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Vorrei fare 2 premesse:
1) non sono un economista e quindi mi potrei sbagliare
2) vorrei avere anche opinioni diverse dalla mia per capire dove sbaglio (se sbaglio)

Allora la Crisi a questo giro ha la “C” maiuscola e riguarda tutti i settori, compreso quello immobiliare, dove più dove meno ma è indubbio che sia forte, omni-avvolgente e senza confini, settori o nicchie risparmiate.

La BCE si appresta a tagliare ancora i tassi di interesse, con il risultato che “comprare soldi” costa sempre meno (ormai il calo dell’Euribor 3M è costante da diversi mesi e non so se siamo già al minimo storico) e con il risultato che anche i c/c di deposito on-line più famosi mandano raccomandate e mail dove si rende noto il nuovo tasso di interesse ribassato sui depositi aperti, mi pare che il più famoso (senza fare nomi) oggi abbia mandato la mail per il 2% lordo.

E’ normale, è giusto, anche gli affitti (per paragone con quanto scritto sopra) dove più dove meno, sono diminuiti.

Ma ora dico, va bene tutto in un periodo di crisi come questo, non c’è da fare tanto i presuntuosi, ma cito senza nomi dal sito “il Sole 24 ore”, sezione Finanza, alcuni esempi che credo illuminanti anche per chi non vuol vedere, così presi a caso: (clicca Link , se pigiate “aggiorna pagina” nel vs. browser via via ve li cambia e ve li dà tutti).

Variazioni % degli ultimi 12 mesi, mercato azionario (oggi 3/3/2009 ore 23:50):
A -91,777%
B -92,661%
C -99,446%
D -51,574%
E -82,625%
F -85,608%
G -59,64%

Alitalia, Parmalat, Cirio ecc. sono storia vecchia: non ci sono più, pazienza per gli azionisti, che ci vuoi fare, tanto erano solo risparmi, ok.

Ma potrei continuare per tanto a scrivere, andatevi a vedere il link, e non sono azienducce da 2 spiccioli (quelle sono saltate subito) sono colossi dell’economia italiana e mondiale.

Questo per dire che, Seroli?

Per dire che forse se dal male a volte si può prendere lo spunto anche per qualcosa che serva per il futuro, ricordiamoci di questo periodo come un momento in cui le differenze tra Mercato Finanziario e Mercato Immobiliare, essendo più marcate, la nitidezza rende il tutto più visibile, valutabile, palese.

Allora, i prezzi delle casa sono calati (sì, no, dipende, forse, da me no, da te c’è stata una bolla, ma vedrai che, può essere che, da me invece già…) va bene tutto, che non si compra quando il mercato è alle stelle (qualsiasi mercato anche quello immobiliare) è vero e va ricordato sempre, ma onestamente a me pare che in questi tempi cosa significa “Mercato Immobiliare Italiano” sia comprensibile a tutti, vorrei che oltre ad essere comprensibile ora, fosse un ricordo/monito domani.


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93 commenti
  • dgambera 11.03.2009 ore 1:49 am ha detto :

    Gli errori che commetti:
    - la borsa, a parte la paura che può ingenerare, a breve potrebbe essere un’opportunità: è la stessa cosa che dite voi sugli immobili “Sono calati. E’ il momento di comprare”. A maggior ragione vale per qualcosa che si è ridotto a quotazioni basse. Ovviamente mi riferisco alle blue-chips considerate alla stregua di beni-rifugio (Enel, Eni, e simili): vi sfido a dire che ne fallisce una di queste e poi vediamo a chi restano i soldi per comprar casa o anche solo per campare;
    - la memoria, succederà la stessa cosa che è successo con l’immobiliare dopo il 1992-1998, ovvero TUTTO DIMENTICATO e noi ne siamo tutti testimoni, vero?

    Infine, se il ragionamento che vuoi fare è quello di dire che alla lunga il mattone non tradisce, anche questo è un errore.
    E’ un asset che ha i suoi cicli, come tanti altri.
    Non ti tradisce se lo “usi” bene (compri e vendi quando è il momento opportuno).
    Potrebbe venire la tentazione di dire che per viverci è diverso: sbagliato anche quello. Io ho rinviato per 4 anni e in questo meomento le quotazioni sarebbero identiche e ci prenderei una stanza in più, con il dettaglio che ho 100k in più da parte. Scusami se è poco.

    Tutto questo per dire che certe argomentazioni vanno bene per chi fa analisi infantili sull’allocazione del capitale, ma per chi fa i conti a tavolino le cose sono diverse.
    Certo, io mi sto accollando il mio rischio.
    Ma anche comprare col mutuo di questi tempi non è molto sicura come cosa. O pensate di sì?


  • ImmMax 11.03.2009 ore 9:15 am ha detto :

    Buongiorno a tutti,
    Non conosco i mercati finanziari e non mi posso permettere di giudicarli; faccio un’analisi sul concreto, io lavoro con il reale, lo ho sempre fatto e lo farò in futuro, ossia:
    - se voglio comperare un pc, lo faccio quando ne ho la disponibilità;
    - se voglio comperare un’auto, lo faccio quando ne ho la disponibilità;
    - se voglio comperare una casa, lo faccio quando ne ho la disponibilità;
    - etc.etc.
    Disponibilità vuol dire, avere i soldi in tasca oppure farsi finanziare, ma tenendo presente che il rapporto rata/reddito non dee essere troppo alto. Risultato, non mi espongo, faccio i passi conforme alla mia gamba.
    Chi ha fatto diversamente (siano questi privati che imprese) ora si trovano sulla graticola: e quando sei sulla graticola salti!
    Torniamo a fare, e far fare i passi, commisurati alla gamba. Io mi sono sempre comportato così, mai venduto a clienti con mutuo al 100% o peggio.


  • Domingo 11.03.2009 ore 4:32 pm ha detto :

    Seroli non dobbiamo dimenticarci che la crisi ha avuto origine a seguito della “bolla immobiliare americana”
    prezzi esagerati , credito facile , ed un sistema sociale privo di ammortizzatori sociali ha fatto il resto . Conclusione milioni di famiglie alla fame .
    In europa stiamo seguendo a ruota con la differenza che il credito non e’ mai stato facile e abbiamo gli ammortizzatori sociali , ma la bolla immobiliare esiste .
    nel futuro i valori immob. si dovranno riparametrare al nuovo corso dell’economia , altrimenti chi se li potra’comprare questi immobili ?


  • Domingo 11.03.2009 ore 4:42 pm ha detto :

    Inoltre il mercato immobiliare ha dato segnali di rallentamento gia’ prima della crisi , a seguito a mio avviso dei seguenti elementi negativi di crescita :

    riduzione utili delle aziende
    riduzione capacita’risparmio famiglie
    restrizione del credito
    alternative investimento valide (borsa)
    fisco - manutenzione
    sfiducia sistema e mercato immob.

    Non dobbiamo illuderci che questa situazione sia momentanea , in quanto per me e’ emblematico quello che ha detto Obama qualche giorno fa a proposito della crisi agli americani :
    NON SIAMO DI FRONTE AD UNA CRISI CONGIUNTURALE MA DIFRONTE AD UNA CRISI EPOCALE , E DOPO NULLA SARA’ PIU’ COME PRIMA .
    Qualcuno mi dira’ che sono esagerato , pazienza questa e’ la mia visione e se giusta o sbagliata si vedra’ .


  • dalele 11.03.2009 ore 5:22 pm ha detto :

    Differenze fondamentali:
    - le azioni (o simili) sono soltanto e per tutti investimenti, allocazione di risorse finanziarie, che siano con intento speculativo (breve-medio termine) o allo scopo di preservare il capitale dal fenomeno dell’inflazione (lungo periodo)
    - gli immobili sono ANCHE investimenti, ma per una parte minoritaria degli acquirenti (chi dice il 20%, chi meno, chi di più, ma concordiamo che gli investitori non sono la maggioranza degli acquirenti).
    Cosa voglio dire?
    Semplicemente che chiunque acquista strumenti finanziari lo fa sulla base di calcoli economici di rendimento (rivalutazione del capitale, redditività,ecc…) mentre la casa si acquista soprattutto per necessità (prima casa, esigenza di maggiori spazi, trsferimento causa lavoro, nascita di figli,ecc…).
    L’errore che molti fanno è quindi quello di comparare gli investimenti azionari a quelli immobiliari.
    @dgambera
    Se tu hai rinviato l’acquisto per 4 anni probabilmente non avevi l’esigenza di comprare casa.
    Ogni giorno, in tutto il mondo, si vendono case e chi lo fa non è ne fesso nè sprovveduto, così come in questo preciso momento c’è in borsa qualcuno che sta acquistando a piene mani titoli che i giornali inseriscono nella “black list”.


  • Silvio B. 11.03.2009 ore 5:36 pm ha detto :

    ma riemergere per dove?
    per ricreare lo stesso sistema perverso?
    e qui che voi sbagliate…
    i grandi e potenti della terra hanno deciso che questo sistema ha raggiunto il massimo dello sviluppo, e per farlo ripartire serve solo una cosa, DEMOLIRLO COMPLETAMENTE, per poi farlo rifiorire di nuovo.
    per fare questo , voi poveri esseri umani schiavi ideologici dovete sparire a frotte…solo cosi’ si rigenererà il sistema.
    c’e un pero’..
    che molti come me, che hanno capito che la crisi è indotta dal potere, vuole cavalcarla per abbattere definitivamente il sistema dei potenti e NON FARLO MAI PIU’ TORNARE COME PRIMA…
    non so se è chiaro a che distanza abissale siamo??
    milioni di miglia.
    Mentre voi fate il verso al rigenerarsi del motore inceppato…
    noi volgiamo la fusione completa del sistema..
    che finalmente renderà libero chi resterà..non tutti.


  • PASQUALITA 11.03.2009 ore 6:02 pm ha detto :

    …CLAP CLAP CLAP …il nuovo messia ci ha illuminato !!
    Ave a te o Silvio B.


  • Silvio B. 11.03.2009 ore 6:24 pm ha detto :

    a si certo pasqualita…..complimenti alla furbizia dimostrata nella risposta


  • dgambera 11.03.2009 ore 7:51 pm ha detto :

    @dalele
    Io la necessità ce l’avrei, così come 4 anni fa.
    Solo che all’epoca non potevo affrontare l’acquisto nonostante redditi superiori alla media, ora non VOGLIO farlo perchè le quotazioni degli immobili sono superiori a ciò che dicono i fondamentali economici.
    Anche l’acquisto della casa per abitare è un’abitazione, altrimenti sarebbe inutile rivolgersi al consulente finanziario: basterebbe una calcolatrice, comunicare il numero e aspettare una risposta di tipo SI/NO. Invece non è così. Chi fa un passo del genere deve valutare parecchie cose relative alla propria situazione/vita/necessità/previsioni di crescita personale e professionale e questo và fatto solo con un’attività che assomiglia tantissimo con un piano di investimento a lungo periodo.

    Infine, in questo momento un asset che ha raggiunto quotazioni da cui non può discostarsi se non verso il basso, non ha appeal per chi deve metterci sopra i soldi, a qualunque titolo.

    Alcune volte discutiamo con Seroli perchè mi dice che i venditori piuttosto che abbassare ritirano dal mercato, che sembra sia maggiormente di scambio (facciamo 60%).
    Quindi, quanti acquirenti resterebbero? Quel 20% che non riesce a farsi finanziare perchè le banche non erogano più?
    E quanti di questi non sono condizionati dalla crisi?

    Io non le vedo tutte queste rose e fiori.
    Per me è solo questione di mesi e poi si leggeranno gli stessi numeri delle altre nazioni.


  • seroli 11.03.2009 ore 9:23 pm ha detto :

    :) allora mettiamo che io sia un cliente di Borsa medio italiano, diciamo che avevo messo 10/20 mila in Azioni e 40/50 mila in Obbligazioni:

    ecco, oggi mi ritrovo con la Borsa Azionaria in pezzi, le obbligazioni che se non voglio aspettare la scadenza e le voglio vendere mi danno un bel -20% e riporto dal Sole 24 ore di oggi:

    “Bot, tassi ai minimi storici
    Il tre mesi sfiora lo 0,5% netto”

    nononono sono contento :D , sono proprio un “cliente finanziario” contento, ora con calma mi premunisco di una mazza e faccio un saltino in Banca dal mio bravo Promotore Finanziario, quello che mi diceva “tranquillo” ………………….e lo tranquillizzo io tutto d’un botto :D

    macchè affitti e affitti, in Borsa li dovete mettere i risparmi :D ……….tranquilli :D


  • seroli 11.03.2009 ore 10:55 pm ha detto :

    Non è affatto vero, ho 6 amici che lavorano in banche diverse e mi raccontano tanto (troppo) su “clienti” e “direttori di Banca” e quello che ti ho descritto sopra è un cliente di una Banca “trasparente”, se capiti in quella sbagliata (ed ora sono TUTTE cosi’ se non hai amici veri dentro) allora va moltooo peggio.
    Ci sono gli anziani, i cassettisti, i finanziari dell’ultimo minuto, quelli che “io lo so’, faccio da solo, comprate questo” e quelli che “consigliami te direttore, sono tuo cliente da tanti anni” e poi ancora quelli che “non ho letto, tanto sono un cliente conosciuto” (leggi prodotto “for you” della ex piu’ grande Banca italiana …….poi ………………devo continuare? ;)
    Non è vero, l’italiano è uno che ha sempre comprato mattoni poi gl’hanno detto che c’era un modo piu’ semplice, veloce e meno dispendioso di fare soldi e lui (soprattutto sulla base della fiducia interpersonale con quello che sta’ di la’ dalla scrivania) si è fidato e oggi si trova cosi’………io non sono un finanziario, anzi sono un vero ignorante di materie economiche……….ma ho tanti amici che mi raccontano, spiegano e rendono spesso semplice cio’ che al resto del Mondo vendono come complicato :D


  • Mark_Hole 12.03.2009 ore 9:08 am ha detto :

    @Seroli
    hai ragione la crisi con l a “C” maiuscola è arrivata e come vedi, nonstante Tiscali abbia fatto - 40 % lunedì e + 40 % martedì, ha attaccato l’economia reale.

    La BCE tagierà ancora i tassi e forse arriveremo come negli USA dove il costo del denaro è ormai 0 (leggi zero); l’euribor è in drastico calo anche perchè per le banche questo inidce sta divenedo scomondo … ma non è il punto.

    C’è stata yna bolla immobiliare come prma c’era stata quella della new econmt, ecc. Adesso il sistema è imploso e cerchiamo una soluzione ad un nuovo male con le terapie di inizio secolo … ma non è il punto.

    Adesso le banche non finanziano più le case perchè sanno benissimo che in unsistuazione che si avvia alla defalzione si ritroveranno ad avere immobili svalutati che se ricollocati sul mercato dopo pignopramento (impossibilità di pagare le rate dopo licenziameneto o mancati redditi) avrebbero, come adesso, un valore inferiore con perdita di capitali. Forse è anche giusto così.

    Quando citatvo la borsa qualche mese fa non era per dirti del risparmio delle persona ma per indicarti il deterioramento della finanza è lì che devi vedere il male. Il titolo Unicredt è passato, nel giro di un anno, da € 6.00 per azione agli attuali 0.50 … ti sembra normale? Banco Popolare ha chiesto i Tremonti bond non tanto per finanziare le imprese quanto per ripianare il “buco” Italease. E così via … la gente non compra case anche perchè il motore che ha spinto la speculazione sono state le banche le quali adesso, in piena crisi di liquidità, hanno chiuso i rubinetti.

    Oggi a Detroit compri le case per un dollaro: ovviamente sono provocazioni ma in certi quartieri della città adesso è così (fonte: FT lunedì scorso). In Europa ma soprattutto in Italia non sarà così tuttavia la strada per uscire è lunga.

    Buona giornata.

    M.


  • Oris 12.03.2009 ore 9:30 am ha detto :

    Io sostituirei la frase “la gente non compra case” con la frase “la gente compra meno case degli anni passati”.

    Credo sia più corretta.


  • Mark_Hole 12.03.2009 ore 9:43 am ha detto :

    @Oris,
    hai ragione scusa.


  • max1970 12.03.2009 ore 11:00 am ha detto :

    non capisco nulla di investimenti, economia, borsa e macroeconomia, l’unica cosa che mi permetto di far notare è che c’è la tendenza a paragonare il nostro paese con altri con sistemi e leggi completamente diverse. Sento da mesi che la gente non riesce a pagare (o non riuscirà) mutui con conseguenti pignoramenti e case all’asta (come in USA). Vi ricordo che se oggi 2009 non riuscissi a pagare il mutuo, la mia casa andrà all’asta tra circa 8/9 anni con il “sistema italiano”. Adesso da più voci, si sente dire che la crisi economica durerà fino a fine 2010.
    Mettiamo caso pure che succede il tracollo come prevedono i cassandrini e la crisi durerà fino al 2013, poi si riparte o no?
    nel 2018/2019 quando ipoteticamente potrebbero andare all’asta tutte ste case pignorate può succedere che valgano qualcosina in più rispetto ad oggi?
    Ripeto sono ignorante in materia, quindi le mie sono domande reali


  • dgambera 12.03.2009 ore 11:49 am ha detto :

    max,
    le legislazioni dei paesi affetti dai ben noti problemi non è mica omogenea, ma questo non ha impedito a tutti questi (te li elenco che faccio prima: US, UK, Spagna, Irlanda, Francia, Romania) di subire corposi cali sia nelle transazioni che nelle quotazioni immobiliari.
    Quindi, la tua spiegazione non regge.
    Io ti dò la mia invece:
    - i media tendono a nascondere la situazione reale (si scopre tutto quando “il cadavere è ormai freddo”) per non diffondere il panico e perchè non hanno capacità di analisi così complesse, così come fanno, anche se in misura minore, anche all’estero;
    - l’economia italiana, non essendo così forte come si dice, è stata sempre a strascico di quelle più forti e ha reagito sempre con ritardo di circa 6 mesi rispetto alle altre (questo da un lato può essere un vantaggio alle volte, altre volte no. In questo caso secondo me potrebbe esserlo).
    Non siamo cassandrini, max. Finitela di attaccarci perchè diciamo cose che non vi convengono (che poi se ne parliamo bene, secondo me vi converrebbero): diamo una nostra interpretazione della situazione macroeconomica riallacciandola al mercato immobiliare. Questa è la nostra interpretazione. La tua è un’altra, ma non per questo mi permetto di attribuirti aggettivi pure un pò sgradevoli.
    Mi trovo d’accordo con Mark_Hole sui motivi del credit crunch, pur pensando che non si tratta solo di quello.
    Le banche non danno soldi perchè per ora devono ripulire i bilanci. Devono raccogliere capitali (in vari modi: depositi, aumento spread, restrizione credito) per disintossicarsi dai vari asset in negative equity e che sul mercato hanno perso valore (derivati, immobili, …).

    Sì, max. Alla fine della crisi si ripartirà, ma non credo sarà il 2013 e non credo si ripartirà come ai tempi delle vacche grasse, altrimenti vorrebbe dire che dalla vita non sappiamo imparare nulla.


  • seroli 12.03.2009 ore 12:39 pm ha detto :

    Concordo con quasi tutto ha detto dgambera e la situazione è drammatica e non lo vogliono dire per non far troppa paura.
    Non sono daccordo che cio’ sia stato originato dal Bene Rifugio per eccellenza, perchè si sa’ che è stato originato da ben altro (leggi finanza facile, guadagni facili).
    I discorsi sulla crisi secondo me, ad oggi, potrebbero essere tutti veri perchè tanto il “colpevole” ancora è in libertà, ma i ragionamenti hanno da fare i conti con una finanza allo sfascio, con italiani che, se vendessero oggi la roba finanziaria che hanno, non gli rimane nemmeno le briciole (e mai frase fu piu’ azzeccata) e quindi benissimo le analisi sui prezzi immobiliari in discesa, in salita stabili o altro, ma la condanna al mondo finanziario, ad oggi, merita di essere detta, pubblicata e se possibile ricordata.


  • seroli 12.03.2009 ore 12:41 pm ha detto :

    Piazza Affari Milano, ora: -1,64% in peggioramento ……si ricomincia…..2 giorni di ossigeno per speculatori e ….si ricomincia la discesa…..allo 0 non manca tanto e questo non è un bene…


  • Oris 12.03.2009 ore 12:46 pm ha detto :

    La finanza di carta è la causa di TUTTE le bolle.

    Chi lo nega è interessato.


  • PASQUALITA 12.03.2009 ore 12:51 pm ha detto :

    @ Silvio B:
    …nessuna furbizia semplice constatazione.


  • dgambera 12.03.2009 ore 12:56 pm ha detto :

    @seroli
    Le banche sono aziende, come lo sono le AI, come lo sono le fabbriche di armi, come lo sono le imprese edili, ecc.
    Hanno fatto il loro lavoro, ovvero vendere i loro prodotti.
    E c’era chi acquistava.
    Con questo non sto difendendo le banche.

    Ora ti faccio una domanda (premetto che con questo non sto facendo accuse a voi, ma sto scendendo su un terreno a voi più comprensibile).
    L’elevata iniezione di liquidità in vari mercati, tra cui, in grossa misura sia in volumi che in percentuali, quello immobiliare ha fatto gonfiare inverosimilmente i prezzi di molti beni.
    E’ stata data l’illusione di un benessere diffuso nella società, che i costi/valori/quotazioni dei beni fossero giustificati.
    Scendendo nello specifico dell’immobiliare (ma il concetto può benissimo essere traslato anche in altri ambiti), l’AI, i proprietari, i COMPRATORI, hanno tutti avuto la sensazione che i prezzi fossero quelli, semplicemente perchè si era trovato un modo per FAR AVVENIRE TRANSAZIONI.
    Ora, nell’ipotesi che non ci sia stato dolo da parte di nessuno in ciò, l’AI ha STIMATO, il venditore ha RICHIESTO una cifra, il COMPRATORE l’ha PAGATA col mutuo e la banca gliel’ha VENDUTO (il mutuo).
    Ora cerchiamo un colpevole di tutto ciò.
    Visto che tu (AI, non è personale) dici che la colpa è delle banche, significa che o ti eri accorto che c’era qualcosa che non andava (e allora c’è dolo) oppure non te ne sei accorto ed hai alimentato un sistema malato (e allora c’è come minimo imperizia). Allora chi domani perderà la casa perchè non ce la fa più e l’ha comprata tramite AI, chi ieri e oggi non riesce a comprare nemmeno l’abitazione per la sua famiglia, i venditori che vogliono vendere per NECESSITA’ e non ci riescono nemmeno scendendo sotto i prezzi di mercato, gli AI onesti e, magari, previggenti e dotati di buon senso che perderanno il lavoro, avranno tutti ragione a prendersela con gli AI che hanno cavalcato l’onda negli anni passati?

    Secondo me NO. Trai tu le conclusioni.
    Siamo stati tutti a causare questo, non c’è colpevole. Ne dobbiamo solo prendere atto e, invece di guardare al passato e cercare un colpevole, bisogna guardare al presente e cercare un modo per uscirne, altrimenti la vedo brutta.


  • seroli 12.03.2009 ore 1:02 pm ha detto :

    Sottoscrivo ogni virgola!
    Detto cio’, rilevo che ad ora 12/03/2009 ore quasi le 13:00:

    riporto dal sito del Sole 24 ore di 2 minuti fa’ uno stralcio, ma se andate sul link sopra si vede tutto, dipende dal refresh del broser quello che esce fuori:

    MIGLIORI:

    Eutelia -86.783%
    Crespi -74.453%
    Tiscali -85.889%
    Ipi -48.659%
    Sol -40.146%

    PEGGIORI:

    Dmt -90.553%
    Chl -81.116%
    Permasteelisa -41.495%
    Bulgari -54.629%

    In soldoni Dmt avevi comprato 50 mila euro di azioni? (per fare un esempio, ovvio) bene se vendi ora ti danno:
    Euro 4.723,5 al lordo delle commissioni bancarie…..penso di aver detto tutto ;)

    Quando nel mercato immobiliare succedesse altrettanto, ti daro’ ragione anche su tutto il resto ;)


  • dgambera 12.03.2009 ore 1:10 pm ha detto :

    @seroli
    A quanto sono quelle performance?
    Io t’ho detto che tu non hai mai investito in titoli, perchè non ci si investe per 20 anni su titoli che hanno alta volatilità.
    E’ lo stesso motivo per cui tu ritieni l’immobile un asset sicuro e per cui io non vedo performance del -20% in 2 giorni: è un asset poco volatile dal punto di vista della quotazione.

    Gli investimenti da cassettista (si chiama così chi compra un titolo e lo tiene nel cassetto godendosene i dividendi e il rialzo delle quotazioni per periodi lunghi) sono altri e lì non ce n’è nemmeno uno.
    Quelli sono titoli da trader intraday (quelli che entrano ed escono anche più volte dallo stesso titolo) e giocano sulle variazioni minime della quotazione, ovvero è gente che non vedrà MAI quelle performance.
    Se li usi come paragoni con l’immobiliare, allora è come se mi dicessi che io posso comprare e rivendere immobili nella stessa giornata più volte, senza nemmeno guardare cosa compro/vendo.
    Chiaro adesso?
    Stai confrontando pere con mele.
    I titoli più somiglianti agli immobili sono i TdS pluriennali: prendi un BTP a 20/30 anni e guarda rendimenti, performance, volatilità, costi di gestione, rating, ecc. e poi vediamo se puoi dire le stesse cose.


  • dgambera 12.03.2009 ore 1:19 pm ha detto :

    @seroli
    Scusa.
    Con la domanda “A quanto sono quelle performance?” intendevo chiederti “A quale periodo temporale? 12M? 24M?”


  • seroli 12.03.2009 ore 1:32 pm ha detto :

    Allora le variazioni da me riportate sopra NON sono intraday (cioè entro le 24 ore) ma sono ad 1 ANNO :D .(vedi link).
    Paragonarli a BTS 20/30 anni mi pare una forzatura, non conosco nessun proprietario che in una casa (men che mai se comprata per un investimento) abbia la solita casa da 30 anni…..sono pochissimi.
    Detto cio’, come se non bastasse, aggiungo che nel mezzo se ha comprato casa per investimento ha preso un affitto tutti i mesi, se l’ha comprata per abitarci, ora la sta’ abitando, se la gode e ne trae beneficio non pagando affitti e vivendoci, della quotazione gli interesserà tra diversi anni e se anche la vuole vendere ora ci perde quell’X percentuale che varia da città a città e che in NESSUNA regione d’Italia ha toccato nemmeno lontanamente quelle svalutazioni…anzi, dipende quando l’ha comprata.
    L’Azionista non puo’ dire altrettanto, prendeva i dividendi SI, vogliamo andare a vederli? :D Quelli passati dipendono dalle Società, i dividendi di oggi sono pari allo 0,0000000000000000000000000000001 ….. quando glieli danno, perchè non tutti glieli danno :D


  • dgambera 12.03.2009 ore 1:59 pm ha detto :

    @seroli
    Faresti bene a farti un pò di cultura finanziaria, visto che ti piace parlare di investimenti.
    Il BTP è un Titolo di Stato che dà una cedola di interessi a chi lo compra: attualmente investendo con una scadenza ventennale hai un rendimento netto (DOPO LA TASSAZIONE) del 4.7%.
    Non ho capito perchè parli delle azioni: non puoi usarle per confrontarle con l’immobile.


  • avv. 12.03.2009 ore 4:08 pm ha detto :

    Non entro nel merito delle discussioni di cui sopra, anche perchè ritengo che entrambe le posizioni abbiano ottimi argomenti.
    Pero’ voglio riportare qualche dato oggettivo sui rendimenti dei titoli di stato, giusto per fare chiarezza.
    Dunque, se io oggi compro un BTP (Buono del Tesoro Poliennale) con scadenza 1 febbraio 2017 (ma ci sono anche scadenze più ravvicinate) e quindi con una durata residua di 8 anni (come una locazione per intenderci) ho un rendimento del 4% lordo e un costo di ingresso di 100,20 (vedi sito Borsaitalia, quotazione di oggi).
    Ciò significa che se investo 100.000 € mi trovo con un rendimento netto del 3,5% SENZA RISCHI (salvo che l’Italia dichiari il default, ma allora state tranquilli che neppure avere dieci appartamenti servirà contro la rivolta popolare…) e con costi di gestione praticamente inesistenti (solo il conto titoli in banca, il cui costo è negoziabile) e quindi con 3.500 € all’anno puliti.
    Detto questo, posso trovare lo stesso rendimento netto OGGI con un immobile che vale 100.000 €…
    Cioè dall’affitto devo toglire tutte le spese straordinarie (che paga la proprietà e non il conduttore), la tassazione ICI, la tassazione IRPEF del canone percepito, e, ovviamente, il rischio che l’inquilino non paga e per sfrattarlo perdo almeno un anno di mancato affitto.
    In base alla risposta (che non sarò certo io a dare) potete valutare cosa convenga comprare oggi.


  • dgambera 12.03.2009 ore 4:17 pm ha detto :

    @avv.
    E con questo hai pure spiegato perchè a parità di rendimento conviene investire in TdS.
    Però, devo fare un appunto.
    Io non credo che chi investe in immobili lo fa nell’ottica degli 8 anni, ma più o meno dei 20 e lì i rendimenti diventano ancora più alti.
    Con questo non voglio fare nessuno spot ai TdS, ma voglio introdurre un altro ragionamento.
    L’origine di questa ATTUALE poca concorrenzialità è il fatto che pur essendo i canoni di locazione ai massimi rispetto alla sostenibilità da parte dei redditi, restano bassi in termini % se rapportati al costo dell’investimento per averli, ovvero rispetto al prezzo degli immobili.
    Un investimento immobiliare, per essere più conveniente deve ripagare in termini economici gli svantaggi da te elencati e, quindi deve dare almeno 3-4% in più rispetto a titoli di stato con durata residua di 15-20 anni.
    Comincerò a dire che l’immobile è un BUON investimento, una volta che le quotazioni saranno tornate a rispettare certe proporzioni rispetto ai rendimenti ed ai redditi, altrimenti sono asset che non fanno parte dell’economia reale, ma di quella fantafinanziaria, tant’è vero che per tenere in piedi il mercato immobiliare c’è voluta la finanza creativa e quando ha smesso ha smesso pure il mercato.


  • obiettivo 12.03.2009 ore 4:32 pm ha detto :

    Crisi, crisi e crisi.
    Non sento parlare d’altro che di crisi.
    Che ci sia è innegabile che sia necessariamente una disgrazia resta da vedere.
    A ben guardare, per il settore che ci occupa, era da un po’ di tempo che i tempi felici erano andati.
    Che i prezzi fossero ai massimi lo si sapeva tutti. Lo sapevano i venditori, noi intermediari ed anche gli acquirenti. Finchè il mercato è stato rappresentato da una curca monotona sempre ascentente, è convenuto a tutti. Non era importante il prezzo al quale veniva pagato l’immobile perchè si sapeva che in qualche anno avrebbe comunque aumentato il proprio valore.
    Oggi non è più così.
    I catastrofisti prevedono una discesa dei prezzi del 30% e forse oltre, altri parlano di una diminutio del 10%. In verità dipende come in altre epoche di crisi di mercato dalla localizzazione dello stesso, e dalle sue caratteristiche. Qualcosa è stazionario, qualcosa scende e c’è addirittura qualcosa che si apprezza.
    La stagnazione delle compravendite, a mio avviso, non è data dai prezzi ma dalla paura del futuro. La gente si chiede:
    A) Avrò domani ancora un reddito sufficiente?
    B) Acquistando oggi a 100 è possibile che dovendo rivendre tra 5 anni ricavi solo 70?
    C) Il mattone è ancora un bene rifugio?


  • seroli 12.03.2009 ore 4:35 pm ha detto :

    Concordo con Obiettivo…….ma la domanda C) se la pongono in pochi :D


  • obiettivo 12.03.2009 ore 4:51 pm ha detto :

    x dggambanera
    Mi sembra di comprendere che tu riconduca tutto ad una crisi di liquidità.
    Io credo invece che l’aspetto psicologico sia la gran parte del problema.
    La stagnazione che investe il mattone, non è solo legata alla carenza di liquidità.
    La crisi riflette una serie di fattori:
    A) L’alta incidenza del fisco sulle rendite da locazione che allontana gli intestitori;
    B) La previsione della rivisitazione delle rendite catastali;
    C) I tempi ed i costi del contenzioso;

    C’è da dire che sono rientrati sotto forma di liquidità importati cifre dai mercati finanziari. Questi capitali hanno necessità di trovare collocamento ed il mattone è una delle alternative possibili.

    Se poi tu fai riferimento a quella fetta di mercato che finanziava il 100% ed anche il 130%, beh…. temo che dobbiamo scordarcela.


  • max1970 12.03.2009 ore 5:14 pm ha detto :

    qui però al livello di investimenti si parla del futuro e mai del passato. Si parla di dati poco certi quando basta vedere quello che è successo nel passato.
    Es: 1980 appartamento a Roma sud (ostia) attico nuovo di 130mq con 60 terrazzo box auto L.110.000.000
    venduto 2008 € 620.000 ossia L. 1.200.000.000 circa
    adesso fa che uno invece di comprar casa investiva in TDS e teneva 100.000.000 investiti per 28 anni, quanto avrebbe realizzato?
    di più? bene calcoliamo pure che una casa da una rendita o evita di pagare un affitto, conveniva lo stesso investire in titoli?
    E’ inutile che si facciano i conti nei 20 anni futuri, perchè voi sapete alla scadenza dei 20 anni quanto percepirete dai tds ma non potete prevedere quanto varrà un immobile .


  • max1970 12.03.2009 ore 6:08 pm ha detto :

    altro esempio
    monolocale venduto nel 96 a L.90.000.000 ad un mio amico, si è preso un mutuo di L.110.000.000 con una rata di 600.000 al mese. Ha affittato la casa a 650.000 mese, nel 2003 l’ ha rivenduta a € 125.000
    alla fine stando a quello che mi è stato riferito ha guadagnato € 80.000 senza tirar fuori una lira


  • avv. 12.03.2009 ore 6:23 pm ha detto :

    @ max1970: ripeto, non prendo posizione sulla discussione di prima, pero’ seguendo il tuo ragionamento (e si dovrebbe quantomeno valutare l’effettivo potere d’acquisto della lira/euro e, soprattutto, quanti soldi avrebbe fatto chi investiva in azioni 100.000.000 dal 1980 a oggi…ma lasciamo stare…) significa che quello che ho comprato oggi (anzi, ieri, facciamo fine 2007/2008 e seguendo il tuo calcolo di una rivalutazione netta circa del 1000% in 28 anni, l’esempio di Ostia) ad esempio a 350.000 € e rivendero’ nel 2017 o nel 2020 (che non sono poi così lontani), dovrebbe avere una rivalutazione del 500% (passano 14 anni) e quindi dovrebbe essere rivenduto a 1.750.000 €?
    Scusa e gli stipendi della gente di quanto dovrebbero aumentare?
    E di quanto dovrebbe tirare l’economia dei prossimi 10 anni per arrivare a tali cifre?
    A me sembra semplice follia.


  • max1970 12.03.2009 ore 6:46 pm ha detto :

    già anche nel 2001 c’era gente che diceva che le case venivano vendute a prezzi folli, poi è entrato l’euro e le ha raddoppiate in un anno. Magari nel 2015 inventano dolleuryen :) e le case si triplicano


  • dalele 12.03.2009 ore 6:54 pm ha detto :

    @dgambera
    Sono daccordo con te quando dici che equiparare borsa & immobili è confondere mele con pere; è un argomento che va bene al bar, niente di più.
    P.S. Le analisi “serie”, come dici tu, magari non vengono fatte perchè un commento di un blog non è la sede adeguata, ma non sei l’unico al mondo in grado di farle…


  • obiettivo 12.03.2009 ore 7:00 pm ha detto :

    dggambera,
    sinceramente non comprendo il tuo sarcasmo.
    SE il tuo discorso vuol far inbtendere che un’investimento sul mercato azionario ha reso più che quello immobiliare hai ragione.
    Ed allora?
    Al netto dell’inflazione, l’incremento medio dei valori immobiliari, tutto sommato è modesto.
    Quello azionario ben più considerevole.
    Se però consideriamo l’odierno, il discorso si ribalta.
    La perdiata del mattone non è certamente quella del finanziario e per, favore, non mi si parli di titoli di Stato.
    La verità è che il rischio default è sempre valido anche se poco probabile ed è valido sia per le banche quanto per il sistema Italia.
    Fino a che livello di tassi le ns. emissioni obbligazionarie troveranno collocamento sui mercati istituzionali?
    La contemporanea discesa del PIL e la necessità di destinare foindi per la ripresa, aumenterà considerevolvemte il rapporto PIL/Deficit…. cosa accadrà?
    IO sto facendo incetta di bivani da proporre in vendita e sono convinto che funzionerà.
    Personalmente aggiungo che ho già acquistato ENI ed ENEL ma le terrò ferme per almeno tre anni.


  • Domingo 12.03.2009 ore 7:13 pm ha detto :

    Le previsioni di crescita per i prossimi anni per l’europa e sopratutto per noi e’ : netta recessione (-3%)e poi stagnazione a seguire , ed e’ quello che indicano le fonti accreditate , eppure ci sono ancora molte persone che pensano che fra qualche mese appena finita la crisi gli immobili acquisteranno prezzi stratosferici . E’proprio vero che ci sono persone che vivono fuori dal mondo !!


  • dgambera 12.03.2009 ore 7:23 pm ha detto :

    @obiettivo
    Sto solo dicendo che non c’è un investimento migliore in assoluto.
    Quando faccio la gara è perchè qualcuno pubblica numeri e per dimostrare ciò devo far vedere che dall’altro lato si riescono ad avere performance altrettanto buone.

    Il default, l’ultimo spauracchio. Credi che se si rinuncia a prendere il TdS e si compra un immobile allora in caso di default cambi qualcosa? Questo del default che frega solo i detentori dei titoli è una bufala al limite del tragicomico. Prova a pensare che significherebbe per tutti i mututati che avessero optato per l’immobile anzichè l’investimento.
    ma lasciamoli stare questi discorsi (questi sì che sono catastrofici, assimilabili ad un terremoto che distrugge l’immobile che compri).
    Hai fatto bene a comprare ENI ed ENEL e senza volerlo hai fatto quello di cui parlavo io all’inizio per i buoni investitori, ovvero la diversificazione del rischio nel portafoglio di investimento. Purtroppo la strategia del cassettista in questo momento non è proprio la migliore, ma su titoli come quelli si può stare abbastanza tranquilli.
    Chi sa come muoversi in borsa (IO NO), con un mercato così volatile fa numeri da paura: anche + 10% in un giorno.

    E’ come per voi: un mercato molto liquido vi fa guadagnare alla grande, uno troppo ingessato vi può portare alla fame.

    Non attaccatemi perchè ho detto apertamente quello che penso e chi sono. Io sono qui a ragionare sulle cose, non a prendrmi gioco di qualcuno.


  • obiettivo 12.03.2009 ore 7:31 pm ha detto :

    Non ti attacco di certo.
    Mi è sembrato di leggere nei tuoi post un certo pre-giudizio nei confronti della categoria.
    Se così non è chiedo scusa.
    Cerco sempre di ragionare sulle cose insieme ai miei clienti e credo che alla fine della fiera (qualcuno dice filiera) con l’incertezza dei mercati attuale ed i probabili sviluppi futuri, consigliare di acquistare un immobile non sia un consiglio avventato.


  • dgambera 12.03.2009 ore 7:43 pm ha detto :

    @obiettivo
    Anche se c’è chi sostiene ciò, ti assicuro che non lo è.
    Ci sono utenti qua dentro che conosco bene e quindi parlo con toni un pò più confidenziali.
    Nessun pregiudizio nei confronti di chi non conosco.
    Tu non puoi dare un consiglio diverso da quello che specifichi, per ovvi motivi e probabilmente in molti casi è vero e lo è anche adesso.

    Non so se l’ho già fatto il mio esempio, ma te lo ripeto a mò di esempio.
    A fine 2005 stavo per comprar casa e poi non l’ho fatto, perchè nonostante un buon reddito famigliare e un pò di anticipo, dovevo necessariamente impegnarmi a 30 anni o a 20 con garante, andando a stare a 30km da Roma.
    Io ero abituato ad essere invidiato dai miei coetanei e/o colleghi (anche più grandi) per la retribuzione e situazione economica e quindi credevo fosse una cosa che non presentava troppe difficoltà.
    A quel punto ho cominciato a pensare che ci fosse qualcosa di strano e ho cominciato a cercare notizie, a scavare, finchè non mi sono fatto le mie idee (è inutile dire come, tanto sarebbe OT).
    Alla fine comunque ho deciso di non acquistare. Oggi con la stessa cifra troverei sul mercato un immobile simile a quello per cui richiesi il mutuo nel 2005, ma con una stanza in più e con la piacevole differenza che sono riuscito a mettere, stando in un affitto non molto comodo, ma basso altri 100k. Ecco: per me questo è un esempio in cui si può dire che NON comprare è stato un ottimo investimento.
    Ora non compro perchè nel futuro vedo solo ribassi: quindi continuo su quella scia.
    Ma io vado oltre il mio caso personale, in quanto cerco di vedere se tutto ciò ha fondamento su fattori macroeconomici, finanziari, ecc. (è inutile ripetere)
    Quindi, è su questo terreno che vorrei continuare la discussione, che mi sta sembrando aver preso una bella piega.
    Grazie


  • obiettivo 12.03.2009 ore 8:13 pm ha detto :

    Chiarita l’iniziale incomprensione, ti spiego perchè, a mio avviso, oggi potrebbe essere conveniente comprare.
    Un minimo di ribasso c’è stato, i tassi sono bassi, il potere d’acquisto del dipendente a reddito fisso negli ultimi mesi è aumentato.
    In un periodi di inflazione bassa, di calo dei costi energetici, di calo degli alimentari (escuso pasta e pane), con offerte nell’abbigliamento e calzaturiero incredibili e saldi su saldi, è indubbio che il reddito fisso è avvantaggiato.
    La crisi investe soprattutto le imprese manifatturiere e comunque industriali, le aziende di servizi ed il commercio.
    Se fossi a reddito fisso e dovessi comprare una prima casa lo farei oggi o comunque a breve.
    Tu accennavi che punti ad un ulteriore ribasso dei prezzi. E’ verosimile che accada ma è anche vero come mi ha insegnato un mio amico che vive con il trandig, che non bisogna mai cercare di acquistare al punto più basso perchè il rischio è grosso.
    Inoltre, girano voci che stavolta la tassazione con cedola secca al 20% sulle locazioni, potrebbe passare ed aiutare gli investitori.
    Sempre parlando di macroeconomia, ho ascoltato uno dei tanti “guru” che sosteneva che le manovre di FED e BCE sono sbagliatissime. La tesi di questo illuminato è che abbassando i tassi, il risultato a breve è positivo ma che non si fa altro che alimentare l’economia a debito. Lui dice che meglio sarebbe stato innalzarli e vietare alla gente di potersi indebitare ulteriormente. Questo avrebbe causato un rientro delle esposizioni debitorie graduale e poi ci sarebbe stata la “RINASCITA”.
    Orbene, l’indabitamente medio privato in Italia è abbastanza basso e se è vero che molti hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, altri hanno ancora possibilità di risparmiare e tu ne sei la prova vivente.
    La liquidità non è scomparsa dalle mani dei privati si è solo parcellizzata in un’infinità di rivoli.
    Se consideriamo la situazione a rischio del sistema bancario controllato dalla Banca d’Italia di proprietà dalle stesse banche che dovrebbe controllare, comprendiamo che tutto può essere vero e falso al tempo stesso.
    Anche la famosa garanzia sui ccb, quella dei vecchi 200.000.000 di lire, è garantita da un fondo interbancario ove non vi è depositato un solo Euro.
    Un’ipotesi di default di qualche grossa banca, causerebbe una serie infinita di richieste di indennizzo che andrebbe girata alle stesse banche che mancano di liquidità ed a quel punto entrerebbe in campo lo Stato che rischierebbe di dovere innalzare il debito pubblico etc.
    Il quadro generale non è bello ed ecco che l’investimento nel mattone, a mio avviso, garantisce la proprietà fisica e resta un valore, pur deprezzabile difficilmente attaccabile.


  • dgambera 12.03.2009 ore 9:18 pm ha detto :

    Allora. Post lungo il tuo, ma interessante analisi.
    In parte condivido in parte no:
    - i ribassi che ci sono stati finora sono briciole: secondo me, l’immobiliare entrerà in una profonda fase bear durante quest’estate o al max subito dopo, e questa durerà almeno 2 anni. Dopodichè un pò di calma piatta (1-2 anni), un altro annetto di leggeri cali (eccolo il bottom) e poi si riparte col prossimo ciclo (non so a che ritmi, ma spero non come nell’ultimo, perchè è stato deleterio);
    - la cedolare secca aiuta chi ha immobili da dare in affitto e invoglia a farlo, ma contempraneamente aumenta l’offerta degli affitti sul mercato, abbassando canoni e rendimenti: il gatto che si morde la coda e la spirale ribassista si avvita di più;
    - FED e BCE avevano seguito la politica indicata dal tuo amico (che dice una cosa sacrosanta), ma questo stava stritolando troppa gente. Sarebbero cominciate le rivolte sociali se continuavano. Allora hanno deciso di dare altra droga (liquidità) al tossico (mercato) per non farlo morire, ma stavolta in maniera diversa: la droga la usano solo le banche per “guarire” i propri bilanci (infatti, le NTN immobiliari calano, le imprese lamentano credit crunch, …), quindi per ora nessuna alimentazione dell’economia del debito, ma solo “un’operazione pulizia”. Il motivo per cui dico 1-2 anni di cali è perchè secondo me questa situazione durerà 1-2 anni. Dopo di ciò, si riparte col rialzo dei tassi, con banche più forti e famiglie col mutuo strozzate. A quel punto chi ha il cash troverà le opportunità di cui parli. Ancora abbiamo appena cominciato qui in Italia: è troppo presto per le occasioni.
    - il rischio di fallimento delle banche c’è, ma ricordati sempre che abbiamo altre nazioni con accordi particolari al nostro fianco e che quindi avranno premura di evitare che ciò accada. Infine, se qualche evento di tale portata dovesse verificarsi, chi ha comprato casa col mutuo, farebbe probabilmente la mia stessa fine, anche se con qualche rischio in meno. Allora a quel punto me la gioco (anche perchè credo che non succederà nulla, non sono un fifone ed ho i nervi saldi da questo punto di vista) e se mi va bene, ho portato fino in fondo la mia strategia.
    In situazioni come queste non c’è nulla che ti dia garanzie assolute. Mi dirai che in US le case erano di cartone, ma in UK, Spagna, Romania di cosa erano fatte? Come mai questi asset non hanno protetto la gente da questa crisi?
    Hai idea di cosa stia succedendo fuori dall’Italia?
    Sai che ciò che dicono del nostro sistema bancario lo dicevano pure per la Spagna? Sai che ciò che dicono dell’indebitamento delle famiglie andrebbe ripartito solo fra quei pochi (prima di questo ciclo il 65% degli italiani era già proprietario) che hanno comprato negli ultimi 10 anni, anzichè sull’intera popolazione italiana (si chiama media del pollo di Trilussa).

    Un investimento sicuro ha diverse caratteristiche e non ce n’è uno che è tale per antonomasia.
    Eccone alcune:
    - affordability: capacità di affrontare l’investimento;
    - timing: comprare/vendere al momento giusto.

    Grazie per il dialogo veramente costruttivo, sto piacevolmente apprezzando


  • obiettivo 12.03.2009 ore 9:37 pm ha detto :

    Eh eh… è tardi e devo andare a cena ma voglio risponderti almeno su di un punto.
    A mio avviso sbagli a paragonare la sitiazione della Spagna e della Romania a quella italiana. Quella USA è proprio un’altra storia.
    Nei due paesi europei la crescita negli ultimi dieci anni è stata molto maggiore che in Italia. Ricordi che si diceva che l’Italia cresceva di circa la metà della media europea?
    Ebbene questo ha creato una bolla speculativa molto maggiore e quindi i ribassi sono notevolmente più alti che i nostri.
    Da noi parlare di bolla speculativa negli ultimi anni e riferirla al mercato immobiliare è una mezza bufala.
    I prezzi sono certamente saliti in questi ultimi anni ma in maniera moderata.
    Per adesso ti saluto…. a presto.


  • max1970 12.03.2009 ore 9:47 pm ha detto :

    dg io non sono in grado di fare “interventi seri” nell’ambito investimenti e macroeconomia, sono un caprone e l’ho fatto presente all’inizio. Ho un unica certezza : nessuno può prevedere il futuro, ne io ne te ne nessun altro. Nella storia chi ha investito in immobili ha guadagnato, tranne casi sporadici,chi ha investito in azioni ha perso tranne alcuni casi. Questa è l’unica certezza
    Punto


  • dgambera 12.03.2009 ore 10:07 pm ha detto :

    @max1970
    Le cose che dici alla fine non sono nè certezze, nè verità.
    E’ solo quello che pensi tu.
    Io non prevedo il futuro, cerco di fare analisi e ragionamenti, dopo essermi documentato al meglio delle mie possibilità.
    Visto che dici che sei un “caprone” e che per tale ragione non riesci a fare interventi seri, allora puoi provare a fare ragionamenti basati sul buon senso, senza campanilismi inutili, tanto la coppa non la vince nessuno. Altrimenti, se non hai argomenti legati alla materia da condividere, hai come altra alternativa l’astenerti: mica è obbligatorio partecipare a tutte le discussioni.
    Te lo dico pacificamente, ovviamente.

    @obiettivo
    “Da noi è diverso” è la VERA bufala in realtà ed è questa la cosa su cui sono maggiormente impegnato con le mie ricerche ed analisi.
    Ti lancio alcuni input e ne riparliamo quando saremo di nuovo online:
    - Come mai hanno avuto bisogno di proteggere le banche? Non erano le più sicure?
    - Come mai hanno avuto bisogno di aiutare i mutuati? Non eravamo il paese in cui certe cose non succedono?
    - Come mai le metropoli italiane (e non solo) sono piene di nuovo invenduto? Da noi non c’era poca offerta?


  • obiettivo 12.03.2009 ore 10:19 pm ha detto :

    A) Proteggere le banche è indispensabile perchè l’economia capitalistica è fondata sul sistema delle banche. Ad oggi l’offerta dei Tremonti Bond ha trovato un unico interessato;
    B) I mutualti non sono stati aiutati per nulla. Il Governo è intervenuto nel momento in cui al crescere dei tassi, la rata era aumentata ed aveva stabilito una soglia ormai ampiamente superata per effetto del crollo dei tassi;
    C) Il nuovo invenduto, a mio avviso è causato, dall’alto costo di acquisto dei terreni edificabili. Che ci fosse poca offerta è un’opinione ( a propositi di pollo e di Trilussa) se l’85% possiede casa, la domanda non può sempre autoalimentarsi.
    Tieni anche presente che mutui al 100% e più, che hanno favorito la domanda non esistono più e comunque non erano neanche prima accessibili a tutti.
    Se ci sono i disoccupati ed i precari a questi era ed è interdetto ogni possibilità di accesso al credito e quindi all’acquisto della prima casa.


  • dgambera 12.03.2009 ore 10:30 pm ha detto :

    A) ma se sono sane, a che serve proteggere. E’ come se una suora prendesse la pillola anticoncezionale: sarebbe alquanto sospetto.
    B) Alla fine gli aiuti per i mutuati non son oserviti, ma vale la stessa similitudine di cui al punto A). Ai Tremonti Bond FINORA c’è stata una banca interessata (sono stati inventati da poco, glielo vuoi dare il tempo?).
    C) e perchè fino a qualche anno fa tirava alla grande quest’invenduto fabbricato sui terreni edificabili ad alto costo?

    I mutui al 100% e più mi è stato sempre detto che non esistevano, soprattutto qua dentro: sei una voce fuori dal coro.

    Per le categorie di persone che indichi alla fine, potrei trovarti migliaia di offerte in cui si propongono mutui e finanziamenti adatti alle loro esigenze.


  • obiettivo 12.03.2009 ore 10:36 pm ha detto :

    Sono sane? Ma chi lo dice?
    Io non ho detto questo.
    Ho detto che hanno caratteristiche diverse.
    Quello che oggi è l’invenduto tirava solo perchè la curva dei prezzi era monotona ascendente.
    I mutui 100% c’erano eccome. Non so cosa ti abbiano detto i colleghi, ma c’erano eccome, così come c’erano perizie favorevoli.
    Trovami una banca che oggi finanzia un precario anche solo per un 60%. Ti dicono che li finanziano ma poi non lo fanno, te lo posso garantire.
    I mutui italiani concessi, così come il prestito personale e comunque tutti gli impieghi in Italia sono normalmente più prudenti che nel mondo anglosassone.


  • dgambera 12.03.2009 ore 11:36 pm ha detto :

    E allora perchè proteggerle (le banche) e da cosa? Cioè dici che è giusto proteggerle, ma non dici da cosa (Sono d’accordo con te su questo, intendiamoci. Solo che io dico che è perchè hanno scheletri GROSSI nell’armadio e che non sono diverse dalla banche di altre nazioni: ma per questo aspettiamo che qualche altra banca richieda i Tremonti-bond: non credo che li hanno fatti solo per BPI)
    L’invenduto: fammi capire. Prima dicevi che l’invenduto c’è perchè i terreni edificabili costavano tanto, però se prima di OGGI tirava tanto era per i prezzi in ascesa. Allora basterebbe aumentarli ancora e tirerebbe di nuovo? O forse il motivo più semplice è perchè le banche non finanziano più acquisti a prezzi fuori mercato, così come dici tu un pò dopo quando parli di “perizie favorevoli”.
    Per i precari e i mutui al 100% ti ho leggermente provocato e me ne scuso: l’ho fatto apposta per farti dire ciò che pensavi apertamente, avendo capito che sono le stesse cose che penso io. Non volermene ;-)

    Una sola cosa per concludere: scopriremo tutti presto o tardi che c’è qualche grossa banca italiana nei guai seri, anche se credo (e spero) che qui non vedremo rotolare (troppe) teste.


  • Mark_Hole 13.03.2009 ore 6:31 am ha detto :

    Obiettivo ha ragione sul punto che le banche hanno favorito la bolla ma non “alla cieca”; i principali istituti di credito stanno provvedendo a spostare i vari direttori di banca che hanno avuto i premi sui mutui erogati sostituendoli alla disperata ricerca di recuperare un credito da famiglie che purtroppo cominciano ad avere un cassaintegrato (o mobilità) all’interno. Impegno difficile.

    Per quanto riguarda i tremonti bond l’interesse, se non ha l’acqua alla gola in termini di liquidità, è basso. Stamattina sono andato in banca a pagare gli F24 (IVA, ecc) ed il direttore (non sostituito) mi riferiva che il tasso di prelievo è del 7 % e se non lo restituisci lo Stato entra nel capitale azonario della banca inoltre, mi diceva, noi prendiamo al 7 % ed a quanto dovremmo dare alle PMI ?

    Le perizie erano gonfiate per fare avere anche il 110 % (commissioni di agenzia, notaio e tasse) adesso, come dicevo in alcuni post, le direttive sono cambiate tanto è vero che alcuni AI a Firenze si trovano in difficoltà quando a fronte di loro valutazioni vengono smentiti dagli ex-amici periti che per volere della banca ribassano la cifra … tanto i soldi gli hanno loro.

    M.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 8:34 am ha detto :

    Non vorrei essere ripetitivo ma avevo già spiegato che fin quando il prezzo sale sempre, la copnvenienza è di tutti. Il costruttore compra i terreni ad un prezzo alto, costruisce e vende ad un prezzo alto, la banca finanzia perchè è consapevole che il valore dell’immobile si incremente e che la garanzia è reale, l’intermediario vende prospettando la continua e costante crescita del valore immobiliare.
    Non vorrei torbarci su su questo, se permetti.
    Quanto alle banche: essendo venuto meno il reddito prodotto alla finanza virtuale, quello che ha prodotto utili virtruali ecco che c’è stata la crisi di liquidità (che interessa le banche italiane) ed anche e soprattutti partite importanti di impieghi senza garanzia (subprime).
    L’alchimia del factoring ha fatto il resto. Dato un capitale di 100, per effetto di continue cerssioni di credito, questa massa monetaria causava un giro economico di 1000….. poi è stato il crack.
    Faciamo un esempio banale. Unicredit ha perso 1 miliardo di € con Bernie Madoff e con altre operazioni dove si è trovata scoperta con garanzie di cartone.
    Nonostante tutto ciò, le banche restano il fulcro di tutto. Terminata la fase degli utili da finanza virtuale è il momernto di tornare all’originaria funzione delle banche. Non quelle d’affari ma quelle che operano sul territorio, che raccolgono i risparmi, e li usano per gli impieghi.
    I Tremonti Bond sono così cari che la banca sarebbe costretta a rivendere il danaro acquistato al 7% ad un tasso inferiore e colmare il differenziale negativo con altri proventi.
    Se paragoniamo il tasso BCE al tasso dei Tremonti Bond, ci accorgiamo che la forbice è alta.
    E’ la trasparenza del sistema la leva per la soluzione. In un mondo, quello bancario, dove il più pulito ha la rogna, diffidano l’uno dell’altro. Il caso Madoff, ed i controllo che la FED aveva fatto negli ultimi anni senza scoprire nulla è illuminante.
    Io tremo quando mi dicono che questa o quella banca offrono sui depositi in cc tassi del 4,80% e similari.
    Perchè mai una banca con il costo del danaro più basso dovrebbe remunerare così tanto la raccolta?


  • Mark_Hole 13.03.2009 ore 8:57 am ha detto :

    Semplice: manca liquidità ! Quindi o prendi i Tremonti Bond al 7 % o, come fa mediobanca, scendi dal trono e vai a cercarli nelle piazze.

    Personalmente da quando sono in Italia ho sempre avuto due conti uno speculativo per il trading dove c’è un minimo (15 K€ max) e uno di risparmio presso un credito cooperativo. Il resto buoni fruttiferi del tesoro (tedesco).

    Il problema, come dice Seroli, proponendo questo post è che questa liquidità tolta dal terreno delle borse a seguito del crack (è giusto dare questo nome) molto difficilemnte verrà nuovamente convogliata in settori come il residenziale. Adesso la priorità sono i posti di lavoro ovvero il generare ricchezza plurima macroeconomica.

    Ci sono Aziende di grandi dimensioni, che per mancanza di liquidità, sono costretti a rateizzare i TFR … quelli che fino a qualche anno fa venivano convogliati dai genitori per pagare gli anticipi sulle case. Penso che in termini di investimenti immobiliari la liquidità generata da 30 anni di lavoro possa ormai essere considerata nulla.

    M.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 9:15 am ha detto :

    Non concordo sul fatto che la liquidità sia sparita dal sistema italia.
    Non concordo perchè parti da alcuni dati di base.
    L’indebitamento privato è relativamente basso ed il PIL ufficiale rappresenta una cifra non superiore ai 2/3 di quello reale. C’è dunque una vasta area di liquidità “non ufficiale”.


  • dgambera 13.03.2009 ore 11:21 am ha detto :

    @obiettivo
    Non è chiaro se dici che le banche sono tutte uguali o se da noi è diverso. Da come scrivi sembra più la seconda (”il più pulito ha la rogna” e altro che si desume da ciò che scrivi), però quando ti chiedo di quagliare dici la prima.
    mai sentito parlare del core-tier1 delle banche?
    Guardati quello delle banche italiane, soprattutto Unicredit e Intesa e poi vediamo quanto sia diverso da noi. Vorrei ricordarti che ultimamente, soprattutto la prima, ha cercato di fare aumenti di capitale non sottoscritti dall’azionariato di maggioranza: ci sarà un perchè, no?

    Inoltre, concordo con Mark_Hole quando dice che molta liquidità è stata drenata dal sistema:
    - i genitori che attingono al TFR per aiutare i figli a comprare casa;
    - i genitori che vendono le seconde case per aiutare i figli;
    - i genitori che si mettono a garanzia per i figli.
    Questa è tutta liquidità sottratta al sistema, anche laddove non lo sembrerebbe (è banalmente dimostrabile).
    Se così non fosse, non si spiegherebbe il basso indebitamento rispetto al PIL di cui parli. O forse si potrebbe:
    - Alto indebitamento di POCHI (20% degli italiani che hanno comprato negli ultimi 10 anni?) ripartito su tutta la popolazione –> media del pollo
    - le case le hanno regalate.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 11:53 am ha detto :

    Tu fai il finto ingenuo e fai finta di non comprendere o meglio di comprendere solo ciò che conduce acqua al tuo mulino.
    Ti ho fatto esempi precisi ma tu non quagli e sorvoli ;)
    La concessione dei mutui in Italia non è stata mai fatta senza garanzie reddituali come nei paesi anglosassoni.
    Il più pulito ha la rogna, è un modo di dire. I bilanci delle Banche italiane mostrano nelle poste dell’attivo partite incagliate che pur se non trasferibili nelle poste del passivo e passabili a perdita, sono nei fatti equivalenti.
    Queste attività fittizie, servono per pompare il conto economico. Il fondo ammortamento perdite su crediti può essere riempito in minima percentuale ed è pieno ovunque. Le operazioni di smobilizzazione per intervenute cessioni in forma pro-soluto sono ferme.
    L’esposizione e la presenza di derivati e similari dovrebbe essere molto può contenuta che negli Istituti di credito esteri.
    Come ti ho già detto, ma tu hai volutamente sorvolati, i mutui in Italia hanno garanzie reddituali mentre altrove non ci sono.
    Quanto alle quote di TFR date ai figli per comprare, non mi pare una novità dell’ultima ora.
    Lo stesso dicasi per la vendita delle seconde case che in età avanzata trovano sempre minor utilizzo da sempre.
    Le fideiussione prestate dai genitori non neanch’esse una novità e sono la prova che la concessione dei mutui in Italia è sempre stata più rigida che altrove.
    Adesso le banche hanno anche ridotto il rapporto rata/reddito netto per cautelarsi ancora di più.
    Sono cose che esistevano già da tempo.
    Sulla assenza di liquidità ho già detto.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 11:55 am ha detto :

    Ops… dimenticavo.
    Al tuo posto non confonderei l’indebitamento da mutuo per acquisto casa, con quello da credito al consumo.
    Sono partite diverese e non sommabili. Ciao.


  • dgambera 13.03.2009 ore 12:00 pm ha detto :

    I mutui ai precari sono mutui “con garanzie reddituali”?
    L’esposizione di certi istituti nei paesi dell’Est sull’orlo del crack ti fa parlare di banche “sicure”?
    Io ho colto i segnali: hanno aperto l’ombrello prima di piovere, significa che sanno che pioverà.
    Vogliono pure modificare le regole di bilancio (vedi eliminazione “mark-to-market”) perchè forse alcune grosse banche hanno gli scheletri in bilancio.
    Da noi è diverso, finchè non si scopre che è lo stesso.


  • dalele 13.03.2009 ore 12:02 pm ha detto :

    Complimenti, davvero interessante la discussione.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 12:04 pm ha detto :

    I mutui ai precari?
    Ma va là!
    Eh eh eh eh eh…. sai a quanti porecari è stata venduta la casa in Italia?
    Ci sono le garanzia dei genitori, ecc. ecc.
    Guarda che non è come dici tu :)
    In Italia l’accesso al credito è sempre stato più complicato che altrove.
    Non lo dico io, è fondamento del ns. sistema bancario.
    Le perdite infatti sono soprattutto dovute agli incagli con la grande industria, che otteneva ed ottiene fidi, senza garanzie reali. Le perdete sui privato sono tutto sommato risibili.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 12:06 pm ha detto :

    x dadele
    Che fai sfotti? :)


  • dgambera 13.03.2009 ore 12:08 pm ha detto :

    Se aggiungiamo l’indebitamento per credito al consumo e finanziamenti personali, le cose peggiorano.

    Comunque, per tagliare la testa al toro, sto cercando dati.
    Per ora cominciamo con questo, ma ora cerco tra fonti ufficiali ;-)

    http://refingroup.blogspot.com/2008/02/sorpresa-gli-italiani-e-i-mutui-casa.html


  • obiettivo 13.03.2009 ore 12:19 pm ha detto :

    Visto che stai sempre a nominare Trilussa ed il pollo, permettimi senza offesa, anche per sorridre insieme di riportartene un’altra di Trilussa che non è niente male.
    Ovviamente non è riferita al alcuno in particolare ed è solo un momento ludico.
    ******
    NUMMERI
    di Trilussa

    - Conterò poco, è vero:
    - diceva l’Uno ar Zero -
    ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
    Sia ne l’azzione come ner pensiero
    rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo, invece, se me metto a capofila
    de cinque zeri tale e quale a te,
    lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri. A un dipresso
    è quello che succede ar dittatore
    che cresce de potenza e de valore
    più so’ li zeri che je vanno appresso


  • dalele 13.03.2009 ore 12:21 pm ha detto :

    Assolutamente no. I complimenti sono sinceri. Sono appassionato di investimenti e studio dei fenomeni micro/macroeconomici.


  • Oris 13.03.2009 ore 12:21 pm ha detto :

    Le discussioni interessanti nascono solo dal confronto di posizioni non troppo vicine, per questo non credo agli spazi solo per agenti immobiliari, che sono sterili e privi di qualunque utilità.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 12:24 pm ha detto :

    Non vorrei deludervi ma temo di avere esaurito le mie scarne conoscenze economiche :)
    Eh eh eh eh


  • Oris 13.03.2009 ore 12:25 pm ha detto :

    Io ho parlato con 9 istituti bancari della mia zona.

    Domanda:

    Sofferenze nei mutui?

    La percentuale corale è intorno a 3 su 1000.

    (sofferenza vuole dire rate non pagate)


  • dgambera 13.03.2009 ore 1:05 pm ha detto :

    @Oris
    Le banche fuori dall’Italia non hanno avuto problemi a partire dalle sofferenze relative ai mutui. Il motivo scatenante sono state le cartolarizzazioni basate su asset stravalutati, che dopo si sono svalutati.
    Non so se rendo l’idea.
    Provo con un esempio:
    - io banca concedo 100 di mutuo per un bene che è stato sopravvalutato a 120 e alla fine del piano di finanziamento otterrò 140 (i numeri sono un esempio);
    - utilizzando il credito mi faccio prestare 110 emettendo dei titoli veicolo che hanno come sottostante il bene (valore 120), “dicendo” a chi lo compra (altra banca) che posso ripagargli i soldini senza problemi;
    - nel frattempo il mercato di quei beni cambia marcia e i beni cominciano a perdere valore;
    - il giocattolino si rompe, l’economia entra in crisi e QUI, SOLO QUI, cominciano le sofferenze di chi ha contratto mutui, i quali hanno 2 possibili alternative, vendere in perdita o farsi pignorare l’immobile, e in ogni caso la banca non rivedrebbe gli stessi 120 che si aspetta, ma magari 80 (-20%, non è molto);
    - con le attuali leggi di bilancio, le banche sono obbligate a mettere in bilancio il valore di questi asset seguendo la regola del mark-to-market, ovvero il valore corrente di mercato dei beni in bilancio. Ecco che cominciano le svalutazioni e le perdite in bilancio.

    Il motivo per cui le banche sono restie a concedere mutui è pure perchè hanno troppi immobili in portafoglio, devono sottopesare, altrimenti corrono grossi rischi.

    Tutto questo vale per qualunque banca, a maggior ragione se hai attuato una politica scellerata nella concessione dei finanziamenti.

    Da noi ancora manca lo step “Cali corposi delle quotazioni”, ma siamo sulla buona strada, il calo drastico delle NTN ne è solo il preludio di solito. Per “corposo” intendo anche solo il 20% in 2 anni.

    Chiaro adesso perchè da noi ancora non si sente niente e perchè non è diverso?


  • obiettivo 13.03.2009 ore 1:13 pm ha detto :

    Scusa, fammi capire capire.
    Secondo te le banche italiane metterebbero in bilancio i valori di mercato della case su cui hano concesso mutui?
    Questo è possibile solo ed esclusivamente dopo il pignoramento immobiliare, per quel che mi risulta.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 1:17 pm ha detto :

    Quelli a cui tu fai riferimento sono i mutui subprime.
    Il gioco delle cartolarizzazioni che descrivi assai bene, è crollato al crollo dei prezzi ed insuccessione del trasferimento del crack sull’economia reale.
    I mutui subprima sono stati concessi in assenza di garanzie e l’azione combianata del calo dei valori immobiliari e la perdita di posti di lavoro di bassa manovalanza a seguito della crisi ha creato il panico.
    La vendita della casa non è una garanzia né per il mutuato che non estingue le obbligazioni contratte, ma anche e soprattutto non soddisfa in credito qualora sia la banca ad impadronirsi giudizialmente del bene immobile.
    Con la situazione dei mutui italiani, tutto questo non ha nulla a che vedere.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 1:27 pm ha detto :

    Anzi è impossibile anche dopo il pignoramento. Nell’attivo resterà iscritto la partita creditoria e solo dopo la vendita sarà possibile semmai portare a perdita il differenzale.
    Si potrà semmai accantonare inel fondo ammortamento perdite su crediti, se ve ne sarà disponibilità residua.
    Scusate, avevo scritto una sciocchezza madornale.


  • dgambera 13.03.2009 ore 1:28 pm ha detto :

    Io non ho parlato di mutui.
    Ho parlato dei meccanismi di approvvigionamento di liquidità sul mercato interbancario per quanto riguarda il settore finanziamenti immobiliari.
    E’ diverso.
    Magari in Italia hanno spaccato un pò più il capello col cliente, ma poi la banca dall’altro lato doveva rivendere sul mercato interbancario il credito per poter erogare altri mutui e lì non è che gli dicevano “Ah, tu sei una banca italiana. Allora i meccanismi di veicolazione/impacchettamento dei crediti cambiano”.
    Restava tutto uguale.
    Se vuoi posso procurarti un pò di notizie in cui si parla di come certe banche italiane hanno “dismesso” certi asset mettendoli a bilancio in società “apposite” da loro interamente controllate, per ripulire un pò i bilanci.
    La parola mutui entra in tutto il discorso solo incidentalmente, nel senso che è dall’erogazione del mutuo che nasce l’esigenza della cartolarizzazione.
    La pratica deleteria non è solo la concessione di mutui non garantiti, ma anche quella della sopravvalutazione degli asset in garanzia (pratica che tu stesso hai detto che è stata perpetrata anche in Italia).
    Poi, se cominciano a capitarci in mezzo mutuatari che avevano poche garanzie, le cose possono solo peggiorare.
    Se si è esagerato, ti sei seduto su una bomba ad orologeria.


  • dgambera 13.03.2009 ore 1:39 pm ha detto :

    Quella di prima era Intesa.

    Per par-condicio c’è pure Unicredit, giustamente qualche mese prima

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/11/unicredit-cartolarizza.shtml?uuid=fc431c82-b21c-11dd-b1c3-6e84e25073a9


  • obiettivo 13.03.2009 ore 5:34 pm ha detto :

    Scusami ma non riesco a comprendere quale possa essere il collegamento tra le operazioni cartolarizzazione per accedere ai prestiti della BCE effetuate da Intesa ed Unicredit, con le cartolarizzazioni fatte ad esempio in America a Fannie Mae e Freddie Mec che sono le cause della crisi finanziaria (almeno uffuicialmente ;) .


  • obiettivo 13.03.2009 ore 5:39 pm ha detto :

    Quanto alla proposta del consulente di Obama di cambiare il sistema di iscrizione a bilancio ( mark to market) al quale tu facevi riferimento, la cosa è interessante sotto il profilo finanziario ma nulla cambia agli effetti pratici se non quello di migliorare nominalmente i bilanci societari ed ottenere un effetto placebo sui mercati.


  • dgambera 13.03.2009 ore 6:10 pm ha detto :

    Le operazioni di cartolarizzazione funzionano allo stesso modo in tutto il sistema bancario: è globale. Hai presente il signor Madoff, Lemhan Brothers? Com’è che ci siamo ritrovati questi derivati nelle nostre banche?

    La proposta di cambiare le regole di bilancio è partita dagli US, ma è stata sposata alla grande dai nostri politici, tra cui se non sbaglio Tremonti o il suo capo.
    Secondo te per quale motivo? Se le nostre banche sono “sane”, che bisogno hanno di fare il lifting ai bilanci, soprattutto agendo sugli asset immobiliari?

    Le banche americane sono fallite con le attuali regole di bilancio. Se in Italia chiedono di cambiare quelle regole, significa che quel gioco ora non conviene più perchè rischia di farle finire nei guai.

    Poi, vorrei farti riflettere su questo. Il mark-to-market in tempi di vacche grasse ha riempito le tasche di parecchi manager di banche, il cui interesse era mettere a bilancio cifre sempre più grosse, ecco perchè avevano interesse a pompare sulle perizie: possibilmente i periti venivano spinti a assecondare questo giochetto, con bonus per i mutui erogati.
    Ora che questi asset tendono a svalutarsi, mi sa che la ruota sta girando nel verso opposto: i manager vengono “spostati”, i broker/periti hanno le mani legate.

    Questo è indice di paura perchè il sistema è in bilico e un passo falso può farlo precipitare.


  • obiettivo 13.03.2009 ore 6:28 pm ha detto :

    Sinceramente non capisco. Non mi risulta che le partite creditorie in Italia vengano iscritte a bilancio a valore di mercato, credo vengano iscritte al valore nominale.
    Questo accade solo per i cespiti, mi pare ma non insisto.


  • dgambera 13.03.2009 ore 6:37 pm ha detto :

  • Italianomedio 13.03.2009 ore 7:31 pm ha detto :

    @dgambera
    A parte per inciso ci metto anche io un almeno “ufficialmente” bello grosso. Perchè con tutti i soldi pompati nel sistema la casa bianca poteva comprarle tutte le case alle banche e darle come case popolari in stile sovietico a chi aveva il mutuo.

    Le operazioni di cartolarizzazione che indichi sono tutte state effettuate recentemente per riuscire ad avere finanziamenti dalla BCE. Secondo me comunque la cartolarizzazione in se per se non è che voglia dire chissachè dipende da cosa cartolarizzi. Stai confondendo enormememente i nostri problemi con i problemi USA, UK che non sono proprio i soliti. Se salta tutto può darsi pure che 2 dipendenti a tempo indeterminato di un azienda siano licenziati e non ce la faccino neanche a pagare la rata della macchina. Non per questo il finanziamento della macchina era un finanziamento sub-prime non so se rendo l’idea.
    Il giochino in america non era finanziare ma cercare gente (qualsiasi) che sarebbe saltata (o no) per poi riprendere l’immobile e rivendere. In poche parole speculazione sull’immobiliare in cui i mutuari erano solo “veicoli”. Le banche era come se si comprassero le case di tutta una città per poi rivenderle fra 3, 4 mesi senza essere presenti in prima battuta come intermediari. Cercavano una persona (del reddito me ne frega letteralmente una mazza, della capacità reddituale me ne frega una mazza devo solo convincerlo a firmare) ok ti fò il mutuo. Se ce la fai bene se non ce la fai mi prendo la casa e la rivendo fra 4-6 mesi a di più. E’ chiaro che gli accordi non erano questi ma sotto sotto se togli le altre “sfumature” il sunto delle operazioni per la banca era questo. Nel frattempo quel mutuo lo cartolarizzo per poter fare la stessa cosa con altri. Ha iniziato 1 banca, poi 2, poi 3, poi tutte. Di fatto appena le case sono andate giù è saltato tutto. Teoricamente potevano fare un finanziamento pure ad un barbone senza lavoro con un mercato in crescita e con la possibilità di riprendere/rivendere la casa fra 3 mesi cosa glie ne fregava. Tutta questa cosa (che ti piaccia o no) qui in Italia non è successa. Anche se hanno dato mutui a coppie di precari al 100% tutto dipende da quanti sono in base al totale di mutui, da che tipo di rata gli viene a questi precari (su quanti anni hanno spalmato il debito) … etc.. etc… Se a questi precari hanno chiesto la firma dei genitori è chiaro che in Italia l’obiettivo non era la speculazione mutui-subprime/immobiliare ma solo il fornire mutui e guadagnare con i tassi d’interesse. Siccome in Italia mi pare che le garanzie le chiedono è chiaro che è così. In America questo non bastava più e quindi cercavano rendimenti maggiori (moltiplicati anche da effetti leva). Anche in America la cosa (se pur speculativa) poteva andare avanti ma fino ad un certo punto. Quando il mercato delle compravendite arriva (nel tempo) ad un numero percentuale cosistente delle transazioni di questo tipo (perchè lo fanno tutte le banche) è chiaro a tutti che salta tutto perchè coloro che hanno del cash non sono più disposti a comprare a determinati livelli. Se il mercato cala è chiaro a tutti che tutti i mutuari al 100% decidono di non pagare più perchè quell’immobile non vale quella cifra. Se metti coloro che hanno immobili mutuari al 100% sono che ne sò 20% delle case vuol dire che di botto c’è il 20% delle case in vendita a prezzo in ribasso. Avendo cartolarizzato con certi rendimenti non possono neanche decidere di tenersi gli immobili in pancia in quanto devono garantire quei rendimenti alle banche europee a cui l’anno promessi.

    A questo punto sparendo dal mercato tutta la fetta di quelli che “si sapeva che saltavano” i valori crollano e le banche con l’effetto leva che avevano si trovano asset in forte descrescita. In soldoni hanno spinto in su i prezzi, al giro di boa del ciclo immobiliare essendo buona parte del mercato così è crollato tutto. In Italia al giro di boa non crolla niente fintanto che esiste il lavoro per le persone e ci sono le garanzie dei genitori e non ci sono insolvenze. Oppure ci sono quelle fisiologiche che ci sono sempre state. Il problema adesso per noi è garantire il lavoro non l’immobiliare.

    Ma tu pensi che in California tutti abbiano perso il lavoro prima del crollo delle case oppure non ce la facevano proprio neanche con il lavoro? In un servizio su Report per rendere appetibili questi mutui partivano da rate basse che poi sarebbero salite (indipendentemente da euribor o fed). Ti rendi conto si erano inventati un giochino magico dal “nulla” per difatto speculare.

    A te pare che qui sia successo così?

    PS: le percentuali non le conosco è chiaro che tutto sto casino non può essere successo per pochi.


  • dgambera 13.03.2009 ore 7:51 pm ha detto :

    Sul mark-to-market
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/10/basilea-accordi-modifiche.shtml?uuid=dcb9f558-9a88-11dd-ad2b-19db11f9235c&DocRulesView=Libero
    Giusto per chiarire che gli asset iscritti in bilancio non sono solo i cespiti.
    “cosa si cela dietro al mito del mark-to market. I principi contabili permettono una diversa classificazione dei titoli in portafoglio a seconda che siano considerati “disponibili per la vendita” o «da detenere fino alla scadenza». Questi ultimi devono essere valutati al minimo tra il costo storico e il valore scontato dei proventi futuri (conosciuto anche come mark-to-model). I titoli «disponibili per la vendita» devono essere valutati ai prezzi di mercato, sempre che un mercato liquido esista. Se questo mercato liquido non esiste, come per i famigerati titoli legati ai mutui subprime, si ricorre comunque al mark to- model.”
    Cosa si evince. I titoli in portafoglio vengono classificati in 2 tipi ai fini della contabilità di bilancio:
    1) da detenere fino alla scadenza –> mark-to-model –> minimo tra il costo storico e il valore scontato dei proventi futuri;
    2) disponibili per la vendita –> mark-to-market –> al prezzo di mercato se il loro mercato è liquido, altrimenti si applica il mark-to-model.
    Se si legge attentamente si capisce che i derivati tossici, in pancia a tutte le banche DEL MONDO, finiscono in 2), ma gli viene applicato il mark-to-model, in quanto poco liquidi. Questo porta a svalutazioni e pure consistenti: è roba che non si vende facilmente nel mondo interbancario e se vuoi realizzare devi rinunciare a qualcosa. Quindi, quando vengono messi a bilancio, vanno a finirci a valori più bassi che in passato, portando, minusvalenze e perdite e necessità di ricapitalizzazione.
    I Tremonti-Bond sono uno strumento che il governo ha messo a disposizione delle banche per ricapitalizzarsi tramite lo Stato: perchè? Non è sano il nostro sistema bancario? Cosa ci nascondono?
    La storia che in Italia non sono stati dati mutui subprime non c’entra nulla con la solidità del sistema bancario italiano: quella è un’argomentazione per massaie e pensionati per evitare il bank-run. La prova che dovranno superare le nostre banche è quella delle svalutazioni degli asset tossici che hanno in pancia. Più hanno sopravvalutato gli immobili, più questi perdereanno valore, più dovranno svalutare gli RBMS (Residential Backed Mortgage Securities: derivati garantiti da mutui per abitazioni residenziali). Se poi i mutui *relativi agli* RBMS di cui sopra sono stati erogati a soggetti poco solvibili le cose peggiorano, perchè la probabilità e l’entità delle svalutazioni crescono notevolmente.


  • dgambera 13.03.2009 ore 8:37 pm ha detto :

    @italianomedio
    La cartolarizzazione vuole dire eccome: se è legata a titoli garantiti da asset che si svalutano, cosa succede ai titoli stessi? E questo a prescindere se dietro c’è debitore solvibile o meno. Col mark-to-market le banche devono stornare in bilancio, anche se il mutuatario paga senza problemi per qualcosa che non ha più il valore che lui ha pagato.
    Ti chiederai perchè. Semplice. Perchè quel bene non ha più lo stesso valore sul mercato e la regoletta dice quello. D’altronde è lo stesso giochetto che ha permesso alle banche e ai loro azionisti di avere dividendi da sogno.
    Poi dici che in Italia non è successo. Magari non ci sono stati i mutui subprime (nel senso all’americana) o sono stati dati solo finanziamenti a fronte di garanzie (cosa? L’immobile? ;-) ), ma non venirmi a dire che le banche non hanno cercato di vendere in tutti i modi e a chiunque finanziamenti per qualunque cosa, fino allo scolapasta. C’è stato un periodo in cui era un martellamento mediatico continuo.
    La perdita di occupazione sarà la goccia che fa traboccare il vaso.


  • dgambera 13.03.2009 ore 8:52 pm ha detto :

    Con gli ultimi grafici vorrei far notare queste cose:
    - dal 2006 al 2008 sono stati erogati praticamente gli stessi importi (leggermente meno nel 2008 a causa del calo delle compravendite e della crisi);
    - l’importo dei mutui garantiti da ipoteca (RBMS ;) ) sono calati del 10% nel 2007 e del 20% nel 2008;
    - negli ultimi 2 anni si è trattato maggiormente di rinegoziazioni.

    Che vogliono dire queste cose?
    Che appena si è stretto il credito si sono ridotti notevolmente gli RBMS di “nuova acquisizione” e si sono decuplicati i mutui per surroga.
    Perchè questo? Perchè il sistema bancario è sano? O perchè non potevano più andare avanti in quel modo?
    Perchè tutte quelle sostituzioni? Perchè i mutuatari stavano bene? E perchè le hanno favorite? Perchè le banche sono ONLUS? O forse se comiciavano ad andare in default le famiglie loro erano a rimorchio?


  • estmodus 14.03.2009 ore 2:45 am ha detto :

    Quando Cristoforo Colombo ha scoperto l’America le Repubbliche Marinare hanno cessato di esistere. Dal mediterraneo il businness si è spostato al mare oceano impoverendo un area in cinquant’anni. Oggi è tutto molto più veloce. Siamo di fronte a un cambiamento epocale: la ricchezza non è più prerogativa occidentale. O quanto meno vi è un enorme concentrazione di ricchezza nelle mani di poche multinazionali occidentali che non viene ridistribuita in occidente rompendo il patto sociale. Il PIL (la ricchezza) di una nazione si crea nel capannone producendo qualcosa: tutto il resto rientra nell’ambito dei servizi. Qualche scellerato ha avviato un processo di globalizzazione pensando al solo profitto sfruttando la differenza di regole sociali esistente nelle varie macroregioni. Il risultato è che le nostre aziende sono vessate in ogni modo possibile mentre i cinesi scavano fino al centro della terra per cercare carbone da bruciare infischiandosene e ridendo di tutte le nostre regole suicide ed in soli cinque anni dal loro ingresso nel wto si sono chiusi interi distretti industriali italiani ed europei. Con l’impoverimento generale i loro profitti aumentano poichè i cittadini iniziano a trovare interessante la loro robaccia in una spirale perversa. La liquidazione della nonna è finita. I risparmi si sono fumati in borsa. Considerato che è difficile vendere case a una generazione presente e futura di precari sottopagati (che poi si prendono pure del bamboccione da un ministro che almeno dall’etichetta dovrebbe difendere i deboli) un utile esercizio è analizzare il rapporto stipendio mensile/costo mq dell’abitazione degli ultimi trent’anni. Interessante oppure autolesionista. Senza prendere in esame ovviamente il problema dell’accesso al credito. Ci vogliono anni e anni per uscirne se ne usciamo…


  • obiettivo 14.03.2009 ore 9:48 am ha detto :

    x dgambera
    Prendo atto del metodo di iscrizione a bilancio.
    Torno a ripetere che nella sostanza non cambia molto, solo il risulkato finale del bilancio. Ciò è di ausilio alla finanza e quindi produce effetti positivi sull’economia reale ma, non cambia il valore di realizzo di questi asset a qualsiasi valore vengano posti in bilancio.
    Io vedo aziende continuare a macinare utili e capisco che c’è in atto un cambiamento di sistema al quale dovremo adeguarci tutti. Per il futuro resto ottimista, perchè l’uomo sa adattarsi e gli italiani (lo dico con orgoglio) si sono sempre rialzati.
    Lavorare, lavorare, lavorare…. la pagnotta a casa la si porta egualmente.


  • dgambera 14.03.2009 ore 12:28 pm ha detto :

    @estmodus
    Sono d’accordissimo con te.
    Se hai pure delle fonti di dati per toccare un pò più con mano, sarebbe gradito. In US pubblicano i dati che fanno vedere l’andamento del rapporto earnings/REprices.
    @obiettivo
    Cambia eccome.
    Così le banche risultano solide anche quando non lo sono e prima o poi i nodi vengono al pettine.
    Se uno ha un tumore e lo copre con 3 maglie, non guarisce nascondendolo, ma probabilmente muore lo stesso.
    Anche io sono ottimista per il futuro, altrimenti avrei già comprato casa :-D
    Concordo sull’ultima frase.

    Qualche altro spunto INTERESSANTE (vedi estmodus) per proseguire?


  • dgambera 14.03.2009 ore 1:07 pm ha detto :

  • obiettivo 14.03.2009 ore 1:49 pm ha detto :

    x mago Otelma
    Bene, così stando le cose, c’è la possibilità per lo Stato, alla scadenza, di fare operazioni di buy-back sulla Banca d’Italia.
    Potrebbe essere la strada giusta per riprendere il controllo di un organo fondamentale per il controllo dell’economia.


  • dgambera 15.03.2009 ore 8:11 pm ha detto :

    Aggiornamenti

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/03/italease-ascesa-caduta-quattro-anni.shtml?uuid=1c037a94-116d-11de-b3c2-52432b640ff2&DocRulesView=Libero

    Particolarmente interessante il seguente passo
    “Poi, nel 2007, l’amaro risveglio: si è scoperto che parte di quel boom è stato frutto di operazioni spregiudicate e di un’ingegneria finanziaria senza limiti, cavalcando la bolla immobiliare.”

    On hold
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/03/Intesa-Generali-Unicredit-consigli-Tremonti-bond.shtml?uuid=71507500-1173-11de-b3c2-52432b640ff2&DocRulesView=Libero


  • Mark_Hole 16.03.2009 ore 9:13 am ha detto :

    Stamattina su WSI c’è un articolo, firmato scenari immobiliari, che conferma un po quello che ho sempre detto circa l’eregoazione dei mutui delle banche:

    http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=673391

    La soluzione adesso, se uno vuole vendere immobili, è:

    1) trovare un acquirente liquido, ma liquido bene, come si dice a Firenze.
    2) se ha in mente una cifra fuori mercato, ritirare l’immobile dal mercato stesso
    3) scendere ad un prezzo che permetta il 60 - 70 % della quota.

    Personalmente, soprattutto su Firenze, sto vedendo:

    1) 5 %
    2) 30 %, con il supporto degli AI che non prendono più in carico certe “mediazioni” (perditempo nel senso che lo fanno perdere all’Agente o alla gente ?! Mah …)
    3) 65%

    M.


  • seroli 16.03.2009 ore 11:52 am ha detto :

    x Mark: io non c’ho capito nulla sull’ultima parte del post tuo e sul punto 3 della prima parte :(


  • ketty increta 16.03.2009 ore 9:04 pm ha detto :

    “Una volta passata la buriana occorre assolutamente ricordarsi di usare internet ed archivi storici per fare le pulci ai mille messaggeri del disastro finale. Non è ancora ovvio che costoro (quelli fra loro che ci governano, intendo) non arrivino a peggiorare le cose nelle prossime settimane, ma siccome ci sarà di certo un “dopo”, meglio guardare avanti. Nel dopo dovremmo chiederci seriamente quanto la diffusione del panico ad opera di questo e quell’altro esperto, oltre che dei governi USA, del Presidente della Fed e di alcuni altri personaggi chiave (tipo quello dell’IMF che continua a sognare che il mondo crolli così lui ha finalmente un ruolo … graziaddio ci hanno pensato quelli dell’Est Europa a trovargli qualcosa da fare!) abbia cooperato ad aggravare la crisi. Poiché questo è un tasto che ho battuto sin dall’inizio, parlando di economia dell’orrore, mi fa piacere vedere che altri colleghi, come Taylor o come Chari per iscritto e molti altri a voce, condividano l’opinione [anche in Hawaii la vedevano così ... ma lì il sole picchia forte ...]. Non credo le masse impareranno nulla, sono prone al panico, alle affermazioni grandiose, alle teorizzazioni millenarie ed a tutto il resto del circo che abbiamo visto e stiamo vedendo. Ma, almeno a futura memoria, la cosa va detta e ridetta: quanti casini avremmo potuto evitarci se, politiche economiche erronee a parte, i proclami sulla fine del capitalismo fossero stati, come dire, leggermente meno roboanti? Se le previsioni dei guru fossero state meno amplificate dai vari media ansiosi di vendere pubblicità anche nel mezzo della crisi? Messa così sembra una cazzata, e lo è. Ma, almeno sul piano intellettuale, vale la pena di chiedersi: perché quando le cose van bene i media vendono solo le opinioni dei “super ottimisti” e dei predicatori del “nuovo paradigma”, mentre quando le cose vanno male sbattono in prima pagina solo i profeti di sventura e gli annunciatori della fine del capitalismo? Noi mediocri “né qua né là” proprio non abbiamo alcuna chance d’essere ascoltati?”
    di Michele Boldrin Economista docente negli USA,
    per vedere l’articolo completo o leggerne altri dello stesso autore:
    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/I_corni_del_dilemma%2C_ed_i_cornetti_…#body

    Finalmente un economista che si esprime in modo che anch’io possa capire! A me è piaciuto ve lo consiglio!


  • obiettivo 16.03.2009 ore 10:35 pm ha detto :

    Ho letto con molto interesse l’articolo di Michele Bordin. L’ho trovato sarcastico ed anche contraddittorio.
    Certamente non posso competere con lui in campo economio ma mi sfugge l’essenza della sua tesi.
    Inizia dicendo che di questa crisi se ne parla troppo, che la crisi si autoalimenta del disfattismo del vari organismi finanziari e poi conclude dicendo che questa crisi investirà l’Italia in maniera assai peggiore che gli USA, l’UK, etc.
    Critica le furbate di Giulio Tremonti, critica le politiche della FED e giudica il piano di Obama sugli investimenti inutile.
    Pare non gli vada bene nulla ma non mi pare proponga un’alternativa.
    Dove vuole arrivare?
    Se davvero il Prof. Boldrin avesse ragione, personalmente non comprendo il motivo di tacere. Prima ci sarà il crollo e prima comincerà la possibile ripresa.
    Se come lui sostiene in Italia dovesse essere molto peggio che altrove, perchè restare silenti e fintamente ottimisti?
    Non capisco proprio.


  • estmodus 18.03.2009 ore 3:12 am ha detto :

    Quando è scoppiato finalmente (ed auspicabilmente) l’ultimo bubbone della falsa economia è successo quello che immaginavo quattro o cinque anni fa. Allora pensavo: dopo tutte le cagate tipo new economy i maghi del nulla hanno adocchiato il mattone, ultimo baluardo della concretezza. E’ la fine. Via coi private equity. Alla grande le gestioni family office dei patrimoni immobiliari e chi più ne ha inventi cose che in inglese fanno figo ma che in italiano fanno ridere. I maghi del nulla mi proponevano cose del tipo: hai qualcuno che ha gli interessi (solo gli interessi) su dieci milioni di dollari? No perche sai la garanzia è l’immobile e potendo sopportare solo gli interessi hai la certezza di rivendere l’anno dopo a venti milioni…va beh magari diciotto, diciassette, sedici dai…. Da italiano mi domandavo chi sarebbe rimasto col cerino in mano. Qualche pinocchio? Macchè!! Banche blasonatissime con tripla A di rating. Tripla A ovviamente certificata da società che pagavano le stesse banche. Ineffetti gli anglossassoni, che vendono le case a misura e non a corpo, che hanno unità di misura assurde come i galloni e gli square feet, hanno una grande dote: sono insuperabili in credibilità e nel fare le cose in larga scala. Essendo esagerati in tutto sono riusciti ad applicare trucchi vecchi come il mondo a livello industriale. Ad esempio il gioco delle tre carte che facevano i furbetti del quartierino (rispetto a loro a livello di club dell’uncinetto) oppure la catena di Sant’Antonio del tizio che pagava gli interessi coi soldi di altri tizi senza investire un bel nulla. Trucchi semplici mai applicati da noi in modo così devastante perchè fortunatamente “accà nisciuno è (così) fesso” (i napoletani mi correggano) .. Tutto questo per dire che certamente siamo toccati dalla crisi (perchè quel che succede oltreoceano coinvolge inevitabilmente il mondo per cause storiche) ma sono anche io convinto che nella nostra antica penisola soprattutto, si conserva ancora la malizia e la concretezza utili ad avere una marcia in più. Almeno psicologica. Non vedremo gente in coda fuori dalle banche. Ci sono problemi antichi e strutturali certo, ma la stupidità è in fondo alla lista; per questo abbiamo più probabilità di altri di riuscire a galleggiare. Quando al prossimo corso arriva un tizio abbronzato tipo fals manager (perchè se lo fosse non camperebbe così) che farcisce tutto in “ing” fategli capire che non se la beve più nessuno e che appartiene a un passato da non scimmiottare ulteriormente…I risultati son qui da vedere.