Salve a tutti.
Ho un quesito che mi tormenta e vorrei avere da Voi più esperti una riflessione:
devo acquistare un appartamento stimato dal perito della banca, in via informale, un importo maggiore di quanto ho concordato, tramite agenzia, con l’attuale proprietario.
Ho fatto una proposta per un valore inferiore all’80% di quanto periziato, ma il mio mutuo corrisponde al valore di acquisto.La Banca potrebbe creare problemi in fase di istruttoria adducendo che sta finanziando un mutuo al 100 % stante la coincidenza del valore di acquisto e l’importo del mutuo?Preciso che l’importo che vado a finanziare è quanto effettivamente necessito e che il prezzo di vendita è dettato dalla fretta della controparte di vendere per monetizzare e dal fatto che l’immobile necessita di piccoli lavori di miglioria completamente a mio carico come risulterà nel preliminare. Vi ringrazio tutti anticipatamente.
Cari colleghi,il 22 aprile una cliente che aveva con me già visto altri immobili, mi chiama per vedere un nuovo appartamento apparso in pubblicità.
Fisso l’appuntamento e visioniamo la casa.
La trova di suo gradimento e mi dice che avrebbe avuto piacere di farlo vedere al suo convivente entro un paio di giorni.
Trascorso più di un mese, avendo ribassato il prezzo dell’immobile, la richiamo per informarla della novità e lei ,candidamente, mi dice che il suo convivente per caso aveva visto lo stesso immobile con altra agenzia, addirittura prima del 22 aprile ed aveva deciso di comprarlo ( badate bene lo compra lui e non lei!).
Parlo con lui e mi dice che se lo intesta lui e che comunque lui non si sente responsabile dell’accaduto e che comunque lo sta comprando tramite agenzia pagando una provvigione, quindi NISBA!
Informo il proprietariop del disguido, si sente dispiaciuto per me e mi dice che avrebbe parlato con l’altra agenzia per farmi riconoscere comunque QUALCOSA!Chiaramente NISBA!.
Cosa fareste voi al mio posto?
Potrei dimostrare che l’appartamento la sua ragazza l’ha visto con me.
Grazie se vorrete consigliarmi.
Un caro saluto a tutti.
A. Corsini
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Buongiorno a tutti, sono nuovo quindi come prima cosa saluto tutti!
Ho una domanda da farvi visto che mi sembra di capire che tra di voi ci sono molti esperti in materia:
ho un immobile locato tramite un contratto 4+4 il cui primo quadriennio scadrà nel 2012; avrei intenzione di venderlo ad un terzo facendo il compromesso adesso e il rogito notarile alla scadenza dei primi 4 anni per poterlo vendere al prezzo di mercato e non ad un 30% in meno circa, prezzo a cui si dovrebbe vendere un immobile locato. Il terzo acquirente non avrebbe problemi a fare in questo modo e l’inquilino sa già con certezza di non voler ricorrere al suo diritto di prelazione che gli consentirebbe di avere la precedenza nell’acquisto dell’immobile alla scadenza dei 4 anni. L’immobile in questione è il mio unico immobile di proprietà quindi so di poter usare tale motivo per dare disdetta all’inquilino dopo i primi 4 anni e per venderlo ad un terzo.
Ora, se l’inquilino mi firmasse adesso un foglio in cui si impegna a rinunciare al suo diritto di prelazione tra due anni e mezzo io potrei tranquillamente fare il compromesso con il terzo acquirente senza rischiare che il primo possa nel frattempo cambiare idea e voglia acquistarlo tramite il suo diritto di prelazione nel 2012 oppure rischierei, in questo caso, che il foglio che mi ha firmato ora venisse annullato tra due anni e mezzo?
Spero di essere stato chiaro e spero possiate fugare tutti i miei dubbi.
Grazie,
Gabriele.
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Salve, torno con piacere a scrivere su questo blog dopo diverso tempo ma, aimè per una questione tutt’altro che piacevole. Tempo fa ho ricevuto incarico verbale (corredoato però da tutta la documentazione inerente gli immobili) per la vendita di diverse unità immobiliari in una palazzina di nuova costruzione. Il costruttore che mi ha dato l’incarico è socio per metà dell’ ati che ha costruito lo stabile. Io ho pubblicizzato gli appartamenti per più di un anno, effettuando diversi appuntamenti (testimoniati dai fogli di visita firmati dai clienti)ai quali è sempre stato presente il costruttore di cui sopra. Circa un mese fa ho portato una signora che è sembrata da subito molto interessata, ha firmato il foglio visita come al solito e, alla prima visita ne sono seguite altre 2 con il compagno. Dopo qualche giorno vengo ricontattata dal costruttore che mi autorizza a comunicare alla cliente uno sconto sul prezzo stabilito per l’appartamento, sconto che io ho immediatamente rigirato alla potenziale acquirente. Alcuni giorni dopo la signora mi chiama dicendomi che il compagno aveva preso contatti direttamente con il socio del “mio costruttore referente” e che stavano concludendo l’affare. Da subito ho fatto presente alla signora che questo contatto secondario non invalidava l’impegno preso con l’agenzia riguardante le commissioni e lei si è dimostrata da subito d’ accordo. Il costruttore, però, sostiene che la vendita è avvenuta solo perchè il socio ha deciso di scontare il prezzo dell’appartamento e che l’intervento dell’agenzia non è stato rilevante. La mia agenzia è stata messa da parte colpevolmente dall’atteggiamento “furbesco” del compagno della mia cliente e dal socio del costruttore mio referente, ma non si è sottratta per propria scelta a portare avanti la trattativa. Secondo voi ci sono i presupposti far intervenire un legale? Vi prego datemi un consiglio, a voi è mai capitato qualcosa di simile?
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Salve a tutti
Per motivi di trasferimento di lavoro sono costretto a vendere il mio appartamento in convenzione di un diritto di proprietà ex art. 35 Legge 22/10/1971 n. 865 e che in virtù di detta convenzione sono costretto a chiedere al Comune il prezzo di massima cessione.Voglio precisare alcune cose:1) casa a diritto di proprietà acquistata direttamente dal costruttore circa 8 anni fa; 2) all’acquisto non ho usufruito di nessuna sonvenzione dalla regione o dallo stato.
Per di più sul mio rogido non è stata fissata nessuna scadenza e da come sembra la convenzione ha scadenza a 90 anni….
E possibile tutto cio’? Esistono dei parametri per designare la scadenza di tale convenzione? in quale misura?A chi posso rivolgermi oltre al comune per sistemare la cosa visto che i signori notai e i signori avvocati leggono e interpretano in modo diverso la questione?Vi ringrazio anticipatamente e spero possiate aiutarmi.
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Sono in contatto con “incaricato”(non ho, mea culpa, verificato la qualifica) di una società costruttrice che mi ha proposto un appartamento in costruzione e varie modifiche a suo dire fattibili a un certo prezzo senza problemi.abbiamo anche compilato (di suo pugno la proposta per il compratore. tali dati sono stati sbugiardati dallo stesso costruttore tramite l’agenzia(senza colpa)a cui questa persona si appoggiava quando ormai è troppo tardi per i miei tempi per cercare alternative.si è scoperto che il tipo sperava che accettassi i successivi rialzi cosa che gli era stata chiarita mi era impossibile.io nel frattempo ho preso impegni e sostenuto le prime spese.Ora salta tutto… mni voglio lamentare e vorrei farlo per procedure ufficiali. A chi posso rivolgermi?
grazie
un Pietro molto amareggiato
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salve a tutti,
mi è stato proposto l’acquisto di un immobile a 175.000 su area peep, il cui valore in realtà è 150.000.
Mi sono letto vari interventi, anche su questo sito, ed ho trovato questo commento:
“La Corte di Cassazione con sentenza 13006 del 2 ottobre 2000 ha dichiarato che la legge 10/77 dispone che l’obbligo di contenere i prezzi è in capo a chi ha goduto delle agevolazioni da parte del Comuune, quindi al costruttore; per cui il primo acquisto è a prezzo convenzionato, mentre tutti i successivi sono a libero mercato ”
Secondo Voi quindi sarebbe un acquisto legale? non vorrei incorrere in evasione fiscale e reato al patrimonio!
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Buongiorno
qualche tempo fa tramite un’agenzia immobiliare sono venuta a conoscenza di
un immobile in costruzione in edilizia convenzionata, quindi con un prezzo
di acquisto fissato, in cui sono rimasti alcuni appartamenti in vendita.
Con l’agenzia andiamo fuori dal cantiere dove stanno per costruire l’immobile e firmiamo il relativo foglio di visita.
In un secondo tempo scopro che un’altra agenzia e’ “mandatario a titolo oneroso”
per lo stesso immobile, pertanto non richiede provvigioni di sorta, mentre la
prima agenzia ha una commissione standard del 3%+iva.
Qual e’ la realta’? Se ci fossimo rivolti direttamente all’agenzia “mandataria
a titolo oneroso” non avremmo pagato commissioni e invece essendoci arrivati
cosi’ tocca pagare il 3%+IVA (oltre all’IVA del nuovo da impresa)?
Il fatto che il prezzo dell’immobile sia fisso non comporta nulla? C’e’ qualche verifica che e’ il caso di fare prima di procedere?
Grazie mille a chi vorra’ aiutarci
C.
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Vorrei un parere oggettivo da personale del settore.
Qualche mese fa’ mi reco in un cantiere e prendo informazioni e visione di alcune case in costruzione presso l’agente immobiliare sul posto. Individuo l’immobile che mi interessa, valuto il prezzo (ben sapendo che qualche settimana prima lo stesso immobile e’ stato venduto con una proposta di 10.000€ in meno) e rimango d’accordo che sarei passato il giorno dopo per effettuare un’offerta.
Il giorno successivo ritorno in cantiere e prima di fare una regolare proposta vengo informato dall’agente immobiliare che l’immobile da me scelto era stato promesso dal costruttore ad un’altra persona che “era in forse” quindi avrei dovuto attendere che l’agente mi richiamasse per darmi notizie in merito ed eventualmente scegliere altro immobile.
Passa qualche mese, il cantiere va avanti ed io non ho piu’ notizie fino a quando per vie traverse vengo a sapere che era rimasto libero un immobile. Mi reco al cantiere ed apprezzo che il costruttore sta facendo davere un ottimo lavoro anche per il s.a.l..
Provo a trovare un “accordo” sul prezzo con l’A.I. che raggiungo solo dopo aver ottenuto una serie di informazioni relative all’immobile (oserei dire alquanto discutibili visto che all’inizio mi parlava dell’esistenza di una finestra che poi non era piu’ prevista o di posti auto privati da acquistare che poi sono diventati condominiali) e soprattutto dopo avermi comunicato che al di sotto di un prezzo ben preciso non avrebbe neanche presentato la proposta al costruttore.
L’AI mi dice anche di aver parlato direttamente con la parte venditrice che rifiutava di apportare modifiche all’abitazione comprese nell’eventuale proposta che avrei dovuto presentare e che detta proposta non sarebbe dovuta ne’ essere legata all’accettazione di mutuo ne’ (cosa che invece prima mi aveva assicurato) che potesse essere legata alla vendita di un immobile di mia proprieta’. Pero’ aggiungendo che avendo gia’ sentito il parere del costruttore, avrei avuto tempo di vendere la mia proprieta’ prima di arrivare al rogito (circa 8 mesi), scrivendo cosi’ di suo pugno la proposta e facendomi firmare il modulo per riconoscergli giusta provvigione (che personalmente reputo sia cosa dovuta anche solo all’accettazione della proposta di acquisto). Due giorni dopo mi chiama e mi restituisce la caparra perche’ a suo dire il costruttore aveva cambiato idea e necessariamente avrebbe rogitato improrogabilmente entro 2 mesi (quasi impossibile anche solo per prendere un mutuo), comunque mi risponde su espressa mia richiesta che al momento non vi era nessuna altra proposta sull’immobile in questione eche avrei avuto qualche giorno per riflettere ed eventualmente riformulare un’offerta.
Non so perche’ ma qualcosa non mi quadrava, ad oggi ancora non so dire cosa, comunque riesco a contattare direttamente la parte venditrice la quale mi dice che il problema della data del rogito era ben conosciuto dall’agenzia da molto prima che vi prendessi contatto e che gli era stato riferito che oltre alla mia erano gia’ pronte altre proposte prese in carico durante la trattativa con il sottoscritto. (non pretendo che non venissero prese in considerazione ma almeno che non mi si mentisse per poter decidere se acquistare o meno)
Allo stato delle cose, intervengo personalmente con la parte venditrice e trovo un accordo per l’acquisto dell’immobile. Ora chiedo e’ giusto riconoscere la provvigione ad un AI che per motivi a me sconosciuti ha rischiato di farmi perdere l’acquisto e oltre tutto di fatto sembrerebbe non aver effettuato alcuna mediazione conclusasi farovevolmente? O forse sarebbe piu’ giusto chiedergli dei danni?
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La crisi modifica il mercato e promuove una nuova concezione di business immobiliare. Le previsioni più recenti riferiscono un aumento di immobili all’asta. Una possibilità concreta di investimento.
Negli ultimi anni un sempre più consistente numero di persone ha sviluppato un grande interesse per il settore delle aste. Non solo persone che vi si indirizzano per risolvere il problema abitativo ma, anche sempre più investitori in cerca di affari.
L’acquisto all’asta giudiziaria è ormai visto come una concreta possibilità di miglioramento della propria situazione economica, come una delle più importanti eveluzioni del mercato. Manca però una formazione appropriata alle aste.
Si possono infatti cogliere opportunità ed essere consaspevoli che è possibile acquistare un immobile ad un prezzo notevolamente inferiore rispetto a quello reale di mercato.
Ciò è determinato dall’odierno momento di crisi immobiliare che individua nei prossimi anni un consistente aumento di immobili in vendita all’asta. Difatti, sono molte le persone che hanno acquistato accendendo un mutuo durante il boom del settore e che non sono più in grado di onorare i propri obblighi con le banche.
In prima linea ciò che determina il successo alle aste è il grado di conoscenze, la competenza in materia. In questo modo sarà possibile riconoscere l’affare vero da quello che lo è solamente in apparenza.
Acquistare all’asta è semplice, basta offrire di più, ma saper guadagnare ad un’asta è davvero un’altra cosa….
Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, visita il nostro sito, www.houseauction.it e contattaci, conosci una nuova concezione di business immobiliare.










