Utilizzo di registrazioni audiovideo come prova/indizio per dimostrare la mediazione svolta

Un saluto a tutti, cari colleghi, è un pezzo che vi seguo ed oggi finalmente mi sono deciso a postare per la prima volta.
Andiamo al dunque, ho un problema, credo comune a parte di noi, nella mia realtà incarichi in esclusiva, proposta di acquisto e fogli di visita, di fatto non esistono, pertanto spesso ho difficoltà a farmi pagare la provvigione dovuta anche perchè in una eventuale causa civile non avendo “carte” in mano, avrei difficoltà a dimostrare la mia attività di mediazione e di aver messo in relazione le parti. Sì lo so, qualcuno di voi mi potrebbe suggerire dei testimoni, ma non sempre ci sono, di conservare eventuali fax, emails, … ok; documentazione cartacea sugli immobili, ma, anche se la richiedo non sempre c’è l’ho ed oltretutto sono dei certificati che poterei andarmi a ritirare presso pubblici uffici.
Come soluzione, ho pensato videoregistrare quanto avviene nel mio ufficio ogni volta che entra un cliente, ma ho chiesto, anche se informalmente, a diversi avvocati riguardo l’utilizzo come prova e/o indizio in sede civile di registrazioni audiovideo ma si sono dimostrati alquanto perplessi, ed inoltre ho provato a fare delle ricerche su internet sull’ utilizzo delle stesse in sede civile ma non ho trovato nulla.

In sostanza chi si ritrova nelle mie stesse condizioni come ha risolto? Se ha risolto? Come è riuscito a provare/dimostrare di aver messo in relazione le parti pur non avendo “carte” in mano?

grazie

Comments

  1. Attento alla privacy devi avvisare le parti che stai video registrando!
    Le cause in ogni caso durano anni e sfiniscono anche chi le promuove!
    Meglio scegliere i clienti e dedicarsi a lavorare solo per le persone serie! :)

    • Oris says:

      Che sappia io, in caso di uso di una registrazione privata solo in ambito giuridico, la privacy non conta nulla, basta non diffonderle in pubblico.

  2. rorr says:

    Saluti :)
    sono l’autore del post, riguardo la registrazione, secondo la seguente sentenza del garante sulla privacy:
    http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1113769
    non puo essere impugnata come violazione della privacy
    l’importante come dice Oris, non diffonderle al pubblico.

  3. Oris says:

    ;) infatti, qui lo dico e qui lo nego, meglio non tentare di fregarmi ;)

  4. masayume says:

    Buon pomeriggio, :-)
    leggo sempre con molto intresse il vostro blog, ma mi sono sempre astenuta dal partecipare commentando, oggi lo faccio perchè Ketty mi ha chiesto un’opinione.
    Il quesito dell’ “utentenonregistrato” è relativo a registrazioni audio video.
    La videsorveglianza è stata oggetto di due provvedimenti del Garante, il primo del 29 novembre 2000, ed il secondo del 29 aprile 2004.
    L’uso della videosorveglianza è sempre più diffuso, sia da parte di privati che aziende ed Enti pubblici, ma a tale diffusione, non corrisponde spesso l’effettiva necessità di utilizzo di sistemi che, secondo il parere dell’Autorità per la protezione dei dati personali, sono eccessivamente invasivi della libertà individuale e non a caso nel provvedimento del Garante vengono richiamate le norme attualmente vigenti, nell’ordinamento civile e penale in materia di interferenze illecite nella vita privata, di tutela della dignità, dell’immagine, del domicilio ed in particolare le norme che riguardano la tutela dei lavoratori ( legge 300/1970).
    Prima di decidere l’installazione di un sistema di videosorveglianza è necessario verificare l’effettiva necessità dell’uso della stessa e la proporzione tra l’ampiezza aree soggette alla videosorveglianza e le effettive aree di rischio. Nel caso in cui la videosorveglianza sia finalizzata alla protezione di beni, è necessario aver verificato che altre misure, meno invasive della libertà individuale, non siano parimenti efficaci.
    E’ interessante osservare come nel suo provvedimento, il Garante, ritenga contestabile l’installazione di telecamere non funzionanti, poiché la presenza di queste può determinare una forma di condizionamento nelle persone.
    Dopo aver appurato che il sistema che s’intende installare rispetta i principi di liceità, necessità, proporzionalità e le finalità indicate dal Garante nel provvedimento relativo alla videosorveglianza, è necessario procedere con i seguenti adempimenti:

    - Informativa: deve essere resa agli interessati che si trovano o stanno per accedere ad un’area videosorvegliata, anche in occasione di eventi pubblici.

    - Verifica preliminare: necessità di interpello preventivo al Garante per la protezione dei dati personali (art.17 d.lgs.196/2003) per i sitemi di videosorveglianza che prevedono una raccolta di immagini collegata o confrontata con altri dati personali, o dispositivi di riconoscimento vocale.
    - Autorizzazioni: quando le riprese riguardano dati sensibili o giudiziari ( ad esempio malati o detenuti) è necessaria l’autorizzazione preventiva del Garante per la protezione dei dati personali.
    - Notificazione: necessaria solo nel caso in cui il trattamento di videosorveglianza rientri tra quelli previsti dall’art. 37 del d.lgs.196/2003.
    - Misure di sicurezza: i soggetti, incaricati del trattamento, devono essere designati per iscritto, così come previsto dall’art. 30 del d.lgs.196/2003. Il numero dei soggetti autorizzati a visionare le registrazioni deve essere molto ristretto; la nomina del responsabile del trattamento deve essere effettuata con particolare attenzione nel caso in cui ci si avvalga di un soggetto esterno.
    E’ necessaria la previsione di interventi formativi degli incaricati del trattamento e l’adozione di tutte le misure di sicurezza, sia quelle minime ( artt. 34 e 35 d.lgs.196/2003) che quelle idionee e preventive (art.31 d.lgs.196/2003).
    E’ opportuno ricordare che “il titolare del trattamento che si avvale di un soggetto esterno, deve ricevere dall’installatore una descrizione scritta dell’intervento effettuato che ne attesti la conformità alle regole in materia”.
    - Tempi di conservazione : la conservazione deve essere limitata a poche ore (ventiquattro), o al tempo necessario, motivato da particolari necessità ( ad esempio chiusura per riposo settimanale o festività). In nessun caso la conservazione dei dati può essere superiore ad una settimana.
    - Atto che documenti la ragione delle scelte : è obbligatorio documentare con un autonomo atto, conservato presso il titolare e presso il responsabile del trattamento, le ragioni delle scelte in merito alla adozione della videosorveglianza. In occasione di visite ispettive può essere richiesta l’esibizione di tale atto.

    Il provvedimento del Garante, postato da rorr, va letto anche nell’ ottica che il Garante non era competente in merito alla richiesta avanzata dall’interessato ( consegna del nastro). Mentre per la parte relativa alla registrazione AUDIO, il Garante ha ritenuto valida l’esenzione dell’informativa prevista dal Codice per la tutela in ambito giudiziario. Notate bene che il provvedimento è del 2000, francamente non sò se l’attuale Garante giungerebbe alle medesime conclusioni.
    Scusate se mi sono dilungata troppo :-)
    I migliori auguri di buon lavoro
    Stefania Algerio

  5. rorr says:

    Grazie x l’intervento masayume , anche se io in effetti non credo di aver parlato di videosorveglianza, sto parlando di registazioni audio e/o video che farò caso per caso.

    ps. non sono esperto di privacy

  6. rorr says:

    Volevo segnalare che in questa discussione:
    http://www.immobiliare.com/2009/02/23/1508.html
    tra gli altri, l’ avvocato (nome utente: avv.) afferma che,
    cito testualmente: “….. Inoltre nulla vieta di registrare in qualche modo quanto avviene; la legge vieta di registrare quanto avviene tra persone assenti non tra persone presenti……”
    (commento del 25.02.2009 ore 5:20)

  7. Mi pare che masayume, nel suo intervento, abbia chiaramente scritto che:

    “la conservazione deve essere limitata a poche ore (ventiquattro), o al tempo necessario, motivato da particolari necessità ( ad esempio chiusura per riposo settimanale o festività). In nessun caso la conservazione dei dati può essere superiore ad una settimana”.

    Pertanto anche se il giudice volesse prendere in considerazione la prova filmata verrebbe comunque rigettata immediatamente perchè non la si può usare se non nell’arco di una settimana, ed in genere quando ti accorgi che le parti ti vogliono far fuori, sicuramente sarà passato molto piu tempo.

    Poi chiamarla videosorveglianza o chiamarla registrazione audio/video, credo che in fondo sia la stessa cosa.

  8. masayume says:

    Questa conversazione è davvero interessante :-)
    Di seguito quanto comunicato dal Garante con le sue news del mese di gennaio 2009 :

    “Una telecamera posta all’interno di un locale registra suoni e memorizza voci. Interviene il Garante ne vieta l’uso e ordina la cancellazione delle registrazioni. Il provvedimento inibitorio (relatore Mauro Paissan) è stato adottato a seguito delle segnalazioni di diversi cittadini che lamentavano l’installazione, da parte di un negoziante, di numerose telecamere esterne che riprendevano mezzi, persone in transito e accessi agli immobili posti nel loro angolo di visuale. I segnalanti contestavano anche l’assenza di cartelli o comunicazioni visibili che informassero dell’esistenza del sistema di videosorveglianza. Il titolare del negozio, chiamato dal Garante a dar conto del proprio operato, si giustificava affermando che le telecamere, quattro esterne e tre interne, erano state installate, con un’angolazione rivolta verso la porta e le finestre del locale, per finalità di sicurezza, dopo aver subito alcuni atti vandalici e intimidatori. Sosteneva, inoltre, che il sistema fosse adeguatamente segnalato da cartelli.

    Da più accertamenti svolti sul posto è emersa invece una situazione diversa. Innanzitutto, all’epoca della prima ispezione mancavano del tutto cartelli che informassero della presenza del sistema di videosorveglianza e quelli apposti in seguito non sono risultati comunque idonei, perché non ben visibili. Ma una circostanza ha richiamato maggiormente l’attenzione degli ispettori del Garante e ha fatto scattare il divieto: una delle tre telecamere interne, collocata vicino al registratore di cassa, risultava, infatti, dotata di registratore audio. Il negoziante dovrà rimuovere la “telecamera con le orecchie” e cancellare i dati (suoni, voci) finora raccolti. L’Autorità ha ritenuto, infatti, illecita la registrazione delle voci perché non conforme al principio di finalità, secondo cui il trattamento deve essere effettuato per finalità determinate, esplicite e legittime. Finalità che non risultano ricorrere nel caso esaminato. Il Garante, inoltre, ha prescritto al titolare del negozio di designare quale responsabile del trattamento e unica persona autorizzata ad accedere alle immagini registrate, il soggetto che ha la manutenzione dell’impianto, disponendo fino ad allora il blocco della comunicazione delle immagini.”

    Per chi avesse voglia di leggere l’intero provvedimento http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1581352
    Buona giornata a tutti :-)

    • Oris says:

      Ma sei io registro il tutto tramite telefonino, giustificandone l’eccezionalità ( in seguito confermata dall’eventuale procedimento avviato appunto per recuperare diritti perduti o calpestati) quindi nell’otica di una tutela personale, non so quanto possa rischiare, inoltre il fatto che il garante impedisca di mantenere situazioni di chiara violazione della privacy, continue e “fisse” non elimini di fatto la possibilità di usarle a tutela in un procedimento legale .. ;)

  9. rorr says:

    Ho fatto una ricerca su internet riguardo di registrazioni audio e/o video come prova e/o indizio:

    -Registrare, anche di nascosto, i colloqui e le riunioni cui si è presenti è un diritto: lo ha sancito la Corte di Cassazione a Sezioni Unite; link:
    http://www.samnotizie.it/pagcollhome/registrare.htm
    -(Sentenza) Non è possibile sanzionare il professore che registri, all’insaputa di studenti e colleghi, i singoli colloqui, al fine di precostituirsi un’eventuale prova da far valere in sede penale. link:
    http://www.altalex.com/index.php?idstr=20&idnot=37762
    -Registrare un colloquio con un registratore nascosto,vale come prova in caso di giudizio?link:
    http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090110234847AAq2odO
    -Sentenza cassazione civile, link:
    http://www.ricercagiuridica.com/sentenze/index.php?num=2228

  10. masayume says:

    :-) Mi sa tanto che ci ha pensato anche il Garante…..

    http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=29816

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