Vendere casa su Twitter: la strana storia di Peter Bouvier

Twitter

Rimbalza dall’Inghilterra la curiosa notizia del primo uomo che ha venduto casa su Twitter.

Leggendo il Mirror capiamo che si tratta di una notizia vera e non di una boutade giornalistica. Non stiamo infatti parlando del “Sun”, che propone contenuti decisamente più scandalistici e non sempre verificati a fondo. Più belle donne (nude) in prima e terza pagina.

No, il Mirror non è così. E così decido di appronfondire e dare peso alla cosa.

D’altra parte di parla di immobiliare e social media, un tema che ci appassiona e che spesso viene trattato su queste pagine di Immobiliare.com…

Il pioniere in questione è tale Peter Bouvier, 33 anni, inglese, impiegato dell’NHL, ossia il Sistema Sanitario Inglese.

Peter è sposato, vive a Southampton in una bella casa diventata troppo piccola in quanto la moglie ha scoperto di essere incinta del secondo bimbo. Da qui la necessità di vendere l’alloggio e pianificare un trasferimento a Liverpool, al fine di essere più vicini, per motivi “logistici”, alle loro famiglie.

Peter contatta un’agenzia immobiliare della zona, si accorda su tutto e aspetta.

Ma – sembra – le cose non vanno per il verso giusto. Solo poche visite in sei mesi. Peter ha urgenza di vendere, in quanto il bimbo sta per nascere…

Scontento dell’operato dell’agenzia allora si fa venire un lampo di genio: apre una pagina internet, realizza un servizio fotografico dell’alloggio e poi “posta” tutto anche su Twitter.

Ed è un successo: decine di persone rispondono e si mostrano interessate. Più di 30 visitano la casa, che viene quindi venduta per 170 mila sterline (circa 190 mila euro) pochi giorni dopo.

Peter dice di avere ricevuto email da tutto il mondo e – ironica della sorte – ha venduto la casa alla sua vicina, la dirimpettaia.

E ha potuto quindi trasferirsi a Liverpool, realizzando così i suoi piani.

Detta così sembra facile e qualunquistica. Ma un senso c’è. Peter Bouvier è passato alla storia come la prima persona che ha venduto un alloggio su Twitter. Ma è d’altra parte vero come Twitter, e i social media in genere, siano uno strumento utilizzato da qualche tempo per fare marketing immobiliare. Sicuramente altri, prima di Peter Bouvier, hanno concretizzato affari attivando iniziative promozionali di carattere “social”.

I social media sono una realtà, non appartengono più al reame delle mode del momento.

Come abbiamo scritto anche recentemente, la geografia mediale è cambiata e – come dice il Cluetrain Manifesto – una poderosa conversazione (on line) è in corso. Sta a noi farne parte o schifarla. Sta a noi studiare ed adottare i lasciapassare e i linguaggi giusti per partecipare, ed avere successo.

La storia di Bouvier punta troppo sul “do it yoursefl”, ossia sul “fai da te”. Ed è comunque una storia pubblicata allo scopo di fare “audience”, per quanto non esistano dubbi sulla sua autenticità. Io credo che la comunicazione immobiliare debba rifuggire iniziative improvvisate. Per avere risultati occorrono professionisti. Si può sempre sperimentare, ed avere anche fortuna. Ma internet non è la “pietra filosofale”. Ci vuole un approccio giusto. E quello lo possono garantire gli esperti, coloro che hanno già testato i nuovi media.

Si tratta di un vero cambio di mentalità, con la necessità di accettare regole nuove, nuove tempistiche. Per attivare – alla fine – nuove opportunità.

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