Salve a tutti ,
volevo chiedere un aiuto , sto per vendere un appartamento che ha di pertinenza un box , l’acquirente non è interessato all’acquisto del box , la proprietà come può staccarlo catastalmente?
Cosa gli costerebbe?
grazie
Salve a tutti ,
volevo chiedere un aiuto , sto per vendere un appartamento che ha di pertinenza un box , l’acquirente non è interessato all’acquisto del box , la proprietà come può staccarlo catastalmente?
Cosa gli costerebbe?
grazie
Buongiorno,
sto vendendo un appartamento a milano.
l ‘acquirente tramite agenzia ha stipulato una proposta d’ acquisto da noi accettata.
Richiede un mutuo importante alla Sua Banca.
Il perito ha già fatto la Perizia.
L’ acquirente mi chiede di stipulare un secondo preliminare con importo maggiorato del 25% a sua detta per facilitare l’erogazione del mutuo.
Mi dice che il documento serve soltanto alla banca e non verrà mostrato in altra sede.
Cosa devo fare?
Ciao a tutti!
Avrei un quesito da porvi.
Un cliente sottoscrive un preliminare per una villetta, solo prima del contratto veniamo a conoscenza, tramite conformità urbanistica, che in camera non doveva esserci la finestra ma la portafinestra ( per la superficie illuminante ). Adesso non ci sarebbero problemi a rimettere una portafinestra,solo che l’acquirente si è intestardito a lasciare la finestra, ovvero come vista e piaciuta.
E’ possibile che butti a monte la compravendita per questa faccenda? Prenderebbe ragione?
Anche se normalmente non dovrebbe essere che “all’atto definitivo di compravendita l’immobile dovrà essere in regola con le norme urbanistiche e fiscali?”, quindi con portafinestra??
Grazie in anticipo per i consigli che saprete darmi.
Salve vorrei che mi aiutaste a risolvere un problema e cioè per l’acquisto di una casa:
ho dato una caparra per un acquisto di un appartamento che fu acquistato da coniugi, tuttora in vita, in comunione di beni.
Nel 2006 il marito, dopo effeuttuata la separazione di beni, decide di donare il suo 50% alla moglie.
Come bisognerà procedere? il notaio vorrebbe far fare al marito ed alla figlia una fidejussione nella quale si impegnano a non fare azioni nei miei confronti.
Posso procedere in questo modo oppure questa fidejussione va a garantire solo la banca che eroga un parte del valore dell’immobile?
Vorrei partecipare ad un’asta giudiziare per un appartamento categoria a/3 classe4.
L’intero immobile dalla perizia risulta sanato ma e’ sprovvisto di certificato di abitabilità/agibilità mai richiesto all’ufficio tecnico del comune.
In caso di aggiudicazione a cosa andrei incontro?
Cosa dovrei fare per richiedere agibilità e quanto tempo serve per averla?
E’ vero che senza agibilità le banche non potrebbero concedermi il mutuo?
Grazie
…senza scoppiare?
Non so voi, ma io sto misurando, anche se non sempre personalmente ma per conoscenza riportata dai vari protagonisti, una impossibilità di arrivare all’atto dovuta alla reticenza delle banche nel frazionare l’ipoteca.
In soldoni, a prescindere dalla disponibilità del cliente acquirente, comprando da una ditta costruttrice ci si può trovare dinanzi al diniego dell’istituto bancario (che fosse titolare di ipoteca a garanzia del credito acceso dal costruttore) alla cancellazione dell’ipoteca sull’immobile (porzione quindi del cespite) che è stato acquistato.
Quindi, a prescindere dalla possibilità di acquisto (mutuo o contanti), tu che hai regolarmente comprato non puoi arrivare all’atto, per un atteggiamento che lascio a voi definire da parte di questi istituti (che consiglio di segnare con carta e penna sulla blacklist per quando le cose saranno migliori) visto che la banca NON FRAZIONA l’ipoteca per estrapolare il vostro immobile dal tutto, impedendo di fatto l’adempimento dell’atto da parte del costruttore, a prescindere dalla condizione economica dello stesso.
In soldoni, il rischio di esposizione che hanno a suo tempo acceso in forza di una proiezione (ottimistica) alla crescita infinita da loro stessi alimentata nel passato, oggi ecco che rendono impossibile il normale funzionamento del mercato: tali istituti pretenderebbero che il costruttore pagasse l’intero debito o quasi per poter cancellare le ipoteca, non si accontentano affatto di far rientrare il costruttore in modo normale, cancellando piano piano, a ogni vendita il debito, mantenendo l’ipoteca sull’intero.
Non voglio entrare nel merito della cosa dal punto di vista della banca o del costruttore, ma credo che il legislatore debba di corsa sistemare la questione, visto che già in passato è stato fatto un bel lavoro in materia di tutela per gli acquirenti di immobili da costruire, a parte la faccenda delle fidejussioni che è stata fatta male e senza calcolare la realtà (in fatti queste distorsioni avvengono per le esposizioni spesso, non per rischi concreti già in essere).
Perfino per la cancellazione contestuale ci sono spesso dei problemi , derivanti dal mandato irrevocabile, in soldoni non si fidano tra di loro e vogliono un circolare a pagamento cash.
Io credo che il cliente finale, specie se compra la casa per abitare o per far abitare un parente, non debba assolutamente subire queste cose e mi domando anche quanto siano legali.
Cosa ne pensate?
Buongiorno a tutti. Mi sono imbattuto in ana agenzia francese specializzata in Viager Immobiliare (vendita con vitalizio)
Vorrei informazioni e commenti da qualcuno che già se ne occupa: trovate che sia interessante? anche in Italia può avere un mercato importante come in Francia? avete idea del tipo di contrattualistica che si può adottare?
Salve a tutti, il caso è un po’ particolare:
Ho effettuato una compravendita tramite un’agenzia immobiliare.
L’assegno per fermare l’immobile è stato intestato, per volontà dell’agenzia, all’agenzia immobiliare stessa (non trasferibile) ed è stato prontamente incassato da questi ultimi.
Non ho mai ricevuto, nè tantomeno incassato i 5000 euro versati dall’acquirente.
E’ legale il comportamento dell’agenzia?
E’ possibile, visto che non ho mai ricevuto i soldi dell’acquirente, annullare la compravendita e non pagare le spese dell’agenzia immobiliare?
Per fugare ogni dubbio diamo delle nozioni, i lettori venditori giudichino loro quando far redigere questo documento. I colleghi riflettano su chiedere quando farselo produrre.
La Relazione Tecnica è uno strumento, rappresentato da un documento di 4/5 pagine redatto da un Geometra o Architetto o Perito o comunque un tecnico abilitato, attraverso il quale il venditore deve garantire in sede di rogito, la conformita’ catastale ed urbanistica dell’immobile oggetto della compravendita.
Il venditore infatti in atto dichiara la conformità, sotto la sua responsabilità, è lui venditore che garantisce e nessun altro.
Per far cio’, siccome non tutti sono Geometri o Architetti o altro, ci si avvale di un tecnico che controlli l’immobile e poi dica al Notaio che SI, effettivamente l’immobile è OK ed il venditore lo garantisce “a ragion veduta” con motivo valido, perchè è stato verificato.
In alcune città è onere economico a carico del venditore in altre è a carico economico del compratore…….la responsabilità, la garanzia della conformità pero’ in tutta Italia la da’ il venditore (è normale, è lui che vende e’ lui quindi che deve garantire cio’ che vende ed infatti la Legge fa’ garantire a lui l’oggetto)
Quindi, detto cio’, decidete voi chi è giusto che controlli, se poi pensate che è meglio che controllino in 2 Tecnici (del compratore e del venditore) va bene lo stesso.
Il punto pero’ è questo:
Sia in fase di Proposta sia in fase di Compromesso e sia in fase di Rogito al venditore viene subito chiesto di esser certo di questa conformità.
Ora, a mio avviso è bene che si sappia cosa si vende, se una casa è OK o se è una casa mezza abusiva: voi che dite?
Allora, forse è bene mettersi in testa anche noi A.I. per primi, che sapere cosa si vende lo si deve sapere fin da subito, o vogliamo far vedere case, iniziare lunghe ed estenuanti trattative ai clienti per poi scoprire che è difforme e far rimanere male tutti se non addirittura provocare liti legali?
p.s. : non si accettano commenti/scuse del tipo:
“la rtn ha validità solo per pochi mesi” ecc……..si fa’ ristampare al tecnico, non è un problema! Il tecnico torna nella casa un minuto, vede che nulla è cambiato rispetto a quando l’aveva fatta e la ristampa! Quindi le obiezioni le si preferisce nel merito e nel concetto non nelle scuse.
Sul Corriede della Sera del 28-08-09 a firma di Corinna de Cesare ho letto un breve, ma interessante, articolo nel quale viene evidenziata una ripresa del mercato della compravendita immobiliare a Londra. Tale incremento è dovuto non tanto all’aumento della domanda, quanto dalla poca offerta presente. Girgio De Rita, amministratore delegato di Nomisma ritiene che questo deriva dalla sensibilità del mercato immobiliare inglese al ciclo economico. In particolare tassi d’interesse favorevoli attirerebbero investitori istituzionali pubblici e privati nel mercato immobiliare.
De Rita fa notare che il nostro mercato è un pò differente, in quanto l’acquisto residenziale è ad opera per lo piu’ di famiglie. Per quella che è la mia esperienza non posso che dargli ragione, visto che opero nel mercato della seconda casa, però mi fa pensare.
Guardando la vicina Francia, noto sempre piu’ spesso nei cantieri di un certo rilievo, cioè dove si hanno lottizzazioni con almento la costruzione di 2 o 3 palazzine, che una di queste viene generalmente venduta in blocco a società specializzate che si occupano di locare gli alloggi con contratti di lunga durata, oppure turistico/transitori o con destinazione similare alla nostra RTA.
Credo, ma magari mi sbaglio, che nel nostro mercato manchi l’investitore istituzionale, e soprattutto, è probabile che manchino gli investitori istituzionali stranieri.
Quali possono essere i fattori ? Immobili poco appetibili ? Tassazione troppo elevata ? Legislazione poco garantista nei confronti dei proprietari ? Scarsa attrattiva del Bel Paese ?