Sono Agente Immobiliare da 19 anni e vorrei porre a Voi il quesito ed i miei commenti circa le difficoltà del “nostro mestiere” soprattutto in ordine a come può essere percepito dai consumatori del “servizio”.
Sembriamo commercianti sia per il modo in cui ci poniamo sia per le modalità in cui presentiamo la merce eppure al contrario dei commercianti non acquistiamo nulla e non applichiamo agli immobili che trattiamo le regole del commercio in quanto nella mediazione non sono legali.
Non siamo professionisti in quanto non abbiamo ne un ordine ne nella maggior parte dei casi le competenze per essere riconosciuti come tali eppure il riconoscimento della professione è tra le nostre maggiori speranze, anche se sempre più vane. Ma saremmo pronti a rinunciare a percepire le provvigioni da entrambe le parti? Non conosco alcun professionista che svolge un incarico nell’ interesse di entrambe le parti senza prendere le parti di una delle due.
Diversi colleghi inoltre aggiungono interessi in campo immobiliare come imprenditori edili, immobiliaristi, mediatori creditizi e magari si interessano anche di traslochi, pulizie, fanno gli idraulici, gli imbianchini ed organizzano matrimoni. Al di là dell’ ironia e del sarcasmo ho una sola certezza siamo ITALIANI e i nostri clienti ITALIANI lo sanno bene!!!
Quale, secondo Voi, dovrebbe essere la ragione per affidarsi ad un Agente Immobiliare in forma esclusiva ?
Quali garanzie di risultato si dovrebbe aspettare il cliente?
Sono interessato ad ogni tipo di risposta! Grazie per l’ attenzione











Per affidare un incarico in esclusiva dovrei essere certo della professionalità dell’A.I.
Inoltre vorrei essere seguito anche dopo aver conferito l’incarico.
Credo sia importante anche la trasparenza delle provvigioni applicate alla parte acquirente .
La mia esperienza di proprietario mi dice:
Acquisizioni fatte da ragazzi di 25 anni spesso impreparati, il titolare dell’agenzia lo vedo solo al compromesso.
Infine ho notato la completa latitanza dell’agente dopo aver dato l’incarico.Vedo l’agente solo per appuntamenti,, non ho mai ricevuto alcun report visite sul mio appartamento.
Enzo, hai descritto un’agenzia media in franchising, aspesso con agenzie indipendenti la situazione è diversa, per alcuni migliore per altri peggiore, ma diversa..
Diveno, per quanto riguarda il tuo dubbio sull’applicazione reale del concetto di equidistanza tra le parti che l’agente immobiliare dovrebbe avere sono d’accordo con te, ma come vedrai a fare discorsi troppo psicologici e magari poco demagogici verrai sotterrato di frasi del tipo “la mia professionalità mi permette tutto”.
Io ho scritto un post che si intitolava “liberate l’acquirente” in cui ho tentato di dare un punto di vista diverso, prova a leggerlo, non ricordo tuoi interventi in merito (era a luglio). In quel post, per il quale sono stato tacciato di eresia, ho provato ad immaginare uno scenario in cui l’acquirente non fosse costretto a pagare l’agenzia che si trovava, insomma ho immaginato cosa accadrebbe se non solo il venditore ma anche l’acquirente potesse scegliersi l’agente immobiliare.
In altri casi ho proposto di proseguire gli studi dopo il patentino, in modo ovviamente non obbligatorio, in modo da poter proporre al mercato agenti senior.
Queste “proposte” nascono dalle tue stesse domande.
Spesso però proprio i nostri colleghi continuano a rifiutare proposte alternative, magari apparentemente estreme, senza farne di nuove, immagino quindi che questi colleghi non trovino che la percezione che la gente ha della nostra categoria sia deficitaria.
Ma questo mi fa solo venire ancora più voglia di distinguermi, di trovare un modo per comunicare al mercato che non tutti sono allo stesso livello.
Questa distinzione potrebbe essere un buon paramentro per scegliere un agente, se non si ha il proprio di fiducia.
In oltre, per quanto concerne l’esclusiva, credo che di vantaggi ne porti moltissimi, a tutte le parti in causa, ma solo (solo) se l’agente è realmente valido, se no è una sotra di prigionia commerciale.
Ma come fa una persona a sapere chi vale di più se non consoce nessuno? Potrebbe scegliere un agente senior, se esistesse.
Le leggi che regolamentano il nostro settore ci proteggono troppo, io vorrei maggiori responsabilità, perchè solo quelle possono darci una nuova immagine. Rispondere in sede civile, ad esempio, di valutazioni deliberatamente eccessive, inserire da codice civile il preliminare nei doveri dell’agente immobiliare, il quale così risponderebbe dei contenuti e della veridicità di quanto scritto ecc.
ma a qualcuno tremano le gambine a sentire queste cose.
Un saluto
Premetto che credo la categoria abbia fatto negi anni molti passi in avanti, tuttavia credo l’attuale modello dell’AI sia sorpassato.
Come spesso accade in tutti i settori nulla cambia quando esistono alti profitti.Oggi la situazione è mutata e servono dei correttivi:
1)Serve maggiore innovazione e fantasia, non tutto è risolto dalla rete.
L’approccio al cliente è sempre il solito, le fonti di informazioni le medesime, le tariffe richieste sono immutabili ed indipendenti dal mercato.
2)Leggo sui sui giornali che solo il 25% degli operatori è iscritto al ruolo. Assurdo.
3)Per trattare un appartamento serve una valida cultura di base, il cliente capisce chi ha di fronte e spesso comprende di non essere tutelato.
4) Raramente AI fornisce servizi accessori a prezzi competitivi per non avere grane.
Ciao
Serve più fantasia, ma la categoria ne ha poca, io a Torino faccio una cosa nuova da due anni, nessuno l’ha ancora imitata eppure i clienti ne vanno matti (riservatezza…). Solo il 25% con il patentino? E dire che per me non basta neppure quello, il patentino si prende in sei mesi, è un esamino.
Per la valida cultura sono ancora più d’accordo con te, italiano e marketing non si studiano per diventare agenti immobilari, per molti si vede e come. Ciao
Esatto, credo che il cliente pesi l’agente in base alla presenza e cultura di base unica garanzia di professionalità.
Se aprissi una agenzia utilizzerei personale maturo e preparato.
Al contrario è molto più facile e meno oneroso gestire ragazzi under 30.
Credo che l’acquisizione fatta da un professionista preparato possa essere a condizioni migliori (esclusiva, durata, prezzo, commissioni)
Ciao
Enzo esatto. Io ho un’agenzia indipendente, stesse persone all’interno dell’ufficio da sette anni, tranne una che lavora da noi da 4, tutti con il patentino. I miei soci hanno 65 e 41 anni, ma abbiamo anche persone di 24 anni. A parte il mercato che di certo non aiuta nessuno, questo assetto, solido e duraturo, piace ai clienti e a noi che lavoriamo. Non è una situazione perfetta, ovviamente, ma la percezione del nostro ufficio è buona. Ho lavorato anni nei franchising spiegando a questi ragazzi cosa fare, vederli fare quasi mai quello che credevo avessero imparato ed andare via lasciando una scia di clienti perplessi. L’organizzazione in franchising di per se non sarebbe male, ma l’applicazione pratica prevede proprio lo scenario che hai descritto tu.
Saluti.
Mi sembra di capire che il mio ideale di agenzia sia simile a quanto da Voi organizzato.
Sono certo che lavorando per il futuro e non per l’immediato si possa superare la crisi.
Questo non tutti lo comprendono, meglio qundagnare molto oggi piuttosto che investire nel futuro.
Hai ulteriori consigli da dare ai colleghi?
ha più fantasia un ragazzo al di 20/25 anni, ho una persona matura, con famiglia, figli e vari problemi?
Citto:
Sono Agente Immobiliare da 19 anni e vorrei porre a Voi il quesito ed i miei commenti circa le difficoltà del “nostro mestiere” soprattutto in ordine a come può essere percepito dai consumatori del “servizio”.
Io ho usato il servizio degli ai diverse volte e sono arrivato al punto di pagarli tre
La mia percezione,come cliente ormai da diverso tempo, e’ che a differenza dei servizi commerciali,che se trovo buoni riutilizzo per piu’ tempo,l’ai non da un servizio post-vendita e non fornisce un servizio che difficilmente riutilizzabili.
La conoscenza dell’immobile e’ bassa.
Non viene verificata la reale metratura,non sa quanto costa mantenere quell’immobile,non sa se ci sono beghe particolare sull’immobile o nel condominio e se le sa non le va certo a dire al compratore.
Insomma le prime volte pensavo di essere importante per l’ai perche’ trattando cifre grosse e pagando una provvigone consistente pensavo curasse anche i miei interessi.
Col tempo ho capito che l’ai cura gli interessi della mediazione e quindi se c’e’ qualcosa che non va nell’immobile e che non lo responsabilizza creando dei problemi per la sua mediazione tace il problema al cliente.
Nulla di male ma ora ho capito che:
1)devo verificare di persona qualsiasi immobile proposto dagli ai e richiedere personalmente le informazioni
2)devo rimanere aggiornato altrimenti l’ai potrebbe farmi fesso
3)devo trattare il piu’ possibile sulla percentuale di mediazione perche’ e’ un diritto e perche’ dare migliaia di euro così senza trattare e’ da sciocchi e non mi porta nessun vantaggio ulteriore
4)mai dare un contratto in esclusiva…chi si pone così e’ scartato a priori
5)di ai ce n’e’ una marea e non e’ facile capire chi fa il furbo e chi lavora ai livelli minimi di correttezza quindi non farsi scrupoli per chi non rispetta i punti precedenti
6)Gli ai possono portare dei vantaggi avendo immobili e clienti nel loro portafoglio e quindi facilitare la ricerca o la pubblicità dell’immobile
Il dogma e’:
mai fidarsi di un ai e mai legarsi ad uno solo perche’ sono mediatori e non curano gli interessi in modo specifico di nessuna delle due parti.
Possono al limite aiutare nella conclusione ed avere qualche cliente interessante…
questa caratteristica e’ spesso frazionata tra mille operatori perche’ rinunciarvi?
Pax devo dire che hai anche avuto sfortuna, gli agenti immobiliari non sono affatto tutti uguali, da due mesi scrivo su questo sito che si dovrebbe dare al mercato la possibilità di capire da subito chi è migliore di altri, io ho proposto di creare agenti senior, magari con maggiori studi alle spalle, o più esperienza o con qualsiasi altro metodo, in modo che una persona possa subito capire di chi può fidarsi maggiormente.
A. T.vuoi un elenco di 50/60enni fantasiosi? A parte il fatto che la fantasia è un elemento da intendersi in senso lato, per questo lavoro, e non letterale, ma cosa c’entra l’età? E’ una caratteristica personale, allora il fantasioso 25 enne si sposa e diventa monotono?
Giuseppe di Massa.
Certo non faccio di un’erba un fascio ma 3 su 3 a livello di singolo sono piu’ che sufficienti per le mie tasche.
Comunque non e’ escluso che riutilizzero’ il servizio a prezzo ipertrattato come minimo.
Se ne avessi trovato uno in gamba e meno costoso magari lo prendevo come riferimento creando un lavoro piu’ continuativo e che pagava sul tempo su piu’ transazioni invece che sulla singola.
Il mercato e’ troppo indivualista,frammentato,intriso di interessi eccessivi sulla percentuale di mediazione,poco trasparente e con gli stessi clienti piuttosto testardi e poco onesti loro stessi.
Non si riesce ad individuare un colpevole in particolare ma a pagarne le conseguenze sono probabilmente anche i piu’ corretti.
Peccato mi sarebbe piaciuto creare un rapporto duraturo ma il mecato in cui operano gli ai in realtà rimane solo un pericolo da scampare,nel possibile,almeno dove abito io e secondo la mia piu’ che poco importante opinione.
E’ qundi chiaro che non e’ solo un problema di AI ma molto deriva anche dal mercato in cui operano.
Hai ragione pax, per i clienti als celta di un agent eimmobiliare è un terno al lotto, almeno fino a quando non ci si deciderà a fare delle distinzioni immediatamente visibili.
Vorrei però per giustizia dire anche che ci sono tantissimi clienti scorretti, che ne fanno di tutti i colori agli agenti immobiliari, anche questo rende l’ambiente meno salubre in generale.
Credo che solo attraverso un reale salto di qualità sarà garantita la tale professione.
L’immagine dell’AI non deve essere quella oggi percepita dal pubblico, cioè un giovane volenteroso senza esperienza,studi raffazzonati con nessuna iscrizione al ruolo.
Mi domando perchè il titolare di un’ agenzia non obblighi i collaboratori a corsi formativi dopo un anno di permanenza in agenzia.
Cio’ è quanto accade in aziende di altri settori.
Mi domando perchè non trasferire Loro la vera profonda conoscenza.
Temere di traferire cultura ai propri.collaboratori non aiuterà nessuno.
Oggi le aziende non possono operare col detto:DIVIDI ET IMPERA.
Certo il cliente che vi fa le scarpe non e’ corretto.
Speriamo riusciate a trovare una soluzione che vi porti sulla giusta strada.
Per quello che mi riguarda piu’ le persone sono informate e meno spazio c’e’ per i furbi.
Speriamo in bene!
Hai detto bene, spesso non si e’ professionisti in quanto non si hanno le competenze..e questo e’ quello che succede nella maggior parte dei casi nella nostra professione. Persone senza nessuna conoscenza in materia, spesso senza neanche un po di amore verso quello che fanno e come unico scopo quello del guadagno finale.
Prima di proporre il prodotto bisogna fare uno studio accurato, avere chiara tutta la documentazione, avere tutte le informazioni corrette relative non solo all’appartamento in se e per se, ma anche quelle riguardanti lo stabile, la zona, ecc…
E’ difficile trovare gente a cui realmente piace questo settore. Nella via dove lavoro si trovano molte agenzie in particolare franchising. I nuovi arrivi durano non piu di un mese. non gli viene insegnato nulla, li sfruttano e spesso nenahce vengono pagati. invece di portarli con se (ma questo accade in quanto il titolare non si vede nenache al momento del compromesso facendo firmare il collaboratore,cosa anche illegale) figuriamoci se va a far gli appuntamenti. Manda il ragazzino appena arrivato che non sa cosa dirti oltre i mq (sbagliati) e altre sciocchezza.
Signori non basta mettere il vestito, portare una cartelletta sotto braccio e direi di fare gli agenti immobiliare. Ci vuole un po’ piu’ di amore verso questo lavoro.