Il bundle nel marketing immobiliare. Offrire di più per spingere il prodotto

bundle immobiliareIl bundle è una strategia di marketing molto usata, anche se magari il termine è sconosciuto ai più. Qualche esempio sarà utile a definirlo. Per esempio nel settore informatico se vendiamo un sistema operativo insieme a un computer abbiamo un bundle. Anche se vendiamo come un’unica suite un software per scrivere, uno per fare calcoli e uno per le presentazioni, stiamo vendendo un bundle. Nel settore food, invece, abbiamo un bundle ogni volta che compriamo un menù formato da panino, contorno e bibita. E gli esempi si sprecano in tutti gli altri settori. E nell’immobiliare, il bundle cosa c’entra?

Il bundle nel settore immobiliare si sta affacciando in Italia sotto alcune forme, delle quali abbiamo già parlato in un post precedente. Distinguiamo due esempi di bundle: uno per il settore degli immobili nuovi e uno per il settore degli usati.

Nel mercato del nuovo, si stanno diffondendo i bundle che associano a un nuovo immobile una soluzione di arredamento, esattamente come se l’arredamento fosse una voce del capitolato. Abbiamo già citato il caso della Ernesto Meda, nota azienda produttrice di cucine che ha aperto una divisione contract per offrire ai costruttori le proprie cucine da inserire nelle abitazioni che costruiscono.

I vantaggi per il cliente finale, di un bundle formato da una casa nuova e da una cucina sono diversi:

  • una cucina a condizioni di “contract”;
  • possibilità di personalizzare la cucina in accordo con la personalizzazione del resto della casa;
  • includere il valore della cucina nel finanziamento della casa.

Quindi, come per i menù dei fast food, anche per bundle immobiliari i vantaggi sono essenzialmente economici ma, visto che siamo in Italia deve essere garantito al cliente la possibilità di personalizzare il suo prodotto immobiliare.

L’idea del bundle con la cucina è stata intrapresa da numerose aziende del made in Italy che hanno “sposato” varie iniziative immobiliari. A Milano per esempio c’è il caso della Residenza Castelvetro che offre proprio le cucine Ernesto Meda. Oppure le Residenze Porta Nuova che lavorano in partnership con Boffi e Arclinea.

Ma nell’usato cosa succede? Nell’usato, per definizione, l’immobile esiste già e la possibilità di scelta è solo tra un immobile e l’altro. Una soluzione a questo problema l’ha ideata un’agenzia immobiliare milanese, che per gli immobili che propone in vendita, offre un interessante servizio incluso nel prezzo: una consulenza tecnica che può comprendere anche un’ipotesi di ristrutturazione firmata da un architetto. In questo caso il bundle non è più del tipo “prodotto+prodotto”, cioè “casa+cucina” ma è un bundle “prodotto+servizio”, ovvero “casa+progetto di ristrutturazione”.

Sia nell’esempio del bundle nel mercato del nuovo, sia in quello del mercato dell’usato, gli obiettivi sono gli stessi:

  • differenziarsi dalla concorrenza;
  • offrire un prodotto/servizio di qualità alla propria clientela;
  • lasciare la clientela libera di scegliere e di personalizzare.

Quest’ultimo punto si ricollega a quanto già detto sul bisogno degli italiani di personalizzare la propria casa. Anche in altri paesi è diffuso l’uso di includere la cucina in una nuova casa ma difficilmente l’acquirente avrà la possibilità di scegliere.

Antonio Rainò per Immobiliare.com

 

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  1. [...] bundling nel mercato immobiliare è ancora poco diffuso e sembrava una pratica di appannaggio  esclusivo dei grandi nomi del [...]

  2. [...] Offrire servizi avanzati anche di post vendita, come quelli descritti in questo post o come i bundle immobiliari. [...]

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