Del boom di programmi televisivi sul tema della casa e dell’immobiliare ne abbiamo parlato diverse volte. Abbiamo anche avuto modo di intervistare uno dei volti più noti di questo genere: Paola Marella. Questa volta non parliamo di programmi nostrani ma di uno strano show televisivo che arriva da lontano: dall’Australia. Parliamo di The Renovators, in onda da noi su Sky Uno.
The Renovators è un talent show, quindi un programma volto a valutare le competenze dei concorrenti in un determinato ambito. Nello svolgimento, in alcune regole e anche nella regia ricorda molto Master Chef, il talent show dedicato agli appassionati di cucina che vogliono diventare grandi chef. Le somiglianze tra i due programmi sono giustificate dal fatto che la casa di produzione è la medesima. The Renovators non cerca cuochi ma immobiliaristi. In realtà la traduzione letterale di “renovator” dovrebbe essere “restauratore/ristrutturatore”. Infatti i concorrenti sono tutti artigiani dell’edilizia che si sfidano tra di loro per completare la ristrutturazione di vecchie case fatiscenti.
Senza dilungarci nei meccanismi interni dello show e sulle infinite differenze tra il modo di costruire in Italia e nel resto del mondo (usano il linoleum!), quello che salta subito all’occhio dello spettatore è che in questo programma non si premiano solo le idee creative o le tecniche costruttive come in altri programmi dedicati alla casa (vedi Extreme Makeover Home Edition). In The Renovators i concorrenti sono giudicati dai giudici anche per come interpretano il mercato immobiliare e per come adeguano il loro lavoro di ristrutturazione in funzione di quelle che sono le esigenze dei potenziali clienti delle case che devono ristrutturare. Infatti, quando i concorrenti presentano i loro progetti alla giuria motivano sempre le loro scelte con dati e informazioni relative alla popolazione dei quartieri dove si trovano le case sulle quali lavorare. Per esempio se sono case destinate a famiglie con figli oppure no. Anche tra i giudici c’è chi è deputato a valutare la coerenza del progetto con le caratteristiche del mercato.
L’idea che il marketing, attraverso l’analisi del mercato debbe entrare nella filiera di un’operazione immobiliare già dalle primissime fasi è un concetto che in immobiliare.com abbiamo ripreso molte volte ed è bene ribadirlo: il marketing immobiliare non vuol dire promuovere casa già fatte. È molto di più. E se la sera si è troppo stanchi per (ri)prendere in mano un manuale di marketing, basta sintonizzarsi su Sky Uno per capire questo concetto.
Antonio Rainò per immobiliare.com

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