Salve a tutti
Per motivi di trasferimento di lavoro sono costretto a vendere il mio appartamento in convenzione di un diritto di proprietà ex art. 35 Legge 22/10/1971 n. 865 e che in virtù di detta convenzione sono costretto a chiedere al Comune il prezzo di massima cessione.Voglio precisare alcune cose:1) casa a diritto di proprietà acquistata direttamente dal costruttore circa 8 anni fa; 2) all’acquisto non ho usufruito di nessuna sonvenzione dalla regione o dallo stato.
Per di più sul mio rogido non è stata fissata nessuna scadenza e da come sembra la convenzione ha scadenza a 90 anni….
E possibile tutto cio’? Esistono dei parametri per designare la scadenza di tale convenzione? in quale misura?A chi posso rivolgermi oltre al comune per sistemare la cosa visto che i signori notai e i signori avvocati leggono e interpretano in modo diverso la questione?Vi ringrazio anticipatamente e spero possiate aiutarmi.











L’unico tuo interlocutore è il comune, visto che i vincoli derivano appunto solo ed esclusivamente dalla convenzione stipulata dal costruttore col comune. (se tu avessi avuto anche sovvenzioni da stato o regione non saresti libero dai vincoli della convenzione, ma ne avresti alcuni in più). Quindi prima di fare qualsiasi cosa il mio consiglio è quello di recuperare una copia della convenzione o presso il comune oppure presso il notaio che la stipulata (gli estremi sono riportati nel tuo rogito) e leggertela bene. Nella convenzione (se redatta bene) dovrebbero esserci tutte i vincoli e le modalità per le successive rivendite; se invece non sono ben chiari mi spiace ma l’unica interpretazione valida è quella che da il comune (per far valere le tue ragioni dovresti fare causa cosa che ovviamente ti sconsiglio).