Come spesso accade in q
uesto settore così frammentato e affollato di associazioni di categoria, osservatori pubblici e privati e organi informativi, quando bisogna fare un bilancio sull’andamento del mercato le voci non sempre concordano.
Prendiamo la Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), secondo la quale nel 2010 c’è stato un calo del 2% delle compravendite e del 4,5% dei prezzi. Anche Tecnocasa concorda sul calo dei prezzi ma limita la perdita all’1%. Scenari Immobiliari va in controtendenza e indica una ripresa nelle compravendite che sarebbero passate dalle 610 mila del 2009 alle 630 mila del 2010. Ubh non si sbilancia ancora su cifre precise ma registra un calo delle compravendite, dovuto soprattutto all’andamento del mercato nel secondo semestre dell’anno scorso. Per fortuna che per il 2011 i vari osservatori concordino nel prevedere il segno più davanti alle cifre. Anche se, come al solito, si registrano alcune differenze.
In conclusione, se da un punto di vista quantitativo i pareri sul mercato immobiliare nel 2010 non sono omogenei, resta unanime il giudizio qualitativo, che si può provare a riassumere nei seguenti punti:
- l’atteggiamento dei proprietari per quanto riguarda le richieste frena la ripresa;
- nel 2010 il primo semestre è andato meglio del secondo e le speranze di una “ripresina” sono state rinviate;
- il calo è stato più sensibile nel volume delle compravendite ma non nel livello dei prezzi;
- la crisi ha colpito di più la provincia rispetto ai grandi capoluoghi;
- il calo di compravendite e anche di prezzo ha riguardato soprattutto le abitazioni di livello medio basso.
Antonio Rainò per Immobiliare.com

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