Immobiliare e procedure di ascolto: oltre lo spot pubblicitario (parte II)

 oltre lo spot pubblicitario

Nello scorso post abbiamo parlato della crisi dell’attenzione del cambiamento graduale, ma inesorabile, della geografia mediale.
Che si riflette anche in ambito immobiliare. Vedremo perché. La comunicazione sta cambiando, è innegabile.
Nel recente passato la comunicazione aveva queste caratteristiche:
-Formati brevi
-Fruizione passiva
-Contenuto
-Consumo mediale ritualizzato
-Palinsesto
-Informazione
-interattivitàOggi i paradigmi sono questi:
-Formati lunghi e brevi
-Fruizione attiva e passiva
-Meta contenuto
-Consumo mediale produttivo
-On demand
-conversazione
-co-creazione

Sta cambiando il modo di progettare un’azione di comunicazione. Dobbiamo modificare l’approccio tipo “campagna stampa” per evolvere nel nuovo concetto di “movimento”.

La “campagna” presenta queste caratteristiche:
-Durata finita
-Battaglia
-Emotivamente arida
-Logica individualista
-Media tradizionali
-Tu che parli di te stesso
-Notorietà
-Io contro di voi

Il concetto di “movimento” si esplica invece così:
Durata indefinita
-Evangelizzazione
-Passione e spontaneità
-Logica collettiva
-Passaparola
-Gli altri che parlano di te
-Credibilità
-Facciamolo insieme

Il nuovo ruolo della comunicazione non è più solo quello di generare attenzione e notorietà ma di coinvolgere i pubblici. Anche in ambito immobiliare. Dobbiamo scendere dal famoso “piedistallo”. Alzarci dalle nostre belle poltrone in pelle… e parlare con i clienti, immedesimarci in loro… ascoltare le loro esigenze, non fare finta di nulla, crescere, evolvere…

Dalla tradizionale campagna pubblicitaria assistiamo al passaggio (lo abbiamo visto qui sopra) a forme nuove, al concetto di movimento: la prima ha una durata finita ed è drammaticamente “battagliera”, il secondo mira all’evangelizzazione, alla condivisione, alla viralità, allo scambio…

Il nuovo ruolo della comunicazione è quello di coinvolgere le persone, gli utilizzatori, i clienti, che in qualche caso collaborano alla costruzione di un brand, ne decretano il successo o l’insuccesso.

Il nuovo paradigma del “marketing liquido” è quello di una comunicazione “agile” (e qui torna di nuovo l’immagine calviniana della “lightness” delle Lezioni Americane), adattiva, all’interno della quale le competenze sono rimescolate e il messaggio, proprio come l’acqua in un recipiente, si adatta ai contesti. Affascinante.

Nel prossimo post parleremo di come le agenzie immobiliari possano dare importanza e contenuti alle “procedure di ascolto” del cliente…

(continua)

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