Un agente immobiliare, due agenzie!

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postato da: utentenonregistrato
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Buongiorno a tutti,
sono titolare (ditta individuale) di un’agenzia immobiliare aperta qualche anno fa nella provincia del mio comune di residenza.
Recentemente è nata l’esigenza di aprirmi una seconda sede nella città di residenza.
Specifico che la prima sede si trova in una località turistica, quindi apro al pubblico solamente nei 3 mesi estivi e lavoro su appuntamento nei restanti, quindi la mia idea sarebbe di lavorare in città nei 9 mesi invernali e nella prov nei 3 restanti.

Detto questo, mi reco prima all’agenzia delle entrate per la variazione della nuova e seconda sede..tutto ok…
poi passo dalla cciaa…la quale mi rifiuta il modello UL dicendomi che non mi è possibile aprire una seconda sede, rifacendosi ad una circolare del ministero: http://www.ba.camcom.it/camcom/images/stories/ruolo_agenti_affari/agenti-mediazione/circolare_ministeriale.pdf la quale direbbee, secondo la stessa cciaa, che un agente immobiliare non può essere titolare di due agenzie a meno che in una delle due non ci sia un preposto (che abbia iscrizione alla cciaa, patentino e che nn risulti titolare di un’altra agenzia).

La prima cosa che noto dalla circolare è che la stessa fa riferimento a società e non ditte individuali, ma alla cciaa rispondono che anche le ditte individuali vengono “intese” come società.
Ovviamente il mio fine non è di mettere qualche abusivo a lavorare in una delle due agenzie, saprei gestirle tranquillamente io magari stando 4 giorni in una e i restanti nell’altra…ma perchè non posso farlo, magari mettendo un orario di apertura al pubblico fuori la vetrina??

Qualcuno che sa darmi qualche risposta o suggerimento per aprire in un modo alternativo senza chiudere la prima agenzia??

grazie a tutti


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La crisi modifica il mercato e promuove una nuova concezione di business immobiliare. Le previsioni più recenti riferiscono un aumento di immobili all’asta. Una possibilità concreta di investimento.

Negli ultimi anni un sempre più consistente numero di persone ha sviluppato un grande interesse per il settore delle aste. Non solo persone che vi si indirizzano per risolvere il problema abitativo ma, anche sempre più investitori in cerca di affari.

L’acquisto all’asta giudiziaria è ormai visto come una concreta possibilità di miglioramento della propria situazione economica, come una delle più importanti eveluzioni del mercato. Manca però una formazione appropriata alle aste.

Si possono infatti cogliere opportunità ed essere consaspevoli che è possibile acquistare un immobile ad un prezzo notevolamente inferiore rispetto a quello reale di mercato.
Ciò è determinato dall’odierno momento di crisi immobiliare che individua nei prossimi anni un consistente aumento di immobili in vendita all’asta. Difatti, sono molte le persone che hanno acquistato accendendo un mutuo durante il boom del settore e che non sono più in grado di onorare i propri obblighi con le banche.

In prima linea ciò che determina il successo alle aste è il grado di conoscenze, la competenza in materia. In questo modo sarà possibile riconoscere l’affare vero da quello che lo è solamente in apparenza.

Acquistare all’asta è semplice, basta offrire di più, ma saper guadagnare ad un’asta è davvero un’altra cosa….

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, visita il nostro sito, www.houseauction.it e contattaci, conosci una nuova concezione di business immobiliare.


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eu SCENDIAMO IN LOTTA PER LA DIFESA DELLA DIGNITA’ PROFESSIONALE

“Il Ruolo degli agenti immobiliari tenuto dalle Camere di commercio non va abolito”. A dichiararlo è Giuliano Olivati, presidente provinciale Fiaip Bergamo, insieme a tutto il Consiglio provinciale e all’intero collegio bergamasco, che conta 1.000 operatori aggregati facenti capo a 300 titolari di agenzia immobiliare. “Chiediamo al governo di escludere la categoria degli agenti immobiliari dall’applicazione della Direttiva servizi dell’Unione europea, che è in fase di recepimento legislativo italiano.”

“Da Bergamo - precisa Giuliano Olivati - sta partendo un’offensiva verso tutti i parlamentari del nostro collegio, deputati e senatori, tra cui lo stesso ministro Calderoli, un appello esteso anche ai bergamaschi di nascita o d’adozione eletti in altre regioni. Vogliamo far capire che abolire il ruolo e tagliare fuori la funzione regolativa delle Camere di commercio sarebbe un grossolano errore, e lascerebbe il settore in balia dell’improvvisazione e del “fai da te”, a tutto vantaggio dei grandi franchising che vogliono regolarizzare legioni di ragazzi senza qualifica professionale, che non sono agenti immobiliari abilitati ma operano come abusivi, ed evidentemente hanno difficoltà a superare l’esame della Camera di commercio. Oggi la nostra professione - precisa il presidente Fiaip Bergamo - non è a numero chiuso, non c’è alcun bisogno di liberalizzarla. L’iscrizione al Ruolo camerale degli agenti d’affari in mediazione serve solo a verificare i requisiti di onorabilità, scolastici e professionali: diploma di scuola media superiore, corso propedeutico con piano di studi regionale, e superamento dell’esame abilitativo presso le Camere di commercio. Se chi vuole maneggiare capitali e destini delle famiglie e dei risparmiatori non ha questi requisiti minimi, non può fare l’agente immobiliare, in quanto costituisce un potenziale pericolo per chi si affida a lui. Anche i consumatori devono conoscere lo scenario che si prepara, un far west simile a quello imperante in Spagna dopo la liberalizzazione del settore nel 2000. Lì le agenzie immobiliari nascono e muoiono nel giro di poche settimane, tutti possono improvvisarsi agenti immobiliari e le truffe sono aumentate del 50%. Non vogliamo tornare indietro di 20 anni e cancellare le conquiste della legge 39/89, che ha trasformato il vecchio sensale di piazza in un operatore professionale.”

“Anche la storia che è l’Europa e la Direttiva servizi dell’UE che chiede la liberalizzazione e l’abolizione di albi e ordini non sta in piedi”, prosegue la sua analisi Olivati. “Perché non liberalizzare la chirurgia, allora, o l’ingegneria strutturale con il calcolo dei cementi armati? Perché richiedere il brevetto a chi vuol pilotare i jet di linea? La verità è che la direttiva europea prevede che rimangano albi, ordini e registri professionali a garanzia della professionalità e a tutela dei consumatori, in quei settori che i governi nazionali reputano cruciali per la vita dei cittadini. E ditemi voi se la casa, che è un diritto costituzionale primario, non è uno di questi settori, anzi andatelo a chiedere ai malcapitati che hanno perso la loro casa in qualche truffa immobiliare.”

“Per questo chiediamo a gran voce al governo - conclude Olivati - di escludere il Ruolo agenti immobiliari dall’applicazione della Direttiva servizi, come consentito dal testo della stessa legge quadro dell’Unione europea. Tra l’altro, come pochi sanno, è in fase di pubblicazione la norma di standardizzazione europea “Servizi degli agenti immobiliari”(EN 15733) che prevede che gli agenti immobiliari frequentino un biennio universitario specifico, mentre l’ANEC, l’Agenzia europea di protezione dei consumatori, chiede direttamente l’istituzione di una laurea triennale ad hoc. Se si liberalizzasse la funzione di agente immobiliare, che a quel punto non sarebbe nemmeno più una professione, si andrebbe quindi contro lo standard europeo. Perciò non è vero che l’Europa ci chiede di liberalizzare, l’Unione europea vuole anzi che venga innalzato il livello professionale degli agenti immobiliari. Tra l’altro lo standard europeo “Servizi degli agenti immobiliari” (EN 15733) ci obbliga a fornire al cliente il “numero di iscrizione dell’agente immobiliare”. Il progetto del governo di abolire il ruolo va quindi chiaramente contro le richieste europee. Chiediamo aiuto ai parlamentari bergamaschi per evitare questo imperdonabile errore, di cui lo stesso governo si pentirebbe nel giro di pochi mesi.”

Origine notizia: www.fiaipbergamo.it

Per sottoscrivere l’iniziativa: http://www.facebook.com/home.php#!/pages/APPELLO-AL-GOVERNO-CONTRO-LABOLIZIONE-DEL-RUOLO-AGENTI-IMMOBILIARI/281334033649?ref=ts


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Le iscrizioni all’albo professionale degli agenti di affari in mediazione tenuto dalla Camera di Commercio di Milano, dimostra che gli agenti immobiliari a Milano sono piu’ di 7.000, ma al contempo le iscrizioni nel 2008, sono diminuite del 36% a/a.

E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati forniti dal proprio servizio Albi, Ruoli ed Elenchi-Albo Agenti di affari in mediazione.

Tra le possibili cause individuate figurano la crisi, le nuove modalita’ piu’ selettive nello svolgimento dell’esame, la diminuzione delle compravendite (-20% a/a) comunicata dalle ultime rilevazioni semestrali dalla borsa immobiliare. Nel 2009 dovrebbe esserci una piccola ripresa nel numero delle iscrizioni.

All’anno, sono circa un centinaio le segnalazioni per scorretto esercizio dell’attivita’ di agente immobiliare prese in esame dalla commissione di vigilanza costituita da membri della giunta e funzionari della Camera di Commercio di Milano. Il 60% di questi contenziosi vengono archiviati perche’ si trova un accordo tra le parti o non sussistono presupposti sufficienti per procedere, mentre il 40% da’ origine a provvedimenti sanzionatori decisi dalla giunta della Camera di Commercio che, solitamente, si traducono in una sospensione dall’albo da 1 a 6 mesi. Eventuali sanzioni pecuniarie sono invece di competenza comunale.

Tra le infrazioni piu’ frequenti segnalate alla Camera di Commercio di Milano figurano la carenza di professionalita’ e accuratezza nella trattativa, il mancato deposito dei formulari utilizzati o l’utilizzo di formulari diversi da quelli depositati, l’impiego di collaboratori non abilitati allo svolgimento della professione, condotta scorretta durante il negoziato pre-contrattuale, mancanza di trasparenza nella comunicazione di tutte le informazioni necessarie al perfezionamento dell’affare o di terzieta’ rispetto alle due parti nell’esercizio dell’intermediazione e mancata emissione di regolare fattura per l’incasso della provvigione (Borsa Italiana).


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L’ abisso…..

Mercato immobiliare

postato da: gabry81
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Quante volte,cari colleghi A.I.,specialmente in questo periodo vi siete trovati nella situazione di dover (come non mai…!!)affrontare trattative alquanto complesse…?!
Mi riferisco in particolar modo a quelle situazioni dove c’è un “ABISSO” tra RICHIESTA del venditore e OFFERTA del proponente. Beh, era prevedibile che il periodo in cui si vendevano gli immobili ancor prima di pubblicizzarli non sarebbe durato in eterno ma…trovarsi di fronte a proprietari che non hanno ancora realizzato che “la bolla” è scoppiata e allo stesso tempo avere potenziali acquirenti che invece lo sanno bene…e che quindi vogliono fare affari d’oro…no non lo posso sopportare ancora per molto….Attendo suggerimenti e pareri confortanti!!!!


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Malgrado le mie limitatissime conoscenze tecnologiche che mi mettono nella condizione di sperimentare l’uso della rete solo in modalità “random”, ho voluto lo stesso provare ad utilizzare anche i social network per businness immobiliare oltre che per diletto.

Ieri il primo significativo risultato: ho concluso con soddisfazione (e non solo economica) il mio primo affare completamente nato in Face Book.

Colleghi a voi è mai capitato? Cosa ne pensate?


Ketty Increta


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fiori nel cannoneL’articolo di su Affari italiani non si riferiva di certo a quella immobiliare, difatti parlava del discorso del Presidente  Obama Al Cairo  e della mediazione per far finire le guerre.

Per me, però, ci sono delle analogie tra i piccoli e grandi conflitti.

In entrambi i casi, i problemi nascono dalla mancanza di comprensione reciproca e chi ,meglio del mediatore, è in grado di far comprendere quanto sia assurdo usare le armi o l’aggressività per ottenere qualcosa dall’altro?

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, più la società è evoluta, più la mediazione si rende necessaria.

In effetti in una società dove regna la barbarie, il più forte prevarica sul più debole e fine della storia!

La mediazione invece si propone di tutelare gli interessi di entrambi, di pacare i conflitti per far ottenere a tutti un vantaggio.

Scusate il paragone, cari colleghi,  non volevo essere irriverente verso “la pace nel mondo” che tutti aneliamo … ma, forse, a chi dice che la mediazione non serve più, che per restare al mondo degli affari, occorrono strategie aggressive, che bisogna essere “vincenti” dovremmo ricordare:

“l’unica via maggiormente produttiva ed efficace per l’interesse comune ma soprattutto dei singoli è quella della mediazione e della negoziazione”!

Ketty Increta


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Vorrei porre una domanda di cui ignoro la risposta.

Come si fa a riconoscere un “interdetto o un “inabilitato”?

Cioè, a volte ci capitano persone particolarmente strane, particolari o… insomma, strane.

Gli si chiede la Carta d’Identità prima di fare qualsiasi proposta e/o contratto, ma se si ha un “ragionevole” dubbio, come si fa a controllare se una persona è interdetta o inabilitata e quindi se è o meno in grado di concludere negozi giuridici?

Grazie


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Postato da F.B.:

Salve,
sono un ragazzo di 23 anni e lavoro da poco come Agente Immobiliare.

La mia agenzia mi ha proposto un contratto come procacciatore d’affari, senza una retribuzione minima fissa mensile ma con provvigioni più alte.

Inoltre mi ha proposto (e qui il mio dubbio) di aprirmi una partita IVA.

Purtroppo non ho molta esperienza e vi chiedo se potete darmi una risposta alle domande che vi propongo: a cosa serve aprire una partita IVA a un’Agente Immobiliare?

Quali spese comporta l’apertura ed il mantenimento della stessa?

Quali responsabilità si devono assumere una volta ottenuta la partita IVA?

Vi ringrazio anticipatamente per le risposte.

Distinti Saluti.


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paperondepaperroni.gifRicevo da AZ e pubblico omettendo solo il nome del marchio.Buongiorno. Diversi anni fa ho conosciuto xxxxxxxxx. Avevo 19 anni e cominciai a fare il procacciatore d’affari. Dopo 2 anni divenni affiliato.Dopo tre sciolsi contratto di frinchising e società. Oggi ho 35 anni faccio l’ operaio. In questi hanni ho visto susseguirsi centinaia di ragazzi illusi da improbabili successi e soprattutto ho visto persone, anche padri di famiglia,arrivare a rovinarsi per tuffarsi in quella che credevano fosse un avventura, mentre scoprivano a loro spese di essere entrati in un tunnel dal quale sono usciti a volte con la vita distrutta. Il pubblico non lo sa perche ma gli uffici affiliati hanno cambiato ragioni sociali un sacco di volte per la gente che ha provato ad affiliarsi ed è andata via con le “ossa rotte”. Parlo di Biella e Provincia. Sicuramente in altre realtà la ricetta xxxxxxxxx funziona. Per quanto ho visto io qui funziona poco e male. Un frinchising esasperato. Oltre 20 affiliati nel territorio con zone limitate per contratto. E spese ingenti da sostenere tutti i mesi.Ma alla potentissima società madre non importa.Via uno sotto un altro. E l’insegna è sempre la stessa quella del franchising.Ma la gente tutto questo non lo sa. Io sono convinto che se si dovesse aprire un inchiesta e magari raccogliere testimonianze in questo senso ne verrebbe fuori qualcosa da far venire la pelle d’oca.Grazie


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