Un articolo apparso su L’Espresso ipotizza che in alcune zone il mercato immobiliare sia crollato perché gli immigrati non stanno più comprando case.
Gli acquisti immobiliari degli stranieri sono fermi anche perché le banche non concedono loro prestiti agevolati, e con la crisi attuale si possono dimenticare di ottenere prestiti pagabili in 30 anni.
Quindi chi vuole cacciare gli extracomunitari, come sostiene l’articolo, non considera che alimentano un mercato di consumo importante per l’Italia, in particolar modo quello immobiliare?
Quali vantaggi/svantaggi ci sono per un agente immobiliare che ha a che fare con clienti stranieri?











Se per straniero si intende persona con pochi mezzi economici e quindi con meno pretese si intende anche persona che acquista immobili che altrimenti resterebbero invenduti. Per me gli stranieri sono stati una grande fonte di vendite a Torino negli anni in cui i mutui potevano essere concessi con maggiore facilità Per quanto ne so la media di insoluti per mutui di questo tipo è inferiore alla media degli italiani, forse proprio perchè si trattatva di cifre più basse e durate maggiori, quindi di rate maggiormente abbordabili. Oltre tutto, per molte ragioni culturali, questi clienti sembravano più propensi ad affidarsi all’agente immobiliare e soprattutto a fidarsi di lui. Le trattative di norma erano piuttosto agevolate. Non vedo l’ora di avere nuovamente a che fare con mohamed, aziz, serghej ecc. Non me ne vogliano i miei italianissimi, bellissimi, ricchissimi clienti di adesso…con loro si fanno soprattutto le compravendite “pesanti”, guai dimenticarlo. Saluti.
A me non risulta, a parte il fatto che l’immmigrato che compra casa ne ha già fatte almeno due in patria, spesso, (dalle mie parti), facendo lavori e lavorando con orari molto più lunghi, inoltre spesso condividendo gli acquisti hanno basi reddituali di grande rispetto, tali da coprire abbondantemente il rischio aggiuntivo che la banca ci possa vedere.
Questo però vale da me, dove i prezzi non sono mai stati fuori dal mondo come in altre zone d’italia, pur avendo raggiunto quotazioni ingiustificate (e quindi fuori mercato) in alcune zone anche da noi.
Di solito l’acquirente extracomunitario è più difficile da trattare solo in questioni di comunicabilità stretta, di linguaggio, quindi devi rendere i concetti semplici per poter abbassare le incomprensioni dovute alle differenze linguistiche, che spesso permangono anche dopo molto tempo che sono in italia.
Poi attenzione, le banche offrono i mutui, non è vero che hanno strinto i cordoni al credito di quel tipo, lo hanno fatto sulle PERIZIE, che significa che se vendi a un prezzo che ritengono ragionevole finanziano.
In soldoni, avendo LORO per prime contribuito ad alzare le quotazioni in modo folle, oggi usano lo stesso meccanismo al contrario per ridimensionarle, non certo per spirito di servizio sociale, ma solo per pararsi le loro, di chiappe.
C’è solo da aspettare che le quotazioni coincidano.
Non trovo particolari difficoltà a trattare con acquirenti “immigrati”.
Il problema, a Firenze e dintorni, è che hanno budget relativamente bassi per i prezzi attuali.
Molti immobili sarebbero adeguati alle loro esigenze, sicuramente meno raffinate rispetto alle nostre, ma i proprietari non ne prendono atto e continuano a chiedere prezzi da alloggi “di livello” per abitazioni che dovrebbero costare un 20%-30% in meno.
Il vantaggio è la soddisfazione professionale e personale per riuscire a compiere un servizio sociale oltre che commerciale.
Svantaggi non ne vedo tranne ultimamente la difficoltà di accesso al credito per le fasce più deboli, inclusi i nostri connazionali.