Buon giorno nel ringraziarVi anticipatamente per l’opportunità vorrei sottoporre una situazione abbastanza ricorrente. Nel vendere il mio appartamento sul quale persiste l’iteresse di una persona che si è gia impegnata sottoscrivendo una proposta irrevocabile di acquisto mi vedo impossibilitato, causa il ritardo nella consegna dell’abitazione che avrei a mia volta prendere in consegna, a non ottemperare alla scadenza riportata sul contratto stipulato. Tale ritardo che credo si possa stimare nell’ordine del mese che effetti potrebbe creare nella conclusione del rapporto premettendo che nel contratto stipulato il termine fissato non citava termini di perentorietà o di eventuali clausole vessatorie per eventi come quello che si è verificato?
Potrei a riguardo avere dei riferimenti giuridico-normativi?
Ho acquistato come prima casa una piccola abitazione da ristrutturare a settembre 2008 per € 21.000 oggi la voglio rivendere a € 71.000 recuperando le spese di ristrutturazione e dei vari impianti elettrico - idrico - riscaldamento - porte e finestre ecc, per poi riacquistarla un’altra prima possibile. In questa casa ho avuto sempre la residenza dalla data dell’acquisto settembre 2008 e acqua e luce sono stati sempre a me intestati. Devo pagare le tasse sulla plusvalenza o no ? O ci sono dei tempi o modi per non pagarla ? Grazie
Post correlati
Quando il venditore trasferisce un’immobile acquistato nei 5 anni precedenti, il guadagno che si realizza e consistente nella differenza tra il prezzo di rivendita e quello di acquisto, detratte eventuali spese, fa parte della categoria dei “redditi diversi” e quindi va assoggettato a tassazione, realizzando la c.d. “Plusavalenza”. Ad esempio, se acquisto un immobile a 100.000 Euro e lo rivendo dopo tre anni a 150.000,00 Euro, detratte le eventuali spese di ristrutturazione (ad esempio 10.000,00), realizzo una plusvalenza di 40.000,00 Euro (150.000,00 (prezzo di rivendita) – 100.000,00 (prezzo di acquisto) – 10.000,00 (spese effettuate) )
Vi sono però delle eccezioni e precisamente:
- la rivendita di immobili pervenuti per successione;
- il trasferimento di immobili pervenuti per donazione (in questo caso è necessario che il donante abbia acquistato o costruito l’ immobile donato da oltre 5 anni);
- la rivendita delle unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto (o la costruzione) e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.
A partire dal 2006 e’ stato introdotto un sistema alternativo a quello vigente. Infatti, il venditore ha ora la facolta’ di chiedere all’atto della cessione, con dichiarazione resa al notaio, che sulle plusvalenze realizzate sia applicata un’imposta sostitutiva di quella sul reddito. E quindi:
- sulle plusvalenze realizzate con le cessioni poste in essere fino al 2 ottobre 2006, si applicava l’aliquota dell’imposta sostitutiva del 12,5%;
- con il decreto legge n. 262 del 3 ottobre 2006 tale aliquota è stata portata al 20%.
Il venditore verserà detta somma direttamente nelle mani del notaio che provvederà al versamento dell’ imposta, comunicandone in seguito i dati della vendita all’ Agenzia delle Entrate.
Post correlati
La mala información
16 Giugno 2009 di realdany
Probabilmente questo è soltanto il primo di una serie di articoli che dedicherò alla “cattiva informazione”, ovviamente riguardo al mondo degli immobili e affini..
Non sono le chiacchiere fatte al bar che mi colpiscono, ma le fonti più autorevoli che diffondono informazioni del tutto errate e lo fanno dall’alto della loro autorevolezza.
Stavolta è “Il Sole 24Ore” che ci mette del suo nel creare confusione.
Nella guida “Il low cost di qualità” dedicata alla casa si trovano diverse inesattezze (a dir poco), una in particolare colpisce e riguarda la registrazione dei preliminari di compravendita (pag. 72): “La scelta della registrazione serve a garantire i contraenti: ad esempio, nel caso di abitazione in costruzione e l’acquirente voglia tutelarsi dal rischio di fallimento del costruttore, oppure nel caso in cui, per qualsiasi ragione, si ha qualche dubbio sulla controparte”.
Cosa? [...]
Post correlati
Quante volte abbiamo sentito dire che nei momenti di crisi ci vuole fantasia, bisogna saper essere innovatori, sapersi re-inventare?
Qualcuno, in quel di New York, ci è riuscito, e vende case utilizzando l’arte più antica del mondo: la poesia.
Sì perché coi prezzi che scendono e il mercato immobiliare in difficoltà, mille aggettivi per descrivere un immobile non bastano più: ci vuole tono aulico, metafore, similitudini.
A New York, tra i nuovi “poeti dell’immobiliare”, c’è Valerie Haboush, una vera maestra del genere: laureata in giornalismo alla New York University, è capace di scrivere annunci che non sembrino annunci, ma piccoli componimenti, dietro compenso che va da 150 a 250 dollari per ogni pezzo commissionato, e il successo del pezzo è assicurato.
Qual è il suo segreto?
Se nella zona regna un silenzio di tomba, parla di “placida calma”; se una villetta è sommersa di cianfrusaglie, elogia la “casa impregnata di storia personale”.
Tutto è familiare, gradevole, quasi edulcorato.
C’è un locale rumoroso vicino all’abitazione? Non fa confusione ma “baldoria”.
La casa è così isolata da mettere inquietudine? Non può essere un problema se “sovrasta un meraviglioso panorama”.
Per poi non parlare delle abitazioni antiche e vissute che “risvegliano i sensi”.
Tutto, ovviamente, per “riscoprire il valore vero”: anche un po’ di marketing non guasta.
Chi diceva che i poeti sono tutti dei morti di fame?
Post correlati
Salve! ho firmato in data 25.5.2009 una proposta d’acquisto presso l’Agente immobiliare, allegando assegno per anticipo.
La venditrice non ha controfirmato la proposta per accettazione ed io non ho comunque ricevuto ancora alcuna comunicazione scritta.
C’era stato, nel frattempo, un incontro con la venditrice presso l’Agente in cui questa riferiva di non accettare la somma proposta e valutando l’ipotesi - da me accettata - di far quantificare il costo di alcuni lavori di miglioria all’abitazione, lavori da farsi effettuare da parte della stessa con conseguente pari aumento del prezzo dell’immobile. Tutto ciò alla presenza di altro testimone.
Posso io richiedere indietro - alla data del 9.6.2009 - il mio assegno?
Grazie e buona domenica a tutti
Post correlati
In alcune città italiane si sente parlare sempre più spesso di progetto cohousing.
Di cosa si tratta?
Il sito ufficiale lo descrive così:
“Il cohousing non è un utopia ma l’esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi.
Il cohousing nasce in Scandinavia negli anni 60, ed è a oggi diffuso specialmente in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone.
Le comunità di cohousing combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi (micronidi, laboratori per il fai da te, auto in comune, palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini…) con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale.
Tipicamente consistono in un insediamento di 20-40 unità abitative, per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di vivere come una “comunità di vicinato” per poi dar vita – attraverso un processo di progettazione partecipata - alla realizzazione di un ‘villaggio’ dove coesistono spazi privati (la propria abitazione) e spazi comuni (i servizi condivisi).
La progettazione partecipata riguarda sia il progetto edilizio vero e proprio – dove il design stesso facilita i contatti e le relazioni sociali – sia il progetto di comunità: cosa e come condividere, come gestire i servizi e gli spazi comuni.
Le motivazioni che portano alla coresidenza sono l’aspirazione a ritrovare dimensioni perdute di socialità, di aiuto reciproco e di buon vicinato e contemporaneamente il desiderio di ridurre la complessità della vita, dello stress e dei costi di gestione delle attività quotidiane”.
Interessante nuova forma sociale o “comune” a rischio di ghettizzazione?
Sarebbe interessante il parere di un esperto.
Post correlati
Postato da A.G.:
Buongiorno,
innanzitutto non so se sono sul sito corretto, ma ho bisogno che qualcuno mi aiuti perché non riesco a capire alcune tattiche utilizzate o dalle agenzie immobiliare o dal proprietario dell’immobile.
Dunque, tramite una nota agenzia immobiliare, abbiamo visitato un appartamento interessante, ma parecchio vecchio (30 anni), ad un prezzo relativamente alto, dato che i lavori di strutturazione sono notevoli.
Comunque, la nostra difficoltà è nel momento in cui veniamo a sapere che il proprietario non è più legato contrattualmente a questa agenzia, però ha lasciato in affidamento ancora le chiavi dell’abitazione.
Il proprietario ora è sotto contratto con un’altra agenzia.
Quindi mi chiedo: l’agenzia con la quale siamo andati a visitare la casa, può venderci l’appartamento pur facendo finta di niente?
Non riesco a capire con chi dobbiamo allearci, o continuare con la trattativa.
Spero tanto di ricevere una Vs. risposta al riguardo.
Cordiali saluti
Post correlati
Postato da Bruno:
Gentilissimi frequentatori del BLOG,
Vi chiedo informazioni su un caso che mi mette dubbi!
Spero di avere qualcuno che mi aiuti.
Il quesito è questo:
- Una famiglia ha una casa dove vive e una seconda abitazione (seconda casa) non abitata intestata al padre; ora il figlio vuole mettere su famiglia e chiede la disponibilità dell’immobile al padre (senza prenderne la proprietà), che accetta, ma a condizione che il figlio si intesti tutte le utenze (che ovviamente vorrebbe pagare con agevolazione prima casa).
Ora vi chiedo, c’è una possibilità per fare questo? Va bene un contratto di comodato d’uso gratuito? Oppure basta trasferire la residenza ed inviare i dati catastali dell’immobile ai vari “luce-gas-telefono”, senza il rischio di incorrere in problemi vari da parte del comune o altri? E per la TARSU conviene cambiare intestazione oppure no?
Vi ringrazio in anticipo per l’attenzione e le risposte che vorrete darmi.
Cordiali saluti e buon lavoro
Post correlati
Postato da D.H.:
Spettabile redazione,
la presente per segnalare una situazione che vede coinvolte due categorie che tanto si adoperano per vedere riconosciuta la propria dignità e poi si sbracano alle prime avvisaglie di crisi.
Una siamo noi agenti immobiliari, questa è la percezione che il mondo spesso ha di noi e che in molti casi non è infondata, l’altra categoria invece si vende come più nobile e super partes, ma è a mio parere più meretrice di quanto non si sia noialtri: i giornalisti.
Premesso che non voglio generalizzare, ma credo che quando una categoria esiste, sia essa sotto forma di ruolo o albo, quando si da un codice deontologico, essa deve farlo rispettare a tutti i propri appartenenti, altrimenti si scade nella demenzialità.
Io assisto almeno due volte l’anno al grande problema della mancanza di notizie della piccola stampa locale, deve essere per il giornalista una situazione simile a quella dell’agente immobiliare quando si trova senza immobili da porre in bacheca.










