Oggi aprendo la pagina su FB, ho trovato una considerazione del mio amico VJ Ramos che chiedeva se è meglio essere VJ o commerciante, e per rifletterci invitava all’ascolto di una simpatica canzone  ”Comerciante” di Adonis Puentes, un musicista cubano che al ritmo di salsa si lamenta del commercio che sottrae “cuore” e annulla l’arte!

Anche noi come categoria ci siamo spesso posti il problema. ma anche se l’unico inquadramento disponibile per l’Agente Immobiliare è: AUSILIARIO DEL COMMERCIO, molti di noi preferiscono definirsi “Professionisti” piuttosto che “Commercianti”.

E voi? Siete commercianti o professionisti?

 

Ps. Si… si.. lo so… se penso al lavoro ascoltando musica cubana, devo proprio andare in vacanza!

Ketty Increta


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10 commenti
  • lucatonzani 09.07.2009 ore 12:44 pm ha detto :

    La parola professionista è oggi un po’ abusata in diversi campi! Se per professionista intendiamo una persona che svolge con professionalità il proprio lavoro, allora anche il macellaio sotto casa o il falegname può essere un professionista. Ma se intendiamo la parola professionista come può essere un geometra, un ingegnere, un avvocato, un commercialista ecc… allora un Agente Immobiliare non è un professionista. Andiamo a vedere perché…
    Un AI, che sia esso iscritto alla camera di commercio come ditta individuale o come società, produce reddito d’impresa. Un professionista come un Geom., un Ing., un Avv., che svolge la libera professione, produce reddito da lavoro autonomo. Un AI è iscritto all’inps alla gestione commercianti, un Geom, un Ing. ecc.. che svolgono la libera professione sono iscritti all’inps alla gestione separata. Inoltre questi ultimi devono tutti sostenere un esame di stato che li abiliti alla professioni, gli AI non hanno nessun esame di stato. Io sono un AI e quindi sono un imprenditore (piccolo imprenditore) che esercita attività d’impresa, e produce reddito d’impresa e non reddito da lavoro autonomo. Mi meraviglia il fatto che anche associazioni di categoria continuino imperterriti a definire gli AI professionisti come le categorie che ho enunciato sopra! Se ci vogliamo definire professionisti intendiamolo come imprenditori che svolgono con professionalità il proprio lavoro ma non in senso stretto. Non mi sento affatto declassato dalla definizione di imprenditore, anzi tutt’altro, visto che la considero la forma più alta di lavoro!


  • Oris 09.07.2009 ore 2:53 pm ha detto :

    Sono d’accordo, non siamo professionisti, ma possiamo essere professionali.

    Per diventarlo però non basta l’incarico obbligatorio o l’esclusiva, ok?

    Anzi direi ch esono l’ultima delle cose da prendere in considerazione per questo… ;)


  • A.T. (antonio) 09.07.2009 ore 3:13 pm ha detto :

    @ oris,
    ma sei sicuro che diventerà obbligatorio l’incarico?


  • ketty increta 09.07.2009 ore 3:25 pm ha detto :

    Speriamo di no, ma è un progetto di chi sostiene i franchising allo scopo di distruggere definitivamente la professione, per allargare il parco di francesee ed incassare più roialty.
    Anche la fiaip a causa di alcuni dirigenti, non è immune dal perseguire questa rotta, ma molti compresa la sottoscritta, hanno il dente avvelenato verso chi noncurante del pensiero della base strizza l’occhio ai sindacato dei franchisor.
    Siamo in piena campagna elettorale e qualcuno per agevolare la propria elezione, glissa sull’argomento, ma se passasse questo grave autogol, sarebbero a rischio sia la 39/89 sia gli articoli del codice civile con grave pericolo per il nostro lavoro!
    Questo sarà l’argomento principale del prossimo congresso di ottobre, anche se qualcuno preferirebbe non parlarne per rifilarci questo “pacchetto” dopo!


  • A.T. (antonio) 09.07.2009 ore 3:37 pm ha detto :

    gli articoli del c.c. riguardante la nostra attività sono perfetti!!!!
    tutelano egualmente entrambi le parti.
    sarà difficile modificarli a favore dell’incarico e quindi a favore di una delle parti.


  • ketty increta 09.07.2009 ore 3:45 pm ha detto :

    Vero sono perfetti e l’incarico obbligatorio li minerebbe al solo vantaggio dei franchising. Per questo non vogliamo far passare questo abominio!


  • Oris 09.07.2009 ore 3:46 pm ha detto :

    E vaglielo a spiegare te Antonio a questi… (non ho definizione adeguatamente politically correct da poterla scrivere qui).

    La 39/89 e il negozio della mediazione così come regolata dal C.C. sono nel marasma delle leggi italiche tra le più chiare, civili e “alte” mai fatte ( e proprio per questo abbiamo difficoltà a applicirle e comprenderle in italia, visto la nostra bassa qualità sociale).

    Leggi fatte da uomini di altri tempi e pasta, come la costituzione, non quattro sciagattati che tengono solo al loro denaro e poltrone che abbiamo in parlamento…

    Capisco ch ele masse devono esser presi per la pancia, ma attenzione a non farglielo prendere nel…


  • ketty increta 09.07.2009 ore 3:53 pm ha detto :

    Vabbè possiamo sempre informare le masse e mettergli il fuoco sotto le poltrone agli aspiranti!
    No passaran!


  • stefano lanteri 09.07.2009 ore 4:09 pm ha detto :

    Nella vicina Francia i colleghi operano con mandato scritto. Ogni mandato è numerato e va inserito nel registro mandati con ordine progressivo per data d’assunzione incarico.

    Senza incarico scritto non si lavora, poi anche li ci saranno delle sfumature a me non tanto visibili.

    comunque concordo che si può essere professionali, ancor prima di essere professionisti.


  • Oris 09.07.2009 ore 4:14 pm ha detto :

    Vero, ma in francia ci sono anche altre regoline che sono ben digerite dal popolo, e inoltre non c’è tutta questa reticenza nel far fede agli impegni presi (il famoso “io no firmo nulla”) perchè il sistema giudiziario funziona meglio ed è meglio regolato, non c’è da analizzare le cose in mille sfumature per arrivare ad una non conclusione… penso ancora alla cliente francese che (abituata a pagare anche il 5%) mi ha pagato la provvigione senza fiatare ne chiedermi di togliere l’iva.

    Inoltre il lavoro ad incarico (che mi risulta non sia di uso comune in tutta la francia), è spesso motivato dal sistema di lavoro, che non penalizza il proprietario legandolo alla negligenza o operatività dell’agenzia al quale viene concesso, visto la loro propensione alle reti di collaborazione (ripeto, per alcune zone).
    Insomma, va bene guardare “fuori” ma senza scordarsi dove si vive, già abbiamo il problmea di applicare norme europee nel nostro terzo mondo…

    Credo che PRIMA dell’I N C A R I C O (non mandato :( ) obbligatorio ci siano altre cose più urgenti: magari informare i clienti di quali sono i diritti/doveri che hanno… tanto per iniziare, orientarci al cliente invece di prendeerlo a contrattate in faccia e magari accorgersi che le esigenze dei clienti in fondo non sono così diverse dalle nostre.

    inoltre, i commercianti vendono qualcosa e ci realizzano un profitto, noi siamo sinceramente molto differenti.