Cartello affittasi.. ma l’ufficio è ancora occupato.

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Salve, spero che qualcuno riesca a darmi una informazione.

Ho preso in affitto un locale ad uso ufficio 5 anni fa. Ora, con regolare lettera raccomandata spedita 6 mesi in anticipo, ho chiesto la risoluzione del contratto a far data dal prossimo 1 agosto in quanto mi trasferisco in altro locale.
Ora il proprietario, dopo avermi dato conferma della ricezione della mia lettera, mi ha obbligato ad appendere alla porta e alla finestra due cartelli color verde fluorescente con la scritta “AFFITTASI”. In questo modo l’ufficio sembra già vuoto e molti clienti non provano nemmeno a spingere la porta per verificare la nostra presenza. Inutile applicare un ulteriore cartello con scritto che in realtà noi rimaniamo in questo locale fino al 31 luglio.. i cartelli AFFITTASI sono maggiormente visibili.
Mi chiedo.. è regolare il comportamento del proprietario? Può appendere cartelli anche prima che il contratto sia effettivamente cessato? Posso rifiutarmi di appenderli? Come posso procedere per evitare ulteriori perdite di clienti?
Ringrazio tutti per l’attenzione!


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CARI AMICI LETTORI, COLLEGHI ED EX COLLEGHI.
Non passa giorno, che non si legga nelle principali testate dei quotidiani più quotati, quali difficoltà economico/sociali, stia attraversando il nostro paese non che il mondo intero a causa dell’avidità del mercato finanziario. Certo in queste ultime settimane si ode sempre più spesso la parola “RIPRESA ECONOMICA” che tutti ci aspettiamo arrivi e al più presto!
Questo potrà essere vero, oppure no! E solo il tempo ci saprà svelare! Ma purtroppo, ora per il nostro settore immobiliare, si stanno adensando nubi ancora più scure, dense e tempostose, che minacciano la tenacia, con qui tanti operatori immobiliari hanno resistito resistito fino ad oggi con la pia illusione che tutto sarebbe tornato come prima o quasi!
Di recente ho letto un articolo, su di un quotidiano economico che riporto qui di seguito, in modo che lo leggiate e che ne traete anche voi come me, le debite conclusioni; il titolo?
ORA COMPERARE CASA SARA’ ANCORA PIU’ DIFFICILE

Siamo in Italia e alla fine un rimedio si troverà. Ma la prospettiva di un drastico abbassamento del tetto di erogazione dei mutui fondiari, ipotesi allo studio dell’Unione europea, potrebbe sconvolgere il nostro mercato dei mutui.

In soldoni, si tratterebbe di erogare non più del 40% del valore di mercato e del 50% del valore di perizia (che tiene conto degli aspetti della commerciabilità del bene a lungo termine). Nel nostro paese, dove questa percentuale si aggira poco sotto il 70%, con punte dell’80% e, fino a non molto tempo fa, anche del 100%, una scelta del genere metterebbe in serie difficoltà una bella fetta di acquirenti. Costringendoli ad attingere alla liquidità (evidentemente più redditizia) o a servirsi di altri prodotti, di tipo assicurativo (evidentemente più costosi) per coprire la differenza. O ancora, a rinunciare all’acquisto.

I primi a lanciare l’allarme sono stati i ricercatori di Scenari Immobiliari, un anno fa: l’acquisto di abitazioni da parte di stranieri era crollata del 22,5% rispetto al 2007 (mentre il calo complessivo è stato del 13 per cento). Il rapporto definitivo 2009 fornisce dati anche peggiori: il 2008 si è chiuso con un 23,7% in meno, e un calo del fatturato di addirittura il 30 per cento, dai 16,8 miliardi del 2007 agli 11,7 del 2008.

Le previsioni del 2009 non indicano affatto un’inversione di tendenza e le vendite agli stranieri saranno probabilmente solo 90mila (sono state 103mila nel 2008 e 135mila nel 2007). Tutto questo a fronte di una stretta sui mutui che aveva già ridotto le possibilità dei prestiti che coprivano anche il 100% del costo della casa e una maggiore attenzione sulla solvibilità.
Il mercato si è ormai di fatto strutturato sulla possibilità di accesso a mutui che coprano almeno il 70% del costo di un immobile adatto alla famiglia che lo contrae, con punte in su o in giù a seconda della disponibilità reddituale. Già ora la quota di mutuo è però, per gli immigrati, secondo Scenari Immobiliari, il 66% del costo dell’immobile.

Saranno quindi loro a subire i contraccolpi più pesanti della politica dell’Unione europea, se il tetto del 40% e 50% sui mutui erogabili diventerà obbligatorio. Anche se l’entrata in vigore è prevista per il prossimo anno, si può fare qualche previsione.

Il dato di fondo è, infatti, l’assenza o quasi di una consistente quota di risparmio da parte di una famiglia di recente immigrazione, dato che se in una prima fase a drenarla è l’affitto, in una seconda fase dovrebbe essere il mutuo per l’acquisto della casa. Ma se questo, per un immobile da 200mila euro, passa dal 70% al 50%, cioè da una rata trentennale di 800 euro a 550 euro al mese, per la famiglia è certo un sollievo, ma quei 40mila euro di differenza dove possono essere trovati?

I 250 euro mensili disponibili dovrebbero essere convertiti in un altro prestito, che evidentemente non può scontare le stesse condizioni. Ed ecco che sulla parte più debole si scaricano i costi della decisione della Ue. E una parte di quelle 90mila abitazioni acquistate da stranieri (su un totale di circa 600-650mila) potrebbe quindi letteralmente restare sul mercato per mancanza di acquirenti: in prevalenza sono bilocali (che per inciso rappresentano circa il 26% del totale delle compravendite abitative in Italia) e non è difficile immaginare che, se le banche non troveranno soluzioni per fornire prodotti accessibili che non siano formalmente mutui, molti di quegli acquirenti non compreranno e saranno costretti a restare in affitto.

Se a questa considerazione aggiungiamo che, attualmente, sono centinaia di migliaia le famiglie a rischio di insolvenza mutuo (cioè quelle con reddito netto mensile inferiore a 1.600 euro mensili), è chiaro che questa stessa tipologia di famiglia dovrà confrontarsi con problemi analoghi a quelli degli immigrati. Cioè, in sostanza, a rinunciare all’acquisto a meno di poter contare su una rete di solidarietà familiare estesa, sulla quale contare per coprire la differenza.

I NUMERI

-23,7%. Acquisti degli stranieri. Nel 2008 le compravendite di abitazioni da parte degli immigrati sono calate del 23,7% con un taglio del fatturato del 30%: dai 16,8 miliardi del 2007 agli 11,7 del 2008

90mila. Compravendite. Quest’anno il numero di compravendite da parte degli stranieri è stimato in 90mila, molto meno rispetto alle 103mila dell’anno scorso e alle 135mila del 2007. Probabilmente ha influito la possibilità del mutuo al 100%

1.600 euro. Pericolo insolvenza. Le famiglie a maggiore rischio default sono quelle con un reddito complessivo intorno ai 1.600 euro mensili. Quelle che, non potendo contare sulla solidarietà familiare, rischiano di non poter accedere al bene casa

70%. La soglia. Il mercato italiano è strutturato sulla possibilità di poter contrarre mutui che coprano il 70% del valore dell’immobile. Con punte del 90 e del 100%, più spesso per gli immigrati e le famiglie indigenti.
RESTO IN ATTESA DEI VOSTRI COMMENTI,Grazie


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Aggiudicazione di un immobile locato

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Una questione di notevole interesse riveste l’aggiudicazione di un immobile non occupato dal debitore bensì ceduto in locazione a terzi. Innanzitutto occorre verificare se il contratto di locazione sia opponibile all’acquirente. Infatti, la locazione concessa da chi ha subito l’espropriazione del bene è opponibile all’aggiudicatario soltanto quando questa abbia data certa anteriore al pignoramento: la data certa è generalmente riconosciuta con la registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.
In tali casi l’inquilino, estraneo ai debiti dell’esecutato ed ai gravami che pesano sull’alloggio, se ha un contratto d’affitto regolarmente registrato in data precedente alla trascrizione dell’atto di pignoramento, avrà diritto a detenere l’immobile fino alla scadenza del contratto. Qualora, invece, il contratto non fosse registrato l’appartamento è considerato libero a tutti gli effetti, non è necessario, pertanto, instaurare nessuna procedura volta allo sfratto perché il bene è occupato senza titolo. Problema particolare assume un contratto registrato anteriormente all’atto di pignoramento e successivamente rinnovato per silenzio del locatore o per omessa disdetta. Più volte è intervenuta la giurisprudenza ritenendo che anche se la locazione dell’immobile pignorato è stata stipulata prima del pignoramento, la rinnovazione tacita della medesima richiede l’autorizzazione del Giudice dell’esecuzione, in forza dell’art. 560, comma 2, c.p.c.. Peraltro, il custode giudiziario deve assicurare la conservazione e la fruttuosa gestione della cosa pignorata previa autorizzazione del Giudice dell’esecuzione, sicché è legittimato ad inviare la disdetta e a promuovere la procedura di rilascio per finita locazione. Aggiunge la Suprema Corte che la norma citata, rettamente interpretata nel senso esposto, non suscita dubbi di incostituzionalità per violazione dell’art. 3 cost., in quanto la peculiare funzione del pignoramento nell’ambito del processo di esecuzione giustifica la particolarità della sua disciplina in cui si inquadra in modo armonico e coerente il suddetto comma 2 dell’art. 560 c.p.c. Altra questione riveste il subentro dell’aggiudicatario nella veste di proprietario-locatore quando non possa ottenere l’immediata liberazione dell’immobile. In mancanza di una contraria volontà dei contraenti, la vendita dell’immobile locato determina, ai sensi del combinato disposto degli art. 1599 e 1602 c.c., la surrogazione, nel rapporto di locazione, del terzo acquirente che subentra nei diritti e nelle obbligazioni del venditore-locatore senza necessità del consenso del conduttore. Ai sensi dell’art. 1605 c.c., il terzo acquirente della cosa locata può chiedere, i canoni della locazione non ancora scaduti quando risultano da atto di data certa.


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Vorrei trasferirmi online

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Salve a tutti, scrivo in questo interessantissimo forum per avere il vostro prezioso parere circa una mia propsettiva che avrei intenzione di realizzare. Ovvero, è da circa 7 anni che sono titolare di una agenzia imm. ereditata da mio padre e aperta da circa 20 anni. Però, viste le alte spese che questa mi comporta e la concorrenza che incalza sempre di più, avrei intenzione di lavorare solo online, cioè essere presente sui maggiori portali immobiliari e sulle riviste specializzate in materia ed avere un piccolo locale di appoggio però di mia proprietà. Inoltre poichè abbetterei notevolemnte i costi (affitto, segretaria, telefono, luce, etc) potre fare delle promozioni come ribassare la provvigione, farei la certificazione energetica degli immobilia mie spese, ovviamente questo avendo il mandato in esclusiva. Così farei concorrenza ai colleghi ed incentivando le persone a darmi la loro casa. Da un lato la cosa mi intriga, dall’altro mi dispiacerebbe chiudere una agenzia aperta da 20 anni. Voi che ne pensate? il territorio dove lavoro ha circa 20 mila abitanti oltre ad essere interessante per vicinanza al mare per coloro dei paesi limitrofi come palermo e altri. Sono un po confuso e spero possiate darmi validi consigli. Grazie a tutti e buone feste


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agenzia poco professionale

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Buongiorno, sn un nuovo utente,vi spiego in breve cosa mi è successo.
Circa un anno e mezzo fa mi sono rivolta presso un’agenzia immobiliare per l’acquisto di un appartamento. Trovato l’immobile che poteva soddisfare le nostre necessità abbiamo inoltrato le pratiche per la rischiesta di mutuo. Il broker fornito dall’agenzia dopo aver compilato tutte le documentazioni come da prassi è sparito nel nulla.Io in qualità di acquirente nn sono stata informata di niente.passati circa 2 settimane ricontatto l’agenzia per avere novità,in modo gentile ma evasivo mi dicono che la richiesta di mutuo è in corso. Dopo mesi finalmente si decidono di dirmi come stanno le cose e mi presentano un nuovo broker.prima di rifare la richiesta di mutuo chiedo all’agenzia se l’immobile scelto precedentemente è ancora disponibile.Mi confermano la disponibilità quindi chiedo loro di fare la proposta,l’agenzia mi dice che nn è necessaria fatto sta che abbiamo avuto la delibera di mutuo e abbiamo perso l’immobile poichè il proprietario aveva già venduto privatamente. Cerchiamo un altro immobile,l’agenzia ci fa vedere degli immobili che nn soddisfano le nostre necessità,appartamenti di 60m/q classificati come trilocali.Visto che dall’agenzia non riusciva a trovare niente di soddisfacente ci siamo mossi noi e attraverso internet abbiamo trovato un’immobile lo abbiamo presentato all’agenzia e attraverso loro dopo circa un mese siamo andati a vederlo.l’immobile ci è piaciuto abbiamo quindi deciso di acquistarlo.Avevamo già la delibera quindi si passa alla proposta che però nn è mai stata fatta vedere ai venditori.scade il termine in cui avremmo dovuto rogitare nessuno si è fatto sentire nonostante le nostre continue telefonate.Mi dicono che la delibera di mutuo è stata abbassata dai periti quindi si deve tentare con un’altra banca che ci aveva già dato la delibera,accettiamo la cosa e restiamo in attesa di una telefonata della banca per fissare l’appuntamento della perizia,passa un’altro mese.riusciamo a far uscire il perito,la periazia è a mio carico,mi informano il giorno stesso della perizia che entro un ora devo portare all’agenzia 235€ costo della perizia.l’agenzia nn mi ha dato una ricevuta e nn so nemmeno se il perito è andato.L’agenzia nn è reperibile verso alcun contatto. Passo in agenzia per sapere qualcosa perchè so che la delibera mi scade a giorni loro mi rispondono dicendomi che nn sanno niente di niente nn sapevano nenmmeno che la delibera scadeva!oltretutto mi avevano detto di dare disdetta dell’affitto perchè le cose erano ormai fatte,fortunatamente nn l’ho fatto a qst’ora ero in mezzo ad una strada!Come posso agire nei loro confronti????ormai la delibera mi scade a giorni e dopo 6 mesi sn ancora al punto di partenza!grazie mille


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Previsioni per il MERCATO IMMOBILIARE nel 2010

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postato da: utentenonregistrato
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Alcuni operatori prevedono che nel 2010 ci sarà una ripresa del numero delle compravendite, preparando i tempi per una ripresa dei prezzi per il 2011. Questo nonostante che, attualmente, il mercato immobiliare è bloccato, retto solo da coloro che vendono la propria abitazione per una nuova.
La grande maggioranza dei possibili compratori, le giovani coppie e coloro che stanno in affitto, sono chiusi fuori dal mercato in quanto pur avendo uno o più stipendi, non riescono proprio a comprarla una casa, manco con un mutuo a 30 anni perchè i prezzi negli ultimi anni sono diventati troppo alti. L’impresa è diventata impossibile ed ecco che le compravendite calano ed il mercato per l’80% è retto solo da gente che cambia casa.
Eppure c’è chi parla di ripresa dei prezzi per il 2011. Ma se effettivamente avviene questo invece di una sostanziale diminuzione dei prezzi allora è inutile aspettarsi un aumento delle compravendite anzi è lecito aspettarsi una ulteriore drastica diminuzione vista la concomitanza della crisi e dell’accresciuta difficoltà nel ricevere mutui del tipo 30 anni al 100% del valore della casa (come avveniva nel recente passato).

Sarei curioso di sapere da chi ogni giorno vive questo mercato, cosa ne pensa e quali sono le sue previsioni.


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Un agente poco immobiliare

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Cari amici premetto che sono un neofita di compravendite, e le mie poche conoscenze sono dovute a piccole letture dal web.
Io sono comproprietario di una casa (insieme a mio fratello e mia sorella) che per motivi di quiete vivere (circa due anni fa ci siamo trasferiti ora siamo in affitto) abbiamo deciso di vendere.
Con l’agenzia abbiamo stipulato un contratto di esclusiva del totale di 100.000 euro con una provvigione del 4% + IVA.
Al momento del contratto gli abbiamo detto che il nostro vicino (la nostra casa ha un cortile in comune con nostro “zio”) probabilmente sarebbe interessato l’acquisto.
L’agente ancora oggi senza pubblicizzare alcun che, cosa ha fatto è corso da mio zio, portandomi un proposta di 80 poi di 82 poi di 88 infine 90.000 chiedendo solo una provvigione di 2.000 lasciando perdere il 4%+IVA. le mie domande sono:
- è possibile non chiedere percentuali e pattuire una somma, scrivendo quest’ultima sul contratto (alla voce percentuale)?
- è possibile che lui mi possa chiedere il 4%+iva se mio zio fa un’offerta di 100.000 visto che non ha pubblicizzato alcun che (pochissima fatica)?
-Quando io sono obbligato ad accettare la proposta di 100.000 (prezzo stabilito) clausole ecc..?
- La data del rogito in base a che si stabilisce?
Grazie, grazie!


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Salve a tutti,
io abito in una casa colonica in campagna suddivisa in 3 appartamenti di cui 2 occupati uno da me un’altro da un’altra famiglia.
Il punto e’ questo:
sono andato a stare in campagna perche’ mi piace stare tranquillo e fino a un mese fa’ questo era possibile… ora e’ successo che il proprietario ha affittato parte del suo terreno agricolo ed ha fatto mettere un maneggio all’altro inquilino vicino al casolare.
Ne ha diritto?
Posso disdire il mio contratto di locazione (che e’ 4+4) visto ch eho perso la mia tranquillità?


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Salve, io ho preso in affitto un appartamento con una ag. immobiliare.
Ho pagato la provvigione (in contanti) senza fattura, ma ho la proposta di locazione in mano.
Dopo 2 mesi inizia il calvario, la casa si allaga, e vengo a sapere che si era allagata anche con il vecchio inquilino.
Chiamo l’agente e mi dice che appena smette verranno a vedere, fatto sta che in sei mesi mi sono allagato una decina di volte e dell’agente e dei proprietari neanche l’ombra.
Decido di passare in agenzia e scopro che il proprietario dell’immobile è socio e dipendente dell’agenzia immobiliare, parlo con l’agente dei danni subiti ma lui mi rimanda.
Stanco decido di dare disdetta immediata dell’immobile, scrivendo all’agenzia,al proprietario e all’amministratore.
Ecco che l’agenzia si fa viva, mi convoca a voce, e sempre a voce mi dicono che posso rimanere dentro finchè non sistemano le cose senza pagare.
Passano altri mesi e altri allagamenti, indovinate ???
Mi arriva a casa lo sfratto e un’ingiunzione di pagamento dei mesi non pagati.
Non solo, io sono fuori da quella casa da più di un mese e mezzo.
Cosa posso fare???
Dicono che ho torto perchè non ho pagato l’affitto, ma io potevo pagare 750,00 euro al mese in una casa che piove ogni volta sul letto e si allaga???
Ora devo presentarmi in tribunale il 16 luglio, mi dite cosa posso fare???
Grazie


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Locazione e contratto di gestione

Domande e risposte

postato da: utentenonregistrato
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Salve, avrei bisogno di un consiglio.

Ieri sono andato ad una agenzia per un affitto, ho visitato l’immobile e mi è piaciuto.
Quando sono arrivato a stringere mi è stato detto che l’importo del canone di affitto lo dovevo pagare all’agenzia così come le utenze dell’appartamento. Mi è stato anche detto che tutto questo viene regolato con un ulteriore contratto di gestione che stipulo con l’agenzia oltre il contratto di affitto che stipulo con il proprietario che tra l’altro non so chi sia.
Il canone di affitto comprende anche i 50 € che vanno all’agenzia per la gestione. chiaramente pago anche la provvigione.
E” la prima volta che sento una formula del genere… ma è regolare? In più questo contratto d gestione mi garantisce da truffe? Se l’agente immobiliare non versa i canoni al proprietario e non mi paga le bollette a cosa vado incontro?

Grazie per l’attenzione.


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