Salve volevo mettere all’attenzione di chi può consigliarmi il mio problema.
Prima di sottoscrivere una proposta di acquisto per un immobile visto mediante un’agenzia immobiliare ho contattato un agenzia finanziaria 15 dicembre 2009 fornendo i miei dati fiscali e chiedendo che cifra potevo ottenere la risposta è stata 150.000 Euro (calcolando altro impegno finanziario) ho pertanto sottoscritto un preliminare per 90.000 Euro staccando come caparra assegno da 5.000 euro con clausola “salvo accettazione mutuo” e fissando il rogito entro il 15 Marzo.
Dalla data di sottoscrizione 29/12/2009 l’ag. immobiliare ha dato alla finanziaria 30 gg per fornire l’esito del mutuo mediante R.A. la Finanziaria NON ha risposto mediante R.A ma telefonicamente ha detto che era tutto ok, di conseguenza ‘immobiliare ha registrato il compromesso.
Il 15 Marzo la Finanziaria ha inviato una lettera di proroga per definire la pratica chiedendo 20 gg lavorativi, sentita l’immobiliare e la venditrice si è accettata la proroga mantenendo validi i termini del compromesso solo che la venditrice ha chiesto di poter incassare l’assegno, è stato concesso l’incasso dell’assegno.
In data 3 Aprile la Finanziaria risponde per iscritto che il mutuo non è stato concesso perchè l’immobile proveniva da una donazione e pertanto le banche da loro interpellate si sono rifiutate di erogare mutuo su un immobile donato.Si fa presente il tutto all’agenzia immobiliare e nel contempo si interpellano altre banche, BNL - SANPAOLO - BPN - che rispondono nella stessa maniera.
In data 10 Maggio si chiede un incontro con la venditrice la stessa restituisce solo 3.000 euro dei 5.000 versati dicendo che 2.000 euro erano le spese che aveva sostenuto sull’immobile nei mesi della trattativa e che aveva accetato una proposta di acquisto da altro compratore per un valore inferiore e pertanto 2.000 euro erano per lei come un risarcimento del tempo perso. L’immobiliare tutta dalla sua parte dicendo che se avesse voluto poteva trattenere l’intero importo.
Ho ritirato l’asssegno di 3.000 euro e ho firmato la rinuncia all’immobile ora quello che chiedo è possibile richiedere i 2.000 euro indietro???? grazie
Salve, spero che qualcuno riesca a darmi una informazione.
Ho preso in affitto un locale ad uso ufficio 5 anni fa. Ora, con regolare lettera raccomandata spedita 6 mesi in anticipo, ho chiesto la risoluzione del contratto a far data dal prossimo 1 agosto in quanto mi trasferisco in altro locale.
Ora il proprietario, dopo avermi dato conferma della ricezione della mia lettera, mi ha obbligato ad appendere alla porta e alla finestra due cartelli color verde fluorescente con la scritta “AFFITTASI”. In questo modo l’ufficio sembra già vuoto e molti clienti non provano nemmeno a spingere la porta per verificare la nostra presenza. Inutile applicare un ulteriore cartello con scritto che in realtà noi rimaniamo in questo locale fino al 31 luglio.. i cartelli AFFITTASI sono maggiormente visibili.
Mi chiedo.. è regolare il comportamento del proprietario? Può appendere cartelli anche prima che il contratto sia effettivamente cessato? Posso rifiutarmi di appenderli? Come posso procedere per evitare ulteriori perdite di clienti?
Ringrazio tutti per l’attenzione!
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CARI AMICI LETTORI, COLLEGHI ED EX COLLEGHI.
Non passa giorno, che non si legga nelle principali testate dei quotidiani più quotati, quali difficoltà economico/sociali, stia attraversando il nostro paese non che il mondo intero a causa dell’avidità del mercato finanziario. Certo in queste ultime settimane si ode sempre più spesso la parola “RIPRESA ECONOMICA” che tutti ci aspettiamo arrivi e al più presto!
Questo potrà essere vero, oppure no! E solo il tempo ci saprà svelare! Ma purtroppo, ora per il nostro settore immobiliare, si stanno adensando nubi ancora più scure, dense e tempostose, che minacciano la tenacia, con qui tanti operatori immobiliari hanno resistito resistito fino ad oggi con la pia illusione che tutto sarebbe tornato come prima o quasi!
Di recente ho letto un articolo, su di un quotidiano economico che riporto qui di seguito, in modo che lo leggiate e che ne traete anche voi come me, le debite conclusioni; il titolo?
ORA COMPERARE CASA SARA’ ANCORA PIU’ DIFFICILE
Siamo in Italia e alla fine un rimedio si troverà. Ma la prospettiva di un drastico abbassamento del tetto di erogazione dei mutui fondiari, ipotesi allo studio dell’Unione europea, potrebbe sconvolgere il nostro mercato dei mutui.
In soldoni, si tratterebbe di erogare non più del 40% del valore di mercato e del 50% del valore di perizia (che tiene conto degli aspetti della commerciabilità del bene a lungo termine). Nel nostro paese, dove questa percentuale si aggira poco sotto il 70%, con punte dell’80% e, fino a non molto tempo fa, anche del 100%, una scelta del genere metterebbe in serie difficoltà una bella fetta di acquirenti. Costringendoli ad attingere alla liquidità (evidentemente più redditizia) o a servirsi di altri prodotti, di tipo assicurativo (evidentemente più costosi) per coprire la differenza. O ancora, a rinunciare all’acquisto.
I primi a lanciare l’allarme sono stati i ricercatori di Scenari Immobiliari, un anno fa: l’acquisto di abitazioni da parte di stranieri era crollata del 22,5% rispetto al 2007 (mentre il calo complessivo è stato del 13 per cento). Il rapporto definitivo 2009 fornisce dati anche peggiori: il 2008 si è chiuso con un 23,7% in meno, e un calo del fatturato di addirittura il 30 per cento, dai 16,8 miliardi del 2007 agli 11,7 del 2008.
Le previsioni del 2009 non indicano affatto un’inversione di tendenza e le vendite agli stranieri saranno probabilmente solo 90mila (sono state 103mila nel 2008 e 135mila nel 2007). Tutto questo a fronte di una stretta sui mutui che aveva già ridotto le possibilità dei prestiti che coprivano anche il 100% del costo della casa e una maggiore attenzione sulla solvibilità.
Il mercato si è ormai di fatto strutturato sulla possibilità di accesso a mutui che coprano almeno il 70% del costo di un immobile adatto alla famiglia che lo contrae, con punte in su o in giù a seconda della disponibilità reddituale. Già ora la quota di mutuo è però, per gli immigrati, secondo Scenari Immobiliari, il 66% del costo dell’immobile.
Saranno quindi loro a subire i contraccolpi più pesanti della politica dell’Unione europea, se il tetto del 40% e 50% sui mutui erogabili diventerà obbligatorio. Anche se l’entrata in vigore è prevista per il prossimo anno, si può fare qualche previsione.
Il dato di fondo è, infatti, l’assenza o quasi di una consistente quota di risparmio da parte di una famiglia di recente immigrazione, dato che se in una prima fase a drenarla è l’affitto, in una seconda fase dovrebbe essere il mutuo per l’acquisto della casa. Ma se questo, per un immobile da 200mila euro, passa dal 70% al 50%, cioè da una rata trentennale di 800 euro a 550 euro al mese, per la famiglia è certo un sollievo, ma quei 40mila euro di differenza dove possono essere trovati?
I 250 euro mensili disponibili dovrebbero essere convertiti in un altro prestito, che evidentemente non può scontare le stesse condizioni. Ed ecco che sulla parte più debole si scaricano i costi della decisione della Ue. E una parte di quelle 90mila abitazioni acquistate da stranieri (su un totale di circa 600-650mila) potrebbe quindi letteralmente restare sul mercato per mancanza di acquirenti: in prevalenza sono bilocali (che per inciso rappresentano circa il 26% del totale delle compravendite abitative in Italia) e non è difficile immaginare che, se le banche non troveranno soluzioni per fornire prodotti accessibili che non siano formalmente mutui, molti di quegli acquirenti non compreranno e saranno costretti a restare in affitto.
Se a questa considerazione aggiungiamo che, attualmente, sono centinaia di migliaia le famiglie a rischio di insolvenza mutuo (cioè quelle con reddito netto mensile inferiore a 1.600 euro mensili), è chiaro che questa stessa tipologia di famiglia dovrà confrontarsi con problemi analoghi a quelli degli immigrati. Cioè, in sostanza, a rinunciare all’acquisto a meno di poter contare su una rete di solidarietà familiare estesa, sulla quale contare per coprire la differenza.
I NUMERI
-23,7%. Acquisti degli stranieri. Nel 2008 le compravendite di abitazioni da parte degli immigrati sono calate del 23,7% con un taglio del fatturato del 30%: dai 16,8 miliardi del 2007 agli 11,7 del 2008
90mila. Compravendite. Quest’anno il numero di compravendite da parte degli stranieri è stimato in 90mila, molto meno rispetto alle 103mila dell’anno scorso e alle 135mila del 2007. Probabilmente ha influito la possibilità del mutuo al 100%
1.600 euro. Pericolo insolvenza. Le famiglie a maggiore rischio default sono quelle con un reddito complessivo intorno ai 1.600 euro mensili. Quelle che, non potendo contare sulla solidarietà familiare, rischiano di non poter accedere al bene casa
70%. La soglia. Il mercato italiano è strutturato sulla possibilità di poter contrarre mutui che coprano il 70% del valore dell’immobile. Con punte del 90 e del 100%, più spesso per gli immigrati e le famiglie indigenti.
RESTO IN ATTESA DEI VOSTRI COMMENTI,Grazie
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Vorrei vendere una casa il cui terreno è catastalmente suddiviso tra varie proprietà. Premetto che tutto il terreno di mia pertinenza è recintato da 32 anni ad uso esclusivo della nostra proprietà.
Per venderlo conviene economicamente utilizzare l’usucapione oppure andare dal notaio con i confinanti specificando per ciascuno la parte relativa di terreno? Quali sono i costi ed i tempi delle due procedure?
grazie
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Buongiorno a tutti, sono assistente immobilare, ovviamente senza patentino per ora, e vorrei sapere se posso usare la mia immagine su cartelloni o pubblicità varia senza dover apparire con il collega iscritto all’albo.
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Buonasera, vorrei esporre il mio problema.
Io venditrice giorno 6 marzo ho stipulato un compromesso con dei signori, il contratto citava che la
Parte promittente venditrice dichiara di essere perfettamente in regola ai relativi regolamenti (a titolo esemplificativo acqua, energia elettrica, riscaldamento ecc.); la medesima parte dichiara, altresì, che le dotazioni di sicurezza e gli impianti sono in perfetta regola e a norma di legge, così come la relativa documentazione tecnica, amministrativa inerente i relativi collaudi e le relative certificazioni, volendone, in difetto, fornire ogni più ampia garanzia personale in merito.
Il rogito verrà stipulato entro e non oltre la data 30 marzo, che costituisce termine perentorio ed essenziale per la parte promissaria acquirente, dietro richiesta di quest’ultima, avanti a notaio dalla medesima indicato.Arrivati a fine marzo nn mi hanno fatto sapere nulla cosi che ho chiamato e ho chiesto che cosa volevano fare e loro hanno dato il via a fine aprile dal notaio.Al che mi sono impegnata per far avere una certificazione di classificazione dell impianto che avrei consegnato il giorno del rogito,l’unica cosa per legge che mi veniva richiesta ,e la certificazione degli impianti elettrici.La certificazione dell impianto riscaldamento e il libretto dell caldaia nn erano in mio possesso,primo perche nn ci vivo piu da un anno e quindi ho chiuso il contatore secondo nn è per legge fornirla,anche perche la casa è stata ristrutturata 20 anni fa.Il rogito era prefissato giorno 20 maggio ma oggi,19 maggio mi ha chiamato il notaio dicendo che si sono ritirati inviandomi una lettera dal notaio che dice di volere indietro il doppio della caparra perche per colpa mia nn sono riusciti a fare il rogito mentre io ho tutte le loro e mail che dichiarano la loro inadempiezza. Volendo posso chiedere io i risarcimenti per varie cose primo perche nn hanno rispettato la data di rogito, secondo perche mi hanno fatto perdere tempo e terzo i risarcimento di soldi e tempo speso? Vi prego rispondetemi Grazie
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Salve a tutti, scrivo in questo interessantissimo forum per avere il vostro prezioso parere circa una mia propsettiva che avrei intenzione di realizzare. Ovvero, è da circa 7 anni che sono titolare di una agenzia imm. ereditata da mio padre e aperta da circa 20 anni. Però, viste le alte spese che questa mi comporta e la concorrenza che incalza sempre di più, avrei intenzione di lavorare solo online, cioè essere presente sui maggiori portali immobiliari e sulle riviste specializzate in materia ed avere un piccolo locale di appoggio però di mia proprietà. Inoltre poichè abbetterei notevolemnte i costi (affitto, segretaria, telefono, luce, etc) potre fare delle promozioni come ribassare la provvigione, farei la certificazione energetica degli immobilia mie spese, ovviamente questo avendo il mandato in esclusiva. Così farei concorrenza ai colleghi ed incentivando le persone a darmi la loro casa. Da un lato la cosa mi intriga, dall’altro mi dispiacerebbe chiudere una agenzia aperta da 20 anni. Voi che ne pensate? il territorio dove lavoro ha circa 20 mila abitanti oltre ad essere interessante per vicinanza al mare per coloro dei paesi limitrofi come palermo e altri. Sono un po confuso e spero possiate darmi validi consigli. Grazie a tutti e buone feste
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Salve,vorrei sapere se un agenzia immobiliare può rifiutarsi di sottoscrivere una proposta d’aquisto verso il venditore con la clausola che attesti che l’offerta è valida salvo l’accettazione della richiesta del mutuo….
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salve vorrei sapere in quali casi potrei perdere i soldi della caparra..e poi vorrei sapere se un agenzia può decidere di tutelarmi, tramite l’inserimento nella proposta d’acquisto della clausola “Salvo accettazione mutuo”,solo nel caso in cui trattassi la concessione dello stesso con un agenzia a loro affiliata…del tipo Epicas,Kiron ecc….grazie
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Buongiorno a tutti, vi pongo una questione piuttosto complicata e dalla quale non so come districarmi. Nel 2005 ho venduto un appartamento comprensivo di garage a 130000. Ora, il mio acquirente mi dice che, poichè ha rivenduto la casa, sono sorte irregolarità, in quanto il garage non era di proprietà - mentre il notaio ha inserito la vedta di questo- e quindi ora richiede la cifra di 12500 euro per il garage che gli ho ipoteticamente venduto - ma di cui in realtà poteva solo avere l’uso - . Il problema è che ovviamente io ero in buona fede e mi son affidata al notaio e soprattutto, quest’ultimo aveva inserito una clausola in cui mi attribuiva la responsabilità in caso di difficoltà per la proprietà del garage. A questo punto, mi chiedo, è normale che metta una clausola del genere, se è in buona fede? secondo me no, sapeva tutto.. ma ha agito secondo i canoni correttezza e buona fede? poteva farmi vendere una cosa di cui non ho la proprietà? che devo fare, ora? non so come agire!!!
Grazie










