Vorrei vendere una casa il cui terreno è catastalmente suddiviso tra varie proprietà. Premetto che tutto il terreno di mia pertinenza è recintato da 32 anni ad uso esclusivo della nostra proprietà.
Per venderlo conviene economicamente utilizzare l’usucapione oppure andare dal notaio con i confinanti specificando per ciascuno la parte relativa di terreno? Quali sono i costi ed i tempi delle due procedure?
grazie
Buonasera, vorrei esporre il mio problema.
Io venditrice giorno 6 marzo ho stipulato un compromesso con dei signori, il contratto citava che la
Parte promittente venditrice dichiara di essere perfettamente in regola ai relativi regolamenti (a titolo esemplificativo acqua, energia elettrica, riscaldamento ecc.); la medesima parte dichiara, altresì, che le dotazioni di sicurezza e gli impianti sono in perfetta regola e a norma di legge, così come la relativa documentazione tecnica, amministrativa inerente i relativi collaudi e le relative certificazioni, volendone, in difetto, fornire ogni più ampia garanzia personale in merito.
Il rogito verrà stipulato entro e non oltre la data 30 marzo, che costituisce termine perentorio ed essenziale per la parte promissaria acquirente, dietro richiesta di quest’ultima, avanti a notaio dalla medesima indicato.Arrivati a fine marzo nn mi hanno fatto sapere nulla cosi che ho chiamato e ho chiesto che cosa volevano fare e loro hanno dato il via a fine aprile dal notaio.Al che mi sono impegnata per far avere una certificazione di classificazione dell impianto che avrei consegnato il giorno del rogito,l’unica cosa per legge che mi veniva richiesta ,e la certificazione degli impianti elettrici.La certificazione dell impianto riscaldamento e il libretto dell caldaia nn erano in mio possesso,primo perche nn ci vivo piu da un anno e quindi ho chiuso il contatore secondo nn è per legge fornirla,anche perche la casa è stata ristrutturata 20 anni fa.Il rogito era prefissato giorno 20 maggio ma oggi,19 maggio mi ha chiamato il notaio dicendo che si sono ritirati inviandomi una lettera dal notaio che dice di volere indietro il doppio della caparra perche per colpa mia nn sono riusciti a fare il rogito mentre io ho tutte le loro e mail che dichiarano la loro inadempiezza. Volendo posso chiedere io i risarcimenti per varie cose primo perche nn hanno rispettato la data di rogito, secondo perche mi hanno fatto perdere tempo e terzo i risarcimento di soldi e tempo speso? Vi prego rispondetemi Grazie
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Ringrazio in anticipo chi mi saprà dare il consiglio migliore per questo mio problema:
nel mese di novembre tramite un agente immobiliare vedo un mansardato, dopo le dovute riflessioni,faccio la mia proposta,(correlata di caparra) che viene accettata nei 15 giorni successivi.
Unico vincolo da me posto l’accettazione della mia pratica di mutuo, che dopo le dovute tempistiche, viene accettata, parte quindi la perizia dell’immobile che viene seguita dalla conferma del mutuo, che comunico all’agente immobiliare. Fin qui tutto ok, dopo pochi giorni vengo richiamato dall’agenzia che mi convoca in ufficio,dandomi la notizia che la parte venditrice, non vuole più vendermi l’alloggio in questione..
Ora io vorrei chiedere i danni per le spese già fatte, oltre naturalmente al doppio della caparra versata, ma anche vedermi versare i danni morali e tutte le spese fatte per apertura conto, accesso al mutuo, preventivo notaio ecc ecc…
Credo di chiedere solo il giusto visto la presa in giro da parte del venditore..ma la mia domanda finale è questa cosa posso chiedere e cosa realmente mi spetta?
Ringraziando nuovamente tutti, porgo cordiali saluti
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salve,sono in contatto con un costruttore per una permuta, terreno di 1660 mq edificabili in cambio di appartamenti.
come faccio a sapere cosa mi deve dare in cambio?
la sua offerta attualmente è di 4 appar. di 70 mq calpestabili+ 4 garage.
tenendo presente che costruirà 20 appart.+ tre negozi, è giusta la sua proposta?
la percentuale di permuta di quant’è?
lui mi sta dando il 20% finito
e poi un’altra cosa, al momento del compromesso il notaio chi lo paga?
grazie
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Buongiorno a tutti, vi pongo una questione piuttosto complicata e dalla quale non so come districarmi. Nel 2005 ho venduto un appartamento comprensivo di garage a 130000. Ora, il mio acquirente mi dice che, poichè ha rivenduto la casa, sono sorte irregolarità, in quanto il garage non era di proprietà - mentre il notaio ha inserito la vedta di questo- e quindi ora richiede la cifra di 12500 euro per il garage che gli ho ipoteticamente venduto - ma di cui in realtà poteva solo avere l’uso - . Il problema è che ovviamente io ero in buona fede e mi son affidata al notaio e soprattutto, quest’ultimo aveva inserito una clausola in cui mi attribuiva la responsabilità in caso di difficoltà per la proprietà del garage. A questo punto, mi chiedo, è normale che metta una clausola del genere, se è in buona fede? secondo me no, sapeva tutto.. ma ha agito secondo i canoni correttezza e buona fede? poteva farmi vendere una cosa di cui non ho la proprietà? che devo fare, ora? non so come agire!!!
Grazie
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Buongiorno a tutti,
sono un agente immobiliare e riassumo brevemente l’accaduto:
trattando la vendita di un immobile proveniente da donazione, raccolgo una proposta d’acquisto (in quella sede consegno visura catastale) accettata dai venditori e resa nota all’acquirente tramite telegramma.
Consegno i documenti all’acquirente e al proprio notaio che dopo opportune verifiche valuta l’acquisto come sicuro.
Per il rogito viene richiesta prima solo la firma di garanzia della donante, poi (su richiesta del compratore e non del notaio) anche fideiussione da parte di altri legittimari della donante….
Il giorno della stipula, dinanzi al notaio, parte acquirente decide di non sentirsi sicura dell’acquisto.
E’ maturato il mio diritto alla provvigione?
In sede giudiziaria avrei la ragione dalla mia parte?
Ringrazio anticipatamente.
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Per fugare ogni dubbio diamo delle nozioni, i lettori venditori giudichino loro quando far redigere questo documento. I colleghi riflettano su chiedere quando farselo produrre.
La Relazione Tecnica è uno strumento, rappresentato da un documento di 4/5 pagine redatto da un Geometra o Architetto o Perito o comunque un tecnico abilitato, attraverso il quale il venditore deve garantire in sede di rogito, la conformita’ catastale ed urbanistica dell’immobile oggetto della compravendita.
Il venditore infatti in atto dichiara la conformità, sotto la sua responsabilità, è lui venditore che garantisce e nessun altro.
Per far cio’, siccome non tutti sono Geometri o Architetti o altro, ci si avvale di un tecnico che controlli l’immobile e poi dica al Notaio che SI, effettivamente l’immobile è OK ed il venditore lo garantisce “a ragion veduta” con motivo valido, perchè è stato verificato.
In alcune città è onere economico a carico del venditore in altre è a carico economico del compratore…….la responsabilità, la garanzia della conformità pero’ in tutta Italia la da’ il venditore (è normale, è lui che vende e’ lui quindi che deve garantire cio’ che vende ed infatti la Legge fa’ garantire a lui l’oggetto)
Quindi, detto cio’, decidete voi chi è giusto che controlli, se poi pensate che è meglio che controllino in 2 Tecnici (del compratore e del venditore) va bene lo stesso.
Il punto pero’ è questo:
Sia in fase di Proposta sia in fase di Compromesso e sia in fase di Rogito al venditore viene subito chiesto di esser certo di questa conformità.
Ora, a mio avviso è bene che si sappia cosa si vende, se una casa è OK o se è una casa mezza abusiva: voi che dite?
Allora, forse è bene mettersi in testa anche noi A.I. per primi, che sapere cosa si vende lo si deve sapere fin da subito, o vogliamo far vedere case, iniziare lunghe ed estenuanti trattative ai clienti per poi scoprire che è difforme e far rimanere male tutti se non addirittura provocare liti legali?
p.s. : non si accettano commenti/scuse del tipo:
“la rtn ha validità solo per pochi mesi” ecc……..si fa’ ristampare al tecnico, non è un problema! Il tecnico torna nella casa un minuto, vede che nulla è cambiato rispetto a quando l’aveva fatta e la ristampa! Quindi le obiezioni le si preferisce nel merito e nel concetto non nelle scuse.
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Bungiorno a tutti.
Sono mesi, mesi e mesi che Vi leggo,anzi dovrò ringraziarVI,si perchè leggendoVi quotidianamente, grazie a VOI ho imparato moltissime cose utili!!!
Mi presento, giusto perchè leggendoVi io conosco Voi e…Voi non conoscete me.
Mi chiamo Daniela, sono di Milano e sono un agente immobiliare. Ho sempre lavorato nel commerciale e due anni fa ho deciso che sarei diventata un agente immobiliare. Ho fatto il corso, ho dato l’esame, ho conseguito il “patentino” e ho aperto un agenzia, che nel mio piccolo penso vada bene…e CHE COMUNQUE dovrà e deve crescere, almeno spero!
fatta questa piccola premessa ora vi dirò il motivo che mi ha spinta a scrivervi. Ho bisogno di un consiglio.
spero mi aiuterete!
Per tutte le case che ho venduto ciò che mi spettava l’ho sempre percepito, giustamente, al preliminare.
però in questa occasione, che so per farvi conoscere, non è andata così (ahimè)In Maggio un cliente fa una proposta per un appartamento.proposta accettata. Si aspetta solo l’ok della banca(il broker della banca, scelto dal cliente ed esterno alla mia struttura,diceva che non ci sarebbeo stati problemi).Si fissa l’atto notarile.31 luglio, posticipato al 7 agosto e infine posticipato a 15 cm.(sempre perchè la banca non era pronta e spostava l’atto all’ultimo minuto, ma continuava dire che era tutto ok)
al preliminare io,ok ok ok ok mi darete della stupida e avrete ragione, non pecepisco la mia provv. L’acquirente mi aveva chiesto gentilmente se poteva essere rimandato all’atto notarile perchè aveva avuto troppe spese.siccome nn sono uno strozzina (ok pirla lo sono) ho accettato e di conseguenza ho fatto la stessa cosa con il venditore, tanto mancava un mese all’atto notarile!due gg fa il caos: la banca non concede il mutuo per intero(il broker continuava a dire che nn ci sarebbero stati problemi).ho lavorato 4 mesi, anche in vacanza, dove notaio, banca, broker finanziario, cliente acqu. e venditore continuavano a chiamarmi(e a pensare che il mio lavoro era finito da un bel pò, dovvo soloaccmpagnareii clienti all’atto).ora questa è la situazione: venditore disperato perchè aveva già comprato casa(nn da me) e stamane vengo a conoscenza che ha dato l’incarico ad un altra agenzia!acquirente deve trovare casa nuova, visto che il mutuo la banca lo concede, basta spendere di meno.io: HO LAVORATO un sacco, sono stata in ballo 4 mesi con dei “pazzi”(davvero in questa storia ci sono dei risvolti da film, ma non uno qualsiasi, da premio oscar)ho passato giorni in vacanza al telefono perche davvero la banca ei clienti continuavano a chiamarmi e facendo anche da psicologa!
e ora …tutti sono spariti!nn si fanno setire e non mi rispondono!
ora…il mio essere buona e in questo occasione pocofurba, mi fa sentire “fessa”. che devo fare? è la prima volta che mi capita!vi prego libero sfogo alle vs menti…risvegliate la “iena” che c’è in me..perchè io mi faccio prendere troppo da i sentimentalismi e le situazioni degli altri… attendo.
grazie
Daniela
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Salve a tutti.
Nel caso di un immobile acquistato nel 1999 da costruttore ed avendo usufruito dei benefici per l’acquisto di prima casa (IVA 4%), vendendo e riacquistando entro l’anno un immobile da costruttore (quindi pagamento IVA) come può essere utilizzato il credito di imposta?
Inoltre per “avvalersi” di tale credito è sufficiente l’atto o è necessaria la fattura del costruttore? Il venditore non si ritrova la fattura del 1999, ha solo quella del notaio dove, oltre a tutte le spese ed onorario, vi è una voce con Imposta di registro pari a Lit. 750.000 (presumo debbano essere le varie imposte ipotecarie e catastali dell’epoca).
Buona giornata.
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Se venditore ed acquirente, di comune accordo, decidono di non registrare il “compromesso” a cosa va incontro l’agente immobiliare che ha curato la vendita?
Premetto che il “rogito” verrà effettuato a 4 mesi dal “compromesso”; che l’agente ha regolarmente incassato le provvigioni e che nel “compromesso” il notaio non ha fatto riferimento all’intervento dell’agente immobiliare.
Grazie per l’aiuto.










