L’ultimo numero de L’Espresso dedica al mercato della casa addirittura la copertina e il titolo giustifica questa scelta: “SOS casa”! Insomma, il mercato immobiliare è in una fase di emergenza. Il sottotitolo della cover spiega in cosa consista questa emergenza ” Dismissioni del patrimonio pubblico. Gruppi privati a rischio crac. Famiglie strette tra crisi, tasse e mutui difficili. Per gli immobili sarà un autunno caldo. E i prezzi scenderanno”.
I contenuti dell’articolo rispecchiano la cadenza degli argomenti elencati nel sottotitolo della copertina, anche se si concentra quasi esclusivamente sulla situazione relativa ai grandi gruppi in crisi e al patrimonio pubblico: Prelios, Risanamento, Ligresti, Acqua Marcia e via dicendo. Per la gestione di questi patrimoni in sofferenza, si sono moltiplicati i fondi immobiliari nati in ambito bancario. Il problema è che la scadenza di questi fondi si avvicina sempre di più ed entro il 2014 arriveranno a scadenza fondi per un valore di 3,3 miliardi che diventeranno oltre 5 se si considerano i fondi in scadenza al 2017.
Dopo tre pagine dedicate a questo argomento il settimanale si occupa di cifre con un articolo intitolato “Prezzi sempre più giù”. Suona interessante ma le aspettative vengono in parte disattese, visto che si arriva a parlare del mercato nelle città solo dopo un lungo excursus sul mercato delle seconde case (complice il periodo, forse).
I dati più neri sono naturalmente quelli relativi alle compravendite. Secondo il Cresme nel 2012 ci saranno 355 mila contratti, a fronte di 419 mila dello scorso anno e dei 634 mila del 2006.
Si passa poi ai dati relativi alle città: Roma (-1%), Milano (-1,9%), Firenze (-2%), Torino (-1,5%), Bologna (-4,9%), Venezia (-8%), Napoli (-5,5%), Bari (-1,4%), Palermo (-7,5%). Alcune città hanno segnato ribassi significativi ma siamo comunque abbondamente sotto i 10%. Ancora lontani dal -20% paventato dal giornale come stima per l’intero anno.
In conclusione, anche un giornale autorevole come L’Espresso nonostante i mezzi a disposizione non è riuscito ad andare oltre i luoghi comuni e il terrorismo psicologico di strillare qualcosa nei titoli che poi viene in gran parte disattesa nello sviluppo dell’articolo. Per esempio, il nesso tra la crisi dei grandi gruppi immobiliari e le conseguenze per i piccoli proprietari resta solo tra le righe: ovvero il rischio di affollare l’offerta con milioni di metri quadrati a buon prezzo nei prossimi anni.
Anche il solito discorso sul “crollo” dei prezzi annunciato nel titolo viene in parte disatteso nell’articolo. Restano invece al palo argomenti ben più spinosi come le compravendite e l’erogazioni dei mutui, ai quali l’articolo dedica due spaventosi grafici in picchiata. E’ nel mercato creditizio che si annida il killer del mercato immobiliare.
Antonio Rainò per Immobiliare.com

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Nonostante tutto,dalle ultime indagini,il mattone risulta essere l’investimento più richiesto.
Napoli leonardo immobiliare
Non sono d’accordo perché con i rendimenti dei titoli di stato così alti la vedo difficile investire in immobili. Dopotutto i grandi investitori (banche in primis) stanno seguendo questo orientamento. Ma sono interessato a conoscere quali sono queste ultime indagini che dicono il contrario.