Postato da Lina:

Ho visto sul vostro sito che fornite gratuitamente informazioni sulle agenzie immobiliari.

Mi sono rivolta ad un’agenzia immobiliare per vendere un appartamento.

Volevo sapere se la percentuale del 3% sul prezzo deve pagarla sia l’acquirente che il compratore (per un totale del 6%).

Grazie.


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6 commenti
  • Agenzia S.Giulia 03.12.2008 ore 9:51 am ha detto :

    si sarebbe quella “standar”….


  • geom.Cesare 03.12.2008 ore 10:23 am ha detto :

    Noi alle parti chiediamo il 3%.
    Poi in fase di trattativa,di fronte ad una offerta magari più bassa,a seconda di come vanno le cose,si può sempre mediare.L’importante per l’agenzia è chiudere trovando un accordo soddisfacente per tutti.
    Il 3% chiesto va riconosciuto se:
    - c’è una adeguata promozione immobiliare su cartaceo/vetrina/siti internet.Adeguata nel senso della quantità e della qualità (inserzione veritiera,descrizione corretta etc)
    - c’è assistenza continuativa,con registrazione del preliminare,consulenza sino al rogito,disponibilità e chiarezza nelle informazoni,convenzione (per l’acquirente) con un gruppo bancario solido che possa offrire un mutuo corretto,collaborazione con un notaio locale per espletare la pratica in modo rapido,corretto con tutte le verifiche del caso
    - controllo della documentazione,visure sull’immobile,scrematura della clientela in ufficio per ottimizzare gli appuntamenti al fine di evitare perdite di tempo da parte di tutti
    - assistenza per il vendiore,fissandosi periodicamente un appuntamento per fare il “punto della situazione” analizzando l’andamento degli appuntamenti”,le problematiche emerse etc

    Questo è il mio punto di vista da agente immobiliare la cui clientela ha sempre apprezzato il lavoro ed ha pagato volentieri un 2-3% per avere un servizio che altrimenti non avrebbe potuto avere.


  • avv. 03.12.2008 ore 10:45 am ha detto :

    La misura della provvigione è stabilita innanzitutto dall’accordo tra le parti. Pertanto sia il venditore (al momento in cui affida l’incarico al mediatore) sia il compratore (al momento in cui visione l’immobilie e/o quando formula la proposta d’acquisto) possono tranquillamente trattare con il mediatore una differente (di solito minore) misura della provvigione.
    In mancanza di accordo esplicito si applicano gli usi delle varie Camere di commercio che, solitamente impongono un 3% al compratore e un 3% al venditore.
    Tutto questo è previsto espressamente dall’art. 1755 secondo comma cod. civ.: “La misura della provvigione e la proporzione in cui questa deve gravare su ciascuna delle parti, in mancanza di patto, di tariffe professionali o di usi, sono determinate dal giudice secondo equità”.
    Ripeto, la misura è liberamente trattabile.


  • MimmoFRIMM 03.12.2008 ore 11:30 am ha detto :

    L’ennesimo post fotocopia, da quanto frequento il blog questa domanda sarà stata postata decine di volte! In media 3% da chi vende e 3% da chi compra anche se poi in fase di trattativa le suddette provvigioni possono subire variazioni a seguito di molti fattori. Non vi è allo stato attuale un tetto minimo e uno massimo, di solito ci si mantiene in quegli che sono “gli usi e le consuetudini” della CCIAA di riferimento…


  • futura1972 04.12.2008 ore 4:53 pm ha detto :

    La provvigione è un accordo trà le parti può essere quantificato dallo 0% al x%, in mancanza di accordo scritto ci sono gli usi della Camera di Commercio della città; il caso del 3% per parte è equo e normale per uso e costume!


  • ketty increta 04.12.2008 ore 5:28 pm ha detto :

    Si dice “usi e consuetudini” comunque cambiano da provincia a provincia. Ad Asti ad esempio prevedono il 2% per parte!
    Rileggiti l’articolo! Non parla di “accordo scritto” ma semplicemente di accordo!
    Art. 1755 – Provvigione
    Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti (cfr. 2950), se l’affare è concluso per effetto
    del suo intervento (cfr. 1757).
    La misura della provvigione e la proporzione in cui questa deve gravare su ciascuna delle parti, in mancanza
    di patto, di tariffe professionali o di usi, sono determinate dal giudice secondo equità.