C’e’ una bellissima vignetta di Dilbert, il travet americano nato dalla penna di Scott Adams, in cui un sedicente PR/consulente marketing “traduce” gli effetti sgradevoli di un prodotto in arditi eufemismi…esempio, il prodotto e’ “cancerogeno” diventa ” ti fa apprezzare la vita”.
Questo, per molti, e’ il linguaggio del marketing. Un linguaggio lontano dalla realta’, fatto di paroloni, bugie, frasi fatte, distorsioni, prese in giro.
Questo accade nel mondo immobiliare. Soprattutto, vorrei dire, perche’ qui l’evoluzione della cultura di marketing e’ ad una fase ancora abbastanza immatura.
E allora capita che il costruttore Franco metta un sedere femminile al centro di una propria campagna pubblicitaria scrivendo che ci vuole c…. per trovare la casa giusta o, peggio, che improvvisati copywriter, inneggino alle virtu’ di un’impareggiabile residenza immersa nel verde quando invece la stessa si affaccia sulla tangenziale.
Oppure un famoso gruppo immobiliare genovese ritragga in pubblicita’ dei lupi affamati, simbolo (a loro modo di vedere) della categoria degli agenti immobiliari, salvo poi dire “noi non siamo cosi, caro cliente vieni da noi”!
Tutto questo e’ linguaggio del marketing. Linguaggio che ha perso la speranza di intercettare dei clienti. Di produrre effetti positivi. Di creare sensate aspettative. Di generare fatturati.
Più il marketing e’ lontano dalla realta’ e dai clienti che pagano gli scontrini o le fatture, più e’ inutile e diviene banale orpello. Banale orpello costoso, talvolta. Perche’ c’e’ anche chi e’ capace di vendere fumo e farselo ben pagare.
Il marketing deve scendere dal piedistallo e acquistare nuovamente autenticita’. Come i politici del Bel Paese. Molto del marketing che vediamo non serve, e’ – magari – pagato profumatamente ma non produce risultati.
Bisogna tornare alla “strada”. Molti di voi, cari colleghi immobiliaristi, hanno iniziato dalla strada, battendo – come si suol dire – il marciapiede. La stessa umilta’ va messa nelle strategie di marketing. La stessa onesta’ intellettuale e morale. Qualche superlativo di meno, meno facce sorridenti e bocche alla Mentadent, meno stereotipi, meno bugie…i clienti non sono più quelli degli anni ’50, quando l’Italia entrava nel “boom” e Carosello orientava acquisti e coscienze. I clienti hanno armi e capacita’ che non potete immaginare.
I clienti non credono più al detersivo che lava più bianco. Forse potrebbero credere a voi, dategliene la possibilita’.

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