Postato da Lorenzo:
Gentili colleghi,
Vi sottopongo un particolare caso commerciale con l’augurio di poter ricevere da voi suggerimenti in merito.
A SETTEMBRE 2008 ricevo un richiesta di informazioni per un appartamento di nuova costruzione nella mia provincia; incontro i miei clienti che, felici di poter visionare l’immobile, firmano entrambi il foglio di visita e si recano, accompagnati da me, alla costruzione.
Con la società costruttrice ho un rapporto di “non esclusiva” chiaro dal principio, (la mia agenzia si occupa oltretutto dell’amministrazione del condominio del quale è parte lo stesso appartamento di cui sopra) e non ho alcun problema ad aiutare il costruttore nella vendita delle unità rimaste libere.
Bene, come detto, firmato il foglio di visita, vedono l’immobile e si dicono entusiasti, vorrebbero poter fare un conteggio delle spese per valutarne l’acquisto.
A distanza di qualche giorno ci risentiamo, ma la loro disponibilità non gli consentirebbe di poter procedere all’acquisto nell’immediato, restiamo quindi in contatto per valutare immobili simili alternativi (molto difficili da reperire con una disponibilità economica inferiore).
Consapevoli di tutto ciò, e d’accordo nel restare in contatto, suggerisco ai miei clienti (come doveroso) di cercare anche autonomamente l’immobile più adatto al budget disponibile.
E tanto fu… iniziarono nuove ricerche in merito; contattarono agenzie, fin quando la sua ragazza si imbatte in un annuncio, senza foto e senza indicazioni per un immobile ad una cifra adatta al loro budget…
Fissa un appuntamento (quindi successivo al nostro precedente) con un “collega” che la riceve, le illustra i dettagli e la accompagna in visita ad una palazzina della stessa società costruttrice, vicina alla costruzione precedentemente visitata con me; il nuovo appartamento è indubbiamente più piccolo, meno comodo ma sul mercato ad un costo inferiore all’altro.
Lei è perplessa, l’agente comprende la perplessità della ragazza e le suggerisce un immobile lì vicino, leggermente più grande e leggermente più costoso, lei non desidera vedere nient’altro per evitare confusioni ma esortata fino allo sfinimento dal collega a vedere a titolo puramente informativo l’abitazione lì vicino lo segue inconsapevole del fatto che quell’abitazione è proprio la stessa che a settembre fu visitata col ragazzo e trovatasi sul luogo, per pudore commerciale (“chiamiamolo così”) non comunica la sua visita di settembre ‘08 al secondo agente.
E qui inizia un’altra storia;
L’agente “collega” con un foglio di visita molto generico aveva segnalato preventivamente entrambe le costruzioni della società costruttrice nella stessa area vincolando implicitamente, senza che la ragazza potesse saperlo, la stessa a tutti gli appartamenti disponibili (che avrebbero visitato o meno nonostante il budget ridotto e le richieste per venute).
Lei ignara di tutto ciò lo aveva seguito.
Passa qualche giorno, e la situazione economica dei due ragazzi cambia; possono disporre di una liquidità superiore grazie all’intervento dei genitori, a quel punto ricevo una nuova chiamata dal suo ragazzo, col quale ero rimasto in contatto costante e fissiamo un nuovo incontro per rivedere l’immobile di settembre.
Intanto un’amica della mia cliente le suggerisce di diffidare del collega che l’ha accompagnata in visita la seconda volta, per la poca trasparenza dimostrata col foglio di visita (sul quale ci sono addirittura immobili non visitati e ubicati in aree cittadine molto distanti), e per i precedenti dello stesso che purtroppo per lui sono noti ai più… lei fidandosi del suggerimento dell’amica, approfondisce e successivamente non vuole avere alcun contatto con lo stesso agente,
adducendo che:
l’immobile è stato visitato senza “preventiva” chiara segnalazione,
contro la preventiva sua volontà,
con un agente col quale per principio non vuole avere niente a che fare,
e oltretutto a costi provvigionali superiori in caso di conclusione.
Ci incontriamo nella mia agenzia e mi spiega la situazione, le confermo che non saprei come garantirle, nonostante vogliano concludere l’affare con la mia assistenza, che l’altro agente non avanzi pretese in caso di conclusione.
Purtroppo neanche io, come buona parte dei miei colleghi, ho buoni rapporti con lui e non credo che questo giovi alla questione.
Dopo questa lunga ricostruzione vi chiedo:
c’è un modo per tutelare le ragioni dei miei clienti? C’è una sentenza che possa aiutarli date le condizioni a non incappare in successive vicende legali con l’agente sgradito? BASTEREBBE IL FATTORE TEMPO DEI FOGLI DI VISITA AD ESCLUDERE FUTURE CONSEGUENZE AI MIEI CLIENTI? Voi cosa suggerireste in merito?
Grazie per la cortese attenzione.
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