Ribassi, saldi e correttezza

Affitti

postato da: Lorenzo Oliboni
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Voglio proporre un argomento che era stato già affrontato tempo addietro.
A volte si vedono o si viene a conoscenza di agenti immobiliari che propongo sconti, saldi e nessuna provvigione per il proprietario.
L’estate scorsa vidi un collega promuovere su di un giornale un annuncio in cui proponeva nessuna mediazione per i proprietari in caso di incarico per la locazione.
Io gli scrissi segnalandoli che a mio avviso tutto ciò era scorretto e poco professionale.
Mi rispose rivendicando la sua correttezza e sostenendo che l’iniziativa era limitata nel tempo.
Sosteneva che ciò non significa svilirsi professionalmente, ma piuttosto sono i colleghi che lavorano senza mandato a “svendere” il proprio lavoro. Difatti citava i casi in cui era partecipe ad una collaborazione dove il collega non percepiva mai nessuna mediazione dal proprio cliente così da richiedere una percentuale a lui (mi è successo pure a me!).
Fermo restando che reputo il collega una persona valida anche umanamente, mi imbatto spesso in proprietari che mi dicono : “io non pago l’agenzia, si faccia dare i soldi dagli inquilini” costringendomi sempre a rinunciare nel caso non li riesca a convincere del contrario. Ci sono proprietari furbetti che si vogliono approfittare, ma sicuramente ci sono agenti disposti a lavorare per metà compenso.

Oltre ad essere poco professionale è vietato pure dal regolamento. Come fate a far emergere il valore aggiunto dei vs. servizi?


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Se ho l’iscrizione al Ruoloo posso già esercitare???

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postato da: utentenonregistrato
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Salve a tutti. Ho da poco avuto il numero di iscrizione al ruolo degli agenti immobiliari. Volevo chiedere se posso già esercitare oppure se prima devo aprire la partita iva e stipulare l’assicurazione . Ringrazio anticipatamente


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CARI AMICI LETTORI, COLLEGHI ED EX COLLEGHI.
Non passa giorno, che non si legga nelle principali testate dei quotidiani più quotati, quali difficoltà economico/sociali, stia attraversando il nostro paese non che il mondo intero a causa dell’avidità del mercato finanziario. Certo in queste ultime settimane si ode sempre più spesso la parola “RIPRESA ECONOMICA” che tutti ci aspettiamo arrivi e al più presto!
Questo potrà essere vero, oppure no! E solo il tempo ci saprà svelare! Ma purtroppo, ora per il nostro settore immobiliare, si stanno adensando nubi ancora più scure, dense e tempostose, che minacciano la tenacia, con qui tanti operatori immobiliari hanno resistito resistito fino ad oggi con la pia illusione che tutto sarebbe tornato come prima o quasi!
Di recente ho letto un articolo, su di un quotidiano economico che riporto qui di seguito, in modo che lo leggiate e che ne traete anche voi come me, le debite conclusioni; il titolo?
ORA COMPERARE CASA SARA’ ANCORA PIU’ DIFFICILE

Siamo in Italia e alla fine un rimedio si troverà. Ma la prospettiva di un drastico abbassamento del tetto di erogazione dei mutui fondiari, ipotesi allo studio dell’Unione europea, potrebbe sconvolgere il nostro mercato dei mutui.

In soldoni, si tratterebbe di erogare non più del 40% del valore di mercato e del 50% del valore di perizia (che tiene conto degli aspetti della commerciabilità del bene a lungo termine). Nel nostro paese, dove questa percentuale si aggira poco sotto il 70%, con punte dell’80% e, fino a non molto tempo fa, anche del 100%, una scelta del genere metterebbe in serie difficoltà una bella fetta di acquirenti. Costringendoli ad attingere alla liquidità (evidentemente più redditizia) o a servirsi di altri prodotti, di tipo assicurativo (evidentemente più costosi) per coprire la differenza. O ancora, a rinunciare all’acquisto.

I primi a lanciare l’allarme sono stati i ricercatori di Scenari Immobiliari, un anno fa: l’acquisto di abitazioni da parte di stranieri era crollata del 22,5% rispetto al 2007 (mentre il calo complessivo è stato del 13 per cento). Il rapporto definitivo 2009 fornisce dati anche peggiori: il 2008 si è chiuso con un 23,7% in meno, e un calo del fatturato di addirittura il 30 per cento, dai 16,8 miliardi del 2007 agli 11,7 del 2008.

Le previsioni del 2009 non indicano affatto un’inversione di tendenza e le vendite agli stranieri saranno probabilmente solo 90mila (sono state 103mila nel 2008 e 135mila nel 2007). Tutto questo a fronte di una stretta sui mutui che aveva già ridotto le possibilità dei prestiti che coprivano anche il 100% del costo della casa e una maggiore attenzione sulla solvibilità.
Il mercato si è ormai di fatto strutturato sulla possibilità di accesso a mutui che coprano almeno il 70% del costo di un immobile adatto alla famiglia che lo contrae, con punte in su o in giù a seconda della disponibilità reddituale. Già ora la quota di mutuo è però, per gli immigrati, secondo Scenari Immobiliari, il 66% del costo dell’immobile.

Saranno quindi loro a subire i contraccolpi più pesanti della politica dell’Unione europea, se il tetto del 40% e 50% sui mutui erogabili diventerà obbligatorio. Anche se l’entrata in vigore è prevista per il prossimo anno, si può fare qualche previsione.

Il dato di fondo è, infatti, l’assenza o quasi di una consistente quota di risparmio da parte di una famiglia di recente immigrazione, dato che se in una prima fase a drenarla è l’affitto, in una seconda fase dovrebbe essere il mutuo per l’acquisto della casa. Ma se questo, per un immobile da 200mila euro, passa dal 70% al 50%, cioè da una rata trentennale di 800 euro a 550 euro al mese, per la famiglia è certo un sollievo, ma quei 40mila euro di differenza dove possono essere trovati?

I 250 euro mensili disponibili dovrebbero essere convertiti in un altro prestito, che evidentemente non può scontare le stesse condizioni. Ed ecco che sulla parte più debole si scaricano i costi della decisione della Ue. E una parte di quelle 90mila abitazioni acquistate da stranieri (su un totale di circa 600-650mila) potrebbe quindi letteralmente restare sul mercato per mancanza di acquirenti: in prevalenza sono bilocali (che per inciso rappresentano circa il 26% del totale delle compravendite abitative in Italia) e non è difficile immaginare che, se le banche non troveranno soluzioni per fornire prodotti accessibili che non siano formalmente mutui, molti di quegli acquirenti non compreranno e saranno costretti a restare in affitto.

Se a questa considerazione aggiungiamo che, attualmente, sono centinaia di migliaia le famiglie a rischio di insolvenza mutuo (cioè quelle con reddito netto mensile inferiore a 1.600 euro mensili), è chiaro che questa stessa tipologia di famiglia dovrà confrontarsi con problemi analoghi a quelli degli immigrati. Cioè, in sostanza, a rinunciare all’acquisto a meno di poter contare su una rete di solidarietà familiare estesa, sulla quale contare per coprire la differenza.

I NUMERI

-23,7%. Acquisti degli stranieri. Nel 2008 le compravendite di abitazioni da parte degli immigrati sono calate del 23,7% con un taglio del fatturato del 30%: dai 16,8 miliardi del 2007 agli 11,7 del 2008

90mila. Compravendite. Quest’anno il numero di compravendite da parte degli stranieri è stimato in 90mila, molto meno rispetto alle 103mila dell’anno scorso e alle 135mila del 2007. Probabilmente ha influito la possibilità del mutuo al 100%

1.600 euro. Pericolo insolvenza. Le famiglie a maggiore rischio default sono quelle con un reddito complessivo intorno ai 1.600 euro mensili. Quelle che, non potendo contare sulla solidarietà familiare, rischiano di non poter accedere al bene casa

70%. La soglia. Il mercato italiano è strutturato sulla possibilità di poter contrarre mutui che coprano il 70% del valore dell’immobile. Con punte del 90 e del 100%, più spesso per gli immigrati e le famiglie indigenti.
RESTO IN ATTESA DEI VOSTRI COMMENTI,Grazie


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Commissioni dal costruttore.

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postato da: caterina
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Salve, torno con piacere a scrivere su questo blog dopo diverso tempo ma, aimè per una questione tutt’altro che piacevole. Tempo fa ho ricevuto incarico verbale (corredoato però da tutta la documentazione inerente gli immobili) per la vendita di diverse unità immobiliari in una palazzina di nuova costruzione. Il costruttore che mi ha dato l’incarico è socio per metà dell’ ati che ha costruito lo stabile. Io ho pubblicizzato gli appartamenti per più di un anno, effettuando diversi appuntamenti (testimoniati dai fogli di visita firmati dai clienti)ai quali è sempre stato presente il costruttore di cui sopra. Circa un mese fa ho portato una signora che è sembrata da subito molto interessata, ha firmato il foglio visita come al solito e, alla prima visita ne sono seguite altre 2 con il compagno. Dopo qualche giorno vengo ricontattata dal costruttore che mi autorizza a comunicare alla cliente uno sconto sul prezzo stabilito per l’appartamento, sconto che io ho immediatamente rigirato alla potenziale acquirente. Alcuni giorni dopo la signora mi chiama dicendomi che il compagno aveva preso contatti direttamente con il socio del “mio costruttore referente” e che stavano concludendo l’affare. Da subito ho fatto presente alla signora che questo contatto secondario non invalidava l’impegno preso con l’agenzia riguardante le commissioni e lei si è dimostrata da subito d’ accordo. Il costruttore, però, sostiene che la vendita è avvenuta solo perchè il socio ha deciso di scontare il prezzo dell’appartamento e che l’intervento dell’agenzia non è stato rilevante. La mia agenzia è stata messa da parte colpevolmente dall’atteggiamento “furbesco” del compagno della mia cliente e dal socio del costruttore mio referente, ma non si è sottratta per propria scelta a portare avanti la trattativa. Secondo voi ci sono i presupposti far intervenire un legale? Vi prego datemi un consiglio, a voi è mai capitato qualcosa di simile?


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Aiuto permuta terreno edificabile

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postato da: dbrick
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Salve,
vorrei approfondire le mie conoscenze sulla permuta immobiliare. Ho già letto alcuni post, ma dei dubbi rimangono. Possiedo un terreno edificabile e sono in trattativa con un costruttore. So che la permuta prevede lo “scambio” del terreno con un certa % di ciò che sarà realizzato. Il costruttore però mi considera il valore del terreno in deduzione del valore delle unità immobiliari che realizzerà. Le posizioni sono un pò differenti direi. Effettivamente, perchè nella permuta si parla di % e non di valore? Grazie.


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Buongiorno a tutti,
la posta elettronica certificata diverrà obbligatoria anche per le agenzie immobiliari? Se sì quale sarebbe il termine ultimo entro il quale mettersi in regola?


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Vorrei trasferirmi online

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postato da: utentenonregistrato
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Salve a tutti, scrivo in questo interessantissimo forum per avere il vostro prezioso parere circa una mia propsettiva che avrei intenzione di realizzare. Ovvero, è da circa 7 anni che sono titolare di una agenzia imm. ereditata da mio padre e aperta da circa 20 anni. Però, viste le alte spese che questa mi comporta e la concorrenza che incalza sempre di più, avrei intenzione di lavorare solo online, cioè essere presente sui maggiori portali immobiliari e sulle riviste specializzate in materia ed avere un piccolo locale di appoggio però di mia proprietà. Inoltre poichè abbetterei notevolemnte i costi (affitto, segretaria, telefono, luce, etc) potre fare delle promozioni come ribassare la provvigione, farei la certificazione energetica degli immobilia mie spese, ovviamente questo avendo il mandato in esclusiva. Così farei concorrenza ai colleghi ed incentivando le persone a darmi la loro casa. Da un lato la cosa mi intriga, dall’altro mi dispiacerebbe chiudere una agenzia aperta da 20 anni. Voi che ne pensate? il territorio dove lavoro ha circa 20 mila abitanti oltre ad essere interessante per vicinanza al mare per coloro dei paesi limitrofi come palermo e altri. Sono un po confuso e spero possiate darmi validi consigli. Grazie a tutti e buone feste


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La crisi modifica il mercato e promuove una nuova concezione di business immobiliare. Le previsioni più recenti riferiscono un aumento di immobili all’asta. Una possibilità concreta di investimento.

Negli ultimi anni un sempre più consistente numero di persone ha sviluppato un grande interesse per il settore delle aste. Non solo persone che vi si indirizzano per risolvere il problema abitativo ma, anche sempre più investitori in cerca di affari.

L’acquisto all’asta giudiziaria è ormai visto come una concreta possibilità di miglioramento della propria situazione economica, come una delle più importanti eveluzioni del mercato. Manca però una formazione appropriata alle aste.

Si possono infatti cogliere opportunità ed essere consaspevoli che è possibile acquistare un immobile ad un prezzo notevolamente inferiore rispetto a quello reale di mercato.
Ciò è determinato dall’odierno momento di crisi immobiliare che individua nei prossimi anni un consistente aumento di immobili in vendita all’asta. Difatti, sono molte le persone che hanno acquistato accendendo un mutuo durante il boom del settore e che non sono più in grado di onorare i propri obblighi con le banche.

In prima linea ciò che determina il successo alle aste è il grado di conoscenze, la competenza in materia. In questo modo sarà possibile riconoscere l’affare vero da quello che lo è solamente in apparenza.

Acquistare all’asta è semplice, basta offrire di più, ma saper guadagnare ad un’asta è davvero un’altra cosa….

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, visita il nostro sito, www.houseauction.it e contattaci, conosci una nuova concezione di business immobiliare.


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eu SCENDIAMO IN LOTTA PER LA DIFESA DELLA DIGNITA’ PROFESSIONALE

“Il Ruolo degli agenti immobiliari tenuto dalle Camere di commercio non va abolito”. A dichiararlo è Giuliano Olivati, presidente provinciale Fiaip Bergamo, insieme a tutto il Consiglio provinciale e all’intero collegio bergamasco, che conta 1.000 operatori aggregati facenti capo a 300 titolari di agenzia immobiliare. “Chiediamo al governo di escludere la categoria degli agenti immobiliari dall’applicazione della Direttiva servizi dell’Unione europea, che è in fase di recepimento legislativo italiano.”

“Da Bergamo - precisa Giuliano Olivati - sta partendo un’offensiva verso tutti i parlamentari del nostro collegio, deputati e senatori, tra cui lo stesso ministro Calderoli, un appello esteso anche ai bergamaschi di nascita o d’adozione eletti in altre regioni. Vogliamo far capire che abolire il ruolo e tagliare fuori la funzione regolativa delle Camere di commercio sarebbe un grossolano errore, e lascerebbe il settore in balia dell’improvvisazione e del “fai da te”, a tutto vantaggio dei grandi franchising che vogliono regolarizzare legioni di ragazzi senza qualifica professionale, che non sono agenti immobiliari abilitati ma operano come abusivi, ed evidentemente hanno difficoltà a superare l’esame della Camera di commercio. Oggi la nostra professione - precisa il presidente Fiaip Bergamo - non è a numero chiuso, non c’è alcun bisogno di liberalizzarla. L’iscrizione al Ruolo camerale degli agenti d’affari in mediazione serve solo a verificare i requisiti di onorabilità, scolastici e professionali: diploma di scuola media superiore, corso propedeutico con piano di studi regionale, e superamento dell’esame abilitativo presso le Camere di commercio. Se chi vuole maneggiare capitali e destini delle famiglie e dei risparmiatori non ha questi requisiti minimi, non può fare l’agente immobiliare, in quanto costituisce un potenziale pericolo per chi si affida a lui. Anche i consumatori devono conoscere lo scenario che si prepara, un far west simile a quello imperante in Spagna dopo la liberalizzazione del settore nel 2000. Lì le agenzie immobiliari nascono e muoiono nel giro di poche settimane, tutti possono improvvisarsi agenti immobiliari e le truffe sono aumentate del 50%. Non vogliamo tornare indietro di 20 anni e cancellare le conquiste della legge 39/89, che ha trasformato il vecchio sensale di piazza in un operatore professionale.”

“Anche la storia che è l’Europa e la Direttiva servizi dell’UE che chiede la liberalizzazione e l’abolizione di albi e ordini non sta in piedi”, prosegue la sua analisi Olivati. “Perché non liberalizzare la chirurgia, allora, o l’ingegneria strutturale con il calcolo dei cementi armati? Perché richiedere il brevetto a chi vuol pilotare i jet di linea? La verità è che la direttiva europea prevede che rimangano albi, ordini e registri professionali a garanzia della professionalità e a tutela dei consumatori, in quei settori che i governi nazionali reputano cruciali per la vita dei cittadini. E ditemi voi se la casa, che è un diritto costituzionale primario, non è uno di questi settori, anzi andatelo a chiedere ai malcapitati che hanno perso la loro casa in qualche truffa immobiliare.”

“Per questo chiediamo a gran voce al governo - conclude Olivati - di escludere il Ruolo agenti immobiliari dall’applicazione della Direttiva servizi, come consentito dal testo della stessa legge quadro dell’Unione europea. Tra l’altro, come pochi sanno, è in fase di pubblicazione la norma di standardizzazione europea “Servizi degli agenti immobiliari”(EN 15733) che prevede che gli agenti immobiliari frequentino un biennio universitario specifico, mentre l’ANEC, l’Agenzia europea di protezione dei consumatori, chiede direttamente l’istituzione di una laurea triennale ad hoc. Se si liberalizzasse la funzione di agente immobiliare, che a quel punto non sarebbe nemmeno più una professione, si andrebbe quindi contro lo standard europeo. Perciò non è vero che l’Europa ci chiede di liberalizzare, l’Unione europea vuole anzi che venga innalzato il livello professionale degli agenti immobiliari. Tra l’altro lo standard europeo “Servizi degli agenti immobiliari” (EN 15733) ci obbliga a fornire al cliente il “numero di iscrizione dell’agente immobiliare”. Il progetto del governo di abolire il ruolo va quindi chiaramente contro le richieste europee. Chiediamo aiuto ai parlamentari bergamaschi per evitare questo imperdonabile errore, di cui lo stesso governo si pentirebbe nel giro di pochi mesi.”

Origine notizia: www.fiaipbergamo.it

Per sottoscrivere l’iniziativa: http://www.facebook.com/home.php#!/pages/APPELLO-AL-GOVERNO-CONTRO-LABOLIZIONE-DEL-RUOLO-AGENTI-IMMOBILIARI/281334033649?ref=ts


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Diploma si - Diploma no ??

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postato da: sghe100
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Salve a tutti, mi confermate che con l’ adeguameto allo standard europeo, per poter accedere all’ esame per Agenti Immobiliari non è pù necessario avere alcun requisito “professionale” tipo Diploma etc…

In ogni caso credo che sia giusto mantenere l’ esame, renderlo ancora più difficile, ma dare la possibilità a tutti di poter sostenere il suddetto esame.


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