Buonasera, vorrei esporre il mio problema.
Io venditrice giorno 6 marzo ho stipulato un compromesso con dei signori, il contratto citava che la
Parte promittente venditrice dichiara di essere perfettamente in regola ai relativi regolamenti (a titolo esemplificativo acqua, energia elettrica, riscaldamento ecc.); la medesima parte dichiara, altresì, che le dotazioni di sicurezza e gli impianti sono in perfetta regola e a norma di legge, così come la relativa documentazione tecnica, amministrativa inerente i relativi collaudi e le relative certificazioni, volendone, in difetto, fornire ogni più ampia garanzia personale in merito.
Il rogito verrà stipulato entro e non oltre la data 30 marzo, che costituisce termine perentorio ed essenziale per la parte promissaria acquirente, dietro richiesta di quest’ultima, avanti a notaio dalla medesima indicato.Arrivati a fine marzo nn mi hanno fatto sapere nulla cosi che ho chiamato e ho chiesto che cosa volevano fare e loro hanno dato il via a fine aprile dal notaio.Al che mi sono impegnata per far avere una certificazione di classificazione dell impianto che avrei consegnato il giorno del rogito,l’unica cosa per legge che mi veniva richiesta ,e la certificazione degli impianti elettrici.La certificazione dell impianto riscaldamento e il libretto dell caldaia nn erano in mio possesso,primo perche nn ci vivo piu da un anno e quindi ho chiuso il contatore secondo nn è per legge fornirla,anche perche la casa è stata ristrutturata 20 anni fa.Il rogito era prefissato giorno 20 maggio ma oggi,19 maggio mi ha chiamato il notaio dicendo che si sono ritirati inviandomi una lettera dal notaio che dice di volere indietro il doppio della caparra perche per colpa mia nn sono riusciti a fare il rogito mentre io ho tutte le loro e mail che dichiarano la loro inadempiezza. Volendo posso chiedere io i risarcimenti per varie cose primo perche nn hanno rispettato la data di rogito, secondo perche mi hanno fatto perdere tempo e terzo i risarcimento di soldi e tempo speso? Vi prego rispondetemi Grazie
SCENDIAMO IN LOTTA PER LA DIFESA DELLA DIGNITA’ PROFESSIONALE
“Il Ruolo degli agenti immobiliari tenuto dalle Camere di commercio non va abolito”. A dichiararlo è Giuliano Olivati, presidente provinciale Fiaip Bergamo, insieme a tutto il Consiglio provinciale e all’intero collegio bergamasco, che conta 1.000 operatori aggregati facenti capo a 300 titolari di agenzia immobiliare. “Chiediamo al governo di escludere la categoria degli agenti immobiliari dall’applicazione della Direttiva servizi dell’Unione europea, che è in fase di recepimento legislativo italiano.”
“Da Bergamo - precisa Giuliano Olivati - sta partendo un’offensiva verso tutti i parlamentari del nostro collegio, deputati e senatori, tra cui lo stesso ministro Calderoli, un appello esteso anche ai bergamaschi di nascita o d’adozione eletti in altre regioni. Vogliamo far capire che abolire il ruolo e tagliare fuori la funzione regolativa delle Camere di commercio sarebbe un grossolano errore, e lascerebbe il settore in balia dell’improvvisazione e del “fai da te”, a tutto vantaggio dei grandi franchising che vogliono regolarizzare legioni di ragazzi senza qualifica professionale, che non sono agenti immobiliari abilitati ma operano come abusivi, ed evidentemente hanno difficoltà a superare l’esame della Camera di commercio. Oggi la nostra professione - precisa il presidente Fiaip Bergamo - non è a numero chiuso, non c’è alcun bisogno di liberalizzarla. L’iscrizione al Ruolo camerale degli agenti d’affari in mediazione serve solo a verificare i requisiti di onorabilità, scolastici e professionali: diploma di scuola media superiore, corso propedeutico con piano di studi regionale, e superamento dell’esame abilitativo presso le Camere di commercio. Se chi vuole maneggiare capitali e destini delle famiglie e dei risparmiatori non ha questi requisiti minimi, non può fare l’agente immobiliare, in quanto costituisce un potenziale pericolo per chi si affida a lui. Anche i consumatori devono conoscere lo scenario che si prepara, un far west simile a quello imperante in Spagna dopo la liberalizzazione del settore nel 2000. Lì le agenzie immobiliari nascono e muoiono nel giro di poche settimane, tutti possono improvvisarsi agenti immobiliari e le truffe sono aumentate del 50%. Non vogliamo tornare indietro di 20 anni e cancellare le conquiste della legge 39/89, che ha trasformato il vecchio sensale di piazza in un operatore professionale.”
“Anche la storia che è l’Europa e la Direttiva servizi dell’UE che chiede la liberalizzazione e l’abolizione di albi e ordini non sta in piedi”, prosegue la sua analisi Olivati. “Perché non liberalizzare la chirurgia, allora, o l’ingegneria strutturale con il calcolo dei cementi armati? Perché richiedere il brevetto a chi vuol pilotare i jet di linea? La verità è che la direttiva europea prevede che rimangano albi, ordini e registri professionali a garanzia della professionalità e a tutela dei consumatori, in quei settori che i governi nazionali reputano cruciali per la vita dei cittadini. E ditemi voi se la casa, che è un diritto costituzionale primario, non è uno di questi settori, anzi andatelo a chiedere ai malcapitati che hanno perso la loro casa in qualche truffa immobiliare.”
“Per questo chiediamo a gran voce al governo - conclude Olivati - di escludere il Ruolo agenti immobiliari dall’applicazione della Direttiva servizi, come consentito dal testo della stessa legge quadro dell’Unione europea. Tra l’altro, come pochi sanno, è in fase di pubblicazione la norma di standardizzazione europea “Servizi degli agenti immobiliari”(EN 15733) che prevede che gli agenti immobiliari frequentino un biennio universitario specifico, mentre l’ANEC, l’Agenzia europea di protezione dei consumatori, chiede direttamente l’istituzione di una laurea triennale ad hoc. Se si liberalizzasse la funzione di agente immobiliare, che a quel punto non sarebbe nemmeno più una professione, si andrebbe quindi contro lo standard europeo. Perciò non è vero che l’Europa ci chiede di liberalizzare, l’Unione europea vuole anzi che venga innalzato il livello professionale degli agenti immobiliari. Tra l’altro lo standard europeo “Servizi degli agenti immobiliari” (EN 15733) ci obbliga a fornire al cliente il “numero di iscrizione dell’agente immobiliare”. Il progetto del governo di abolire il ruolo va quindi chiaramente contro le richieste europee. Chiediamo aiuto ai parlamentari bergamaschi per evitare questo imperdonabile errore, di cui lo stesso governo si pentirebbe nel giro di pochi mesi.”
Origine notizia: www.fiaipbergamo.it
Per sottoscrivere l’iniziativa: http://www.facebook.com/home.php#!/pages/APPELLO-AL-GOVERNO-CONTRO-LABOLIZIONE-DEL-RUOLO-AGENTI-IMMOBILIARI/281334033649?ref=ts
Post correlati
Rinnovate le cariche associative e il Comitato scientifico dell’Osservatorio
Fiaip Bergamo, la Federazione degli agenti immobiliari e mediatori creditizi professionali, dopo la riconferma alla presidenza di Giuliano Olivati e l’elezione del Consiglio provinciale ha rinnovato le cariche interne e il Comitato scientifico.
Il nuovo vicepresidente provinciale è Ezio Sangiovanni Gelmini, mentre come segretario è stato confermato Franco Guerini. Per quanto riguarda le deleghe di settore, a Olivati sono state assegnate la comunicazione e la cultura e formazione, a Sangiovanni l’informatica, a Roberto Tassetti il settore turistico, a Salvatore Ranucci l’estero, a Claudio Brembilla la mediazione creditizia, e a Carlo Bettinelli la previdenza e contrattazione collettiva.
Rinnovato anche il Comitato scientifico dell’Osservatorio immobiliare Fiaip Bergamo, con Giuliano Olivati direttore responsabile del periodico, Roberto Boffelli direttore organizzativo, Roberto Tassetti responsabile sezione statistica, mentre Salvatore Ranucci e Antonio Chiarini sono i coordinatori di statistica rispettivamente per il capoluogo e la provincia.
“L’alto livello professionale e sindacale del nuovo Consiglio - ha commentato il presidente Olivati - ci dà la garanzia che verrà proseguito e portato a termine il lavoro svolto nello scorso quadriennio, con l’affermazione del valore scientifico dell’Osservatorio e la creazione della nuova sede provinciale, mantenuta grazie a convenzioni e sponsorizzazioni e senza chiedere un euro in più agli associati. Il programma Fiaip Bergamo prevede lo sviluppo di sinergie e collaborazioni tra le agenzie immobiliari e creditizie che fanno parte della rete web Fiaip Network, che conta 1.000 operatori e 300 agenzie capillarmente distribuiti sul territorio provinciale. La “formazione e convegnistica” è l’altro pilastro della nostra azione - prosegue Olivati - per questo intendiamo proseguire nel lancio di piani formativi e di convegni e seminari sulla cultura del real estate. Le sinergie con Camera di Commercio, Confindustria (di cui siamo soci collettivi), Fondimpresa, Sindacato ragionieri commercialisti sono fondamentali per elevare sempre più la caratura professionale dei nostri associati agenti immobiliari e mediatori creditizi. Il nostro slogan - conclude Olivati - è “dalla formazione alla professionalità, dalla professionalità alla visibilità”.”
Post correlati
Per fugare ogni dubbio diamo delle nozioni, i lettori venditori giudichino loro quando far redigere questo documento. I colleghi riflettano su chiedere quando farselo produrre.
La Relazione Tecnica è uno strumento, rappresentato da un documento di 4/5 pagine redatto da un Geometra o Architetto o Perito o comunque un tecnico abilitato, attraverso il quale il venditore deve garantire in sede di rogito, la conformita’ catastale ed urbanistica dell’immobile oggetto della compravendita.
Il venditore infatti in atto dichiara la conformità, sotto la sua responsabilità, è lui venditore che garantisce e nessun altro.
Per far cio’, siccome non tutti sono Geometri o Architetti o altro, ci si avvale di un tecnico che controlli l’immobile e poi dica al Notaio che SI, effettivamente l’immobile è OK ed il venditore lo garantisce “a ragion veduta” con motivo valido, perchè è stato verificato.
In alcune città è onere economico a carico del venditore in altre è a carico economico del compratore…….la responsabilità, la garanzia della conformità pero’ in tutta Italia la da’ il venditore (è normale, è lui che vende e’ lui quindi che deve garantire cio’ che vende ed infatti la Legge fa’ garantire a lui l’oggetto)
Quindi, detto cio’, decidete voi chi è giusto che controlli, se poi pensate che è meglio che controllino in 2 Tecnici (del compratore e del venditore) va bene lo stesso.
Il punto pero’ è questo:
Sia in fase di Proposta sia in fase di Compromesso e sia in fase di Rogito al venditore viene subito chiesto di esser certo di questa conformità.
Ora, a mio avviso è bene che si sappia cosa si vende, se una casa è OK o se è una casa mezza abusiva: voi che dite?
Allora, forse è bene mettersi in testa anche noi A.I. per primi, che sapere cosa si vende lo si deve sapere fin da subito, o vogliamo far vedere case, iniziare lunghe ed estenuanti trattative ai clienti per poi scoprire che è difforme e far rimanere male tutti se non addirittura provocare liti legali?
p.s. : non si accettano commenti/scuse del tipo:
“la rtn ha validità solo per pochi mesi” ecc……..si fa’ ristampare al tecnico, non è un problema! Il tecnico torna nella casa un minuto, vede che nulla è cambiato rispetto a quando l’aveva fatta e la ristampa! Quindi le obiezioni le si preferisce nel merito e nel concetto non nelle scuse.
Post correlati
Mi piaceva ripetermi e allora ho fatto questo post, anche con la speranza che qualche “capoccia” di FIAIP (nomino solo loro perchè secondo me sono gli unici per ora meritevoli di nota) legga e lo proponga in consiglio Nazionale, se c’avete gia’ riflettuto sopra e reputato essere una boiata, girate pagina.
A ondate come si usa nel Gossip la nostra categoria subisce da sempre l’attacco piu’ profondo nella frase:
“io credevo che dovevano controllare loro, se no perchè usare l’A.I.?”
Sbagliato, incompleto, populista……OK, come volete, ma cio’ esiste, questa frase viene detta da chi ha avuto un problema durante una vendita, ascoltata da chi non sa’, ripetuta ad amici e parenti, usata per delegittimarci: ergo, non è una fantasia ma un problema.
Allora se cosi’ è forse è l’ora di dare una risposta.
Nononono la risposta: “noi mediamo, non siamo responsabili” non è una risposta ma una scusa.
Nononono la risposta: “non è vero, abbiamo gia’ delle responsabilita’” non è una risposta, se cosi’ fosse non ci accuserebbero e i Giudici non durerebbero cosi’ tanta fatica (fantasia?) per incolparci.
La risposta puo’ essere una sola: “ok, me ne facciamo carico, ci pensiamo noi e vi accontentiamo.”
Chi mi conosce sa’ che non sono “un buono” quindi non lo dico per magnanimità ne’ per altruismo, anzi lo dico per egoismo di categoria.
Allora, tronchiamo le gambe a queste accuse, prendiamoci 5/6 responsabilità, facciamoci di cio’ un fregio ed al contempo aumentiamo la nostra professionalità a totale discapito di chi dice “faccio da solo, tanto l’A.I. non serve a nulla, non hanno nemmeno responsabilità?!”.
Come conseguenza avremmo che questa accusa non ce la rivolgeranno piu’, verremo avvertiti come “utili e garanti”, i nostri compensi saranno percepiti come “giusti ed equi” perchè sono anche “a garanzia” e ……..e gia’ sarebbe una enorme conquista.
Facciamolo, è la via piu’ breve e sicura per la categoria……poi continuiamo anche a mediare, ovviamente e legittimamente……è il nostro lavoro.
Post correlati
Ciao a tutti.
BlogAgenzieImmobiliari sta “traslocando”: tra pochi giorni, chiunque tenterà di collegarsi al Blog verrà re-indirizzato automaticamente a Immobiliare.com, la prima community online per Professionisti dell’Immobiliare, dove gli strumenti a disposizione per soddisfare tutte le vostre esigenze saranno molti di più.
In ottica Web 2.0, attraverso un unico strumento, avrete la possibilità di informarvi, creare contenuti e socializzare con i vostri colleghi in tutta Italia semplicemente collegandovi alla vostra nuova Community, completa di Notizie, Forum, Wiki e molto altro.
Non finisce qui: ognuno di voi avrà a disposizione anche un network di Blog locali che, giorno per giorno, racconterà l’andamento immobiliare della sua città.
La parola d’ordine sarà “partecipare” e per questo motivo, oltre alla possibilità di commentare i post scritti dalla nostra redazione, potrete pubblicare anche il vostro articolo semplicemente compilando un modulo, con garanzia di riservatezza se non volete rendere pubblici i vostri dati.
Noi siamo pronti, e voi?
3-2-1…
Post correlati
Da sempre la maggioranza degli Operatori utilizzano la Caparra Confirmatoria durante le trattative, che sia promessa di promessa o Preliminare di acquisto una volta accettata questo poco importava, ma esiste anche un altro strumento da poter utilizzare che offra stesse garanzie per le parti e per l’A.I.?
Chi le usa potrebbe illustrarci nella fattispecie le modalità di gestione?
Per esempio:
- visto che la garanzia contro i “ripensamenti” è data solo dall’importo lasciato a depostito, quanto vi fate lasciare usualmente?
- cosa si intende per “recesso per giustificato motivo”?
- cosa pensano della Penitenziale i clienti?
- in percentuale, si hanno piu’ o meno problemi nell’arrivare al Rogito utilizzando questo strumento?
- cos’è il “deposito fiduciario”?
Cambiare non deve destare timori………quando è in meglio……oppure no?
Post correlati
Postato da Roberto:
Salve,
vi scrivo per sottoporre, nel blog “BlogAgenzieImmobiliari.it”, quello che mi è accaduto recentemente.
Circa 3 anni fa, tramite un’agenzia immobiliare, ho preso contatto con un costruttore per la permuta di un lotto di terreno edificabile di mia proprietà con parte degli immobili ricavabili. L’agenzia immobiliare ha redatto una scrittura, sottoscritta da tutti, e ha fissato una cauzione di pari importo a me e al costruttore come garanzia. La scrittura ci impegnava per un anno, abbiamo quindi iniziato a perfezionare l’accordo facendo sviluppare, da un
architetto, un progetto di massima.
Un anno dopo, non essendo ancora definito il piano regolatore relativo al terreno di mia proprietà, l’agenzia ha richiesto il rinnovo, per un’ulteriore anno, della scrittura di accordo. Purtroppo il piano regolatore non era ancora definitivo allo scadere dell’ulteriore anno di accordo, per cui ci siamo reincontrati di nuovo per decidere il da farsi. Di comune accordo si è deciso di procedere, senza però rinnovare la scrittura di impegno. E’ però rimasta
attiva la cauzione di garanzia.
Nello scorso mese di settembre, essendo finalmente definitivo il piano regolatore, ci siamo nuovamente incontrati, presso l’agenzia, per confermare le nostre disponibilità. In quella sede è stata confermata sia da me sia dal costruttore la disponibilità a procedere, il tutto è stato formalizzato firmando, pagina per pagina, un progetto di massima aggiornato con gli ultimi dettami del piano regolatore.
Nello scorso mese di dicembre, non avendo ricevuto ulteriori informazioni dal costruttore, l’ho ricontattato per sentire come intendeva procedere, ricevendo da lui rassicurazioni in merito sul fatto che a marzo tutto sarebbe partito come stabilito. A gennaio il costruttore ha richiesto un nuovo incontro presso l’agenzia, in cui ha asserito che si considerava libero dagli impegni presi vista l’attuale situazione economica che non rendeva più appetibile il
progetto concordato. Durante lo stesso incontro, il costruttore ha sostenuto che nessuna cauzione mi deve essere riconosciuta. L’agenzia immobiliare coinvolta non prende posizione, limitandosi a dire che non può obbligare nessuno al mantenimento degli accordi.
Come posso procedere? Tengo presente che dalla firma del disegno, nel settembre scorso, ho ricevuto anche diversi contatti per altri progetti sullo stesso terreno, contatti che sono stati troncati sul nascere visto l’impegno assunto. Come posso procedere per far valere i miei diritti?
Grazie a tutti per i consigli
Post correlati
Sono quasi deluso.
Sono quasi deluso perchè quando vuoi fare qualcosa per tutti, a pro di tutti, nel momento che chiedi aiuto, o cerchi di sviluppare strade, mezzi, sistemi, risorse come questo blog, il wiki, e il futuro borsino ti scontri con gli interessi miopi e particolari, si scorda la sinergia, si dimentica di fare un semplice calcolo di convenienza a lungo termine, preferendo il tentativo, spesso inutile e fatto senza nemmeno cognizione di causa, di cercar di tirare fuori i 1oo euri, intesi come guadagno immediato, sempre misero qualsiasi sia la misura dello stesso se raffrontato al guadagno a lungo termine, lungimirante.
Ma oltre al denaro c’è anche una forma di auto-celebrazione, dove al contributo al gruppo, alla categoria tutta, si preferisce il tentativo di auto-affermazione.
Ma cosa vuole dire il Ponziani con queste parole?

Fonte wikipedia
Post correlati
A seguito della discussione attivata il 16 novembre 2008 da G.P. con il post Che ne facciamo del Signor Notaio? il Consiglio Nazionale del Notariato ci ha fatto pervenire l’intervento che segue. La redazione lo sottopone volentieri integralmente all’attenzione degli utenti del blog.
________________
Notaio: un costo o una risorsa?
Nel comune sentire dell’opinione pubblica vengono percepiti due elementi essenziali del ruolo del notaio.
Il primo è costituito dalla fiducia, che si fonda sull’imparzialità (tutte le parti del contratto devono essere tutelate), su una preparazione giuridica e fiscale di livello elevato, sulla natura di pubblico ufficiale, che rende il notaio garante e responsabile della veridicità e della legalità degli atti.
Il secondo consiste nel fatto che il notaio esercita la sua funzione non da dipendente dello Stato, ma con un’autonoma organizzazione professionale, finalizzata al migliore livello possibile di efficienza ed affidabilità. La rapidità nella predisposizione degli atti, il superamento delle difficoltà tecniche in tempi brevi, la trasmissione degli atti per via telematica ai pubblici registri, sono rese possibili da investimenti molto costosi in personale e strumenti informatici e sono garanzia di sicurezza e di efficienza per il cittadino.
I notai, oltre che nelle successioni, di cui vengono ritenuti a buon diritto i soggetti più specializzati, sono impegnati in due campi fondamentali: quello della circolazione dei beni immobili (case, uffici, terreni, fondi agricoli) e nei passaggi più rilevanti dell’attività societaria. In entrambi i casi il ricorso al notaio è previsto dalla legge per assicurare contratti e verbalizzazioni ineccepibili e per far sì che l’autonomia privata non superi i limiti di legalità fissati dalle norme.
Poiché l’intervento del notaio è obbligatorio, le tariffe sono fissate dallo Stato, a tutela del cittadino. Ed è facile verificarlo: il trasferimento di un’abitazione, per la quale il notaio garantisce nei confronti dei clienti la libertà da ipoteche ed altri vincoli, comporta un onorario notarile pari normalmente a meno di metà della tariffa degli avvocati per l’assistenza in un analogo affare e ad una frazione di quanto riscuote il mediatore immobiliare.
Pochi sanno inoltre che il notariato italiano è stata la prima categoria professionale a stipulare un’assicurazione che copre tutti i suoi componenti. Ciò vuol dire che il cittadino che si rivolge al notaio ha la certezza di essere risarcito anche nel caso di eventuali errori.
Il numero programmato (i notai sono in numero limitato in ragione della pubblica funzione svolta e sono legati alla loro sede, come i giudici, per garantire l’assistenza a tutto il territorio, comprese le zone più disagiate) è anche garanzia di qualità, poiché i notai giungono alla professione dopo studi rigorosi ed una selezione molto severa.
E’ poi necessario sfatare una diffusa leggenda metropolitana circa la presunta ereditarietà della professione: solo il 17,5% dei notai italiani hanno un famigliare dedito alla medesima professione. E’ la percentuale più bassa di tutto il panorama professionale nel nostro Paese: altro che “casta”! Inoltre l’accesso alla professione, anche ai giovani meritevoli meno abbienti, viene incoraggiato con adeguate borse di studio.
Si dice: ma a che serve il notaio? In Inghilterra o negli Stati Uniti si può anche comperarsi la casa da soli, e si viene garantiti dalle assicurazioni.
E’ vero; peccato che il solicitor, l’avvocato da cui non si può non farsi assistere, costi più del notaio e che spesso le assicurazioni si rivelino molto restie a pagare il danno. La differenza tra i due ordinamenti, in fondo, è la stessa che passa fra prevenire e curare.
Il notaio svolge una funzione sociale di grande rilievo in momenti essenziali della vita del cittadino. Compito del notaio è infatti anche quello di tutelare i più deboli, quelli che non sono in grado di pagarsi l’avvocato migliore, quelli che comperandosi la prima ed unica casa della vita non possono rischiare e vogliono che ci sia qualcuno che garantisca loro che la casa è realmente disponibile, senza gravami; qualcuno, cioè, che dia certezze.
Non è un caso che il notariato di tipo latino (dove il notaio garantisce personalmente i clienti della solidità giuridica del contratto) sia presente in settanta paesi, da tutta l’Europa continentale all’America Latina, ai paesi dell’est europeo, alla Cina e che in alcuni stati degli USA si stia pensando molto seriamente all’introduzione di questa figura professionale, secondo il modello latino.
E’ ampiamente dimostrato che, dove interviene il notaio, risulta scarsissima la litigiosità davanti ai giudici. In Italia le cause per i contratti immobiliari e quelli relativi ai momenti societari controllati dai notai sono una percentuale assolutamente minima rispetto al numero di transazioni stipulate.
Non è un caso, del resto, che le istituzioni abbiano affidato negli ultimi anni ai notai compiti sempre più delicati: dal contrasto all’abusivismo edilizio alle espropriazioni immobiliari; dal ruolo di giudici onorari aggregati, per smaltire l’arretrato della giustizia civile, al controllo su costituzioni e verbali delle società, per liberare i giudici da una parte del loro carico di lavoro, oltre a delicate responsabilità, fra l’altro, in materia di lotta al riciclaggio. Il tutto senza costi aggiuntivi per la collettività.
La domanda “Perché il notaio?” trova dunque una risposta agevole: perché il cittadino ha più sicurezza, più efficienza, meno costi, più semplificazione nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Ha a disposizione un professionista che risponde economicamente della solidità degli atti e, per i trasferimenti immobiliari e gli atti societari, una sorta di sportello unico di elevata qualificazione giuridica e fiscale e di reale garanzia. In tempi sempre più complessi ed incerti, vale la pena di rinunciarvi?
P.M.











