L’Agente Immobiliare è ancora un mediatore?

Io credo di sapere perchè l’Agente Immobiliare, specie nelle grandi città, viene mal visto.

Perchè ha dimenticato in molti casi la sua funzione sociale.

Il mediatore, lo dice la parola, media.

E media tra due o più individui TUTTI compresi nel medesimo affare.

Mediare significa far incontrare le esigenze contrapposte e farle sfociare in un accordo, senza avere nessun rapporto di rappresentanze, dipendenza ecc. con nessuna delle parti.

Quindi nessun vincolo.

Con nessuno.

Di nessun tipo.

In caso contrario DECADE ogni diritto alla provvigione ai sensi del C.C. e della 39/89.

Questo tanto per fare un ripassino.

Ora andiamo dalla parte dei clienti, cosa si aspettano i clienti?

Un cliente che entra in una agenzia per prima cosa vuole che l’Agente gli trovi l’immobile o il cliente per comprare o vendere, a una cifra che ritenga congrua, concludendo un affare.

Poi un cliente vorrebbe essere garantito che non avrà problemi di sorta, ma qui si entra nel divino, specie in italia, e quindi posso solo dire che il dovere di un mediatore si ferma alla “diligenza del buon padre di famiglia” che non è un concetto vuoto, per nulla.

Andiamo avanti.

Il nostro cliente quindi non vuole solo che gli si trovi un immobile/cliente, vuole avere un servizio.

Ma qual’è questo servizio?

Abbiamo detto che non è solo trovare la controparte del suo interesse, perchè non giustificherebbe poi l’esistenza di un diritto forte come quello espresso dal codice civile, non concordate colleghi?

sarà allora il “professionisti, onesti impeccabili belli e meravigliosi che vi seguono fino al rogito?”

Sì possiamo anche includerci questo, spesso è un gran lavoro, lo so, coordinare una trattativa, sistemare i problemi che rischiano di farla saltare da un momento all’altro…

Ma non basta…

Io credo che un cliente che entra in una agenzia debba sentire di potersi fidare, di affidarsi all’agente, per avere soddisfazione nella sua ricerca, sia del cliente che dell’immobile.

Affidarsi significa sentire che chi lavora per te, gratis fino a quando non ti abbia soddisfatto, sarà colui che bene o male risolverà nel miglior modo negoziabile possibile, la piccola guerra che è una trattativa.

Si la trattativa, la ricordate?

Quella dove un cliente che voglia comprare una casa possa provare a fare la sua offerta e il venditore si siede con noi a discutere di quanto sia buona o meno buona quell’offerta, i punti buoni e le alternative possibili da poter contro-proporre in caso di insoddisfazione… capire la chiave di volta per poter concludere positivamente, quella capacità che è nostra proprio perchè, stando in mezzo, conosciamo bene i possibili punti di incontro e le esigenze che non si confesserebbero mai, le parti, da sole.

Il mediatore insomma…

Forse, dico forse, non è che molti colleghi non ritengono che il loro mestiere (qualsiasi sia,a  questo punto) non debba eser svolto in questo modo?

C’è un altro modo per essere infra-partes?

Ho letto che secondo molti colleghi sia giusto continuare a prendere proposte su un imobile in presenza di una proposta irrevocabile… mi chiedo dove sia il mediatore.

Mi viene opposta la tesi che non bisogna sostituirsi al proprietario, beh, io credo che sia una str…, intendo proprio una str…, credo che sia solo un modo opportunistico di intendere la professone di Mediatore, confondendola con quella del Banditore.

Io penso che sia lecito fare quello che si vuole, basta non appropriarsi di diritti che non sono dovuti.

Il fatto di avere un patentino o di essere agente immobiliare di titolo, da sicuramente il diritto, quando si svolge mediazione, di avere una provvigione.

Se invece si va contro la mediazione non si dovrebbe riscuotere mediazione, ma compensi, magari dalla parte che più è avvantaggiata dal nostro modo di agire, che a quel punto NON è mediazione.

Cos’è “mediazione”?

Cosa è “mediare”?

Mi viene opposto che secondo la giurisprudenza, basta una mera segnalazione da parte di un agente immobiliare perchè abbia il diritto alla provvigione in caso quell’affare poi venga concluso.

Questo però non significa che la mera segnalazione sia mediazione, significa che in caso un cliente prenda la tua segnalazione e poi ti scavalchi non facendoti fare il tuo mestiere può rischiare, in caso si porssa provare il nesso tra la segnalazione e la conclusione dell’affare, di pagare la provvigione perchè colpevole di aver precluso al mediatore la possibilità di fare il suo lavoro.

Ma questo non significa che segnalare sia mediare.

Quindi non basta per riscuotere una mediazione.

E i clienti lo percepiscono.

Io vedo molti colleghi che hanno tantissimi clienti soddisfatti, pure a me capita questa fortuna devo dire.

Ritengo che ci sia molta confusione, perchè molti colleghi, a parere mio, fanno un altro mestiere.

E oggi ne raccogliamo i frutti.

Mentre ridete dei miei deliri per chi non avesse ascoltato segnalo questo:

radio 24

Comments

  1. Io credo di si anche se vogliono farci sparire in favore delle “fabbriche
    dell’immobiliare”.
    Per evitare ciò dovremmo prendere maggiore coscenza di quel che siamo, non individualmente ovviamente, ma collettivamente come categoria.
    Ps: Se però anzichè usare la diligenza del buon padre di famiglia usassimo la diligenza della “Madre di famiglia”?
    Almeno di mamma ce n’è una sola! :)

  2. robertos says:

    Qualcuno che interpreta il nostro lavoro come di mediazione è rimasto, pochi a dire il vero.
    Molti si sono trasformati in venditori ma siccome le provvigioni doppie fanno gola e chiederle tutte al proprietario non si può, si spacciano per mediatori (per averne i vantaggi economici) ma si comportano da venditori (perché è più facile).

  3. Med says:

    Oris: Domando, a monte della mediazione deve esserci una analisi del bene trattato o no? E se si, a quale livello?

  4. Oris says:

    Si entra in un altro tema, non fuori ma è un altro argomento… magari scrivi qualcosa tu al riguardo MED, che poi lo discutiamo.

  5. dalele says:

    E’ una questione annosa.
    La parte più piacevole e gratificante di questo lavoro, almeno per me, è proprio la mediazione che non si esaurisce con l’accettazione della proposta (con caparra confirmatoria o penitenziale?!..)ma prosegue e spesso raggiunge il punto di massima utilità nell’accompagnare le parti ad una felice conclusione del contratto definitivo.
    Fare il mediatore, e non il venditore, è più difficile. Un bravo venditore ne sa meno di un bravo mediatore, diciamo il mediatore sta un gradino sopra in una ipotetica graduatoria.
    Perchè molti clienti ci vedono come venditori?
    I motivi sono molti:
    ad esempio perchè finchè l’acquirente non prova a portare avanti una trattativa con noi percepisce solo una piccolissima parte del nostro lavoro, quella nella quale siamo semplici accompagnatori, “apriporte” o poco più.
    Oppure perchè, come sostengo da tempo, manca l’informazione circa la nostra professione? Quanti utenti conoscono veramente quali sono le nostre funzioni, i nostri obblighi e quindi i loro diritti e doveri nei nostri confronti? Pochissimi ed anche pochi mediatori (alcuni continuano a confondere il mandato con l’incarico, la registrazione con la trascrizione…).
    Continuando: la nostra professione è svolta da CHIUNQUE. In termini economici non ci sono “barriere all’entrata”: qualche mese di corso, un esame, un cellulare, un’agenda e qualche biglietto da visita..e via che si parte!
    Possiamo pretendere, visti i presupposti, che il pubblico abbia un immagine professionale dell’agente immobiliare?
    Se i Franchising (inutile che si incazzino) mandano in giro sbarbatelli di ogni estrazione che hanno come unico obiettivo rifilare questo o quell’appartamento al malcapitato acquirente, per i clienti saremo (non sempre) “venditori di case”, definizione per la quale mi sento profondamente offeso.
    To be continued…

  6. ghizolfo says:

    bella domanda. Nell’ultimo anno ho fatto di tutto. Redazione pratiche di successione, redatto perizie per la rivalutazione dei terreni (io ho redatto il geometra ha apposto il sigillo….e guadagnato), procuratore di una società immobiliare, due volte procuratore per clienti. Due giorni fa mi hanno chiesto di fare l’amministratore di condominio. La settimana scorsa in coda all’ufficio tecnico mi han chiesto di fare una sanatoria legge regione liguria 16/08 ( non sono un geometra signora…..mi dispiace più a me che a lei..)
    Vorrei che ogni tanto qualcuno mi chiedesse di comprare o vendere un immobile.

  7. Oris says:

    Ehehe, a me mi hanno fatto una domanda su una questione di lite tra eredi :D

    Però di gente che chiede di comprare devo dire che ne ho diverse.

    Però ho deciso che lotterò per far si che ai clienti arrivi la distinzione nei comportamento tra chi fa l’Agente immobiliare in un determinato modo e in un altro.

    Comincerò mettendo una bella pagina sul sito, che chiarisce come operaimo noi e perchè, oltre a rompere le pale dovunque per far sì che il messaggio passi.

    Almeno i clienti potranno scegliere consapevolmente e cominceranno a criticare individuando NON una categoria, ma un modo di operare di una parte di essa.

  8. dalele says:

    Ci vuole informazione rivolta al pubblico.
    Sono inutile le riunioni fiume svolte in lussuosi alberghi o misere stanzette.
    Paginate di giornali, seminari, pubblicazioni su riviste specializzate per spiegare a tutti chi è l’agente immobiliare, cosa fa, come può (non deve) essere utile, diritti e doveri, ecc….
    Ne leggiamo di tutti i colori e soprattutto molti si fermano all’aspetto più immediato del nostro lavoro, quello di aiutare il cliente a trovare casa.
    Io non ne sono dentro ma le associazioni di categoria organizzano queste cose oppure no?

    • Oris says:

      sì, ma ci vogliono idee chiare, pure.

      Questa gente che ci rappresenta decida una volta per tutte cosa è la mediazione e cosa non lo è.

      E poi informi me e i clienti.

      Informare i clienti perchè devono saperlo come si comporterà il “professionista” e informare me perchè devo sapere se continuare a qualificarmi come agente immobiliare o propormi con altra qualifica, sottoineando il distinguo.

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