Anni fa le imprese comunicavano e informavano i propri clienti attraverso le “campagne pubblicitarie”… il meccanismo era uno a molti… dove l’uno è il marchio/azienda e il molti rappresenta i consumatori…
L’epoca dei mass media, che abbiamo descritto e rappresentato recentemente, portava avanti un concetto del marketing cosiddetto “di masa”…
Il consumatore del tempo passato (un passato relativamente recente, a dire il vero) acquistava beni o servizi sulla base delle proposte veicolate attraverso le cosiddette “campagne pubblicitarie”… quando si voleva colpire un target più mirato venivano utilizzati i primi “direct mailing”…ma si vive ancora una fase aurorale e vorrei dire “primordiale”.
Appare oggi del tutto evidente che siamo di fronte ad un cambiamento “epocale” della geografia mediale.
Il panorama mediale è scosso e questi sono i “sintomi”:
-Frammentazione dei media e delle audience
-Crisi dell’attenzione e dei modelli interstiziali di pubblicità
-Centralità del contenuto e non del canale
-Passaggio dal “prime time” al “my time”
-Proposizione di nuovi modelli di fruizione (time shifting, space shifting)
-Multitasking
-Penetrazione del broadband e gli audiovisivi di rete
-L’utente creatore sulla rete
-L’azienda creatrice di branding contents
Appare anche evidente che siamo davvero vicini alla fine del “comunicato stampa” tradizionale, come noi lo intendiamo, e soprattutto dello spot pubblicitario.
Un forte impatto di comunicazione non dipende – oggi – da enormi budget ma da un approccio di marketing innovativo.
I “media” stanno diventando “umani”, oggi i software permettono a chiunque di diventare un autore, un giornalista, un film-maker, siamo entrati nella cosiddetta “Economia dell’attenzione”, in cui l’utente singolo fa rappresentazione di sé:
-attraverso avatar (on line gaming)
-voce (podcast) e
-come attore (video) o
-autore (blogs)
Si parla di cultura della partecipazione…in quanto condivisione e partecipazione si stanno diffondendo tra i cosiddetti “consumatori” attraverso gli strumenti digitali (parliamo infatti di una classe “creativa” di consumatori).
Il modello pubblicitario televisivo – e pubbliciario “in generale” – è in crisi per l’erosione dell’audience, giovani e meno giovani utilizzatori si stanno spostando verso i canali on line
Quali le reazioni dei comunicatori?
Le risposte alla crisi dell’attenzione si stanno indirizzando in due direzioni:
-Una comunicazione sempre più ricca ed impattante che richiede sempre maggiori investimenti
-Una comunicazione più leggera che fa ricorso ai cosiddetti “social media”
Vedremo nel prossimo post quali sono i nuovi paradigmi della comunicazione e come possono essere sfruttati nel contesto immobiliare.
(continua)


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[...] Nello scorso post abbiamo parlato della crisi dell’attenzione del cambiamento graduale, ma inesorabile, della geografia mediale. Che si riflette anche in ambito immobiliare. Vedremo perché. La comunicazione sta cambiando, è innegabile. Nel recente passato la comunicazione aveva queste caratteristiche: -Formati brevi -Fruizione passiva -Contenuto -Consumo mediale ritualizzato -Palinsesto -Informazione -interattivitàOggi i paradigmi sono questi: -Formati lunghi e brevi -Fruizione attiva e passiva -Meta contenuto -Consumo mediale produttivo -On demand -conversazione -co-creazione [...]