Ci sono due modi di dire in inglese che sono entrati nel linguaggio comune ma sono tra loro antitetici. Il primo è “do it yourself”, letteralmente fallo per conto tuo, come sinonimo dell’espressione “fai da te”. Il secondo è “don’t try this at home” e vuol dire letteralmente “non provate a farlo a casa”. In genere quest’ultimo appare come sovraimpressione a quegli show televisivi nei quali si mostrano situazioni pericolose.
Il significato dei due siti è diametralmente diverso ma si tratta in ogni caso di due inviti a un certo comportamento. Solo che sono due comportamenti contrapposti: fatelo contro non fatelo.
Ma questo cosa c’entra con il marketing immobiliare? C’entra, eccome. Con l’avvento del web 2.0 (i blog, i social, ecc) c’è stato l’invito generalizzato a “fare”, ovvero a entrare in prima persona nel web, a raccontare la propria attività in un blog, a contattare colleghi, partner, clienti e fornitori sui social e ad avere un sito che non fosse una semplice vetrina statica ma uno strumento dinamico da aggiornare costantemente in prima persona. “Do it yourself” per l’appunto.
Questa cultura ha però portato tanta mediocrità nella comunicazione professionale del web. Per esempio, di recente abbiamo visto un sito relativo a una iniziativa immobiliare realizzato direttamente dal responsabile commerciale, grazie a uno di quei pacchetti da poche centinaia di euro che si vendono on line. La tag-line della home page recitava “sito personale di delfino81”, laddove delfino81 (nome inventato ma simile all’originale) è evidente il nome dell’account scelto per quel servizio di web editing. La tag-line è fondamentale per il SEO ma rispetto a tutti gli altri errori tecnici e di comunicazione presenti in quel sito era l’ultimo dei problemi. Si tratta chiaramente di un sito da azzerare e rifare dall’inizio. Non si poteva salvare niente altro che il dominio.
Di situazioni come questa ne è pieno il web e soprattutto il real estate. Anche noi in Immobiliare.com abbiamo più volte invitato i nostri lettori a cimentarsi in prima persona con gli strumenti del web marketing. Come consulenti, siamo i primi a essere contenti quando una società che ci ha chiamato per una consulenza è in grado di mostrarci i dati di Analytics del proprio sito. Lavoriamo con strumenti più evoluti di Analytics ma il fatto di trovarci dall’altra parte un imprenditore o un manager che sia già arrivato a quel livello costituisce un’ottima base per avviare una proficua collaborazione per quel cliente.
Quando però ci ritroviamo di fronte alla commercializzazione di un’iniziativa immobiliare compromessa da un sito più che dilettantistico, ecco che il “don’t try this at home” prende il sopravvento.
Antonio Rainò per Immobiliare.com

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