E non ci lasceremo mai… ma se succede?

Agenti immobiliari e agenti federali. Uniti dall'abbigliamento e dalla difficoltà di lasciare la casa madre

Il franchising in generale, non solo immobiliare, è uno di quegli argomenti per i quali vale la pena prendere carta e penna, tracciare una linea verticale sul foglio e scrivere da una parte i vantaggi (marchio già affermato, formazione, pubblicità, ecc) e dall’altra i difetti (fee da corrispondere, poco o nulla libertà di azione in tema di aperture, vetrina e via dicendo). Dal confronto tra le due colonne dei plus e dei minus ciascuno potrà decidere se è il caso di affiliarsi o meno. Tutto ciò in condizioni “tranquille” ma se le cose dovessero andare male, cosa succede?

Se un franchisee decide di abbandonare la casa madre perché vuole chiudere del tutto o vuole continuare a lavorare con una propria insegna per ridurre i costi, oltre a dover pagare penali che facilmente possono arrivare a 20/25 mila euro, sono impossibilitati a esercitare nello stesso luogo a causa della clausola di non concorrenza, richiesta da molte reti.

Sgarrare sulla clausola di non concorrenza una volta cessato il rapporto può costare molto caro. Il Sole 24 Ore dell’8 febbraio cita alcuni esempi. Tecnocasa può chiedere, in caso di non rispetto del patto di concorrenza, una penale di valore non inferiore alla royalty annuale e pari all’ammontare del fatturato dell’ex affiliato dell’ultimo anno. SoloAffitti, invece, limita la non concorrenza alle locazioni e il recesso ha un preavviso di 12 mesi. Fondocasa esige che l’ex franchisee non eserciti per un certo periodo nella sua zona di competenza. Infine, nessun patto di non concorrenza per Remax.

Alcune clausole dei contratti di franchising hanno naturalmente un fondamento commerciale e giuridico come nel caso del preavviso da rispettare (fondamento giuridico) e che durante il preavviso l’agenzia continui a rimanere aperta per salvaguardare l’immagine del network (fondamento commerciale). In altri casi, tuttavia, si rischia di cadere nel grottesco quando si dice che l’ex franchisee oltre a non poter sfruttare più il marchio (e ci mancherebbe) non deve sfruttare più il know how. Probabilmente ci si riferisce agli strumenti informatici che l’affiliato ha acquistato dal franchisor. Altrimenti se ci si riferisse a quanto i franchisee hanno appreso durante la formazione bisognerebbe sprogrammare loro il cervello come in “men in black”.  Tanto il vestito in giacca e cravatta che certi network esigono è lo stesso.

 

Antonio Rainò per Immobiliare.com

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