Non siamo scoperta nè sponda fiorita,
non siamo nè un giorno nè vita..
non siamo la polvere di un angolo tetro
nè un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano,
non siamo, non siamo, non siamo.
Così cantava un grande Guccini d’annata in un successo datato 1990, “Quello che non”, appartenente all’album omonimo. In effetti, nel nostro viaggio dentro e fuori il marketing immobiliare, abbiamo spesso detto come dovrebbe funzionare un processo di marketing logico e funzionale, fornendo suggerimenti, spunti, idee, a volte anche in ottica prescrittiva.
Ma mai in chiave negativa. Negando e dicendo cosa NON si dovrebbe fare per attuare delle giuste politiche di marketing in ambito immobiliare.
Per fare del buon marketing non si dovrebbero seguire troppo i guru. Soprattutto i guru della domenica pomeriggio, quelli da un tanto al chilo. Quelli che contrabbandano autorevolezza, fama, notorietà con una reale conoscenza dei contorni del mestiere. Lo abbiamo detto in altre sedi, fare il marketing che funziona vuol dire spesso ascoltare, partire dal check up di uno stato di fatto: sovente gli impiegati di un’azienda hanno già tutte le risposte, ci vuole qualcuno che le tiri fuori. Quel qualcuno deve essere giocofoza un professionista. Che sappia il fatto suo senza vendere il classico fumo.
Per fare del buon marketing non si dovrebbe restare arroccati sulle proprie posizioni. Soprattutto in ambito immobiliare è facile cadere vittima del “già visto”, è facile restare immobili e non sperimentare. Voltando le spalle all’innovazione, tappandosi le orecchie per non sentire le sirene del nuovo che avanza… Il nostro settore ha bisogno freschezza, novità, di sperimentazioni, di aria nuova.
Per fare del buon marketing non si dovrebbe pensare solo all’esigenza dell’istante. Si, lo sappiamo: bisogna fatturare, bisogna muovere il mercato e vendere vendere vendere. Ma occorre anche seminare, e cambiare il nostro approccio mentale al mondo immobiliare, abbracciando una visione più ampia, più ricca, più – lo abbiamo detto in altro post – olistica. Il tempo investito ora ci tornerà con gli interessi nel mio futuro.
Una politica di marketing immobiliare coerente non dovrebbe essere indifferenziata. Il settore dell’usato ha delle sue logiche particolari, così come le cosiddette “nuove costruzioni”. Occorre studiare e capire le differenze e mettere in pratica azioni diverse.
Un buon agente immobiliare, con il senso degli affari, non dovrebbe dare la colpa solo alla crisi. Il mercato è cambiato, siamo in uno scenario recessivo ma è proprio in questi frangenti che si fa il salto di qualità e ci si “salva” dalla scure della selezione naturale.
Una coerente politica di marketing immobiliare non dovrebbe farsi prendere troppo la mano dal fare marketing a tutti i costi: in alcuni contesti il marketing non serve e non tutte le aziende hanno le stesse esigenze. Il marketing è un’opportunità, uno strumento, una professione e non una moda passeggera: Facebook, per dirne una, può risultare utile come canale di promozione in ambito immobiliare, ma solo a patto di attuare una pianificazione che individui il giusto mix comunicazionale e che segua strategie ben precise!


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