La professione degli agenti e la loro (scarsa) professionalità secondo il Corriere della Sera

Il Corriere della Sprofessione agenti immobiliariera del 16 febbraio 2011 ha pubblicato un articolo a doppia pagina, firmato da Anna Tagliacarne dal titolo “Rischio trappole per chi cerca casa”. Si tratta di un interessante articolo, di quelli in grado di far aumentare la gastrite a un’intera categoria: gli agenti immobiliari.

L’articolo stila un campionario di disavventure capitate alla giornalista in cerca di casa. Gli esempi descritti sono ben noti e immaginabili: vecchi tuguri spacciati per case d’epoca, necessità di ristrutturazioni radicali minimizzate a poche migliaia di euro di interventi, non conformità degli immobili allo stato catastale, metrature approssimative e via dicendo. A rincarare la dose di comportamenti scorretti elencati dalla giornalista, ci sono i dati di un’indagine condotta da Altroconsumo e ripresi dal quotidiano di via Solforino. Tra i problemi denunciati dai clienti delle agenzie immobiliari figurano: impianti non a norma (33% dei problemi segnalati), documenti non aggiornati (24%), sussistenza di ipoteche (17%).

Generalizzare su una professione che conta migliaia di operatori è difficile. Però è difficile anche ribattere di fronte alle analisi sulla scarsa qualità del servizio offerto. Analisi che sono sia di tipo quantitativo nel caso di Altroconsumo, sia di tipo qualitativo nel caso dell’articolo del Corriere. Oltretutto, se si considera la tiratura di quest’ultimo  e la capacità di essere ripreso in Internet (questo post ne è l’esempio) il danno di immagine è notevole.

Tuttavia, visto che le categorie professionali, come le persone, devono essere in grado di imparare dai propri errori, questi articoli devono servire anche come monito per far cambiare atteggiamento a chi svolge il proprio lavoro con troppa approssimazione. La professione di agente immobiliare può essere molto piacevole per chi la svolge e per chi ne usufruisce. A condizione che il servizio offerto sia commisurato al costo che gli utenti sostengono. Se il guadagno è dato semplicemente accompagnando il cliente nella visita e facendogli firmare un contratto prestampato, c’è da attendersi periodicamente simili articoli. Purtroppo.

 

Antonio Rainò per Immobiliare.com

Comments

  1. Camporese says:

    ci sono buoni e cattivi agenti immobiliari, come buoni e cattivi giornalisti, prezzolati da gruppi o persone per fargli scrivere ciò che a loro conviene.

    • Il Corriere e/o Altroconsumo non hanno convenienza a parlare male di una categoria come quella degli agenti immobiliari. Anzi per i quotidiani (incluso il Corriere) il settore immobiliare, seppure parcelizzato, è da sempre un grande investitore pubblicitario. Articoli come quello del Corriere possono tutt’al più avere il limite di mettere in evidenza solo l’aspetto deteriore di una realtà. L’agente spregiudicato è come il carabiniere delle barzellette, come il medico che scrive male, come la donna ossigenata che deve essere per forza oca. È un luogo comune. Smontare un luogo comune è difficile e richiede tempo e impegno ma si può fare. Come hanno dimostrato tutti quei medici che scrivono al computer e non più con indecifrabili geroglifici.

  2. FABIO says:

    Certo non so con chi avrà avuto a che fare ma non è il caso di offendere un’intera categoria di professionisti che ogni giorno rende agli utenti un impeccabile servizio e soprattutto una consulenza a 360°, dal primo contatto alla stipula del rogito. Oggi la professione è quella di “consulente immobiliare” poiché la preparazione, i sacrifici e l’esperienza di ogni giorno sul campo ci permette di offrire una consulenza globale, di tipo tecnico, legale e fiscale.

    • Risposta all’utente “Fabio”. Ho dovuto eliminare due frasi del suo commento. Mi sembra che la sua risposta sia ugualmente efficace e chiara anche senza l’uso di parole forti.

  3. Purtroppo nella nostra categoria ci sono un buon 60% a cui interessa in primis arraffare il compenso, e per ciò omettono difetti dell’immobile che stanno vendendo. Molti di questi operano nel franchising (constatato di persona). A questo aggiungiamo la crisi che ci sta massacrando e ci porta a lottare tra noi e, non per ultimo il sempre più crescente numero di agenti (più o meno preparati), sfornati dalle varie associazioni, queste ultime colpevoli dello spropositato numero di agenti esistenti sul territorio.
    In conclusione non possiamo uscircene dicendo che non tutti sono “così”, ma dobbiamo far immodo che nessuno di noi sia “così”, diversamente abbiamo, come categoria, pochi anni di vita.
    La crisi e il malcontento non perdonano.

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