casa-mobileIl Financial Times, indagando il mismatch fra edilizia esistente e nuovi bisogni, ha parlato di “odissea dello spazio domestico”.
Cosa succede?
Che si continuano a costruire appartamenti pensati per la famiglia mononucleare, quella media che l’Istat inquadra in coppia + 1,2 figli che però, negli ultimi anni, non è più la prevalente sul mercato: ci sono nuove famiglie che non riescono a trovare case su misura.

Prendiamo i single: 6 milioni in Italia che alimentano il mercato di monolocali & Co, adatti ad una sola persona: ma i single ricevono amici, compagne, figli di matrimoni precedenti che si fermano per il week end, hanno bisogno di una casa sì piccola ma almeno flessibile.
Non a caso in 7 anni i monolocali hanno perso il 10% del mercato e anche nelle metropoli si registra meno di un rogito su 10 per un appartamento di questo tipo.

Una volta c’erano le case grandi, la famiglia cresceva e le case andavano sempre bene: oggi una casa grande è roba da ricchi ma come è possibile sistemare in una casa di medie dimensioni figli che restano in casa fino a quarant’anni e nonni longevi che ci ritornano con la badante, anch’essa da ospitare? Per poi non parlare di separazioni, divorzi e ricomposizioni, figli pendolari che hanno una stanza a casa della mamma e una a casa del papà, figli precari che perdono il lavoro e tornano a casa quando si pensava di aver finalmente liberato un posto letto… e l’appartamento si riempie e continua a riempirsi.

In una cultura come quella americana, più incentrata sulla mobilità e sull’affitto, all’occorrenza si cambia casa. In Italia, paese in cui i proprietari sono pari al 72%, cambiar casa significa costi, tasse, rogiti, provvigioni e se un anziano viene a mancare o un figlio si sposa si scopre che la nuova casa è troppo grande e bastava quella di prima.

Una famiglia cambia casa in media 3 volte nel corso della propria vita ma sono molte di più quelle che cercano l’escamotage di far sorgere stanze dove non ci sono, di dividere lo spazio con un armadio, di trasformare il garage in una camera.

La mobilità degli immobili è diventata una necessità.


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5 commenti
  • capaneo 23.06.2009 ore 9:18 am ha detto :

    Più che dal Financial Tiems l’articolo sembra “plagiato”, perchè non viene citato, da un ottimo articolo, ovviamente meno sintetico, di tal Marino Niola uscito su Repubblica del 2 giugno 2009.
    Se serve a controllare ve lo posso allegare in pdf. Gradirei che fosse fatto presente alla persona che ha scritto il post. Grazie mille. Simone Luchini


  • pamela ferrara 23.06.2009 ore 11:21 am ha detto :

    Grazie Simone, “la persona che ha scritto il post” ha ben presente cosa significhi plagio, e un articolo era effettivamente citato, ma di Michele Smargiassi. Purtroppo i links originali (ce n’era più di uno, anche ai dati Istat) sono andati persi nei problemi tecnici che stiamo incontrando ripetutamente in questi giorni. Errore mio di non essermi accorta della mancanza dei links nel momento in cui l’articolo è stato pubblicato. Cercherò di recuperarli.


  • ketty increta 23.06.2009 ore 1:05 pm ha detto :

    Il problema è che manca completamente la programmazione da parte delle autorità che concedono le licenze edilizie.
    Queste prima di approvare il dannoso quanto progressivo consumo di territorio, dovrebbero almeno verificare l’utilità di ciò che viene costruito. Solo pochi amministratori locali sono così lungimiranti, tanto per fare un esempio:
    Domenico Finiguerra Sindaco di Cassinetta di Lugagnano http://www.youtube.com/watch?v=qdACubFItwE
    Gli altri preferiscono al solo scopo di mantenere le loro poltrone populisti piani edilizi, inutili oltre che dannosi!
    Ad oggi ci sono più case di quello di cui necessitiamo. Non dovremmo più costruire nulla, la parola d’ordine dovrebbe essere riqualificare sia dal punto di vista energetico sia dal punto di vista della fruibilità degli spazi che dovrebbero essere adattati aile nuove esigenze tecnologiche e sociologiche.


  • capaneo 23.06.2009 ore 6:14 pm ha detto :

    Se mi mandi un indirizzo mail ti faccio avere il pdf a cui mi riferisco, è comunque un bellissimo ed interessantissimo articolo che merita di essere letto.
    Simone


  • pamela ferrara 24.06.2009 ore 10:36 am ha detto :

    @capaneo
    puoi scrivere a redazione@immobiliare.com
    grazie