Salve, torno con piacere a scrivere su questo blog dopo diverso tempo ma, aimè per una questione tutt’altro che piacevole. Tempo fa ho ricevuto incarico verbale (corredoato però da tutta la documentazione inerente gli immobili) per la vendita di diverse unità immobiliari in una palazzina di nuova costruzione. Il costruttore che mi ha dato l’incarico è socio per metà dell’ ati che ha costruito lo stabile. Io ho pubblicizzato gli appartamenti per più di un anno, effettuando diversi appuntamenti (testimoniati dai fogli di visita firmati dai clienti)ai quali è sempre stato presente il costruttore di cui sopra. Circa un mese fa ho portato una signora che è sembrata da subito molto interessata, ha firmato il foglio visita come al solito e, alla prima visita ne sono seguite altre 2 con il compagno. Dopo qualche giorno vengo ricontattata dal costruttore che mi autorizza a comunicare alla cliente uno sconto sul prezzo stabilito per l’appartamento, sconto che io ho immediatamente rigirato alla potenziale acquirente. Alcuni giorni dopo la signora mi chiama dicendomi che il compagno aveva preso contatti direttamente con il socio del “mio costruttore referente” e che stavano concludendo l’affare. Da subito ho fatto presente alla signora che questo contatto secondario non invalidava l’impegno preso con l’agenzia riguardante le commissioni e lei si è dimostrata da subito d’ accordo. Il costruttore, però, sostiene che la vendita è avvenuta solo perchè il socio ha deciso di scontare il prezzo dell’appartamento e che l’intervento dell’agenzia non è stato rilevante. La mia agenzia è stata messa da parte colpevolmente dall’atteggiamento “furbesco” del compagno della mia cliente e dal socio del costruttore mio referente, ma non si è sottratta per propria scelta a portare avanti la trattativa. Secondo voi ci sono i presupposti far intervenire un legale? Vi prego datemi un consiglio, a voi è mai capitato qualcosa di simile?










