Nell’intermediazione immobiliare c’è ancora chi è convinto che dal cliente si debba andare in giacca e cravatta perché è indice di serietà. C’è ancora chi è convinto che se si dice di avere l’acquirente giusto, il venditore è disposto a firmare su due piedi un mandato in esclusiva. C’è ancora chi è convinto che se si dice al potenziale acquirente di avere una trattativa in corso, quello ci crede.
Ma, soprattutto, c’è ancora chi scrive “vendonsi”.
Forse è superfluo ma vale la pena di chiarire questo termine. “Vendonsi” è la forma contratta di “si vendono”, così come “vendesi” lo è di “si vende”. In pratica vendonsi è il plurale di vendesi. Da un punto di vista grammaticale è corretto ma non vuol dire che la correttezza grammaticale equivalga necessariamente alla correttezza di marketing. Anche “ultroneo” è un termine del vocabolario italiano ma sfido a trovarlo scritto e pronunciato al di fuori del legalese.
Non è un caso aver citato il linguaggio forense perché da questo punto di vista, il mestiere dell’avvocato ha molto in comune con quello dell’agente immobiliare. In entrambi i casi, si tratta di professioni molto legate alla tradizione. Sono anche professioni che si apprendono con il tirocinio e l’apprendistato presso professionisti più anziani. Queste due caratteristiche fanno si che il know-how si tramandi di generazione in generazione in modo quasi cristalizzato. Spesso si sente dire che gli avvocati scrivono e parlano come nell’800. Loro si giustificano nascondendosi dietro l’etichetta del legalese, ovvero il linguaggio legale. Tuttavia, non c’è nessuna legge che imponga agli avvocati di scrivere “atteso che” invece di un più diffuso e comprensibile “posto che” o “premesso che”. Intanto tutti loro scrivono “atteso che”, perché così faceva l’avvocato che gli ha insegnato il mestiere, che l’ha imparato dall’avvocato che a sua volta gli ha insegnato il mestiere. E così via fino a qualche avvocato dell’800.
Per gli agenti immobiliari è stata la stessa cosa. A chi ha esposto quel cartello sarà stato insegnato che se si devono vendere più appartamenti bisogna scrivere “vendonsi”. E anche in questo caso se si risale nella catena del know-how troveremo un agente immobiliare dell’800 che per primo avrà scritto “vendonsi”. Ipotizzo, che si tratti di un retaggio di un’epoca in cui le parole costavano caro nelle affissioni e nelle comunicazioni (per esempio, via telegramma) e se si fosse detto “si vendono” invece di “vendonsi” si pagava il doppio.
Il linguaggio evolve rapidamente, soprattutto con la diffusione dei media e della globalizzazione. Spesso questa evoluzione è negativa, si pensi alla scomparsa del congiuntivo. Spesso però è positiva, perché ci si riesce a far capire da tutti.
In conclusione, cari agenti immobiliari che ancora usate “vendonsi” sappiate che al di fuori della vostra agenzia nessuno usa mai quel termine e se volete muovervi in un’ottica di marketing, pensate di più a come pensano, si comportano e parlano i vostri clienti.
Antonio Rainò per Immobiliare.com

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Caro, ti sfugge una sola cosa, grammaticamente parlando il termine “VENDESI” non è assolutamente corretto; nasce unicamente da un’esigenza economica dettata dagli annunci scritti su giornali in cui “si vende” erano due parole e pertanto si pagava per due mentre “vendesi” era considerata una sola parola (anche se grammaticalmente scorretta.
Per cui tutto il resto va da se …….. VENDONSI è l’orrore dell’errore.
Leggo sulla Treccani, mica Wikipedia “….si vende, o vendesi (ormai raro al plur. vendonsi), scritta consueta delle locandine.”
Come ho scritto il termine è grammaticalmente corretto e ho scritto pure la motivazione del suo uso. Il punto comunque non è questo, è il fatto di continuare a comportarsi (e a scrivere) in un certo modo senza chiedersi se sia giusto o meno. Comunque è molto bella la definizione di orrore dell’errore. Rende bene l’idea