora di più quel che voglio! Invece mi tocca di tacere!
Giusto per essere puntigliosi, perchè la Pubblica Amministrazione non utilizza negli atti di vendita il Notaio ma utilizza il Funzionaro e/o Segratario Comunale nella stipula e sottoscrizione degli atti? PERCHE’ NON C’E’ NE ASSOLUTAMENTE BISOGNO.
per Ketty
La redazione è a conoscenza del nome e cognome per esteso del Notaio che ha stilato la missiva (ovviamente ceralaccata, come usava un tempo).
L’aver esposto quindi soltanto le iniziali è stata una scelta (come del resto avviene per qualsiasi post pubblicato in questo blog) di cui la redazione si assume tutta la responsabilità (per quello che costa!)
Ketty, non ti facevo così male-pensante…
Grazie del chiarimento Peppino, ma ho le mie buone ragioni per essere mal-pensante. ( “A pensar male si fa peccato ma delle volte ci si azzecca!”)
In parte ha ragione hammer a dire che siamo in guerra. Proprio qui sul blog ho avuto uno scontro con un notaio che in anonimo si burlava di noi.
Ho espresso il mio parere favorevole alla necessità del notaio perchè in qualche modo contribuiscono a sbrogliare le matasse della pubblica amministrazione, però da loro…proprio da loro…non mi sarei aspettata che si permettessero anche di paragonare le nostre misere quanto aleatorie “provvigioni”dovute solo in caso di conclusione dell’affare ad i loro “Onorari” dovuti obbligatoriamente su ogni passaggio di proprietà!
Non sono un agente immobiliare.
Si vale la pena di rinunciarci addirittura in tempi sempre più complessi ed incerti.
Ho letto su un blog che: “I migliori atti della carriera di un notaio sono quelli che non ha fatto. Ritengo che questa sia l’essenza del notariato: la capacità di dire di no quando sono in pericolo interessi meritevoli di tutela o quando vi è una contrarietà alla Legge, anche rinunciando ad un tornaconto economico.” Ecco in base all’esperienza passata, il lungo percorso di studi ed anche il numero programmato non sono comunque riusciti a disattendere determinate problematiche. Seppur in presenza di un costo non indifferente se gli obiettivi non vengono raggiunti ritengo bene che la collettività prosegua altre strade molto meno costose. Partendo subito dalla non obbligatorietà per legge della presenza del notaio.
Saluti.
Effettivamente la faccenda della “talpa” è stata un increscioso calo di stile… ma non me la sento di accusare una categoria.
Questo però senza togliere forza a quanto detto qui.
In sostanza io credo che dovrebbe essere una scelta rivolgersi al notaio 8 e io lo farei spesso), se uno vuole ci va, se no fa con un altro servizio, standard, meno costoso.
Chiaro che andare da un Notaio sarà garanzia di avere una consulenza professionale di alto livello, sui contratti e sulle procedure, ma sarebbe bello che questo fosse facoltativo, con la possibilità di una via “diversa”, tipo quella del Segretario/Funzionario Comunale…
Sarebbe tutto più trasparente.
[EDIT: ho postato contemporaneamente a Italianomedio, e o detto la stessa cosa in pratica
]
Rileggendo le argomentazioni di P.M. Notaio sembrerebbe che i Notai sono gli unici in assoluto a fare le cose bene, e gli altri più o meno. Questa sorta di auto celebrazione dimostra solo di voler stare un gradino sopra gli altri; non siete i sostituti di Dio in terra.
I potenti mezzi di cui siete dotati per fare visure, etc le dispongo anche io, inoltre dispongo anche di due piedi che utilizzo per fare le visure in Conservatoria (cosa che non credo tu Notaio faccia personalmente); purtroppo in compenso non ho nemmeno l’autista che mi porta a destra e sinistra cosa che le piccole “frazioni” consentono.
E’ ovvio che ognuno tira l’acqua al proprio mulini, ma sarebbe il caso di non deviare il corso del fiume per far funzionare solo il proprio di mulino; non abbiamo più le pezze agli occhi e nemmno l’anello al naso, fate da bravi, se no poi il cliente ci crede anche che guadagnate solo delle frazioni di quello che guadagna un Agente Immobiliare e poi iniziano a pensare che ci avete passato il testimone della CASTA.
Parlo da avvocato che si occupa anche di questioni immobiliari e che ha lavorato presso studi notarili.
Fidatevi, per come vanno le cose in Italia, il notaio non è affatto un costo, è una risorsa e per il servizio che mi dà io lo pagherei anche il doppio.
Il discorso sulla necessità o meno del notaio parte da molto lontanom ma il paragone con altri paesi (soprattuto quelli anglosassoni) dove il notaio non c’è (ma non è del tutto vero neppure questo, ma ci vorrebbe troppo tempo e spazio) è semplicemente sbagliato, trattandosi di due sistemi giuridici radicalmente differenti.
Non si possono paragonare le biciclette con le moto e le moto con le automobili.
In America (e neppure in tutti gli stati degli USA), il notaio non c’è perchè non esiste la pubblicità immobiliare (cioè le conservatorie): tutto qui.
In compenso ci sono dei bellissimi palazzoni di 50 piani dove le assicurazioni (private) conservano gli atti di acquisto nel loro esclusivo interesse (e non hanno alcun obbligo di rilasciartene una copia).
Quando l’uragano Katrina spazzò New Orleans, molti poveretti che nell’uragano oltre alla casa persero pure i documenti, si trovarono nella condizione di non poter dimostrare di aver mai comprato il loro terreno e la loro casa…e le assicurazioni rifiutarono i risarcimeni..tutto grazie all’assenza di un’organizzazione di pubblicità immobiliare come la nostra.
In America le truffe ipotecarie sono all’ordine del giorno, in Italia (e lo dico con cognizione di causa) sono praticamente inesistenti.
Ah, vi faccio anche presente che quando in America (paese che, evidentemente, ai detrattori del notariato piace moltissimo) beccano un avvocato oppure un AI che ha perpetrato una truffa immobiliare, lo sbattono dentro per ANNI e buttano via la chiave senza se e senza ma, altro che sistema buffonesco all’italiana.
Il problema sono le tasse, che fanno apparire il notaio come un esborso enorme, non le parcelle notarili.
Tenete conto che il notaio agisce come sostituto d’imposta nel senso che raccoglie le tasse e le versa allo Stato e se sbaglia ci rimette lui, non il cliente.
Anche l’osservazione che “i notai fanno decine di atti al mese e in questo periodo gli AI vendono due case al mese e quindi prendono meno soldi dei notai” è semplicemente ridicola.
Se gli AI sono troppi e i notai hanno il numero chiuso, non è certo colpa dei notai ma semmai degli AI come categoria che non si sono saputi tutelare. Anche noi avvocati siamo troppi ma non mi salterebbe mai in mente di lamentarmi prchè i notai guadagnano più di me, al limite cercherei di limitare l’accesso indiscriminato alla mia professione che, peraltro, è una e forse la maggior causa dello sfascio dell’avvocatura…
E’ innegabile e oggettivo che su una compravendita di 100.000 € l’AI medio percepice complessivamente 5-6000 € di provvigioni da cui deve detrarre i costi e pagarci le tasse (sempre che non faccia nero). Su una compravendita (senza mutuo) da 100.000 € il Notaio come onorario percepisce al massimo 2017,80 € (la tariffa è fissata dal Ministero e inderogabile nei massimi) su cui deve detrarre i costi e pagarci le tasse. E non può far nero (salvo casi rari e lo sapete) perchè è tutto dichiarato e registrato. Tutto il resto sono TASSE.
Se poi gli AI lavorano poco, beh, questo è un altro discorso che riguarda l’accesso alla professione di AI, ma è innegabile che a parita di numero le provvigioni di un AI sono più alte di un onorario notarile.
Certo, in assoluto si potrebbe fare a meno dei notai, ma si dovrebbe riscrivere per intero il sistema di compravendita immobiliare in Italia nonchè quasi tutta la parte legislativa urbanistica negoziale e, soprattutto, tutto il sistema di pubblicità immobiliare.
Costo stimato per tale “riforma” (è stata fatta una stima ma non ricordo da chi): 150 miliardi di euro. Costo stimato dei possibili danni nel momento in cui le compravendite non passassero più attraverso un notaio: incalcolabile.
Perchè, vedete, e lo dico contro l’interesse della mia categoria (avvocatura): sugli atti notarili intesi come tali il contenzioso è minimo se non inesistente. Ciò significa che, nella quais totalità dei casi, i notai NON sbagliano (e se volete, devo cercarlo, ma ho pure l’esatta percentuale delle cause civili pendenti per errore del notaio) e le parti sono garantite: anche perchè hanno anni di preparazione monografica sostanzialmente sempre su quella materia e un esame serio (uno dei pochi rimasti in Italia).
Vogliamo parlare della preparaizone giuridica media degli avvocati? o degli AI?…sorvoliamo che è meglio…
Evitiamo di tirare fuori i soliti casi limite del notaio truffatore oppure della cappellata fatta dal notaio di vs. cugino ecc… ecc…So anche io che ci sono, ma sono delle mosche bianche.
Vogliamo parlare degli errori che fanno, ad esempio, gli avvocati o gli AI e delle conseguenze per i clienti…meglio sorvolare dai…
Parlare di eliminazione dei notai e’ come alzarsi una mattina e dire “da domani nella mia auto metto il metano perchè costa meno”…Mi spiace, ma se si vuole una cosa simile si deve cambiare l’intero motore.
Volete far pagare meno il cittadino-consumatore (termine orribile)? Togliete l’importa di registro e le imposte ipocatastali.
Sono d’accordo in gran parte di quanto detto da avv.
Dissento sulla fondatezza di questo:
sugli atti notarili intesi come tali il contenzioso è minimo se non inesistente.
O meglio dissento che questo dato sia prova della correttezza della tesi che darebbe come i notai come sicurezza del buon esito (pur non contestando il ruolo dei notai).
In soldoni, ritengo che i contenziosi riguardino poco i notai, perchè fanno ben pochi “compromessi” o scritture, limitandosi agli atti con effetti reali, di solito, e quando si arriva al rogito c’è già chi ha lavorato, quando ci riesce, per appianare le divergenze o risolvere le magagne.
Da qui il bassissimo dato di contenziosi, dovuto anche al fatto che spesso correggono gli eventuali errori che avessero commesso: spesso capita che errori nella trascrizione creino problemi a noi AI o agli Avvocati, non al Notaio che si limita a correggere gli atti che avesse compilato (perchè difficilmente li redige o se ne attribuisce la paternità) erroneamente.
Sono convinto che se i notai facessero compromessi, probabilmente i contenziosi aumenterebbero, non tanto per il contenuto delle scritture, ma proprio perchè il contenzioso nasce anche dalla volontà dei singoli.
In pratica, i Notai non lavorano lavorano sulla base di un Accordo già raggiunto al quale loro danno solo un “corpo” con il rogito: da qui la difficoltà a trovarsi in mezzo a contenziosi.
Opinione mia.
Sottoscrivo, sottolieneo, ribadisco, avallo ogni parola dell’intervento di avv.
e mi fa ancora piu’ piacere che venga dalla bocca di un avvocato, mi sa’ ancor piu’ di onesta’ intellettuale dello scrivente.
avv. (o dovrei forse dire not.?), solo una domanda: secondo te, se il notariato non temesse x la sua scomparsa, ma chi glielo faceva fare di attaccarci il preliminare? lo sanno benissimo, loro, che la firma digitale li minaccia come una spada di damocle.
non essere + realista del re, stai combattendo una battaglia di retroguardia. non è intellettualmente corretto ipotecare il futuro con previsioni catastrofiche in favore dello status quo. anche il re sole predicava che dopo di lui sarebbe venuto il diluvio, invece non solo non c’è stato, ma è arrivata poi la rivoluzione francese a spazzare via l’aristocrazia corrotta (e le caste).
sono dinosauri col cannocchiale, che vedono avvicinarsi il meteorite che metterà fine alla loro pachidermica, lenta e tetragona specie. e poverini, si agitano azzannando a destra e manca. ma tanto il meteorite gli casca in testa uguale.
INfatti ripeto, dal Notaio ci si va ad accordi presi definitivamente, per fissarli su carta e dargli concretezza, quindi è normale che i contenziosi se avvengono avvengano prima.
Anzi, direi che se ci sono DOPO, le parti non ne hanno responsabilità, cosa che invece sicuramente è vera PRIMA.
INsomma, dire che dopo l’atto ad effetti reali (perchè fanno Atti a effetti reali non obbligatori, spesso), ci sono pochi contenziosi è come dire che dopo la morte non ci si ammala.
Per finire quindi direi: il Notaio è un grande professionista, ma non perchè ci sono pochi contenziosi, non è un elemento che si possa portare a prova della sua indiscussa professionalità.
i controlli da un “visurista” li può fare anche un Geometra, che inoltre può pure controllare le conformità urbanistiche, cosa che il Notaio appunto fa fare a Geometri (La relazione tecnico-notarile), quindi un Geometra nelle compravendite agisce Sempre, perchè necessario a controllare queste conformità.
Il Notaio conosce le leggi e gli aspetti contrattuali, quindi potrà dare informazioni su come quel contratto va scritto, e sulle conseguenze di una scrittura (o di una non-scrittura).
Quindi ha un ruolo di consulente principalmente, come suo principale aspetto, però sempre su aspetti prettamente giuridici o fiscali, non su come risolvere situazioni che con il giuridico e il fiscale non hanno a che fare, che in una compravendita vengono fuori, quindi può dare un grande contributo, ma solo a situazioni pre-costruite e già definite, alle quali può, con la sua conoscenza, trovare la strada migliore per quanto riguarda l’ATTO da eseguire.
La complicanza e la burocrazia, qui supportate dalla teoria implicita che siano inevitabili a causa della forma Latina del nostro diritto, mi lascia pensare a una assoluta volontà di mantenere le cose difficili per poter fare cose che potrebbero essere evitate.
Il 95% della popolazione crede, ed è convinta, che il Notaio è colui che GARANTISCE l’assoluto.
Nella relatà non è assolutamente così, anzi si limita a sancire e formalizzare un accordo precedentemente stabilito, praticamente di suo per definire quell’accordo non ha fatto nulla.
Ma il cliente paga, non si lamenta ed uscendo ringrazia.
Prendo l’articolo da internet e non lo commento lasciando a voi le deduzioni da fare, quello che so e che le associazioni degli agenti immobiliari non hanno mai realizzato operazioni del genere, chi sà perchè, forse perchè il ns interesse è altro, ed è più rivolto al cittadino che ad operazioni di questo genere.
Sator: con cassa notai crea Sator Immobiliare Sgr
ROMA (MF-DJ)–Sator e la Cassa Nazionale del Notariato hanno costituito Sator Immobiliare SGR, con quote rispettivamente del 90% e del 10% del capitale sociale.
La Sgr, informa una nota, avra’ sede a Roma e chiedera’ a breve la prevista autorizzazione alla Banca d’Italia per prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio attraverso la promozione, l’istituzione e l’organizzazione di fondi comuni di investimento immobiliari.
La Sgr prevede il lancio nel corso del 2009 dei primi fondi e il raggiungimento entro il 2011 di una massa gestita di 1 mld euro. La caratteristica distintiva della nuova societa’ consiste nella collaborazione tra una societa’ di asset management ed un ente previdenziale in cui il progetto di creazione di fondi immobiliari e’ condiviso fin dalla costituzione della Sgr stessa.
Il Cda sara’ composto da Matteo Arpe, Francesco Maria Attaguile, Guido Bastianini, Giuseppe Cannizzaro con la carica di presidente, Paolo Chiaruttini, Paolo Rella con la carica di a.d, Luigi Scimia, ex Presidente della Covip, in qualita’ di Consigliere Indipendente. Nicola De Martino sara’ il Direttore Generale. Com/mur
(END) Dow Jones Newswires
November 27, 2008 11:22 ET (16:22 GMT)
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R O T A S
O P E R A
T E N E T
A R E P O
S A T O R
le associazioni non fanno simili cose xk sono sindacati degli intermediari e non furbetti del quartierino.
evidentemente non ci sono + i notai di 1 volta…ma tanto scomparite lo stesso
Personalmente ritengo che la figura del notaio abbia spessore se il professionista presti disponibilità ad operare con l’istututo dell’atto pubblico. Sull’argomento permettetemi riprodurvi un mio articolo he spero di generale utilità. cordialmente
Compravendita immobiliare:.Atto pubblico o scrittura privata?-
L’atto di compravendita immobiliare che viene stipulato davanti al notaio può essere perfezionato tramite “ scrittura privata autenticata “ o per “atto pubblico” . Le differenze non sono note alla genarlità dei contraenti che non hanno domestichezza con le problematiche immobiliari.
Vale la pena di analizzare sinteticamente le differenze fra i due istituti:
1.mo) SRITTURA PRIVATA. Viene preferita in genere perché meno costoso ma è un errore. Il notaio procede ad una stesura formale dell’atto e certifica l’autenticità delle firme in calce. Le responsabilità che il professionista si assume con questo atto sono limitate; in genere questo istituto è preferito dai Notai perché dà loro meno problemi con i clienti. Nel contenuto dell’atto il Notaio accollerà al venditore le dichiarazioni di responsabilità di regolarità edilizia ed altro. Eviterà così di procedere a controlli preliminari di difficile e complessa ricostruzione . Evidente siffatta fattispecie (scrittura privata) conviene al notaio ma molto meno all’acquirente- La stessa Cassazione non aiuta
(sentenza n. 475/94) laddove riconosce al notaio la diminuita responsabilità , quando il rogito sia stato predisposto dai consulenti della parte. In questa sentenza addirittura la Cassazione sostiene che Egli neppure è obbligato a effettuare i normali controlli ipotecari.
2.do) ATTO PUBBLICO Al contrario seppure più costoso è per l’acquirente preferibile rispetto alla scrittura privata autenticata. L’atto pubblico garantisce maggiormente all’acquirente; il notaio risponde personalmente dei punti più importanti dell’atto; dovrà effettuare approfondite indagini sul bene immobile, su tutte le formalità ipotecarie e altre di pari importanza . Per, per esempio una delle fasi più delicate della compravendita afferisce a eventuali sanatorie edilizie, licenze , autorizzazioni, concessioni, sia dell’unità abitativa che delle pertinenze. In questo caso il notaio non potrà limitarsi a registrare in atto le attestazioni giurate del venditore che assicura che tutto è a posto (come avviene nella “scrittura privata autenticata”), ma dovrà, avvalendosi di personale preparato, procedere ad una ricostruzione cronologia accedendo agli uffici tecnici comunali. In tal modo verificherà che alle modifiche subite dal fabbricato nel tempo, dal momento costruttivo alla vendita, sincronicamente, siano corrispste altrettante autorizzazioni edilizie o simili rilasciate dal Comune; oppure constaterà le sanatorie e il pagamento delle oblazioni. -Un altro esempio mirato : Il venditore ritiene Sua una cantina condominiale perché così gli è stata venduta e perché così figura in catasto (che non fa fede) ; in questo caso il notaio- che diversamente verrebbe chiamato a rispondere- accerterà che non esiste una provenienza legittima della cantina e preserverà da futuri fastidi l’acquirente che intendesse stipulare un mutuo passando sotto “ le forche caudine” della banca erogatrice
Conclusioni
L’acquirente di immobili in genere non è strutturato né preparato e si affida proprio per questo alla professionalità del Notaio a cui credo sia legittimo raccomandare la formulazione degli atti tramite “ atto pubblico” . Sicuramente il professionista così’ facendo si accollerà maggiori complicazioni ma solo cosi’ operando darà effettivamente dignità alla funzione Pubblica e di Garanzia cui è chiamato dalla legge, dall’etica, dalla professionalità, ancor di più quando il suo ministero serve a tutelare i più deboli.
-.Ringrazio per l’attenzione-
f.to Ennio Alessandro Rossi, commercialista in Brescia ( esperto in problematiche immobiliari)
Concordo in pieno con il concetto suddetto.
“Sicuramente il professionista così’ facendo si accollerà maggiori complicazioni ma solo cosi’ operando darà effettivamente dignità alla funzione Pubblica e di Garanzia cui è chiamato dalla legge, dall’etica, dalla professionalità, ancor di più quando il suo ministero serve a tutelare i più deboli.”
Era riferito sopratutto a questo concetto (nei suoi vari ambiti sia discorso atto pubblico che altri discorsi vogliamo parlare di lotta al riciclaggio?) il mio precedente intervento.
Quindi chiedo chi è a conoscenza delle statistiche riguardo alla percentuali di compravendite eseguite con atto pubblico o scrittura privata autenticata? Chi conosce le statistiche dei notai che informano la clientela sulle differenze legislative fra i due tipi di atto?
Ribadendo che seppur con un lungo percorso di studi, un numero programmato, costi non proprio accessibilissimi viene disatteso l’obiettivo alla quale è stata demandata la sua funzione tanto vale dare la possibilità al cittadino di farne a meno ed utilizzare funzioni statali meno costose.
ennio e italianomedio avete colto nel segno. i notai ci raccontgano la favoletta della loro funzione di garanzia (con sigillo di ceralacca) e si ammantano di un’aura sacrale stile excalibur. in realtà rogitano a scrittura privata autenticata e ciao.
ma allora basta un visurista capace e un geom. x la relazione di regolarità edilizio-urbanistica (che tanto poi i notai gà richiedono in molte regioni) + firma digitale/autentica di firma pubblico ufficiale, ed eccoti eliminato il notaio.
vorrei anche dirvi chi scriverà il rogito in qs sfera di cristallo…ma non vorrei che il notariato che ci spia avesse un travaso di bile. CHI LA FA L’ASPETTI, cari notai, il boomerang da voi lanciato cercando di soffiarci il preliminare sta facendo il suo lento ma inesorabile giro.
In aggiunta ed a supporto alle argomentazioni sopra riprodotte riporto INTEGRALMENTE i tre articoli del C.C. di riferimento
-ART:2702 :”La scrittura privata fà piena prova, fino a querela di falso, DELLA PROVENIENZA DELLE DICHIARAZIONI, da chi l’ha sottoscritta se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come conosciuta” (lasciate perdere l’esposizione infelice e contorta e tenete conto di quanto in Maiuscolo evidenziato)
ART:2703:Sottoscrizione autenticata
” si ha per conosciuta la sottoscrizione autenticata del notaio o da altro pubblico ufficiale (udite udite),a ciò autorizzato (n.d.r.:esempio cancelliere). L’autentificazione consiste nell’attestazione da parte del PPUU che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza. Il PPUU deve previamente accertare l’idoneità della persona che sottoscrive”
Ben più impegnativo l’:
ART. 2700 (EFFICACIA DELL’ATTO PUBBLICO)
l’atto Pubblico fà piena prova , fino a querela di falso DELLA PROVENIENZA DEL DOCUMENTO dal PPUU che lo HA FORMATO nonchè delle dichiarazioni delle parti e DEGLI ALTRI FATTI che il PPUU attesta avvenuti in sua presenza O DA LUI COMPIUTI
cordialità E.A.Rossi
Purtroppo, benchè sia una firma autenticata, le Conservatorie, attuali Uffici di Pubblicità Immobiliare, osteggiano la registrazione di atti autenticati dai privati cittadini (mediante la firma autenticata presso un PU), e ciò che ne attesta la proprietà non è tanto l’atto di per se ma la registrazione presso detto ufficio.
Si potrebbe benissimo fare a meno dei Notai, e per evitare che non si paghino le imposte basterebbe far precedere la registrazione alla presentazione della ricevuta di pagamento delle relative tasse immobiliari.