Mi trovavo in zona Cadorna a Milano e vedo nella vetrina di un’agenzia immobiliare che in linea teorica dovrebbe essere di alto livello, un cartello relativo a un ufficio che potrebbe interessare a un amico in cerca di una nuova sede. Entro per informazioni e l’addetto al front office, senza distogliere lo sguardo dalla pagine Facebook aperta sul computer mi accoglie con un “dica!” Raggelato dal trattamento chiedo le canoniche informazioni sull’immobile, ascolto le risposte ed esco senza che mi venga chiesto il nome, il numero di telefono, le esigenze per un’eventuale ricerca immobile. Nulla. Infilo la porta e torno sulla strada. Lui sarà a tornato a chattare con la ex compagna di scuola.
Secondo episodio. Contatto telefonicamente una nota agenzia milanese specializzata nel luxury per continuare il filone di interviste dedicate alla fascia più alta del mercato (vedi Tirelli & Partners, House & Loft, Engel & Voelkers). Mi risponde un’impiegata e io esordisco “Buongiorno, sono Rainò di Immobiliare.com vorrei parlar….”. Lei mi interrompe e mi chiede scocciata se si tratta di una richiesta di collaborazione. Le rispondo che se non mi avesse interrotto, avrei potuto dirle che volevo parlare con qualcuno per un’eventuale intervista da pubblicare sul sito. Lei mi dà l’indirizzo generico della mail, un info@ e alla mia richiesta di un nominativo da inserire nell’oggetto mi risponde che non può dare nomi di dirigenti. Sono tornate le società anonime!
Partiamo dal secondo caso. Il blog di Immobiliare.com può vantare molte decine di migliaia di lettori ogni mese. Ha una community di oltre 8200 operatori del settore. Chi è stato intervistato da noi sa che dopo un paio di settimane quell’intervista finisce nella prima pagina di Google grazie al nostro posizionamento. Non pretendo che tutti gli operatori del settore conoscano questo sito ma se uno ti offre un’intervista, non va trattato come un rompiscatole! Quanto al primo caso, probabilmente il giovanotto in cui sono incappato era da solo in quel momento e aveva solo voglia di farsi una bella manciata di fatti suoi.
Il fatto che in entrambi i casi si sia trattato di agenzie che sulla carta dovrebbero avere un certo standing lo considero un aggravante. Non perché le agenzie mass market possono essere autorizzate a essere cafone e quelle top level no. L’educazione e la correttezza sul posto di lavoro non conosce fasce di prezzo. E’ solo che mi aspetterei in un’agenzia di un certo livello un minimo di formazione del personale. Parliamo dell’ABC: di come rispondere al telefono. Del fatto che non si può interrompere un interlocutore che si sta presentando solo perché temi che ti voglia vendere qualcosa (e invece ti offre un’opportunità!). E infine parliamo del fatto che sei lì a svolgere un lavoro e se, soprattutto in questo periodo, entra in ufficio un tizio per chiederti informazioni su un immobile in vendita, non puoi rispondergli continuando a scorrere Facebook.
Naturalmente non faccio i nomi di queste due società. O almeno non lo faccio pubblicamente.
Antonio Rainò per Immobiliare.com

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Antonio, è successo anche a me…nel richiedere con gentilezza un’intervista ad un noto franchising “mass market” ho ricevuto un secco “no” motivato dalla paura di esporsi troppo (la comunicazione fa male, si sa…), e sempre con un gruppo milanese dedito al “luxury” real estate sono stato totalmente rimbalzato con fare quasi scocciato…mah!
Lo so. Lo so. Chissà adesso come si sente quel franchising mass market nel vedere tutti gli altri franchising pubblicati nel nostro libro “marketing immobiliare” e loro a casa
Noi una sua intervista la accettiamo con piacere.
Stefano Mazza
Perché no… Intanto complimenti per il sito http://www.leonardoimmobiliare.info!
A quando la nostra intervista? Complimenti per il servizio che offrite! Grazie
vero…
… il nostro compito è anche quello di formare una coscienza comunicazionale all’interno del panorama immobiliare italiano, in un certo senso siamo precursori..!