Salve a tutti ,
volevo chiedere un aiuto , sto per vendere un appartamento che ha di pertinenza un box , l’acquirente non è interessato all’acquisto del box , la proprietà come può staccarlo catastalmente?
Cosa gli costerebbe?
grazie
Salve a tutti ,
volevo chiedere un aiuto , sto per vendere un appartamento che ha di pertinenza un box , l’acquirente non è interessato all’acquisto del box , la proprietà come può staccarlo catastalmente?
Cosa gli costerebbe?
grazie
Ho letto quanto scritto sul diritto di prelazione e chiederei delle precisazioni: ho una casa con molto terreno e un terreno adiacente che con una striscia arriva fino davanti alla casa .
Questo è di proprietà di un contadino vicino.
Giorni fa sono venuta a sapere che questo terreno è stato venduto, non so esattamente quando, ad un mio vicino col quale avevamo parlato tempo fa del mio interesse ad almeno una parte di questo terreno.
Posso esercitare diritto di prelazione non essendo mai stato contattato, anche se non sono coltivatore diretto?
La FIMAA dell’Aquila, visti gli eccessi nella richiesta dei canoni da parte di alcuni, evidentemente mossi da spirito civile, ha proposto la creazione di una nuova figura di agente immobiliare (ah, fimaa fimaa… le case non sono formaggio) per calmierare il mercato.
Non so quanto sia legato al terremoto passato, ma non so quanto sia giusto demandare agli Agenti Immobiliari questo compito/potere, limitando la libertà contrattuale, per più di un motivo.
Il primo che viene in mente è guardando oltre, cosa che sono abituato a fare: oggi magari è utile e auspicabile un ribasso e gli Agenti Immobiliari faranno il loro “dovere” (discutibile) di calmierare i prezzi, ma domani, non c’è il rischio che invece di calmierarli li aumentino?
Intendo dire, con tutto il bene che mi voglio, non è che dare questo potere in qualsiasi forma a una qualsiasi categoria è pericoloso?
Il secondo che mi viene in mente è legato alla natura dell’agente immobiliare (quello vero, il mediatore TIPICO da Codice Civile) che è quella di ausilio al mercato, da figura indipendente e libera quale deve essere: se svolgesse SEMPRE questa funzione il mercato si calmiererebbe da se, a meno che non intervengano fattori esterni ad esso, “droganti”, come il credito facile o altre stranezze.
Tra queste situazioni droganti non rientra la scarsità degli alloggi, però, quella è una responsabilità statale, un impegno mancato, come molti altri: si tende a spendere più per le cassate che per le cose concrete, come sempre, perchè le cassate hanno di solito più “succo”, mentre le concrete sono misurabili e quindi meno passibile di “avanzi” da spartire… andiamo oltre e torniamo sul fatto.
Se un bene indispensabile come la casa diventa un bene di scarsa e cara reperibilità, non può e non deve, a mio parere, essere compito degli agenti immobiliari riportare le cose a livelli accettabili, ma dello stato, semmai, che può intervenire con aiuti oppure con forme di repressione fiscali ai proprietari troppo avidi, se si può intravedere una avidità nel disporre di un proprio bene come più gli piace…
in soldoni il senso civico e l’altruismo non è certo instillabile per legge, e se si va a toccare certi principii propri della proprietà privata allora vanno ridiscusse un sacco di altre cose.
Sono d’accordo che l’emergenza casa vada affrontata, allora si faccia più edilizia popolare VERA (non cooperative che si sostituiscono le normali aziende edili per sconti fiscali vari) per far si che l’offerta di alloggi sia equilibrata.
Io non sono affatto contrario a dare agli Agenti Immobiliari qualche potere/onere in più (si perchè insieme alle responsabilità di solito si danno poteri d’azione, cari legislatori populisti), ma questo deve essere legato ai controlli sugli immobili ad esempio o alla autorevolezza delle stime o ancora, avere canali di controllo dei dati agevolati a costi molto bassi, se si deve cambiare le funzioni o i poteri di una categoria lo si faccia senza snaturare la sua funzione e aumentandone l’efficienza.
Nei momenti di crisi, si apre lo spazio per le nuove idee e iniziative innovative, che vanno a sostituire quelle obsolete.
E’ ora di rivedere il mercato immobiliare, é come ha iniziato a fare la Francia e la Germania, si deve ricorrere ai diritti reali di proprietà a tempo determinato, sia per usare un immobile che per capitalizzare i risparmi.
C’è un vantaggio enorme.
Sto realizzando agenzie che trattano solo Usufrutto e Nuda proprietà.
E’ un modo nuovo e remunerativo per fare l’agente, che non necessita di mandati a vendere o ad affittare.
Richiede una diversa organizzazione, che non necessita di iscrizione a nessun albo.
Se volete saperne di più agrimmagenzia.it
Gentili colleghi,quest’ oggi sottopongo a voi il quesito che puntualmente mi faccio quando devo affrontare una trattativa dove sono presenti mobili, antifurti,tende da sole esterne ecc…
Io mi definisco ad oggi un buon mediatore (che comunque ha ancora molto da imparare!!!) ma di proprietà immobiliari, non di cucine,salotti o tende…!! ![]()
Ritengo infatti a tal proposito che la cosa più giusta da fare sia quella di precisare al momento della “visione dell’ immobile” quelli che possono essere considerati “accessori compresi” e quali “non”, questo per evitare infinite discussioni in merito,in fase di trattativa.
E’ pur vero che nella stessa queste cose si possono discutere ma…io ritengo appunto che in qualità di agenti immobiliari noi abbiamo come “mission” la mediazione immobiliare e che quindi, salvo particolari accordi con il venditore, sia più corretto proporre l’immobile stesso “senza accessori”.
Come vi comportate voi? cosa ne pensate?
Buongiorno a tutti, scrivo in merito ad una situazione creatasi di recente relativa alla ricerca di un’attività commerciale, inizialmente a livello puramente informativo anche perchè non si aveva la certezza di potere o meno portare avanti il progetto, ora però sembra stia prendendo corpo e vita. Siamo entrati in una agenzia appunto e abbiamo richiesto se avevano qualcosa relativo al tipo di attività che volessimo intraprendere, senza richiedere troppi dettagli, l’agente senza curarsi del nostro ancora poco interesse ci ha spiattellato li tutto quello che aveva da proporre senza contenersi, presentandoci, scambiandoci nominativi, numeri di telefono ne tutelandosi facendoci firmare fogli relativi a privacy, fogli visita o relativi a rilascio di informazioni in merito a determinati locali/attività. [...]
In data 21/3/2005 ho acquistato in condivisione con il mio fidanzato una casa, 60mq (inclusi cantina e box) in edilizia convenzionata a Milano, Via Piero Bottoni n. 11 – quartiere Vigentino (gli immobili sono stati costruiti nel
Il valore dell’immobile sull’atto notarile era pari a € 57.000 contro gli effettivi € 165.000 che abbiamo realmente sborsato per l’acquisto, ma che ovviamente sul rogito non compare.
Nel novembre 2007 abbiamo acquistato il diritto di proprietà dal comune quindi ora parrebbe che la casa sia totalmente nostra.
Ci hanno detto però che alcuni dei vincoli verranno ad estinguersi solo nel 2013.
La mia domanda è: dal momento che nel mese di marzo 2010, quindi trascorsi i 5 anni dall’acquisto, vorremmo vendere la casa, come facciamo a sapere quanto effettivamente vale?
Ma possiamo venderla al prezzo commerciale o abbiamo ancora dei vincoli?
Buongiorno a tutti. Un mio cliente aveva sottoscritto una proposta di acquisto con un’agenzia immobiliare. Nella descrizione dell’immobile si diceva che si trattava di una casa nel centro storico, composta di due vani al piano primo, un vano al secondo piano, un locale con antistante terrazzo al piano terzo. Nella stessa proposta si specificava che l’immobile non era accatastato e che il venditore vi avrebbe provveduto a sue spese. Presentato il docfa, l’agenzia del territorio, accatastava il primo ed il secondo piano, riservandosi per il locale al terzo piano ed il terrazzo. Esaminando i titoli di provenienza, in tutti i precedenti passaggi si parlava solo del primo e del secondo piano e non del terzo e del terrazzo. Ciò provocava un enorme problema in quanto ai sensi dell’articolo 1117 c.c., il lastrico solare salvo diversi accordi contenuti nel titolo, si presume essere condominiale o comune. L’immobile oggetto della proposta derivava da una precedente unità immobiliare, successivamente frazionata. Stando così le cose, il terrazzo, almeno dal punto di vista giuridico poteva essere in comproprietà con un’altra unità immobiliare. L’unico accesso al terrazzo però si poteva avere solo dal secondo piano e ciò sin dal 1957. Quindi avevamo una parte dell’immobile con una regolare provenienza ed una parte mai citata prima. Unica soluzione era quella di sfruttare una sentenza della Cassazione del 2007 la quale ha stabilito il principio secondo cui, è valida la vendita fatta da parte di un soggetto che per oltre venti anni abbia avuto il possesso indisturbato di un bene comportandosi come se ne fosse proprietario, anche laddove non sia stata verificata giudizialmente l’usucapione. A quel punto, dopo averne discusso con il notaio abbiamo impostato l’atto nel quale i venditori garantivano la piena proprietà dell’intero dichiarando di averne acquistato la proprietà, in parte con validi titoli ed in parte per usucapione, risolvendo così di fatto il problema del locale sovrastante e del lastrico solare.
Buon lavoro a tutti.
Avv. Massimo Chimienti
Spiego meglio, la moglie vive in una casa che il marito ha avuto in donazione, insieme sono proprietari di una seconda casa al 50% (cointestatari, in quanto sono in separazione dei beni). Il marito pagherà perciò l’ICI sulla seconda casa nella misura del 50%, chiedo invece, la moglie essendo propietaria di solo quell’altro 50% di casa, dovrà pagarne l’ICI perchè non vi abita?
Torno su questo argomento, postando qui di seguito una “bozza” di delega che potrebbe essere utilizzata per reperire quanto necessario ad effettuare tutti i controlli/manleve del caso su questo annoso problema. Se ci fosse qualche collega che avesse voglia di analizzarla, migliorarla, stravolgerla se lo ritiene opportuno, sarebbe interessante !
Poi una definitiva potrebbe essere inserita sul wiki.
DATI PROPRIETARIO
Egr. Amministratore
…………………………………………
…………………………………………
OGGETTO: Delega richiesta documentazione immobile di mia proprietà situato nel Condominio………………………………………………………………………………………………………………………….
Con la presente lettera DELEGO l’Agenzia Immobiliare XXXXX. con sede in Via XXXX – XXXXXX rappresentata da ……………………………………….. iscritto al ruolo degli Agenti Immobiliari della Provincia di Imperia al n° ………. a richiedere la seguente documentazione:
* Copia Regolamento condominiale;
* Copia verbali assemblee ordinarie e straordinarie dell’anno in corso e dell’anno precedente;
* Copia preventivo/consuntivo spese ordinarie ed eventuali straordinarie degli ultimi 2 esercizi;
* Si richiede inoltre, dichiarazione scritta che:
- attesti che sono/non sono stati deliberati lavori di straordinaria manutenzione sulle parti comuni
dell’edificio. Eventuale riparto spese;
- che attesta l’avvenuto e regolare pagamento di ogni somma in sospeso da parte del venditore:
- che sussistano o meno cause giudiziarie che, al momento della compravendita, possono vedere
coinvolto il condominio.
L’Atto notarile di trasferimento della proprietà è previsto per il giorno ………………………, pertanto
l’Agenzia Immobiliare si farà carico di ricordarLe nei giorni che precedono tale data, di effettuare i
l riparto spese, per il saldo della quota di mia competenza fino alla data del Rogito. Sarà mia cura
provvdere tempestivamente a tale saldo.
Nella speranza di una cortese collaborazione, rimanendo a disposizione per qualsiasi problematica a
riguardo, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.
XXXXX li, ………………………….. …………………………………………………………………………
( Firma leggibile )
Dichiaro inoltre di aver preso visione dell’informativa comunicata ai sensi dell’art. 3 del D. Lgs n 196 del
30/06/2003 “ Legge sulla Privacy “ presso l’Agenzia XXXXXXX.
XXXXXX li, ………………………….. …………………………………………………………………………
( Firma leggibile )